(14). The One You've Been Waiting For.
.(14). The One You've Been Waiting For.
Chan Hee's point of view.
"Chanhee." Mi richiama Sung Gi mentre giro distrattamente la cannuccia nel mio frappè al cioccolato.
Alzo leggermente il viso verso la mia unnie ed annuisco. "Mh?" borbotto sovrappensiero.
Si sporge da sopra al tavolo rosso della mensa, verso il mio viso e si copre leggermente le labbra con una mano. "L'hai saputo?" sussurra a due centimetri dalla mia faccia.
Ha Gi affianco a lei poggia i gomiti sulla superficie e si sporge a sua volta. –"Cosa doveva sapere?" domanda anche lei a voce incredibilmente bassa.
Sung Gi si guarda repetinamente attorno e poi rivolge la sua attenzione ad entrambe. "La professoressa Shin è stata licenziata!" ci comunica con gli occhi sorpresi e sgranati.
Mi blocco per un istante ed incarno un sopracciglio, fissando una delle mie migliori amiche mentre lei continua a fissarmi, in attesa di una mia reazione. Perché vuole una mia reazione? Che sappia della relazione tra Bang e la prof. Shin? Impossibile! Non l'ho mai detto a nessuno!
Mi gratto imbarazzata la nuca, deglutendo silenziosamente mentre evito in modo accurato gli sguardi straniti delle due ragazze di fronte a me. –"Quindi?" domando, ridendo nervosamente.
Le due sorelle si scambiano un'occhiata intontita prima di girarsi entrambe verso di me, Ha Gi si passa una mano nei capelli e poi stende le mani sul tavolo, raggiungendo le mie ed afferrandole. –"Perché non gioisci?" domanda, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
Sgrano gli occhi al limite dell'impossibile e distolgo il mio sguardo dal suo, tirando via le mie mani sudate dalle sue. "Perché dovrei?" domando tirando su un sorriso noncurante mentre prendo a fissarmi le unghie.
Ha Gi fa una smorfia e prende a fissarmi insistentemente. –"Stai scherzando?" domanda, alzando leggermente la voce ed alzando teatralmente le mani in aria.
Sun Gi sospira per poi colpire con la sua mano quella della sorella, intimandole di abbassarle velocemente e si gira verso di me, incrociando le braccia al petto e reclinando la testa da un lato. –"Non la odiavi la prof. Shin?" domanda, stringendosi leggermente nelle spalle.
Mi do una manata in pieno viso, nascondendo il sospiro di sollievo che mi sono lasciata scappare all'udire di quella frase e sorrido, spostando via la mano dal viso e sorridendo angelicamente. –"Oh, beh." Inizio a parlare, giocando distrattamente con una ciocca dei miei capelli. –"Meglio." Concludo poco dopo, stringedomi a mia volta nella spalle.
Ma perché è stata licenziata?
Prendo a passarmi pensierosamente le mani tra i capelli mentre fisso la superficie rossa sotto i miei occhi, forse... non è stata licenziata ma si è licenziata, così non è più la professoressa di Bang Yongguk e possono fare quello che vogliono?
Però... lui è comunque ancora minorenne, no?
Sbuffo, scostando i capelli sul lato destro del viso in modo stizzito, in ogni caso tra poco sarà maggiorenne quindi sarà così.
"A cosa stai pensando così profondamente?" domanda Dan Bi, sedendosi al mio fianco mentre alza le sopracciglia.
Mi giro a fissarla e sorrido imbarazzata. "Io?" le domando indicandomi, lei annuisce e mi guarda come se fossi un'aliena. "Oh, a niente." Le rispondo per poi ridere leggermente per l'imbarazzo.
Dannato Bang Yongguk!
Dan Bi si sporge verso Ha Gi e Sung Gi e la sento chiaramente bisbigliare:" Ma oggi sta bene?"
Mi giro di scatto verso di lei e sbuffo sonoramente per poi far scontrare il palmo della mia mano sulla sua spalla in modo piuttosto violento. –"Yah!." Sbotto, lanciandole un'occhiata fulminante. "Non puoi chiedere a me se sto bene?!" le dico contro, incrociando le braccia sotto il seno.
