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Capitolo 7 • Piscina blu

- Sei mai stata su uno yacht?

Il cielo stasera è qualcosa di unico. Nel blu notte che lo rende quasi nero, si tuffano milioni di stelle e scintillano come piccole gocce d'acqua tra schizzi e flutti. La linea d'orizzonte si cela lontano, dove le onde hanno inghiottito la luce e ne riflettono una minima parte in superficie, dolcemente cullate dal pallore lunare.

Il mio abitino lilla di stoffa leggera svolazza con il venticello giulivo e si libra nell'aria.

- No. Se fossi la figlia di un ricchissimo imprenditore, magari... - scherzo.

- Neanch'io lo sono, ma ho ottenuto due pass per una festa esclusiva e non intendo buttarli in mare. Allora, ci vieni con me? - propone Alessandro, emozionato.

L'idea di intrufolarsi in una festa a cui non siamo invitati è chiaramente pericolosa, ma lui sembra vivere apposta per provare questo brivido.

E chi sono io per fermarlo?

- Sì, ma... Dovremmo cambiarci, mettere qualcosa di più elegante forse. E poi, come diavolo hai fatto a procurarti i pass?

- Non devi preoccuparti di niente, ho pensato a tutto io. - sogghigna lui.

Ci rechiamo al suo alloggio, che si rivela vuoto perché i suoi amici sono andati a ballare sulla spiaggia senza di lui. Immagino che anche le mie amiche si stiano divertendo anche senza di me...

Alessandro tira fuori un vestito molto corto e molto sottile color carne, di stoffa glitterata.

- Penso che ti stia. - dice.

Lo prendo e lo appoggio sulla sedia qui di fianco, dopodiché mi svesto. Non mi sfuggono gli occhi di Alessandro sul mio corpo nudo, eccezion fatta per il bikini.

Porto le mani alla mia schiena per togliermi il reggiseno, visto che il vestito che indosserò ne richiede l'assenza.

Lui si avvicina e mi accarezza la spalla, poi trova le mie dita alle prese col nodo del costume e le scansa, arrogandosi il diritto di assolvere il loro compito. Scivola su e giù per la mia spina dorsale provocandomi un brivido ad ogni sporgenza ossea che incontra. I miei capelli svolazzano fino a ricadere sull'area destra del petto.

La stoffa che nascondeva il mio seno plana sul pavimento e quelle dita che tanto mi stuzzicavano il dorso ora pizzicano davanti e lusingano i capezzoli.

Prendo il volto di Alessandro tra le mani e lo bacio, imprimendo tutta me stessa nell'intensità con cui le nostre labbra si toccano. Inclino la testa per trovare un migliore incastro e lui va alla ricerca di maggiore profondità. Mi solleva prendendomi per le cosce e io le allaccio al suo bacino, dopodiché mi stende sul letto.

- Non immagini che bella visuale sia questa. - confessa, a voce roca.

Lascia cadere la sua maglietta sulla sedia e si sfila pantaloni e boxer in un solo colpo, facendomi sollevare le sopracciglia.

- Cos'è quella faccia? Mi hai già visto nudo, no? - domanda lui.

- Certo. Non ti eri mai svestito così in fretta, però. - ridacchio.

Alessandro assorbisce la mia risata e la interiorizza, riflettendola in un sorrisetto malizioso di rimando nei miei confronti. L'aria inizia a caricarsi di un'elettricità che ho già sperimentato. Gli rivolgo uno sguardo intenso, pieno di aspettative.

A questo punto, mi sfila gli slip e si tuffa di testa nel lago che si è creato tra le mie gambe. Risucchia tutto, con una dedizione che mi mozza il fiato quasi quanto la sensazione della sua lingua proprio lì, insaziabile.

Mi guarda.

E io soccombo.

Inspiro a fondo e butto fuori tanta aria che i polmoni mi sembrano compressi, eppure non riesco a resistere ancora. Esplodo in una tempesta di tremiti.

- Stai bene? - sussurra Alessandro, risalendo e ponendo una mano sul mio fianco destro.

Recupero un po' di fiato.

- Oh mio Dio, sì. Fin troppo. - sorrido.

