Scomparsa
Mi svegliai a terra, con un forte dolore alla tempia. Avevo battuto la testa, ma quanto ero stata sul pavimento? Mi alzai e guardai fuori. Era giorno, avevo passato la notte così e ora ne sentivo le conseguenze. Le mie ossa facevano male. Stavo pensando di scappare di casa e tornare dalla mia tribù ma come avrei potuto io, vivere per sempre così dopo una vita agiata? Però.. La mia famiglia, quella vera aveva bisogno di me.
Non potevo dire nulla ai miei genitori adottivi perché mi avrebbero impedito di farlo, così presi ciò che ritenevo essenziale e uscii di casa assicurandomi di non essere vista da nessuno.
Tornai al lago e mi accorsi che non sapevo come attraversarlo se non a nuovo quindi mi immersi nelle acque gelide del primo mattino e arrivai più in fretta che potevo sull'altra sponda.
Mi inoltrai nella fitta vegetazione: la foresta della pioggia, la foresta amazzonica.
Dopo qualche decina di minuti arrivai alle abitazioni.
Probabilmente tutti dormivano perché non vedevo nessuno. Così cercando di non fare troppo rumore cominciai a chiamare Adahy.
Sentii un rumore provenire da una delle abitazioni, poi si aprì la porta. Era lui. Mi fece entrare accertandosi che nessuno vedesse "ho ricordato tutto.." Dissi malinconicamente "quindi ora sai cosa è successo a Enapay.." Mi rispose anche lui con la tristezza in volto "tu conoscevi mio fratello?" Gli chiesi sorpresa "certo, io e tuo fratello eravamo molto amici. Io voglio vendicarlo. Devo ucciderli tutti. Gliel'ho promesso" ora la sua faccia era scura di rabbia e gli scese una lacrima di dolore. "Aspetta, non tutti sono cattivi. La mia famiglia adottiva, penso che abbia cercato di proteggermi" tentavo di farlo calmare "non ho ricordi di come io sia finita in quella casa ma so per certo che per tutti questi anni loro mi abbiano dato il meglio." Non volevo una guerra.. Amavo la mia famiglia adottiva tanto quanto quella vera.
Mi trovavo in una posizione in cui anche solo un passo falso avrebbe scatenato un putiferio: non potevo dire alla mia tribù che gli invasori spagnoli fossero brava gente, perché non era così. Ma non potevo neanche starmene a guardare mentre sterminavano le persone che mi avevano accolta in casa loro salvandomi la vita, d'altro lato.. La mia famiglia non doveva sapere che io ero tornata nella foresta e che avevo intenzione di rimanerci perché avrebbero scatenato loro una guerra contro la mia tribù.
Decisi quindi di rimanere lì e non tornare più a casa, mi avrebbero data per scomparsa e intanto avrei potuto far ragionare Adahy, Gahege e gli altri.
"Isabel non torna a casa da ieri, cosa dobbiamo fare?" Disse sua madre preoccupata "aspettiamo ancora un po, sai com'è fatta.. Tornerà" risposte il padre cercando di convincersi che stesse bene.
Ma le ore passavano e la loro bambina non tornava, così tutta la famiglia cominciò a cercarla. Andarono al lago, sapendo le sue abitudini, e fu lì che trovarono un fiocco appartenente ad Isabel. La madre scoppiò in lacrime pensando al peggio.
"Sono stati loro, ne sono sicuro" il padre scuro in volto cercava di nascondere le lacrime che scendevano, la loro bambina era stata rapita e sicuramente era opera delle tribù.
Tornarono a casa e contattarono tutti coloro che potevano aiutarli: stava per scoppiare un conflitto all'ultimo sangue.
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