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Ricordi?

Ogni notte facevo sempre il solito incubo: mi sentivo inseguita e correvo nel buio totale quando all'improvviso sentivo uno sparo e guardandomi vedevo un'enorme chiazza di sangue sul mio vestito.
Non riuscivo a capire questo incubo e perché si presentasse tutte le notti.
Un giorno, però, ci fu una svolta nel mio sogno: dietro di me sentivo una voce che mi urlava "corri Shivani, corri e non ti voltare!". Questo non mi chiarì affatto le idee, anzi mi confuse di più. Avevo sempre pensato che i sogni fossero il frutto dei nostri ricordi, anche quelli più nascosti che non riusciamo a scovare ad occhi aperti.
Così cominciarono a venirmi dei dubbi.
Mia madre non mi raccontava mai di quando ero ancora una neonata che prendeva il latte neanche se glielo chiedevo.. Tutti i suoi racconti su di me risalivano a quando avevo più o meno quattro anni.
Non era l'unica a nascondermi qualcosa, neanche i miei fratelli e mio padre parlavano della mia nascita o di quando ero ancora tanto piccola.
Inoltre, con il mio aspetto, non sembravo una componente della famiglia nobile e mi chiedevo per quale motivo fossi così diversa.
Nell'animo mi sentivo selvaggia, non mi piacevano le cene e le feste nobiliari. Piuttosto amavo gironzolare per il bosco o fare il bagno nel lago.
Avevo pensato tante volte alla possibilità di scappare di casa, ma avrei sicuramente dato un dolore troppo grande a mia madre che non se lo meritava.
Eppure quel sogno sembrava appartenermi, diversamente da tutto quello che realmente mi circondava, quel sogno mi faceva provare nostalgia ma non sapevo di cosa.
Stavo ricordando a metà una piccola parte della mia vita? O magari era un semplice sogno formato da pensieri sconnessi che non avevano nessun senso logico?

In un bel pomeriggio caldo decisi di andare al lago per nuotare.
Attraversai il bosco dietro casa e quando arrivai vidi l'acqua limpida che mi aspettava.
Mi tuffai, amavo nuotare in quelle acque. Mi facevano sentire libera. Libera di fare ciò che volevo.
L'acqua alta e sporca di fanghiglia non mi permetteva mai di vedere il fondale così mi immergevo per ammirare il mondo sottomarino.
Quel giorno però mi spinsi troppo in profondità ad osservare delle piante su una roccia che mi cadde sul piede. Non riuscivo più a liberarmi e mi mancava il fiato.
Stavo morendo, mi mancava il respiro. Era arrivata la fine per me.

"Correte servono delle coperte!" Sentivo delle voci ma non vedevo nessuno "correte! Morirà di freddo qui in mezzo alla foresta!"
Aprii gli occhi, ero circondata da persone.. Ma non erano le solite che ero costretta a vedere a casa.
Erano.. Indigeni? Dove mi trovavo? Perché ero lì?
Mi alzai di scatto e guardai tutti. Nessuna faccia conosciuta.
"Ciao, Adahy ti ha trovata sul fondo del lago. Stavi per morire" mi stava parlando un signore ansiano "Adahy? Chi siete? Cosa volete farmi?" Chiesi io preoccupata "oh nulla ragazza, vogliamo assicurarci che tu non muoia qui. Poi potrai andartene" questa volta a parlarmi era un giovane ragazzo. A guardarlo sembrava avere la mia età "è colui che ti ha salvata" e quindi lui era Adahy? "Grazie mille. Ti devo la vita.."
Restai nel bosco ancora per un po, volevano accertarsi che fosse tutto apposto. Mi spiegarono che se io fossi morta lì, tutti avrebbero dato la colpa all loro tribù e sarebbe cominciata una guerra.

"Adahy? Ti chiami così giusto?" Vidi il ragazzo che mi aveva salvata seduto in riva al fiume quando stavo per tornate a casa "si, sono Adahy, colui che vive negli alberi" "cosa vuol dire?" "Questo. Il mio nome ha questo significato. Tu come ti chiami?" Mi chiese senza guardarmi, continuando a fissare il lago "Isabel" gli risposi. Volevo sapere di più riguardo la loro cultura così mi misi seduta accanto a lui.
"Sai cosa significa il mio nome?" Gli chiesi incuriosita della risposta "no, il tuo nome è diverso dai nostri" non capivo cosa volesse dire.. Così gli chiesi "invece.. Il nome Shivani che significato ha?" "Shivani, moglie di Shiva" "chi sarebbe questo Shiva?" "Il nostro Dio che ci salverà, lui è il Dio della creazione e della distruzione. Per questo distruggerà il male e ci permetterà di riprenderci la nostra terra". Non credevo in tutte quelle cose ma non volevo offenderlo. Avevo imparato a non parlare se non dovevo dire qualcosa di carino "perché ti interessa?" Mi chiese "perché faccio sempre uno strano sogno, nulla di importante" gli dissi io ridendo. "I sogni sono importanti, rivelano ciò che siamo" mi rispose. Io avevo pensato una cosa simile.. Ma non poteva essere vero.. "Raccontamelo" mi chiese, questa volta mi guardava negli occhi.
"Nel mio sogno ci sono io che scappo nel buio ma non so da chi. Poi sento uno sparo e mi ritrovo piena di sangue, ma sto ancora scappando. Intanto dietro di me sento una voce che mi grida di correre e mi chiama Shivani"
Il ragazzo che mi stava ascoltando spalancò gli occhi e disse "ti ho trovata".

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