Dan Bi sorride divertita poi il palmo della sua mano si posa sul mio avambraccio. –"Come se me lo dicessi poi, paboo!" dice dopo pochi secondi facendo scivolare via il sorrisino angelico e dandomi uno schiaffo sul braccio.
Sobbalzo sul posto mentre una smorfia infastidita si dipinge sul mio viso. "Non mi urtare, Choi Dan Bi." Dico con voce minacciosa per poi sventolarle il mio indice davanti agli occhi.
"Che giornata di merda!" ci annuncia la mia gemella per poi sedersi alla mia destra e buttare il suo zaino a terra come se fosse un sacco di patate.
Sospiro e mi giro a guardarla, appoggiando la mia testa sulla sua spalla, Ha Gi si mette a braccia conserte e pianta il suo sguardo in quello di Rin Hee. "Rinnie." Dice dopo nemmeno un secondo.
"Dimmi, Ha Gi." Risponde lei, poggiando la sua testa sulla mia mentre continua a fissare la castana.
La castana mi lancia un'occhiatina maliziosa poi ritorna a fissare la mia gemella, passandosi il palmo aperto sul braccio in modo ritmico. "Chani ci sta nascondendo qualcosa riguardante la prof. Shin." Annuncia con una voce dannatamente seria, tenendo lo sguardo incollato a quello di Rinhee.
Sbuffo, con ancora la testa sulla spalla della mia gemella per poi lanciarle un'occhiata ammonitrice, Rinhee si acciglia e china leggermente il viso verso di me, staccando la sua testa dalla mia, e prendendo a fissarmi incessantemente poi gira di nuovo il volto verso Ha Gi –"La professoressa Shin?" domanda stranita.
Ha Gi annuisce, seguita da Sung Gi che si stringe ancora nelle spalle all'occhiata stranita che le lancia Rinnie.
"Beh, la odia." Risponde la mia gemella, anche se la risposta suona più come un domanda.
Sung Gi scuote il capo lentamente prima di indicarmi con un cenno del viso. "E' qualcos'altro." Annuncia sicura di sé e la sorella la appoggia annuendo velocemente.
Sbuffo, staccandomi dalla spalla di Rinhee ed incrocio le braccia sul tavolo, passando il mio sguardo su ognuna di loro poi sospiro sconfitta. "Non posso dirvelo." Prendo a spiegare, provocando nelle ragazze dei versi di dissenso che mi fanno sbuffare spazientita. –"Non è una cosa che mi riguarda." Dico alle mie amiche in tono esasperato, muovendo con enfasi le mani davanti a me.
Dan Bi incarna un sopracciglio poi si volta a fissarmi. –"Non ti riguarda?" domanda ed io annuisco.
Rinhee accavalla le gambe sotto al tavolo, le due sorelle si scambiano quella che sarà l'ennesima occhiata stranita e Dan Bi sbatte con forza la mano sulla superficie rossa del tavolo, facendomi sobbalzare sul posto.
"Allora riguarda Yongguk." Esclamano tutte e quattro con voce ferma e sicura.
Mannaggia a Bang Yongguk e a quelle cazzo di api che gli hanno infestato la casa!
Rin Hee's point of view.
"Park Rin Hee." Dice una voce fin troppo familiare mentre allo stesso momento la porta si spalanca.
Balzo in piedi e rimango paralizzata nel constatare che la voce è proprio di Youngjae aka lui è proprio davanti a me, poggiato leggermente allo stipite della porta a braccia conserte mentre mi osserva con un'espressione estremamente tranquilla.
Sbuffo poco dopo e lui si stacca dalla porta, entrando nella stanza e chiudendosela alle spalle. "Che ci fai qui?" gli domando passandomi nervosamente le mani sulle cosce lasciate scoperte dai pantaloncini.
Lui sospira dirgendosi verso la scrivania e spostando la sedia girevole da sotto di essa per poi sedersi ed accavallare le gambe, intreccia le proprie dita e se le posa sulle gambe, alzando il viso e puntando il suo sguardo nel mio. "Dobbiamo parlare." Dice, la voce ancora stranamente tranquilla e pacata.