Nei suoi occhi verdi ormeggia una soddisfazione che brilla come migliaia di fuochi d'artificio in cielo allo stesso tempo.

Poggia le labbra sul mio lobo e traccia una scia che attraversa la mascella e si sofferma sul collo prima di costellare i miei seni di baci e carezze. Torna infine sulle mie labbra per un lungo istante, prima di assentarsi per indossare una protezione.

Ed è così, dall'alto del trionfo del testosterone, che si addentra come uno sconosciuto che bussa alla porta. Mi lascia il tempo di abituarmi a tale pienezza e solo quando mi vede rilassata prende più confidenza con i movimenti.

Siamo già stati intimi fino a questo punto dal punto di vista fisico, ma ho la sensazione che ciò a cui stia puntando lui in questo momento è un'armonia tra di noi che amplifichi tutto, comprese le emozioni che regala il sesso.

Man mano che spinge sempre di più, mi sento mancare il respiro e non posso fare a meno di ansimare. Ad un passo dall'orgasmo, rilascio un gemito inevitabile.

- Oh, Emma... - grugnisce Alessandro.

Finalmente, le vibrazioni accumulate in un'unica area del mio corpo si riverberano tutte attraverso ogni mia cellula e mi sento immediatamente rilassata, in un altro universo. Per qualche istante, è come se fluttuassi tra gli angeli.

Alessandro capitola su di me, riportandomi alla realtà.

- Dobbiamo vestirci... - mormoro, trasognata.

- Sì, la festa... - continua lui, sulla mia stessa lunghezza d'onda.

Impieghiamo cinque minuti buoni per riprendere vitalità, ma a quel punto ci diamo effettivamente una mossa.

L'abito che indosso mi lascia la schiena scoperta e le gambe in bella vista: la proprietaria deve avere un fisico da urlo e l'autostima alle stelle, oltre che un sacco di soldi. Insomma, non capita tutti i giorni di avere nell'armadio un Versace sexy e sbrilluccicante così. Spero di esserne dignitosamente all'altezza.

Alessandro indossa una camicia bianca dal taglio molto fine e un paio di pantaloni blu classico che evidenziano il bel sedere che ha.

- Mi vien già voglia di svestirti di nuovo. - commenta, esaminandomi.

Afferro le scarpe lì accanto con un sorriso compiaciuto, che svanisce non appena infilo i piedi nei tacchi. Stringono. Eccome se stringono. Fanno malissimo.

- Ale, non ce la faccio a mettere queste scarpe. - lo avverto, con espressione dolente.

Lui mi restituisce uno sguardo allarmato.

- Emma, non ne ho altre. Ti prego, sforzati di metterle... Almeno per entrare. Poi diremo che ti sono scivolate in mare. - mi prega.

- Sarebbe davvero un peccato... Ma devo trovare il modo di liberarmene ad ogni costo. - convengo.

Non c'è molto che io possa fare per rendere elegante il mio trucco quasi inesistente, ma mi sforzo almeno di pettinare i capelli con il pettine di Ale e le direttive delle mie dita. Ah, non ricordavo che fosse così dura la vita senza spazzola!

Finalmente siamo pronti: non esattamente due esponenti dell'alta società col lusso stampato in faccia, ma presentabili. Passabili.

Alessandro mi guida tenendomi per mano, causando una lite piuttosto burrascosa tra la parte di me che sogna un altare e bouquet di fiori e quella che è fin troppo consapevole della breve durata della vacanza.

Il bodyguard ci squadra al nostro arrivo.

- Pass? - borbotta.

Alessandro tira fuori le tesserine e le mostra all'energumeno, che adotta come unica risposta un lieve scansarsi del corpo. Lo prendiamo per un sì e saliamo sul lussuoso yacht.

Nella piscina illuminata di blu non c'è nessuno, sono tutti di sopra al rinfresco con un calice di champagne in mano. Trascino Alessandro su per le scale accecanti e assaggiamo salsine deliziose, piatti creativi e dolci sublimi, poi rubiamo due calici e facciamo un giro per lo yacht.

Saliamo fino al punto più alto ed instabile.

- Alla nostra. - propongo.

