Capitolo 3 • Prospettive
Lisa non è più vicina a me quando torno con la testa sulla Terra. Mi giro dall'altra parte e si volta anche Nicola.
- Lisa? - domando.
Aggrotta la fronte.
- Chi è Lisa?
Roteo gli occhi e indico il posto ormai vuoto che era occupato fino a... be', non troppo tempo fa.
- La bionda che era qui vicino a me. - spiego.
- Ah... Non lo so, se ne sarà andata. Magari doveva prendere un treno. - ipotizza Nicola.
Ora che ci penso, non le ho chiesto neanche da dove venga. Potrebbe non vivere a Torino come me e venire in città esclusivamente per le lezioni.
Chissà se la rivedrò anche domani.
- Voi prendete i mezzi pubblici o abitate qui vicino? - chiedo.
Alessandro sembra improvvisamente interessato alla discussione.
- Scendiamo a Racconigi dalla metro. - mi informa Nicola.
- Comodo! Io invece sono riuscita a trovare casa qui vicino, appena dieci minuti a piedi. - rispondo io.
Proprio in quel momento, il professore annuncia che la lezione è conclusa e che tratterà il prossimo argomento domani. Ed ecco una prima nota positiva del sistema universitario rispetto a quello della scuola superiore: una materia viene trattata con costanza e spolpata per bene in un determinato periodo di tempo invece di essere spalmata su un anno intero, un paragrafo a settimana insieme a tredici capitoli di altre materie completamente sconnesse.
Ripongo il quaderno e l'astuccio nella borsa, poi esco dalla fila, la penultima di tutta la gradinata lignea, permettendo anche ai ragazzi di uscire.
- Allora ci vediamo domani, Emma? - mi si rivolge Nicola.
Annuisco, sorridendo.
- Tienici i posti. - mi fa l'occhiolino, poi si gira.
Alessandro mi guarda intensamente per qualche attimo prima di seguire l'amico.
Mentre loro si dirigono verso la metropolitana, io sono costretta a fare tappa al supermercato per organizzarmi il pranzo. Camminando, telefono a Sara, la mia più cara amica e ora anche coinquilina, studentessa di economia per dovere e scrittrice per passione.
- Ehilà. - mi saluta lei.
- Sara, non puoi immaginare cosa cazzo mi è appena successo. - esordisco, adocchiando il reparto frutta e verdura.
Immagino la mia amica un po' perplessa col cellulare all'orecchio.
- Te lo ricordi Alessandro? Quello con cui sono andata a vedere l'alba più bella del mondo ad Ibiza, con cui...
- Quello con cui hai rischiato di morire, intendi. Lo squilibrato che guida senza casco. Il figo che ti sei fatta più di una volta. Ovvio che me lo ricordo. - sintetizza Sara, tagliente. Quando le ho raccontato della bravata in moto, ha spalancato gli occhi e mi ha ripetuto sette volte che sono una cretina e un'incosciente. Poi mi ha insultata. E poi ha ringraziato che fossi ancora viva e vegeta.
- Ecco, lui viene a Fisica con me. - rivelo, drammatica.
La commessa che sta rifornendo gli scaffali di pasta e riso si gira verso di me, preoccupata, poi torna lentamente al suo lavoro.
Butto un pacco di spaghetti nel carrellino.
- E quale sarebbe il problema? Non è... una fortuna, per te? A meno che lui non voglia più allacciartisi addosso come una piovra, dovrebbe esserne contento anche lui. - ragiona la mia amica.
Sospiro, affranta.
- Sara, quel che si fa in vacanza resta in vacanza, di solito. Io non sono quella che ero ad Ibiza, non nella mia vita quotidiana dove ho dei doveri e delle responsabilità. Non voglio assistere alla sua delusione nel capire che, in realtà, sono così comune e normale da non avere nessuna attrattiva spettacolare. Gli ho lasciato un bel ricordo di me legato alla vacanza e mi piacerebbe che le cose non cambiassero.
- Mi dispiace dovertelo dire, ma non c'è molto che tu possa fare per impedire che le cose cambino. Trascorrerete tre anni nelle stesse aule e questo vi porterà inevitabilmente a scoprire cose nuove l'uno sull'altra, cose che aggiungeranno dettagli alla visione che avete adesso. È tanto brutto?
- Sì, tantissimo. - confermo subito.
Tonno o pollo e verdure? Per qualche attimo, resto indecisa ad un bivio del supermercato. Una signora anziana mi guarda con dei punti interrogativi negli occhi.
- Magari raggiungerete un'affinità maggiore di prima. Invece di godervi solo il sesso, potreste scoprire che vi piace chiacchierare insieme, uscire insieme, fare nuove esperienze insieme...
Inspiro a fondo.
- Ho capito. Però... Ho la sensazione che non sarà tutto così roseo come lo prevedi tu.
- Certo, quando mai è tutto roseo?
Mi convinco ad acquistare il pollo e abbino zucchine e carote, dopodiché mi metto in fila alla cassa.
Ti prego, fai che io abbia una busta per la spesa da qualche parte in borsa...
Frugo alacremente, ma non trovo niente che faccia al caso mio. Maledizione, anche stavolta sborserò quindici centesimi per della misera plastica che sembra carta velina.
- Ora devo andare, Emma. Ci vediamo stasera! - mi congeda Sara.
- D'accordo... Ciao ciao. - riattacco.
Dopo aver pagato, caccio tutto in borsa e mi dirigo verso casa.
È soltanto mentre cucino, rimestando distratta, che mi accorgo di non aver detto a Sara la cosa più importante, ovvero che ci siamo baciati. Lancio un'occhiata all'orologio: ho esattamente cinque ore e ventidue minuti da vivere ancora, poi mi infilzerà col primo oggetto appuntito che avrà sottomano e farà incidere sulla mia lapide che ero una bugiarda. Non ci sono mai stati segreti fra noi senza che ci accordassimo nemmeno: entrambe ci siamo sempre sentite a nostro agio a raccontarci qualsiasi cosa, anche la più banale. Omettere un dettaglio così rilevante scatenerà la sua ira funesta. Tremo già.
Concentro poi l'attenzione sul mio pasto, ma la lucina delle notifiche sul cellulare mi incuriosisce, così poso la forchetta.
nico.carraro ha iniziato a seguirti.
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Date il benvenuto a Sara, cara amica e coinquilina di Emma. Nel prossimo capitolo verrà introdotto un altro personaggio importante, quindi attenzione...
Baci ❤
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