Sobbalzo per un istante poi deglutisco silenziosamente. "Io non ho nulla da dire." Inizio a parlare per poi schiarirmi la voce e concludere con un "puoi anche andare" dirgendomi verso porta e dargli le spalle.
Proprio mentre poso la mano sulla maniglia della porta la sua voce mi raggiunge ancora, facendomi bloccare. "Tu no, io sì." Dice.
Mi giro di scatto, lanciandogli un'occhiataccia e cambio velocemente discorso. "Chi ti ha fatto entrare?" dico, evitando accuratamente di guardarlo in viso.
Ridacchia leggermente poi appoggia entrambi i piedi a terra e si inclina in avanti. "Tua sorella." Esordisce con un sorriso divertito stampato in faccia. "Comunque non cambiare argomento." Conclude poi districando le sue dita ed alzandosi.
Mi appiattisco contro la porta poi un sospiro sconfitto esce dalle mie labbra mentre fisso i miei piedi sul pavimento, alzo lo sguardo dopo pochi secondi e lo punto sul ragazzo che ha preso a girare nella stanza, dedicando la sua attenzione ad ogni minima foto che c'è in giro. Tossisco fintamente e lui si gira a fissarmi con un'espressione perplessa, alzo entrambe le sopracciglia per intimarlo a parlare e lui sorride di nuovo.
"Perché voi ragazze fate così?" domanda invece lui, inclinanado leggermente il viso a destra.
Mi acciglio e sospiro esasperata. "Così come, Youngjae?" domando infastidita.
Lui afferra una delle foto incorniciate mia e di Chanhee a tre anni e prende ad osservarla incuriosito. "Saltate sempre a conclusioni affrettate." Mi comunica pacato per poi posare di nuovo la cornice sul comodino della mia gemella.
Mi stacco dalla porta, lasciandomi andare all'ennesimo sospiro profondo e faccio per ribattere ma lui mi blocca, continuanando lentamente il suo monologo. "Non valutate nemmeno delle seconde possibilità capite?" domanda, afferrando una foto dove ci sono tutte le altre ragazze per poi posarla velocemente. "Andate sempre diritte ad un solo ed unico punto, e questo alla fine si rivela sempre sbagliato." Conclude poi, voltandosi verso di me con un sorriso divertito e piantando il suo sguardo leggero nel mio.
Faccio una smorfia con le labbra. "Arriva al sodo." Gli dico con voce glaciale.
Lui annuisce e torna a sedersi sulla sedia girevole, iniziando voltarsi a destra e sinistra su di essa e facendomi venire un terribile mal di testa. "Non è stata una bella presentazione quella con tua cognata." Dice soltanto.
Incarno un sopracciglio sbuffando. "Youngjae tu non hai una sorella." Gli comuncio sventolando una mano davanti al suo viso.
Ma è completamente impazzito?
Lui mi punta l'indice contro ed annuisce. "Giusto, è la mia sorellastra." Esordisce spalancando le braccia e sedendosi sulla scrivania.
"La tua sorellastra?" domando, sgranando gli occhi e saltando in avanti per avvicinarmi a lui.
Lui ride ancora. "Te l'avevo detto che dovevo fare delle cose in famiglia." Dice esasperato per poi alzarsi.
Rivolgo il mio sguardo allibito e scioccato al ragazzo in piedi di fronte a me e mi passo una mano tra i capelli. "Sorellastra? E non me l'hai detto perché?" domando sospettosa guardandolo con la coda dell'occhio.
"E' la figlia di mio padre e la sua amante e non è di certa una bella cosa da comunicare, sai?" risponde lui con voce ovvia per poi posare le sue mani sui miei polsi.
Il mio sguardo confuso vaga per tutta la stanza poi lo poso su di lui e me lo ritrovo a due centimentri dal viso, con un sorriso divertito e tenero, sospiro e le mie guance iniziano a prendere fuoco per cui poggio la mia fronte sul suo petto cercando di nasconderle alla sua vista; il suo petto vibra scosso dalla risata ed io mi premo ancora di più su di lui.
