(15). A bee?!
(15). A bee?!
Quando finalmente riesco a girarmi Yongguk è nel bel mezzo della strada, sotto la pioggia scrosciante con i vestiti completamente zuppi ed i capelli neri che gli ricadono sulla fronte, li scosta con un gesto nervoso e prende ad avvicinarsi velocemente.
Salto in piedi quando è ormai a pochi passi da me e prendo a fissare il marciapiede sotto i miei piedi per non fargli notare gli occhi gonfi e rossi.
Le sue mani mi afferrano le spalle e mi spingono più vicina a lui. –"Sei pazza?" urla con la voce venata di rabbia ed ansia.
Non rispondo, continuando a tenere lo sguardo incollato a terra e sento i suoi occhi scrutarmi. –"Chani! Ma sai che ore sono?" mi domanda ancora, scuotendomi leggermente.
Sospiro pesantemente e mi scrollo via le sue mani di dosso. –"Ho perso la cognizione del tempo." Rispondo con voce flebile mentre mi passo le mani sulle braccia completamente bagnate e fredde.
Lo vedo incarnare un sopracciglio con aria frastornata. –"Chanhee, mi hai fatto preoccupare da morire!" esclama poco dopo, cercando di incontrare il mio sguardo.
Deglutisco ed annuisco. –"Mi dispiace." Dico soltanto.
Yongguk posa entrambe le mani sulle mie guance ed alza il mio viso verso il suo, nel momento in cui i suoi occhi incontrano i miei un'espressione di puro stupore si dipinge sul suo viso. –"Cos'è successo?" domanda con voce ferma , puntando il suo sguardo nel mio.
Mi mordo il labbro inferiore e distolgo lo sguardo, posandolo su un punto indefinito alla mia destra. –"Non è successo niente." Gli rispondo con voce stanca.
Il suo palmo preme delicatamente sulla mia guancia. –"Guardami negli occhi, Chanhee." Risponde per poi lasciarsi andare ad un sospiro. –"Hong Siyoung ha fatto qualcosa?" domanda con voce preoccupata dopo che i nostri sguardi si sono incrociati di nuovo.
Un sorriso amaro si dipinge sul mio viso e poso momentaneamente gli occhi verso il basso per poi rialzarli e puntarli di nuovo in quelli del ragazzo di fronte a me. –"Siyoung non ha fatto niente." Rispondo e la mia voce si spezza alla fine mentre le lacrime iniziano di nuovo a voler uscire.
Yongguk sospira e mi tira contro il suo petto, avvolgendo un braccio intorno alla mia schiena e posando una mano sulla mia testa. Mi tiene stretta a lui mentre io continuo a singhiozzare, la sua mano carezza lentamente i miei capelli e le sue labbra sono premute su di essi. –"Hai intenzione di dirmi cosa c'è che non va?" mi sussurra, scostando via alcune ciocche bagnate.
Premo ancora di più il mio viso sul suo petto. –"Non provo nulla per Siyoung." Dico tra i singhiozzi mentre stringo le mie braccia intorno ai suoi fianchi.
Il suo respiro si blocca per un istante e le sue mani smettono di accarezzarmi. –"Cosa?" domanda a voce leggermente alta.
Scuoto la testa contro il tessuto bagnato della sua maglia e tiro su con il naso. –"Non è lui colui che voglio." Rispondo a voce a malapena udibile.
Le sue mani tornano sulle mie spalle ed il mio viso viene staccato velocemente dal suo petto. –"Non è lui?" domanda con una nota d'ansia nella voce mentre posa ancora una volta i suoi occhi nei miei.
Ricambio il suo sguardo e scuoto la testa. –"Non è lui."
Le sue mani prendono a stringere ancora di più le mie spalle ed i suoi occhi continuano a scrutare i miei insistentemente. –"E allora chi è?" domanda con esitazione.
Scoppio a ridere in modo aspro e mi mordo il labbro inferiore. –"Una persona che è già impegnata." Rispondo con voce distante.
Yongguk sobbalza leggermente e mi porta più vicino a sé. –"Chanhee, sai perché la professoressa Shin si è licenziata?" domanda con voce seria e profonda.
