Capitolo 11:
Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa.
Cit. Lev Tolstoj
Capelli castano scuro con riflessi biondi. Denti bianchissimi. Pelle chiara. Naso con la stessa forma di quello di Amanda. Stessi i lineamenti, stesso il colore degli occhi. Poteva veramente essere così? Era lui il gemello?
- Come posso fidarmi di te? Guarda che è un argomento serio - con una vena di titubanza uscì dalla bocca di Amanda.
- Hai presente il ragazzo con cui hai parlato? -.
- Quello che credevo sapesse del mio gemello? -.
- Esatto. Lui è un mio carissimo amico. Sapeva che stavo cercando da anni la mia gemella e mi voleva aiutare a trovarla -.
- Ma come hai capito che ero io? -.
- Non sei l'unica ad aver indagato sugli altri -.
- Sì, ma io non ci credo che sia tu -.
- Lo immaginavo, per questo quando vorrai ti farò incontrare la famiglia che mi ha accolto -.
- Verrà anche Elisa - il tono era pacato.
- Certamente. Ora, se ti va di farmi qualche domanda, io ci sono -.
- Oi, Andrea, ma secondo te 'sto "Asso di Picche" è un tipo sveglio seriamente? -.
- Ma sì. Perché, vuoi conoscerlo? - disse con tono provocatorio.
- Bè, sarebbe interessante conoscerlo -.
- Bah, contento te... -.
- Sai dov'è l'ufficio? -.
- Sì, più o meno -.
- Allora andiamo a conoscerlo! -.
- Zambonin, non è che Preziosi ti aveva dato delle mansioni? -.
- Secondo te perché ho voglia di uscire? -. Risero come due ragazzi.
- Pur di non fare un bel niente te ne esci a cercare uno a caso? -. Zambonin corrugò le soppracciglia, le alzò e sorridendo disse: - Non sottovalutarmi! E poi, se mi accompagni, vuol dire che neanche tu muori dalla voglia di lavorare! -.
Giunsero alla città della profonda bellezza, che trasuda malinconica beatidune ad ogni angolo. Superarono calli, sotoporteghi, ponti e piazze. I muri angusti. Le porte di legno. Le finestre spalancate. Le urla dei gondolieri dai canali: - Pope! -; -Oe! -. Le risate dei piccioni a Piazza San Marco, coi turisti che scattano foto a manetta. I caffè costosissimi. I traghetti colmi e ricolmi di gente. Le imprecazioni degli abitanti in quel dialetto orecchiabile e simpatico.
Andrea amava Venezia.
L'"ufficio" era una casa in apparente stato di abbandono, con fuori un cartello: "Ufficio investigazioni Bosso".
- Si chiama Bosso? -.
- A quanto pare - rispose il collega più giovane.
Amanda si accartocciava la mani: era pensierosa. Elisa lo notava chiaramente. Si strisero l'una all'altra.
- Secondo te è lui? -.
- Non lo so -.
- Magari sì -.
- Non lo so, non voglio illuderti. Ci rimarrei troppo male nel vederti soffrire -.
Si baciarono.
Ad accoglierli giunse una signorina formosa e bassa, trent'anni e non di più. Occhi chiari, occhiali grandi. Capelli mori, sciolti e lisci.
- Come posso esservi utile? -.
- Il signor Bosso? - interloquì Zambonin.
- Prego, seguitemi -.
Superarono una rampa di scale, un corridoio e si pararono di fronte alla porta più in fondo dall'entrata. La signorina, che a occhio e croce doveva essere la segretaria, bussò e successivamente aprì.
Seduto vi era il celebre "Asso di Picche". Un uomo dai lineamenti fini, gli occhi smeraldo, il naso importante e i capelli medio lunghi di color castano scuro. Una corporatura apparentemente esile, ma con una docile robustezza sulle braccia. Vestiva un completo grigio con una cravatta bordeaux.
- Buongiorno! - gridò alzandosi in piedi il detective. Giunse appresso i due militari per stringere la mano.
- Salve, Asso di Picche - di nuovo parlò Zambonin. Andrea preferiva non parlare troppo. Voleva godersi a pieno tutta la scena.
- Abbiamo qua un Brigadiere capo e un vice Brigadiere. Direi che il più anziano ha il grado più alto -. Aveva ragione, ma i Carabinieri non risposero.
- Eddai, se state zitti vuol dire che ho ragione. So leggere i gradi sulle divise -.
- Se sa leggerli, perché ce li chiede? - domandò Andrea.
- Perché volevo confermare le età. Ma in ogni caso, io posso aiutarvi solo in determimate condizioni: non dovete assolutamente lavorare con altri investigatori mentre lavorate con me; non dovete essere: preti, democristiani o della Finanza; dei soldi si parla alla fine. Tutto chiaro? -.
Intervenne Andrea: - Mi scusi, ho due domande. Intanto, cosa le dice che noi vogliamo lavorare con lei se non ci ha ancora fatto parlare? -.
- Suvvia, abbiamo il Brigadiere capo che ha la divisa stropicciata da giorni che la usa, ma neanche lontanamente sporca. Questo mi fa pensare che di "missioni emozionanti" non ne ha fatte ultimamente. Ergo, il vostro caso, che necessariamente deve essere non molto recente, o non l'ha scalfito, oppure siete stagnanti in un punto. Anche la sua divisa non mi dice niente di diverso. Se non che anche lei, come me, ha dei problemi col Fisco: puzza d'erba e ha degli spinelli sulla tasca destra dei pantaloni -.
" Ma allora è un vizio quello di beccarmi la tasca destra dei pantaloni! " pensò Andrea.
- Inoltre - proseguì Bosso: - non siete veneziani. Deduco quindi che voi siate venuti da lontano per farmi partecipare al vostro caso. Avete addosso scarpe da tennis: sapevate che c'era da camminare; se voi aveste voluto fare solo un'amabile uscita per la città più bella del mondo, potevate benissimo uscire con scarpe normali da lavoro. Non basta? Giornata calda oggi e voi siete vestiti leggeri. Avevate programmato di stare all'aperto. Neancora? Lei ha il segno dell'abbronzatura dell'orologio sul braccio, ma ora non ce l'ha, segno che non le importava fare mansioni lavorative in cui bisognasse tenere il tempo. Se ha il segno dell'abbronzatura vuol dire che ha lavorato ultimammente molto fuori, perché l'estate è appena cominciata. L'orologio è nella tasca sinistra, altro che conferma che normalmente lo porta ma che ora non le interessava vedere il tempo. Altro? -.
- No, può bastare. Abbiamo bisogno di lei - diede conferma Zambonin.
- L'altra domanda? -.
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