II | Pensieri
"Kayeru!" Feci per urlare, ma soffocai le mie parole.
"Conquer or die." Continuavo a ripetermi, la mattina dopo la scomparsa di Kayeru.
Mi diressi verso la base del promontorio liberiano, dove sapevo che non avrei trovato nessuno e mi sdraiai sulla terra umida, immersa nei miei pensieri, che continuavano ad essere invasi da lui.
Eravamo entrambi solari, attivi e scherzosi.
Entrambi ci sentivamo diversi dal resto del popolo.
Entrambi avevamo addosso una maschera, una maschera che ci impediva di mostrarci.
Così, mi ritrovai a ricordare il nostro primo incontro...
Ero appena diventata una vera e propria guerriera. Stavamo per attaccare un mercantile trasportante metalli, ero eccitata e nervosa, ricordo che rischiai di ammazzare uno dei timonieri quando, Presa dall'enfasi corsi verso il fianco della nave, intenzionata a lanciarmi per planare sull'altra ed entrare nel vivo della battaglia, ma una gamba si incastrò in una cima e rischiai di cadere in acqua. Lui d'impulso mi afferrò e mi riportò a bordo, i suoi occhi neri scintillavano umidi alle luci della polvere da sparo, senza darmi il tempo di parlare si alzò e spiccò un salto dalla balaustra, per un attimo avevo pensato potesse volare. Avrei voluto ringraziarlo, sono educata in tutto quello che faccio, tranne quando mangio, così cercai di raggiungerlo.
Iniziai a sentirmi debole, ma pensai fosse l'agitazione del momento, il cuore pompava discontinuo, ingolfato.
Fu come se il vapore creato dalle Scialuppe della Nebbia mi fosse penetrato nel cervello.
Quando riaprii gli occhi, davanti avevo tre persone: Kayira, ci conoscevamo dall'addestramento; Eru, conosciuto come "il panciuto che raccoglie erbacce" e lui, profondamente addolorato.
"Grazie" sussurrai, non rivolta ad Eru, bensì a Kayeru.
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