2: Il crinale
Era ormai il primo pomeriggio, quando si apprestarono ad affrontare il crinale. Il vento giocava a loro sfavore, perché le raffiche erano talmente forti da far vacillare più di uno di loro.
Naturalmente, Louis aveva la peggio: essendo il più mingherlino, il vento lo spostava letteralmente. Fu con una certa apprensione, quindi, che si accinse ad affrontare il percorso.
Liam fece indossare loro l'imbragatura bassa, una cintura con i cosciali collegata ai moschettoni che si agganciavano alla corda, e crearono una fila indiana, agganciandosi l'un l'altro per offrirsi protezione a vicenda dalle cadute accidentali. Louis era il penultimo, ed Harry chiudeva la fila. Sarebbero progrediti con una cordata con conserva corta.
Il vento sferzante rendeva impossibile parlare, anche se lo avessero voluto fare, e gli escursionisti si limitarono a guardare Liam, che a gesti fece cenno di partire.
Subito Louis si rese conto della difficoltà del tratto. Erano sulla cresta della montagna, proprio tra i due versanti, offrendosi quindi non solo alla forza del vento, ma anche alla possibilità di mettere il piede in fallo e cadere giù verso uno dei due lati. Era spaventato soprattutto perché si sentiva sbilanciare di continuo dal vento. Procedevano con cautela, ma ad un tratto Louis scivolò leggermente con lo scarpone, mentre con gli occhi sbarrati si vedeva già sfracellato a valle. Invece sentì una presa salda sul braccio: Harry l'aveva afferrato, rimettendolo in piedi. Si girò per ringraziarlo, col batticuore per lo spavento, ed il cuore gli fece un balzo ulteriore in petto quando lo guardò. Aveva indossato gli occhiali da sole e si era tirato indietro i capelli con una bandana, diventando ancora più bello di prima.
Louis tornò subito a guardare davanti a sé, riportando l'attenzione a dove metteva i piedi. Subito dopo il vento lo sbilanciò di nuovo, e roteò le braccia in aria per riprendere l'equilibrio, trovando la mano di Harry a sostenerlo. Il ragazzo parve decidere che fosse meglio afferrarlo per un braccio, per sicurezza, e Louis riuscì a trovare il coraggio per procedere ancora, forte della presa di Harry sul suo gomito e sperando di non trascinare gli altri giù con lui coinvolgendoli in una caduta fatale. Louis stringeva le asole di corda sciolta in mano così forte da sbiancare le nocche.
Inciampò ancora un paio di volte, complice le folate improvvise, e già pensava di non sopravvivere all'esperienza, quando per fortuna Liam si fermò, facendoli arrestare. Si trovavano in un tratto di crinale che iniziava a fiancheggiare un ghiaione ripidissimo. Il vento faceva rotolare giù di continuo i sassi più piccoli, e Louis era sconfortato. Tra tutti, era il meno esperto ed il più esile. Si sentì inadeguato.
Harry lo sorprese: -Vuoi che ti passi la macchina fotografica?-
Louis non aveva pensato nemmeno un secondo al lavoro, concentrato com'era nel tentare di non morire, ed acconsentì: il ragazzo aveva il suo zaino esattamente davanti a sé, e gli era grato per quella gentilezza.
Harry armeggiò qualche momento nello zaino di Louis, estraendone con cautela la sacca che custodiva la fotocamera, e gliela passò. Louis scattò una decina di foto, mentre Harry con un cenno chiedeva a Liam ancora un minuto di sosta. Poi, ripose con cura la fotocamera nello zaino di Louis, e lo sorprese sganciando i moschettoni.
-Che fai?!- Gli chiese Louis, preoccupato, ma Harry pareva sapere come muoversi, superando con cautela il fotografo e gli altri escursionisti per arrivare davanti, da Liam. Confabularono per qualche istante, mentre Harry lo indicava, e Louis si chiese cosa diavolo stessero dicendo. Liam annuì, ed Harry fece il percorso a ritroso, tornando da lui.