Sospiro inumidendomi le labbra ed annuisco. –"Per poter stare con te in tutta tranquillità." Rispondo dolorosamente.
Yongguk scoppia a ridere genuinamente e mi tira di nuovo verso di sé, circondandomi con le sue braccia e continuando a ridere mentre mi alza leggermente da terra ed inizia a girare su se stesso, sgrano gli occhi ed afferro le sue spalle con le mani. –"Yah! Bang Yongguk cosa stai facendo?" domando presa dal panico.
Lui riposa i miei piedi per terra e mi afferra il viso con le mani. –"Ti ho mai detto che sei stupida?" domanda con ancora il sorriso sulle labbra e gli occhi che gli luccicano dalla felicità.
Sbuffo e faccio e per sgusciare via dalla sua presa in modo infastidito ma lui non fa altro che intensificarla. –"Le ho detto io di licenziarsi." Dice avvicinando il suo viso al mio.
Rimango per un istante interdetta e poso il mio sguardo nel suo con un grosso punto interrogativo dipinto in piena faccia. –"Cosa?" domando, incarnando entrambe le sopracciglia.
Lui sorride ancora e posa la sua fronte sulla mia. –"Yah! Park Chanhee, non sapevo fossi stupida fino a questo punto!" esclama, sospirando.
Sbuffo ancora e lui posa un piccolo e casto bacio a stampo sulle mie labbra. –"Park Chanhee, voglio stare con te." Esordisce poco dopo.
Two weeks later.
Quando entro nella stanza delle gemelle con Junhong sono già tutti lì: Chanhee è seduta sul letto con la schiena appoggiata al petto di Yongguk, Rin Hee è nella stessa posizione con Youngjae, Jongup è comodamente seduto sulla scrivania con le gambe a penzoloni e sulla sedia al suo fianco è seduta Bo Na, Ha Gi e Daehyun sono entrambi seduti a terra a gambe incrociate e con la schiena poggiata alla cabina armadio dietro di loro e Sung Gi è in piedi, a braccia conserte e con la spalla poggiata al muro mentre fissa divertita Himchan completamente steso a terra che si tiene la testa tra le mani.
Sorrido divertita anch'io ed alzo una mano per salutare. –"Siete già tutti qui?" domando, lasciandomi scivolare sul pouf viola posto davanti al letto.
Rinhee annuisce e mi lancia un'occhiatina eloquente. –"Siete gli ultimi." Ridacchia, strizzandomi l'occhio.
Sbuffo con un sorriso dipinto in viso. –"Sei una pervertita!" esclamo, fingendo un'espressione scioccata.
Bo Na scoppia a ridere mentre Jongup casca giù dalla scrivania e prende a lisciarsi il jeans chiaro. –"Quindi adesso torni a casa tua?" domanda a Yongguk.
Il moro annuisce e circonda i fianchi della ragazza davanti a sé con le braccia. –"Sembra proprio di sì." Esordisce per poi sbuffare profondamente.
Chanhee avvolge le sue mani intorno a quelle del suo fidanzato e si apre in un sorriso sornione. –"Era anche ora che te ne andassi!" esclama per poi sospirare in modo sollevato.
La frase di Chanhee fa scoppiare una risata generale ed un cenno di dissenso da parte del suo fidanzato che le lancia un'occhiataccia fulminanate, alla quale lei risponde con un bacio volante.
Daehyun si china leggermente in avanti e fissa il suo sguardo in quello dell'amico. –"Ma poi si è scoperto chi è stato a far scoppiare quell'alveare?" domanda con attenzione e la sua frase provoca l'interesse di tutti i presenti che si sporgo in avanti pronti ad ascoltare la risposta di Yongguk.
Lancio un'occhiata a Junhong e lui la ricambia e noto il suo pomo d'adamo fare su e giù per l'ansia.
Yongguk poggia il mento sulla spalla di Chanhee e si stringe nelle spalle. –"No ma credo sia stato qualche bambino che l'ha fatto esplodere per sbaglio." Dice con disinteresse.
Mi siedo meglio sul pouf e sorrido angelicamente. –"Credo che dovreste ringraziarlo, no?" domando ai due ragazzi sul letto con una certa ansia.