Dannazione!
Le sue mani si staccano dai miei polsi e raggiungono il mio viso, alzandolo verso il suo con uno scatto repetino, punta il suo sguardo nel mio. "E' okay, avrei dovuto dirtelo ma non sapevo come avresti reagito se ti avessi detto che mio padre aveva un'amante." Mi spiega imbarazzato, facendo scivolare via una sua mano dal mio viso e grattandosi la nuca a disagio.
Sospiro rumorosamente ed avvolgo le mie braccia attorno alla sua schiena, reclinando il viso e poggiando il mento sul suo petto con un sorrisino. "Non mi interessa se tuo padre ha un'amante o meno, a me interessi tu." Sbuffo divertita.
Lui sorride e si china in avanti puntando alle mie labbra ed io mi alzo leggermente sulle punte per ridurre velocemente la distanza tra esse, le sue labbra sono a due millimetri dalla mia quando la porta si spalanca di colpo e tutte le mie amiche, compresa quella demente della mia gemella, piombano nella stanza, cadendo vorticosamente ed urlando dal dolore.
"Porca puttana!" esordisce Ha Gi mentre si tiene la testa tra le mani.
"Mannaggia Geppetto!" urla poco dopo Bo Na, tenendosi la caviglia tra le dita e massaggiandosela leggermente.
Chanhee sorride imbarazzata rimettendosi subito in piedi e dando un calcio a Dan Bi intimandole di alzarsi. "Beh, tutto è bene quel che finisce bene." Attacca sorridente poi mi da le spalle ed esce di corsa dalla stanza seguita dalla ragazza dai capelli corti.
Mi stacco dal mio ragazzo ed evitando le altre tre ragazze a terra che si lamentando dal dolore inizio a rincorrere la mia gemella. "Deficiente!" le urlo dietro.
Chan Hee's point of view.
Scendo le scale di casa a due a due, rischiando di prendermi una brutta caduta, sono in ritardo, tanto anche.
Perché ho accettato di uscire con Siyoung? Sarei potuta stare nel mio letto, col mio computer a vedere un drama o una serie tv, invece ho accettato di uscire col mio ex ragazzo che mi ha tradita e lasciata con un messaggio.
La gonna continua ad alzarsi sulle cosce e le scarpe alte continuano a darmi fastidio quando finisco di scendere le scale ed afferro la borsa buttata in mal modo sul divano, mi fermo per un istante davanti allo specchio e mi sistemo i capelli acconciati in piccole onde che mi scendono sul seno.
Va bene, Chan Hee, fighting!
Prendo un sospiro profondo ed annuisco al mio riflesso nello specchio per poi girarmi di scatto e scontrarmi col petto di Bang Yongguk, indietreggio e vado a finire con la testa contro il muro. "Ma sei demente?" domando al ragazzo davanti a me mentre mi porto una mano sulla nuca.
Lui prende ad osservarmi con un sopracciglio incarnato poi incrocia le braccia al petto. "Dove vai?" domanda con voce disinteressata.
Sbuffo e mi stiro la gonna con le mani, prima di superarlo e dirigermi alla porta. "Esco." Rispondo con voce fredda.
Poso la mano sulla maniglia della porta e sento quella di Yongguk afferrarmi l'avambraccio, tirandomi di nuovo verso di lui. –"Devo parlarti." Dice e la sua voce suona leggermente disperata.
Mi scrollo la sua mano dal braccio e gli do le spalle. "Non ho voglia di ascoltarti." Dico e la mia, di voce, si spezza leggermente sull'ultima parola.
Quindi apro la porta e me la sbatto alle spalle, respirando affannosamente come se avessi corso una maratona, questa cosa non va bene.
"Chani!" la voce di Siyoung mi richiama dall'altro capo della strada, risvegliandomi dai miei pensieri.
Tiro su un sorriso e mi dirigo verso di lui, quando gli sono di fronte mi tira in un abbraccio ed io rimango paralizzata sul posto, dandogli delle piccole pacche sul braccio, a disagio.
"Andiamo?" domanda, una volta staccatosi mentre mi regala un enorme sorriso.