-Vieni davanti, starai tra me e Liam-
-E perché?!- Protestò Louis, offeso.
-Sei mingherlino, rischi di cadere. Sarai più stabile tra me e lui-
Louis arrossì, umiliato; però lasciò che Harry lo aiutasse a sganciarsi dal ragazzo che lo precedeva e, con cautela, lo accompagnasse all'inizio della fila.
Subito Liam si mostrò preoccupato: -Scusami, Louis, non mi ero reso conto che potessi essere in difficoltà. Il vento è molto forte oggi-
Louis brontolò: -Non sono in difficoltà!-
-Ma sei il più esile e il più inesperto. Tra me ed Harry sarai più al sicuro- ribadì la guida, agganciando i moschettoni all'imbragatura di Louis, che però non protestò: in effetti aveva davvero avuto paura di cadere in più di un'occasione, e tra due armadi come Liam ed Harry sarebbe in effetti stato più sicuro di non trascinare con sé qualche altro escursionista in una caduta che pareva inevitabile.
Una volta assicuratisi l'un l'altro ricomponendo la fila, ripartirono, cercando di tenere la corda tesa il più possibile per frenare eventuali cadute sul nascere.
Adesso, se era possibile, il percorso era diventato ancora più terrificante: da un lato il ghiaione, che finiva in lontananza in cespugli, molto più in basso di loro, e dall'altro una lastra di roccia che terminava all'improvviso in uno strapiombo.
Louis si sentiva rincuorato di essere tra Liam ed Harry, ma aveva il cuore in gola ed il respiro accelerato. Il vento li sferzava, asciugando il sudore dalla fronte, eppure Louis sentiva scorrere gocce lungo tutta la schiena, che era fradicia.
Liam si voltò lasciando che Louis si avvicinasse, e lo prese per mano. Louis sporse l'altro braccio quasi inconsapevolmente, trovando la mano di Harry dietro di sé. Crearono una catena umana, tenendosi abbassati per fronteggiare il vento, e fecero un centinaio di metri mettendo un piede davanti all'altro, tanto era forte la potenza delle folate.
Il tempo cessò di esistere, mentre Louis si concentrava su ogni singolo passo, appoggiando i piedi con cautela. Impiegarono un sacco per raggiungere uno sperone di roccia che forniva loro un po' di riparo dal vento. Tutti si sedettero vicini, riparandosi, per prendere fiato.
-Dio, che vento!- Esclamò uno dei ragazzi.
-Mai vista una cosa simile in tanti anni- commentò un altro, che aveva l'aria di essere esperto.
-In effetti, è proprio forte. Non avevo mai affrontato raffiche così potenti qui- convenne Liam, che sorrise ai danni di Louis:
-Forse avrei dovuto farti tenere le videocamere nelle tasche, per far peso- suscitando qualche risatina tra i presenti. Louis non se la prese, era troppo stanco, e si limitò a fare una smorfia.
-Ora ci aspetta un'ultima oretta per arrivare al rifugio. Il peggio è passato, ma è tutta salita tra le rocce. Quindi andremo piano-
Louis a quelle parole sentì il cuore precipitare nella suola delle scarpe: un'altra ora?! Non era certo di farcela. Era in forma, perché faceva jogging tutti i giorni e frequentava la palestra, ma si sentiva esausto.
Harry gli porse una barretta energetica: -Tieni, mangia. Serve per reintegrare energie e sali minerali-
Louis la accettò volentieri, sapeva di cereali e banana.
-Questa non è la prima volta che fai sentieri del genere- constatò il fotografo mentre masticava.
-No, sono appassionato di arrampicata, ma qui non ero mai venuto. Mi ha convinto Liam-
-Grazie per prima. In alcuni momenti, ero davvero in difficoltà- si decise a confessare Louis.
Il ragazzo lo gratificò con un sorriso che gli accese lo sguardo e gli fece spuntare le fossette sulle guance.