Il viso di Chanhee scatta verso di me e mi fissa perplessa. –"Per cosa?" domanda stranita mentre si gratta la nuca.
Scoppio a ridere ed afferro la mano di Junhong, stringendola nella mia. –"Se non fosse stato per lui adesso non stareste insieme!" esclamo, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
La mia amica sbuffa e lancia un'occhiata al ragazzo dietro di sé per poi posare di nuovo il suo sguardo su di me. –"Scherzi?" esclama scioccata. –"Sai quante me ne ha fatte passare questo ragazzo?" domanda poi.
Yongguk dietro di lei sbuffa e le colpisce la spalla con il palmo della mano.
Guardo Junhong e lui guarda me poi annuiamo entrambi. –"Chani." Dice Junhong, fissandosi le scarpe.
Lei annuisce e prende a fissarlo. –"Dimmi, Junhong." Dice con voce tranquilla e spensierata.
Il mio ragazzo prende un enorme respiro e poi posa il suo sguardo prima in quello di Yongguk e poi in quello di Chanhee. –"Non è stato un bambino a far scoppiare l'alveare." Dice, in ansia.
Gli occhi di tutti i sgranano. –"Allora tu sai chi è stato?" domanda Youngjae fissando l'amico con un'espressione scioccata.
Junhong annuisce e stringe ancora di più la mia mano. –"Siamo stati noi." Alla fine riesce ad annunciare.
Un minuto di silenzio e poi le voci urlanti di tutti i presenti ci fracassano i timpani. –"COSA?!"
One month ago
Mi guardo intorno un po' spaesata, tutto intorno a me sembra essere tanto fragile quanto ambiguo; dal muro pendono tanti piccoli e lunghi fogli gialli con sopra delle iscrizioni strambe, i mobili, tutti di legno scuro, sono rovinati e con un leggero strato di polvere. Mi rimpicciolisco su me stessa, dandomi mentalmente della deficiente per aver avuto la strabiliante idea di recarmi qui e mi chino leggermente in avanti, iniziando a camminare con cautela e lentamente mentre mi guardo attorno.
"Dan Bi?" la voce stranita di Junhong mi riporta alla realtà e, quando mi giro, mi sta fissando con un grosso punto interrogativo stampato in faccia. –"Ma cosa stai facendo?" domanda mentre si passa una mano sul braccio e mi lancia un sorriso imbarazzato.
Mi rimetto eretta e faccio svolazzare i capelli dietro la schiena. –"Io?" domando, lasciandomi andare ad una risata imbarazzata. –"Ma perché siamo venuti qui?" gli domando dopo pochi istanti, sospirando pesantemente.
Junhong sbuffa e mi afferra l'avambraccio, tirandomi più vicina a lui. –"Dan Bi." Dice, sbuffando. –"Non siamo in una zona di guerra, è soltanto una sciamana." Mi richiama, tirandomi dietro di lui mentre avanza verso un'altra delle infinite porte che abbiamo attraversato.
Roteo gli occhi al cielo e tiro via il braccio dalla sua presa, impuntando i piedi a terra ed alzando i viso per guardare il ragazzo negli occhi mentre mi metto a braccia conserte. –"Choi Junhong, questo luogo mi inquieta." Sbraito.
Lui reclina il capo all'indietro serrando gli occhi poi torna a fissarmi. –"Hai scelto tu di venire qua!" ringhia sottovoce, stressato.
Poi si avvicina, devia il mio corpo e si posa dietro di me, poggiandomi le sue mani sulle mie spalle ed iniziando a spingermi in avanti senza troppa fatica. –"Non c'è nulla di inquietante." Annuncia mentre continua a spingermi.
Superata la porta ci troviamo in una piccola stanza piena di cuscini, di altri fogli gialli ambigui ed un piccolo tavolo; seduta dietro di esso c'è la presunta sciamana con le mani posate sulla superficie polverosa, gli occhi chiusi e l'aria di essere in un mondo apparte.
Alzo il viso verso Junhong e lui lo abbassa verso di me, ci scambiamo un'occhiata stranita ed io mi metto in un punta di piedi, avvicinando le mie labbra al suo orecchio. –"Secondo me è drogata." Sussurro, a voce a malapena udibile.
