Capitolo 8 • Indecifrabile
A lezione, noto che Alessandro è pensieroso. È probabile che non voglia seccature, ma devo chiedergli per forza se sarebbe disposto a girare il video musicale di Chiara con me.
- Ale.
La mia voce arresta i suoi passi. Mi è sempre piaciuto osservare la sua corporatura, alta e snella, ma larga di spalle. Oggi indossa un adorabile maglioncino color cachi abbinato ad un paio di pantaloni beige che gli stanno a pennello.
- Sì? - risponde al richiamo, catturandomi con quei suoi occhi azzurri da brivido.
- Hai un minuto? - esito.
Non avere paura, rilassati. Andrà tutto bene.
Faccio un respiro profondo.
- Anche due. - acconsente, tranquillissimo.
A giudicare dalla quantità di persone che stanno rientrando in aula, la prossima lezione dovrebbe essere sul punto di iniziare.
Trascino Alessandro più in là nel corridoio, dalla parte opposta rispetto alle macchinette così da non correre il rischio di essere disturbati.
- Ecco, ho una proposta da farti. Hai presente Chiara, la cantante? - esordisco.
Lui ci pensa su.
- Quella che ha vinto Voci italiane due anni fa. - aggiungo.
- Ah, sì. Mia nonna mi avrà fatto una testa così a furia di parlarne. Li segue tutti, questi programmi. Tutti. - asserisce lui, in risposta.
Sorrido.
- Bene. Devi sapere che è mia amica. A breve rilascerà una nuova canzone, con tanto di video musicale e... Insomma, penso che potrebbe inserire te come personaggio maschile.
È stato faticoso, ma ci sono riuscita. Finalmente gliel'ho detto.
Alessandro è stupito come da previsione, senza parole.
- Vorresti... Ascoltare la canzone? Conoscerla? - continuo, per esortarlo a reagire.
Si gratta la nuca.
- Mmh... Non penso che sia una buona idea. A me non interessano queste cose. - declina, a disagio.
Quando rivolge lo sguardo all'atrio della facoltà, che presenta numerosi riferimenti alla fisica e alle personalità illustri che ne hanno plasmato e organizzato i contenuti, si apre la porta retrostante la sua spiegazione e comprendo il vero motivo. Lui vuole concentrarsi sugli studi, fare carriera, compilare un curriculum di tutto rispetto senza macchiarsi la reputazione con frivole comparse nel mondo dello spettacolo. Non vuole appartenere a quel mondo, né ad altri.
- Oh, okay. Nessun problema. - annuisco.
- Emma...
Sbatto più volte le ciglia.
- Dico davvero, non sentirti in colpa. - rimarco.
- Io non mi sento in colpa. Voglio... voglio solo chiederti chi è il personaggio femminile. - replica lui, cercando di attutire l'imbarazzo che si sta insinuando fra noi.
Il lato paranoico di me va nel panico, quello intelligente mi suggerisce di mentire ed evitare una situazione davvero scomoda.
Mi passo una mano fra i capelli biondi e lo guardo, sforzandomi di essere convincente.
- Non lo so. Chiara mi ha chiesto consiglio soltanto per quello maschile. - faccio spallucce.
Alessandro sembra crederci.
- Senti, provo a chiedere a Nico, okay? Mi dispiace non esserti d'aiuto. - ritratta, con qualcosa che somiglia al vero dispiacere.
- Nico? Nicola? S-sì, certo. Va bene. - balbetto, sorpresa.
Un'alternativa a cui non avevo pensato è di certo quella di Nicola, un ragazzo molto carino anche lui, forse persin più di Alessandro. A dire il vero, non avevo proprio calcolato un'alternativa.
Il ragazzo di fronte a me rimane fermo, senza fare niente più che respirare mentre i nostri occhi s'incatenano. Ho davvero un debole per le iridi chiare e le sue giocano sporco, ora.
Sento il suo respiro farsi rapido e lo spazio fra la mia schiena e il muro diminuire. E, non so neanche come, mi ritrovo preda dei suoi baci, della sua passione che mi travolge e mi coinvolge, di quella tempesta che si sprigiona soltanto quando ci siamo io e lui. Al di fuori di questa nostra bolla, è posato e contenuto; quando ci isoliamo, invece, accade la magia. Mi incanta, mi strega, mi fa sognare.
Le sue labbra dolci mi sfiorano, poi premono con più sentimento, velluto caldo, impetuoso. Ogni ritocco mi riporta sempre più indietro, alle coste bianche dove l'acqua salata lambiva le rive assolate. E mi tornano in mente i nostri corpi umidi, con i granelli di sabbia incollati addosso e i baci ovunque, il vento tra i capelli, il profumo di mare tutto intorno.
Allo schiocco dell'ultimo bacio mi distanzio. Ho bisogno di decifrare questo ragazzo.
Lui, però, mi guarda con quegli occhi densi di desiderio che mi rendono arduo il compito. Sembra lo stesso verde delle foglie interne di una foresta fitta, in cui i raggi del sole si intravedono a malapena.
Sospira piano, come a volersi riprendere.
- Dobbiamo rientrare.
Sipario.
Ma, esattamente, cos'è successo?
Le voci in aula mi giungono ovattate, i volti sfocati. Necessito di un ordine nei miei pensieri, di attribuire una spiegazione logica agli ultimi cinque o dieci minuti. Alessandro dovrebbe essere chiaro nelle parole e rispecchiare i suoi ragionamenti nei fatti, invece di baciarmi senza un motivo quando gli gira.
Un'altra domanda sensata potrebbe essere quella in cui mi chiedo perché glielo permetto. Peccato che la risposta sia tanto semplice quanto deludente... Quando lo guardo negli occhi non ci capisco più niente. Ed è semplice perché la prima cosa a cui penso è quel verde ammaliante, deludente perché sento subito il senso di impotenza avvolgermi stretto. La magia non si sconfigge col raziocinio. Non è mai capitato neanche nei più strambi libri fantasy: perché dovrei riuscirci io?
Torno a casa con la testa piena di dubbi e finisco con il lamentarmi prima con mia madre al telefono e poi con Sara durante la cena.
- Gli uomini sono tutti scemi, Emma. Non sanno neanche loro quello che fanno. - sbuffa.
Intuisco che deve aver litigato con Tommaso, quindi non rincaro la dose e lascio che si prenda il suo tempo per sfogarsi con me.
Lei, però, continua a mangiare senza aggiungere altro ed assume un'aura da menefreghista che quasi mi convince. Che classe.
- Sara...
Alza gli occhi scuri su di me.
- Emma? - mi fa eco, innocente.
- Sara... Su, racconta. Che è successo oggi?
La linea severa che formano le sue labbra tradisce tutti i suoi sforzi di simulare serenità e benessere assoluti.
- È successo che Tommy non vuole darmi retta. Se continua a fare la testa di cazzo in questo modo, giuro che prendo il primo treno per Bologna e gli sbatto la testa contro il muro finché non inizia a ragionare. - sibila, a denti stretti.
Annuisco, ammirandola.
- Questa è la mia amica Sara. La mia grandissima amica Sara, con due palle grosse così.
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Sara è l'amica saggia che vorremmo tutte al nostro fianco. E Alessandro... Che dire, rappresenta il tipico ragazzo che viene trascinato verso l'età adulta con ancora gli ormoni di un ragazzino. Cerchiamo di capirlo 😂
Baci ❤
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