Ripartirono, più tranquilli di prima, ma più affaticati. In alcuni punti dovettero quasi arrampicarsi sulle rocce per proseguire. Dopo un po', però, videro in lontananza la sagoma del rifugio alpino: questo bastò per rincuorare la compagnia, che ricominciò a scambiare qualche chiacchiera.
Finalmente, dopo un intero giorno di cammino, giunsero al rifugio.
La costruzione semplice di tronchi era spartana come tutte le baite alpine, ma dentro c'era un camino ed una cassapanca, da cui Liam estrasse una pentola per fare un the caldo.
Liberatisi con sollievo degli zaini e delle scarpe, i partecipanti si sedettero sulle rocce attorno alla baracca. Il vento era finalmente calato, e videro alcuni falchi.
Louis era stanco oltre ogni immaginazione, non osava pensare a come avrebbe affrontato i giorni seguenti, maledicendosi per aver accettato di partecipare ad un'uscita così impegnativa nonostante fosse la prima esperienza per lui. Harry gli si sedette accanto, porgendogli una tazza di latta fumante, che accolse grato.
Si sorprese a chiacchierare piacevolmente con lui e con gli altri mentre cenavano con the caldo e i viveri che si erano portati. Evidentemente il suo lato un po' arrogante e sarcastico si era smussato con la fatica.
Liam ad un certo punto corrugò la fronte: -Quei nuvoloni non mi piacciono-
Louis seguì, come tutti, la direzione del suo dito, notando in lontananza alcune nuvole plumbee. A lui non parevano niente di che, ma notò che alcuni escursionisti sembrarono un po' preoccupati.
-A quanti metri siamo?-
-Duemilacinquecento metri- rispose Liam.
-Porca puttana- si lasciò sfuggire Louis, impressionato, facendoli ridere.
Liam, però, pareva pensoso. Osservava quelle nubi impreviste in lontananza, con una lieve inquietudine. Era felice che si trovassero al riparo del rifugio, perché sapeva quanto violento potesse essere un temporale in alta quota.
-Cosa pensi?- Chiese Harry, notando il cipiglio dell'amico.
-Grandine- rispose lui, e all'improvviso tutti tornarono seri.
Louis osservò la struttura di tronchi e lamiera, sperando che fosse solida, e si rincuorò notando il parafulmine. Almeno non si sarebbero fulminati.
Il tempo cambiò repentino: iniziò un vento gelido, che prima portò qualche gocciolina di pioggia soltanto, e poi si sviluppò in un uragano. Si affrettarono a cercare riparo all'interno del rifugio sprangando l'uscio, stretti l'uno all'altro, ascoltando il frastuono della bufera di grandine e tuoni che imperversava sopra di loro. Terere il camino acceso era impossibile, per cui rimasero nella penombra del crepuscolo, che scivolò verso l'oscurità della sera, rischiarata da improvvisi lampi che facevano tremare il pavimento sotto ai loro piedi.
Louis era terrorizzato. Si coprì le orecchie con le mani, chiedendosi cosa sarebbe successo se il temporale fosse arrivato l'indomani, quando si sarebbero accampati con le tende nei pressi del ghiacciaio. Fu con gratitudine che sentì le braccia di Harry stringerglisi attorno, dandogli un po' di conforto e calore.
-Mettiti la felpa- lo consigliò il ragazzo, e Louis gli obbedì, tremante, per poi tornare vicino a lui. Nessuno dormì, rimanendo in uno stato di torpore, sperando che la tempesta finisse presto.
Quando i tuoni si placarono e la grandine si tramutò in pioggia, gli escursionisti estrassero i sacchi a pelo, disponendoli vicini sul pavimento. Harry continuò ad abbracciare Louis, che, sfinito, gli si addormentò tra le braccia. Ad Harry il giovane fotografo faceva tenerezza, palesemente alle prime armi e spaventato, per cui decise di aiutarlo anche nei giorni seguenti ad affrontare l'avventura. Non sapeva ancora quanto ciò sarebbe stato vero l'indomani.
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