La sciamana di fronte a noi spalanca di scatto gli occhi e ce li posa addosso; faccio un balzo indietro e mi allontano dal corpo del ragazzo, spaventata mentre mi poggio una mano sul cuore che ha preso a battere in maniera eccessiva.
"Sedetevi." Dice la donna.
Ha la voce stranamente maschile ed è sicuramente un personaggio raro con i suoi capelli arancioni e le lentine rosse, sul viso ha degli strani disegni con della pittura bianca, sulla guancia destra credo di riconoscere il simbolo del potere di Sehun degli EXO e su quella sinistra sembra esserci il logo degli INFINITE. Allontano via quei pensieri dalla mia testa scuotendola e sedendomi su uno dei tanti cuscini, di fronte al tavolino e Junhong mi imita, sedendosi al mio fianco.
Sul tavolo basso ci sono tante piccole statuine di animali in legno, schierati l'uno affianco all'altro, incarno un sopracciglio.
"Cosa vi porta qui?" domanda poi la donna con ancora gli occhi chiusi e l'aria da drogata.
Io e Junhong ci guardiamo ed io gli faccio un cenno del capo verso la sciamana, intimandolo a parlare; lui si schiarisce la voce in modo impacciato ed annuisce a se stesso.
"Vabbe se aspetto che me lo dite voi facciamo Natale." Esordisce la sciamana proprio quando Junhong stava per parlare, spalancando di nuovo gli occhi e puntandoli su di noi mentre sventola la mano in aria. –"Volete stare insieme." Dice poi, piantando i suoi inquietanti occhi nei miei. –"Ma non potete." Conclude poi con aria compiaciuta, incrociando le braccia sotto il seno.
Incarno un sopracciglio e sbuffo. –"Non è così."
La donna distoglie lo sguardo, precedentemente posato su Junhong, e lo posa di nuovo nel mio. –"Delle cose vi ostacolano." Dice con voce prepotente. –"Anzi delle persone, due; una ragazza ed un ragazzo."
Sgrano gli occhi e mi volto di scatto verso il ragazzo al mio fianco, nello stesso momento in cui lo fa anche lui, ci guardiamo per un paio di istanti negli occhi e deglutiamo entrambi a disagio, mi passo la lingua sulle labbra e mi giro di nuovo verso la donna. –"Due nostri amici, si odiano." Le comunico, grattandomi la nuca.
La donna sorride, mostrando una schiera di denti completamente in oro. –"Datemi le vostre mani." Dice in tono soddisfatto.
Le porgo la mano destra col palmo rivolto all'insù e Junhong fa lo stesso, la donna posa lo sguardo su entrambi e fa per posare la sua mano destra sulla mia e quella sinistra su Junhong quando una strana e familiare musica inonda la piccola stanza.
La donna sbatte i palmi sul tavolino, facendoci sobbalzare e posa i suoi occhi nei nostri. –"Chi ha il cellulare accesso?!" domanda con voce furibonda.
Mi mordo il labbro inferiore e scuoto la testa, mostrando il display nero del mio cellulare alla sciamana; Junhong tira fuori anche il suo e scuote anche lui la testa, stringendosi nelle spalle.
"Apparte che non metterei mai Gangnam Style di PSY come suoneria." Annuncia, spalancando le braccia davanti a me.
La donna sobbalza sul posto e tira fuori il suo Iphone 6, dalla quale proviene la musica poi scoppia a ridere in modo squillante e ci mostra lo schermo del cellulare. –"Ah, è mio, scusatemi un attimo." Dice subito dopo, rispondendo alla chiamata.
Mi scambio un'occhiata esasperata col ragazzo affianco a me quando la donna che salta in piedi ci fa prendere un altro infarto. –"Cosa?! Sei riuscita a prendere i biglietti per il concerto degli EXO?" urla, al cellulare. –"Sehun-ah, noona sta arrivando!" urla ancora, con gli occhi a cuoricino che quasi le escono dalle orbite.
Junhong deglutisce rumorosamente e si avvicina di più a me, con un'espressione di puro spavento dipinta in viso, sorrido leggermente e gli poso una mano sulla gamba, scuotendo la testa.
