Chapter 29: Wild
Doppio aggiornamento per una futura sorpresa. :)
Non credo ai miei occhi.
Davanti a me, la ragazza di cui sono stato innamorato per quattro anni mi sorride, i suoi capelli color caramello una volta mossi ricadono adesso lisci sulle spalle, dandole quell'aria matura che lei ha sempre voluto avere.
Eppure, qualcosa è cambiato.
I suoi occhi simili ai miei hanno perso quella freschezza e quella spontaneità di una volta, i lineamenti sono più marcati, più adulti, gli zigomi più pronunciati, ma rimane sempre bellissima.
È strano, sembra la stessa Nina di cui ero pazzo, eppure quella davanti a me risulta essere una sconosciuta, soprattutto quando la vedo sedersi in maniera composta sul divano nel soggiorno ormai vuoto, l'unico rumore quello dei suoi tacchi e dei nostri respiri.
Amandine l'ha guardata con diffidenza, come fa con la maggior parte degli sconosciuti, e nonostante lei, sua madre biologica, le abbia sorriso, lei si è nascosta dietro le gambe di Casey, provocando un momento di tensione prima che io le dicessi di portarla a casa sua.
"Perchè?" Chiedo, a voce bassa, talmente bassa che mi chiedo se lei stessa mi ha sentito, ma ne ho la conferma quando la vedo accavallare le gambe come le donne precise ed impeccabili che si vedono alla televisione, ed immediatamente la mia mente corre a Casey, la dolce ragazza che incrocia le gambe o si appallottola, posando la testa allo schienale mantenendo quel sorriso dolce sempre sulle labbra.
"Sono tornata per parlarti" esordisce, mordendosi piano il labbro perfettamente dipinto di rosso, ed io la guardo, aspettando che continui.
"Mi sono comportata da stronza, lo so, e non ho una valida motivazione per ciò. La bambina..." comincia, ma io la interrompo immediatamente, quasi ridendo davanti al fatto che non sappia neanche il nome di sua figlia.
"Amandine" intervengo, con tono di scherno, e lei morde più violentemente il labbro prima di annuire leggermente.
"Un bellissimo nome, Ash" risponde, sorridendo, ma io non riesco a ricambiare, sentendo solo il dolore nel mio petto.
"Perchè sei tornata, Nina? La verità" chiedo, nuovamente, il tono sempre più duro per mascherare il dolore, e finalmente vedo la sua espressione vacillare e la maschera scivolare.
"Volevo scusarmi con te, Ashton. Non voglio tornare nella tua vita...o in quella di Amandine, voglio soltanto il tuo perdono" mormora, ed io rimango incredulo a quelle parole per l'ennesima volta di oggi.
"Non vuoi far parte della vita di tua figlia? Non ti ha fatto male vedere il sangue del tuo sangue avere quasi paura di te, andare a nascondersi dietro ad una ragazza che per lei non è nessuno ma che eppure le ha fatto da mamma quando tu non c'eri? Davvero, Nina?" Chiedo, lasciando finalmente uscire tutta la rabbia che ho trattenuto fino a quel momento, ed i suoi occhi si fanno liquidi, eppure non provo compassione per lei, si merita queste parole.
"Mettiti nei miei panni, Ashton! Ho dato alla luce una bambina a diciotto anni, per l'amor del cielo! Avevo appena finito le superiori!" Esclama alzando la voce, e quelle parole aumentano soltanto il mio rancore.
"Io avevo la tua stessa età, Cristo santo, so benissimo come ti sentivi! Eppure, mi sono dato da fare e ho messo da parte ciò che più amavo per prendermi cura della cosa più importante della mia vita. Non sono stato egoista come tu sei stata" rispondo, alzandomi in piedi, e Nina mi imita, guardandomi con un misto di senso di colpa, rabbia e tristezza.
"Lo so, Ash, lo so, e per questo sono venuta a chiederti scusa" mormora, all'improvviso indifesa, ed io rivedo quella ragazza che tanti anni fa riusciva a far battere il mio cuore ad un ritmo mai sentito.
"Non posso perdonare, posso solo dimenticare" rispondo, sinceramente, non avendo più nulla di dire, volendo soltanto correre da Casey e dimenticarmi del mio problema che è in piedi di fronte a me.
"Sei innamorato di quella ragazza, non è vero?" Chiede all'improvviso, alzando gli occhi per incontrare i suoi, ed ora riconosco solo un'emozione: rassegnazione.
"Sì" rispondo, piano, non avendo nulla da aggiungere, e Nina annuisce semplicemente prima di superarmi, dirigendosi verso la porta d'ingresso.
"Mi dispiace per come è finita tra di noi, Ashton. Non sono io la persona giusta per te, spero che lei sia migliore di me" confessa, con gli occhi lucidi, ed io annuisco, stanco, semplicemente stanco, prima di aprire la porta e, in un battito di ciglia, il mio problema è sparito per sempre un'altra volta.
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