20- Arpia
Canzoni per il capitolo:
Life on the party di Shawn Mendes
« Accomodatevi. » È l'unica cosa che ci dice il medico, prima di lasciarci entrare.
La prima ad entrare è Anna, che si accorre sul corpo di Ashley disteso sul letto. Ben la segue subito dopo.
Io sono fermo. Immobile.
Ho paura di entrare. Ciò che sto per vedere potrebbe causarmi chissà quale male.
Mi sento così inutile...
Avrei dovuto proteggerla. Che razza di fidanzato sono?
Non oso nemmeno immaginare la delusione che leggerò nei suoi occhi quando mi vedrà.
Sento una mano prendere la mia.
Ingrid.
« Se non vuoi entrare ti posso accompagnare a prendere un caffè. » Sussurra lei sulla mia spalla, accoccolandosi appena.
« No. Voglio vederla. »
Lei annuisce delusa.
Mi avvicino ad Ashley lentamente. Anna le sta accarezzando i capelli.
Ha gli occhi chiusi.
Cosa..?
« Sta solo dormendo. » Mi rassicura il medico vedendo la mia espressione.
« Quando potrà andarsene? » Chiede Anna asciuganosi le lacrime.
« Anche domani ma vi consiglio di lasciarla qui per un paio di giorni per accertarsi che stia veramente bene. »
Ci saluta con un cenno del capo e poi si congeda, lasciandoci da soli.
Anna finisce di salutare Ashley e poi chiede a Ben di riaccompagnarla a casa. La gravidanza le prosciuga metà delle sue energie, la capisco se ha bisogno di riposare.
« Chiamami se succede qualcosa. » Mi dice Ben.
Io mi limito ad annuire. Un secondo dopo mi ritrovo da solo con Ashley. Mi avvicino con cautela, per paura di svegliarla, e con delicatezza mi siedo sul letto accanto a lei.
I lunghi capelli corvini le contornano il viso pallido. Le sue labbra sono rimaste splendide, carnose e rosee. Leggermente gonfie su un lato con un un taglio abbastanza evidente. Nonostante tutto rimane bellissima.
Le afferro la mano e la stringo forte.
« Quando ho sentito la tua voce urlare in quel capannone...mi è cascato il mondo addosso. E ti sembrerà strano ma non è più che altro perché eri in mezzo alle fiamme. Ma perché eri in balia del tuo passato. »
« Mi hai già raccontato dell'incidente... dev'essere stata dura per te vivere quel momento. Non immagino quanto possa esserlo riviverlo di nuovo...
Ci è mancato tanto così... ed ecco che ti perdevo. Non so bene cosa sia successo... ora quel che conta sei tu. Ti prometto che d'ora in poi ti proteggero sempre. Hai capito? Sempre. » Mi alzo in piedi e le lascio un tenero bacio sulla fronte.
« Federico? »
Mi giro. « Ingrid... »
È in piedi davanti alla porta. Rividerla ha accesso in me ricordi dolorosi. Mi ricorda il periodo in cui l'avevo preferita ad Ashley...
Indossa la sua divisa da infermiera, è rimasta la stessa. È cambiata di poco. I capelli castani si sono appena schiariti.
« L'orario delle visite è finito. È ora di andare. »
Annuisco. Mi giro di nuovo verso Ashley e le accarezzo la guancia.
Mi avvicino alla porta, sentendomi sempre più male ad ogni passo che faccio lontano da lei.
« Andrà tutto bene. » Mi dice Ingrid prendendomi per mano.
« Non capisco... »
« Cosa Federico? »
« Io...io ti ho fatta soffrire. Perché sei così gentile con me? » Chiedo confuso.
Lei mi accarezza il viso e mi sorride.
« Non potrei mai essere arrabbiata con te... »
« Grazie. Sei una ragazza... davvero fantastica. Significa molto quello che stai facendo per me... »
« Non ti preoccupare Federico. A lei ci penso io... »
Sorrido e mi avvicino per darle un dolce bacio sulla guancia.
« Prenditi cura della mia principessa. » Dico uscendo dalla stanza.
« Oh... puoi contarci... »
||Ashley ||
Sedevo ansiosa in cucina, in attesa dell'arrivo di Nicole e papà. Mia sorella era a scuola, come ogni pomeriggio a portarsi avanti con i compiti. E papà...beh da qualche parte per la città con una siringa attaccata al braccio.
Sentì il rumore della serratura scattare. Scesi dalla mia sedia e a passo spedito mi accorsi per vedere chi fosse appena rientrato.
« Nicole! » Di solito era lei la prima a tornare a casa. Papà tornava solo durante l'ora di cena, per poi sparire di nuovo tutta la notte. Ma quel giorno non era lei a rientrare da quella porta.
« Oh...papà! »
« Che hai da guardare mocciosa? » Sputo acido lui. Ero piccola ma sapevo riconoscere perfettamente una persona ubriaca. E lui lo era sempre. Quindi non mi stupì quando vidi i suoi occhi rossi o il suo aspetto sbandato. Era nella norma ormai.