Quando la donna stacca e torna a sedersi sembra aver cambiato personalità rispetto a quando ero al telefono, fangirlando su Oh Sehun, il quale è anche un mio bias chiariamo...
"Palmi." Comanda con voce forma e quando glieli porgiamo, lei posa su di essi i suoi e serra gli occhi. –"Non si odiano." Parla con voce strascicata. –"Non importa cosa succede, i loro destini saranno per sempre incrociati." Continua, la voce bassa ed inquietante.
Poi apre gli occhi e tira via i suoi palmi dai nostri, alzo il braccio e quando lei posa i suoi occhi nei miei mi decido a parlare. –"Quindi... si fidanzeranno?" domanda titubante alla donna.
Lei annuisce, decisa ed inizia a far scorrere le mani sulle piccole statuette di animali di fronte a noi. –"Hanno solo bisogno di una piccola spinta, vediamo quale animale può aiutarvi." Annuncia, con gli occhi serrati.
Le sue mani si fermano su una statuetta e la prende tra le mani, stringendola e nascondendola ai nostri occhi curiosi, poi la alza sopra di noi e dischiude le mani, lasciandoci intravedere la statuta di... un'ape?!
"Un'ape?" esordisce Junhong, intontito. –"Come può aiutarci un'ape?!" sbotta, sbuffando.
Anche la sciamana sbuffa e si alza in piedi, intimandoci di imitarla poi devia il tavolo e si avvicina a noi. –"Non lo so, adesso andate via, devo prepararmi per il concerto degli EXO!" sbotta, sbattendo le mani ed iniziandoci a spingere verso l'uscita con forza.
Quando la porta d'entrata sbatte con prepotenza alle nostre spalle io e Junhong rimaniamo per alcuni istanti immobili a fissare la statuetta a forma d'ape nelle mie mani. –"Un'ape?" domanda ancora Junhong passandosi con frustrazione le mani nei capelli.
Una piccola lampadina si accende nella mia testa ed alzo il viso verso il suo con un'espressione compiaciuta ed un sorrisino vittorioso stampato in viso. –"Choi Junhong! Ho un'idea!" annuncio, poggiando entrambi le mani sui miei fianchi con aria fiera.
In the present.
"Non puoi essere fottutamente seria!" esclama Chanhee, saltando in piedi dopo aver udito la storia.
Yongguk si passa una mano sulla nuca con ancora un'aria perplessa. –"Siete seriamente andati da una sciamana?" domanda con un sopracciglio incarnato.
"E' seriamente andata al concerto degli EXO poi?" domanda invece Ha Gi con una nota di dissenso nella voce. "Ci volevo andare anch'io." Dice poi piangucolando e poggiando tristemente la testa sulla spalla di Daehyun.
Himchan mi fissa per poi inclinare la testa di lato. –"Aveva Gangnam Style come suoneria?" domanda distorcendo leggermente le labbra.
Roteo gli occhi al cielo e sbuffo silenziosamente. –"Sì, Ha Gi è andata al concerto degli EXO e sì, Himchan, aveva Gangnam Style come suoneria." Decido di rispondere alle domande più stupide che mi hanno posto i due ragazzi.
"Beh sì, siamo seri e siamo andati da una sciamana." Junhong risponde ai diretti interessati, sorridendo imbarazzato. –"Ma cercate di capirci, eravate odiosi ed ingestibili." Proferisce dopo pochi secondi di silenzio.
Rinhee inizia a battere le mani con entusiasmo. –"Sono d'accordo!" urla euforica.
Youngjae dietro di lei annuise con un sorriso divertito stampato in faccia. –"Avete fatto bene!" dice, facendoci l'occhiolino ed alzando i pollici davanti a sé.
Yongguk sembra stranamente calmo e disinteressato all'intera faccenda a differenza di Chanhee, la quale sembra stia per avere un attacco di nervi. –"Gesù." Esclama sottovoce per poi lasciarsi cadere di nuovo su Yongguk.
Scoppio a ridere. –"Andiamo, ci ringrazierete quando farete sesso poi." Le dico, facendole la linguaccia.
L'unica cosa che ricevo in risposta è il grande cuscino a forma di ciambella in piena faccia.
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