Sorrido a mia volta, imbarazzata mentre annuisco e mi dirigo alla portiera del passeggero ed entro in auto.
Dannazione, che vergogna ma perché ho accettato?
Lui sale a sua volta ed infila le chiavi nel quadrante, mettendo in moto, lo vedo guardarmi con la coda dell'occhio ed arrossisco leggermente, quando se ne accorge mi lancia un altro dei suoi sorrisi.
Sembra il nostro primo appuntamento anche se da allora sono passati due anni, lui sembra essere sempre lo stesso: il solito Hong Siyoung sorridente e sempre positivo, forse era proprio questo che mi aveva fatto innamorare di lui.
Mi giro a guardare il profilo del suo viso e i vari ricordi mi scorrono davanti agli occhi come un film in bianco e nero, tiro su un sorriso amaro mentre accavallo le gambe.
Lui è troppo concentrato sulla strada per accorgersi del mio sguardo che non si stacca dal suo profilo di conseguenza rimango lì, appoggio la testa al sediolino dietro di me e continuo a far scorrere il mio sguardo sul suo viso poi sulle mani che tengono il volante.
Sobbalzo leggermente quando mi accorgo che all'anulare sinistro ha ancora il nostro anello, è decisamente quello, mi mordo il labbro e poso il mio sguardo sulle mie mani.
All'anulare ho l'anello che hanno anche tutte le altre ragazze, uno dei primi regali che ci siamo fatte tutte insieme. La fedina che mi aveva regalato Siyoung l'ho buttata quando ho saputo del suo tradimento ed invece lui l'ha tenuta.
Il castano frena e si gira verso di me, con ancora il sorriso stampato in viso. –"Siamo arrivati." Mi comunica ed io mi risveglio di scatto, girandomi a guardaro.
Alzo gli occhi verso il locale e la scritta in azzurro campeggia a caratteri cubitali sull'edificio 'White Angels.'
E' dove siamo venuti al nostro primo appuntamento.
Lui mi sorride complice prima di strizzarmi l'occhio e scendere dall'auto, lo imito e lui mi affianco mentre entriamo nel locale. –"Dove vuoi sederti?" mi domanda mentre si gratta la nuca imbarazzato.
Mi stringo nelle spalle, passando gli occhi sui vari tavoli. –"Un tavolo vale l'altro." Dico.
Lui annuisce e ne prende uno a caso, sotto una grande finestra che si affaccia sulla strada trafficata, cerco di sedermi senza far alzare la gonna sulle gambe ed accavallo le gambe mentre lui si siede di fronte a me.
Una cameriera viene di corsa verso di noi e ci sorride gentilmente. –"Cosa posso servirvi?" domanda con voce stridula.
Mi corpo leggermente l'orecchio con una mano mentre una smorfia prende forma sul mio viso. –"Muffin a cioccolato." Dico, passandomi nervosamente le mani sulle cosce nude.
Siyoung si gira verso la ragazza e sfodera uno dei suoi sorrisi micidiali che la fa arrossire fino alle orecchie. –"A me al cioccolato bianco." Risponde e la ragazza annuisce con gli occhi a cuoricino prima di allontanarsi.
Il castano concentra di nuovo la sua attenzione su di me, prendendo a fissarmi insistentemente e l'imbarazzo intorno a noi continua a crescere. "Aehm, sei tornato al tuo colore naturale?" domando, indicando con un dito i capelli castani, precedentemente tinti di biondo.
Lui annuisce, portandosi una mano nei capelli. –"Ti piacevano di più castani." Dice, fissandomi negli occhi.
Avvampo leggermente prima di tirare su un sorriso imbarazzato. –"E' vero ma anche biondo non eri male." Gli rispondo, facendo scorrere i polpastrelli sulla superficie marrone del tavolo.
La cameriera di prima si presenta di nuovo al tavolo e ci porge i nostri muffin, sorridendo in modo civettuolo a Siyoung prima di andarsene, il che mi fa sorridere divertita; quando stavamo insieme succedeva ogni volta che uscivamo e puntualmente litigavo con qualche cameriera mentre adesso non provo nessun senso di fastidio né di gelosia.