Non mi piaceva restare da sola in casa con papà, quelle poche volte che succedeva mi rintanavo in camera mia.
E avevo intenzione di farlo, ma lui mi fermò.
« Dove credi andare...? » Biascicò malefico.
« Di là. » Risposi impaurita.
« Non vuoi stare insieme al tuo papà, è? »
Io per tutta risposta scossi la testa in segno di negazione.
« Lo sai vero che quello che dovrebbe scappare schifato dovrei essere io e non te. Ma chi ti credi di essere? Ti senti nella posizione di giudicare? Credi che io non sappia cosa pensi di me? Mi consideri un vecchio ubriacone...non è così. » Lui sputò sul pavimento, appena vicino alle mie ballerine. « Perché ovviamente tu sei un angioletto. Un tenero dolce angioletto. Ma la verità è che sei un assassina. »
Quelle parole furono un duro colpo per me. Erano di un peso troppo grande per una semplice bambini, anche per mem« NON È VERO! » Urlai piangendo.
Lui ridacchiò divertito. « Sei solo un mostro Ashley. Un mostro. »
« Sei tu il mostr-... » Ma non riuscì a finire che la sua mano volò sulla mia guancia.
La mia carne iniziò a bruciare dopo quel colpo. E mi ritrovai a piangere ancora più forte.
Alzai lo sguardo lentamente, per paura di incrociare i suoi occhi di fuoco. Ero convinta che mi stesse guardando con rabbia e disprezzo invece...piangeva.
Era la prima volta che lo vedevo in quelle condizioni.
E mi spaventai ancora di più per questo.
Lui si avvicino cautamente a me e mi prese il viso tra le mani asciugandomi le lacrime.
Era così folle quello che stava succedendo. Non mi guardava più con ribrezzo e disgusto, ma con pentimento e sofferenza.
« Mi dispiace... » Sussurrò lui. « Mi dispiace... Katherine. »
Tutto mi fu più chiaro. Come potevo credere che a lui importasse qualcosa di me. Che si comportasse in modo diverso nei miei confronti. Che in realtà lui mi volesse bene ma che non riuscisse a dimostrarmelo.
Lui mi aveva chiesto perdono solo perché mi credeva la mamma. Non era la prima volta che succedeva che qualcuno mi paragonasse a lei. Dicevano che eravamo due gocce d'acqua. In tutto e per tutto. Ma io non ci ho mai creduto.
« Io non sono la mamma. Non lo sono oggi e non lo sarò mai. Lei è morta. »
Fu li che accadde l'inevitabile.
I miei polmoni sono come accarezzati da una fresca aria primaverile, non più da quel soffocante fumo. Mi sento così leggera ma terribilmente debole.
La mia testa sembra sul punto di scoppiare.
L'incendio.
Il capannone.
Ingrid.
Federico...
Federico? È tutto così confuso.
Come avrà fatto a trovarmi? Mi chiedo se stia bene.
Mi ha salvato la vita. Lo ha sempre fatto.
I miei occhi sono ancora chiusi.
Faccio appello a tutte le mie forze e riesco ad aprirli in un a piccola fessura, abbastanza grande da farmi vedere dove mi trovo.
È tutto così bianco. Inclino lo sguardo verso il basso e vedo il mio braccio attaccato a dei strani fili e tubi.
Devo essere in un ospedale.
« Federico... » Vorrei che fosse qui.
Osservo una figura avvicinarsi al mio letto. Per un attimo penso sia lui, ma non è così.
Cerco di focalizzare bene sul suo volto. Ma niente.
« Chi sei...? »
La figura ridacchia sommessamente. « Ti sei già dimenticata di me, Ashley? »
Le mie orecchie non credono a ciò che sentono. « Cosa...Ingrid? » La sento prendere il mio braccio. Vorrei urlare, chiamare aiuto ma non ci riesco.
« Che vuoi farmi? Ti prego...lasciami stare... » Piagnucolo disperata.
La vedo armeggiare con una siringa con dentro uno strano liquido verde.
Che cosa ha intenzione di fare? È per caso impazzita?
« No! No! No... ti supplico ferma! »
« Ssh... presto sarà tutto finito. » Inserisce l'ago nel tubo collegato al mio braccio e spinge il liquido dentro.
« Non lo fare...non lo... » Inizio a sentirmi più debole di prima, non ho neanche la forza di parlare. Le mie palpebre cominciano a farsi più pesanti.
« Rilassati, Ashley. »
« Federico... » Sono disperata. Lui dov'è? Ho bisogno di lui.
« Oh non ti preoccupare. A lui ci penserò io. »
« No... »
« Ssh. Fa silenzio. Goditi i tuoi ultimi atti di vita. Perché nessuno verrà a salvarti. »
🙈NO OK! Adesso è ufficiale...mi state odiando. Io ve lo avevo detto che non era ancora finita.
Altra cosa per cui forze mi odierete. Vi ricordo che stiamo ancora all'inizio della storia. Di solito faccio circa 30\40 capitoli. E tipo ieri mi sono messa a pensare a come potrebbe essere il finale di trilogia. E se ve lo dicessi ora firmereste una petizione per uccidermi. 😂
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