capitolo 6
Erano passati mesi, mesi fantastici in cui i due si continuavano a vedere. Ora stavano insieme erano felici insieme. O almeno Alessio credeva che fossero felici insieme. Perché in realtà Gennaro non era felice, anche se amava con tutto se stesso Alessio lui non riusciva a essere pienamente felice. Lui aveva la consapevolezza, l'orribile consapevolezza, che quello che c'era tra loro non sarebbe durato in eterno. Questa orribile, tremenda e devastante consapevolezza era dovuta al fatto che a Gennaro rimanevano poco più di 10 giorni di vita. Purtroppo quel tumore ai polmoni che stava cercando di non far dominare sul suo fragile essere stava prendendo il sopravvento. Gennaro non poteva permettere che Alessio lo scoprisse, lui l'avrebbe aiutato. Lui non poteva essere aiutato, la malattia lo stava consumando piano piano.
Gennaro era sempre pallido, cadaverico, me nelle ultime settimane il pallore era aumentato e Alessio se n'era accorto. Cosa avesse non lo sapeva, ma vedere il fidanzato in quello stato lo devastata.
Perciò per sapere cosa stesse riducendo in quel modo Genn, decise di parlarne con la madre... Chi meglio di lei poteva sapere cosa prendesse al figlio? Alessio perciò uscì dalla propria abitazione per dirigersi a quella del fidanzato, nel tragitto indosso le cuffiette e iniziò ad ascoltare "I don't want to miss a thing". Improvvisamente iniziò a pensare a Gennaro, perché si, Alessio avrebbe dato di tutto pur di poter stare sveglio ad ascoltare il respiro di Gennaro mentre dormiva, o anche solo il piccolo e dolce sorriso che gli si formava sulle labbra mentre dormiva. Quelle secondo Alessio erano le gioie della vita, poter stare al fianco di Gennaro per il resto della sua vita. Ma qualcosa lo spingeva a pensare che, forse, non sarebbero mai stati insieme così a lungo. Era deciso a fare luce sul movito per il quale Gennaro si stava allontanando.
Gennaro nel frattempo era chiuso in camera sua, con il viso rigato dall'ennesimo pianto isterico che stava scuotendo il suo fragile essere. Era sdraiato sul quel letto sfatto da fin troppo tempo, tre giorni per la precisione. Tutto per Genn stava perdendo senso, la motivazione numero uno e che gli rimanevano 7 giorni da vivere e la seconda era che doveva allontanarsi da Alessio, una volta morto non voleva che, l'unica persona che avesse mai amato veramente, soffrisse a causa sua.
Il suono del campanello risuonò per tutta l'abitazione, sentì la sorella, Imma, urlare dalla sala un "Vado io". Sentì la porta aprirsi e delle parole ma non capì cosa si stessero dicendo la sorella e il suo interlocutore. L'unica cosa che capì, dal tono sorpreso della sorella, che si trattava di una visita inaspettata.
Alessio si era presentato davanti a casa Raia e ad aprigli la porta gli si era presentata una delle sorelle di Genn; Imma. "Oh hey Alex, che ci fai qui? Pensavo che tu e mio fratello aveste rotto. E' in uno stato tremendo, e visto che non mi dice nulla ho pensato ad una vostra rottura" Palle, lo si capiva dal tono sorpreso ma allo stesso tempo incerto della sua voce. "Oh no Imma, non abbiamo rotto. Ma volevo parlare con Rosa, vostra made. Avrei delle domande da porle, è in casa?" Chiese gentilmente Alessio alla ragazza sbirciando all'interno dell'abitazione. "Oh ehm si certo entra è in cucina.." Si scostò incerta dalla porta dandogli libero accesso alla casa. Alessio si diresse incerto verso la cucina per poi bussare gentilmente alla porta. "Si?" Chiese una voce femminile dall'altra parte della porta, "Sono Alessio signora... volevo parlarle" Rispose timidamente sporgendosi appena dallo stipite della porta "Oh ciao Alessio caro entra accomodati. Vuoi qualcosa un thè un caffè?" Chiese premurosa la donna che rimaneva costantemente di spalle. "Oh no grazie mille, volevo solo parlarle." A quella frase vide la signora Raia irrigidirsi e deglutire, solo a quel punto la vide girarsi. Il viso, pressoché identico a quello del figlio se non fosse per i segni dell'età, era bagnato da alcune lacrime e delle profonde occhiaie le segnavano il viso facendola assomigliare maggiormente al figlio minore. Quando vide quello sguardo perso e distrutto sul viso della donna capì che qualsiasi cosa stesse succedendo fosse qualcosa di serio. "Dimmi pure" Replicò sedendosi difronte a lui le pieghe del viso stirate in uno sguardo impassibile e falsamente tranquillo.
"Negli ultimi giorni Gennaro si stá allontanando parecchio e non ne capisco il motivo... Sa lei è sua madre e pensavo potesse saperne qualcosa..." Sussurrò incerto Alessio. "Sarò concisa e breve. Gennaro sta morendo."
SPAZIO ME:
Helloooooo! Mi scuso fino all'inverosimile ma ho avuto parecchi problemi in questo periodo e ho voluto prevalentemente scrivere qualcosa che rappresentasse quello che provo. Anyway di quanti mesi sono in ritardo? 8 forse? BHOOOOOOOO
Comunque spero che il capitolo vi piaccia e mi scuso soprattutto per com'è finito ahahahah.
Ah! Ho pubblicato un altra os!! Andate a leggerla si chiama Memories è prettamente ispirata da leaf una delle tracce del nuovo album!
Se vi piace lo stile o l'avete già letta ditemi nei commenti titoli di canzoni che vorreste che rendessi gennex fatemi sapere!
Bene, io per oggi ho finito mi dileguo a nerdare su un sito su cui sto lavorando ad un manga sugli Urban baciniiiiii!!
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