Addento il mio muffin e Siyoung mi lancia un'occhiata divertita, ingoio il mio boccone e lo guardo a mia volta con un'espressione perplessa. –"Non ti piacciono i muffin al cioccolato bianco, vero?" mi domanda prima di dare un morso al suo.
Ridacchio leggermente per poi scuotere la testa. –"Lo sai che il cioccolato bianco mi fa vomitare." Gli rispondo.
Lui annuisce energicamente e mi punta l'indice contro. –"Al nostro primo appuntamento per sbaglio ti portarono quello al cioccolato bianco e per poco non mi vomitasti sui pantaloni!" dice prima di scoppiare a ridere fortemente.
Arrossisco di scatto prima di scoppiare a ridere dopo di lui, contagiata dalla sua risata; mi copro il viso con le mani e prendo a guardarlo dai piccoli spazi lasciati dalle mie dita. –"Perché me l'hai ricordato?" domando tra le risate.
Lui si passa una mano tra i capelli, tirandoseli all'indietro e sorride. –"E' stato il miglior appuntamento della mia vita." Mi dice con voce profondo.
Tolgo le mani dal viso e abbasso lo sguardo sul tavolo mentre le mie guance continuano a prendere colore. –"Sì, è stato bello." Rispondo poco dopo alzando lo sguardo verso di lui.
Siyoung annuisce e cala di nuovo il silenzio, continuo a mangiare il mio muffin leggermente a disagio e lui fa lo stesso anche se sembra molto più rilassato e a suo agio.
"Andiamo a fare un giro?" domanda, una volta finiti i nostri muffin, annuisco sovrappensiero e lui si allontana verso la cassa.
Mi alzo, aggiustando la gonna e mi avvicino all'uscita, attendendo il ragazzo di fianco la porta scorrevole.
Una volta fuori iniziamo a camminare per le strade quasi completamente vuoto, il silenzio ci circonda ancora spezzato solo dai motori delle auto e dalle poche persone rimaste in strada che parlano al cellulare.
Siyoung si gira verso di me e sorride a labbra strette. –"Non stavi con Bang Yongguk?" mi domanda di punto in bianco.
Deglutisco silenziosamente prima di tirare su un sorriso falso. –"No, mentiva l'altra volta." Gli dico, incrociando le mie dita tra di loro.
Lui si acciglia prima di grattarsi il braccio, con aria stranita. "Perché avrebbe dovuto mentire?" domanda poi.
Rido leggermente in imbarazzo. –"Ecco..." inizio a parlare, ma cosa dovrei dirgli? Gli stai sul cazzo sarebbe troppo diretto. –"Non gli stai molto simpatico." Opto alla fine, cercando di essere il più fine possibile.
Le sue labbra si deformano in una smorfia e poi annuisce con disinteresse, stringendosi nelle spalle. –"Ho saputo che vivete insieme." Dice ancora.
Siamo usciti per parlare di Bang Yongguk?
Annuisco con nonchalance, guardandolo con la coda dell'occhio. –"Qualche mentecatto ha fatto esplodere un alveare pieno di api nella sua casa ed ora è infestata, tra meno di due settimane finirà la disinfestazione e tornerà a casa sua." Gli spiego, gesticolando con enfasi.
Ma poi chi sa chi è quel deficiente che ha fatto espoldere quell'alveare, bah.
Mentre camminiamo il mio piede scivola su qualcosa e la mia caviglia si piega, lancio un urlo di dolor con la consapevolezza che tra poco mi ritroverà a faccia a terra quando le mani di Siyoung mi afferrano i fianchi e mi tirano verso il suo petto, impendendomi la caduta; deglutisco con il viso premuto contro il suo petto. –"Va tutto bene?" sussurra il castano al mio orecchio, scostando alcune ciocche di capelli dietro la schiena.
Mi stacco dal suo petto ed alzo il viso verso il suo. –"Sì, è okay." Rispondo con la voce ridotta ad un flebile suono.
Lui china il viso di lato per guardarmi meglio ed i suoi occhi iniziano a scrutarmi insistentemente. "Sicura? Non vuoi sederti?" domanda ancora, piantando i suoi occhi nei miei.