- A questa vacanza fantastica che mi ha fatto conoscere una ragazza straordinaria come te. - mi corregge lui.

Vetro contro vetro, mandiamo giù la pregiata bevanda e rivolgiamo lo sguardo all'orizzonte immerso nella notte buia.

- Sono felice di essere qui con te. - sussurro.

Alessandro, in risposta, mi regala un bacio al gusto di champagne. Gli mordicchio il labbro, lasciva.

Lui mi guarda per un lungo istante.

- Sarà meglio scendere, fa freddino qui e sei tutta scoperta.

Annuisco con un sorriso e accetto l'aiuto che mi offre per ristabilire l'equilibrio al livello più basso.

Se la mia intenzione era quella di immergermi nella piscina blu, Alessandro deve avermi letto nella mente.

- Wow. Se io avessi costruito questa piscina, mi sarebbe dispiaciuto non tenerla per me. - mi confida.

- Be', possiamo prenderla in prestito... Solo per una sera. - sorrido.

Libero i miei piedi dalla tortura imposta dalle scarpe e mi siedo sul bordo per immergerli in acqua.

- È calda. - constato, piacevolmente sorpresa.

Alessandro non perde tempo a togliersi i vestiti e tuffarsi, riemergendo bello e luminoso come un dio.

Mi afferra per le caviglie e mi trascina in acqua del tutto.

- Scemo, si è bagnato questo meraviglioso vestito che non mi potrò mai permettere. - ridacchio sottovoce.

I suoi occhi, di un verde che si tramuta in una tonalità particolare di grigio grazie alle luci, si incollano al mio seno. Il vestito bagnato deve sortire un effetto non indifferente su di lui.

Torna poi a guardarmi il viso gocciolante, le ciglia che intrappolano acqua scintillante, le labbra bagnate, la personificazione del desiderio.

Mi bacia d'impeto, avanzando per far aderire il proprio corpo al mio, spalmato contro il bordo della piscina. Si insinua tra le mie gambe, spostando un volume di acqua che gorgoglia in superficie. Le sue dita scivolano sulla mia pelle bagnata, il suo membro scivola oltre i miei slip. Le parole sono un universo lontano.

Galleggiamo inermi nella piscina per un bel po' dopo aver raggiunto l'apice, attraccati al bordo. Non credo di aver mai vissuto un'esperienza simile.

- Impostori! - urla qualcuno all'improvviso.

Scatto sull'attenti e mi volto da una parte all'altra. Per poco non mi viene un infarto: la coppia che ci fissa all'entrata della stanza dev'essere quella a cui abbiamo rubato i pass.

Alessandro esce dalla piscina tirandosi su con la sola forza delle braccia e vorrei avere il tempo di fargli ripetere il movimento, perché la tensione muscolare delle sue braccia è una delle visioni più erotiche che io abbia mai avuto, specialmente se bagnate.

Sfortunatamente, mi tocca fuggire alla velocità della luce.

- Fermatevi!

Cerchiamo di non scivolare, poi raccogliamo i vestiti di Ale e ci lanciamo fuori dall'uscita costituita dall'intera parete opposta e scavalchiamo le persone d'intralcio, sconvolte e mezze meravigliate dalla nudità del ragazzo con cui sto correndo.

Se ci penso, mi viene da ridere, ma devo conservare il fiato per una corsa più duratura.

Qualcuno prova ad inseguirci, ma riusciamo a seminarli, riparandoci infine dietro un ristorante dalle insegne che raffigurano granchi e delfini.

Lancio un'occhiata ad Alessandro, che si sta vestendo, e scoppio a ridere.

- Che cazzo hai da ridere? - mi attacca, un po' offeso.

Rido ancora più forte.

- Solo tu potevi portarmi ad una festa privata su uno yacht e poi correre via nudo. - spiego.

- Ma ti sei divertita alla festa!

Sorrido ripensando alla piscina blu.

- Mai negato.

__________

So che vi chiederete come abbia fatto Alessandro a recuperare i pass e altre cose, ma non è dato saperlo. Spero tanto vi sia piaciuto questo lungo flashback incentrato unicamente su di lui con Emma.

Baci ❤

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