Scuoto lentamente la testa dato che la mia voce sembra essersi bloccata in gola e restiamo per un po' così, le sue mani che mi tengono i fianchi e le mie premute contro il suo petto, il suo viso chinato verso il mio ed i suoi occhi che ne percorrono ogni centimetro.
Trattengo il respiro quando lo vedo avvicinarsi a me lentamente ed in men che non si dica le sue labbra premono dolcemente sulle mie, le mie mani stringono in pugno la sua tshirt mentre il mio corpo si congela contro il suo.
E' sbagliato, non è la cosa giusta.
Me ne rendo conto quando al posto delle labbra rosee immagino quelle di Bang Yongguk; quando ci siamo baciati premuti contro la porta della mia camera, quando mi ha baciata in discoteca e quando, chiusi nello sgabuzzino della palestra, svegliandomi me lo sono ritrovata premuta contro la schiena, con il respiro caldo che mi solleticava la base del collo ed i capelli arruffati: è stato allora che l'inspiegabile impulso di baciarlo mi ha colta in pieno e l'ho fatto, ho premuto leggermente le mie labbra sulle sue, saggiandone la morbidezza.
Ed è per questo che non sto ricambiando il bacio di Siyoung quindi lo spingo via, dischiudendo i pugni e premendo i palmi delle mie mani sul suo petto affinchè le sue labbra si stacchino dalle mie.
Alzo lo sguardo verso di lui con il respiro accelerato e lui lo ricambia sbigottito mentre si passa una mano tra i capelli, a disagio.
I miei occhi si riempiono di lacrime quando lui mi afferra le mani stringendole nelle sue. –"Mi dispiace." Sussurro, cercando di trattenere le lacrime.
Lui sorride teneramente. –"Sapevo che non ci sarebbe stata una seconda opportunità per me." Dice con voce tranquilla mentre il suo pollice carezza circolarmente il mio dorso. –"Ci ho voluto provare comunque." Continua ed i suoi occhi sembrano quasi perforarmi il petto. –"So che non è me che vuoi."
Esatto, non è lui che voglio ma la persona che desidero, desidera un'altra.
Una lacrime solitaria riga la mia guancia e Siyoung si affretta a pulirla via con la manica della sua felpa nera. –"Vai da Bang Yongguk, Chani." Mi dice e sorride amaramente per poi lasciarmi le mani e darmi le spalle.
Alzo di scatto il viso con un'espressione di puro shock dipinta su di esso mentre fisso il castano allontanarsi da me. –"Siyoung!" urlo e lui si ferma poco dopo, voltando leggermente il viso di lato per guardarmi. "Grazie." Gli dico soltanto mentre le lacrime continuano a scorrere copiose sul mio viso.
Lui mi fa un cenno del capo e sorride prima di allontanarsi ancora fino a diventare un puntino nero in lontananza.
Prendo un profondo respiro e mi passo entrambe le mani sulle braccia piene di pelle d'oca, un fulmine squarcia il cielo e delle piccole gocce iniziano a cadere da esso, prima lentamente e poi sempre più violenetemente.
Continuo a camminare senza una meta precisa superando le strade dove ci sono ancora alcune persone fino a ritrovarmi in un quartiere completamente sconosciuto, in ogni caso continuo a camminare sotto la pioggia, la quale fa aderire i vestiti al mio corpo e mi appesantisce i capelli, li butto dietro la schiena e mi guardo intorno.
Adocchio una fermata dei bus e mi siedo sotto di essa, prendendo a fissarmi le mani.
Non posso andare da Yongguk, non posso andare da una persona che desidera un'altra persona.
Sento un vuoto proprio nel bel mezzo del petto mentre poggio la testa sulla superficie dietro di me e chiudo gli occhi, altre lacrime iniziano a scendere e sbuffo, sono stanca di piangere ma non riesco a smettere.
"Park Chan Hee!" una voce da film horror squarcia il silenzio rilassante intorno a me.
E non ho bisogno di girarmi, riconoscerei la voce da film horror di Bang Yongguk ovunque.
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