Epilogo
Alcuni anni dopo...
Lanciarsi in una storia d'amore è come fare un salto nell'oscurità della notte: puoi vedere le stelle o perderti nel buio.
Jacob ed io abbiamo affrontato molti ostacoli, ma neanche per un solo istante ho pensato che non ne valesse la pena. Lui è stato esattamente la mia stella, quella persona con cui sono passata dall'essere una ragazza un po' insicura all'essere una donna adulta. Spesso ho pensato di non meritarmelo, di non avere nulla di speciale. Perché tendiamo sempre a svilirci così tanto?
Anche mia madre, a suo tempo, si era sentita in questo modo. Ma la verità è che nessuno è perfetto, non lo è mio padre e non lo è neanche Jacob. Lui è perfetto per me, così come papà è perfetto per la mamma. Insieme funzioniamo, come un meccanismo in cui ogni ingranaggio è esattamente al suo posto.
Una volta papà mi disse che a lui non piaceva il buio, che la notte era troppo prevedibile e pericolosa. Ma poi era arrivata la mamma, e attraverso i suoi occhi ne aveva scoperto la bellezza. Ecco perché ripeteva spesso quella frase sull'oscurità e le stelle, perché l'aveva sentita da lei e l'aveva resa sua. Una metafora, per spiegare con poche parole che vale sempre la pena fare quel salto nel buio, anche quando gli ostacoli sembrano insormontabili. Se trovi quella persona che ti ama e ti rispetta, vale sempre la pena tentare.
Avevo paura che prima o poi la distanza avrebbe diviso me e Jake, ma così non è stato...
Le note della musica si diffondono nel salone, insieme al dolce profumo di autunno e di casa.
Delle piccole dita disegnano delle forme immaginarie nell'aria, seguendo il ritmo delle note. Resto ferma, in silenzio, e mi soffermo per alcuni istanti a guardarli: il mio Jake; la mia Sarah. Nostra figlia, un piccolo essere umano in cui rivedo me stessa e lui. I suoi capelli color castano scuro, mossi come le onde del mare, danzano insieme a lei. Ha la pelle del colore del caffelatte e un sorriso che illumina chi lo guarda, esattamente come quello di suo padre. Sarah solleva il suo sguardo curioso verso l'alto, gli occhi verdi che - inaspettatamente - ha ereditato da mio padre, e mi sorride.
‒ Papà, è tornata mamma! ‒ esclama felice, chiamando Jake.
‒ Che cosa stavate combinando, voi due? ‒ domando a Jake, che viene subito a salutarmi e prende Sarah in braccio.
‒ Ci stavamo divertendo senza di te, Ness! ‒ mi risponde, scherzando.
E' un papà straordinario, e ho sempre saputo che lo sarebbe stato. Non ho mai desiderato particolarmente il matrimonio, e non so se un giorno Jake ed io ci sposeremo. Ma di una cosa ero sempre stata sicura, volevo formare una famiglia con lui. Mi piacerebbe che Sarah un giorno avesse un fratellino...
‒ Mamma, lo sai che papà mi ha comprato un vestito da strega per la festa di Halloween? ‒ mi dice la bimba, sorridendo. ‒ Tu e papà da cosa vi travestite? ‒ ci domanda.
‒ Io mi travesto da vampira ‒ le rispondo.
‒ E io da lupo ‒ aggiunge Jake. In nome delle vecchie leggende Quileute.
‒ Da lupo? Come mai, papà? ‒ prosegue a domandare nostra figlia.
‒ Be', Sarah... lo sai che noi Quileutes discendiamo direttamente dai lupi? ‒ inizia a raccontare.
‒ Davvero?! ‒ esclama lei, con una voce carica di stupore e meraviglia.
Mentre Jake prosegue il suo racconto, lei viene a mettersi seduta sul divano in braccio a me. Jake si siede accanto a noi, e nel frattempo Sarah osserva il suo papà con uno sguardo sognante, rapita dalle sue parole...
‒ Una bambina... una piccola Nessie. Non riesco ancora a crederci! ‒ aveva esclamato Jake, il giorno in cui avevamo scoperto che sarebbe arrivata una femminuccia.
‒ Sei felice? ‒ mi chiese. Strinse le mie mani tra le sue, per poi guardarmi negli occhi.
‒ Certo che lo sono... Ho sempre desiderato avere una bambina! ‒ Mi poggiò le mani sulla pancia, e la sentimmo scalciare. ‒ Ora che sappiamo che sarà una femmina, posso finalmente parlarti della mia idea sul nome... ‒ gli dissi, misteriosa.
‒ Sentiamo.
‒ Pensavo di chiamarla... Sarah ‒ risposi. ‒ E' un nome che mi è sempre piaciuto, e mi piace il suo significato: "principessa". Ma solo se sei d'accordo, Jake. ‒ Era il nome di sua madre, e non potevo sapere se per lui fosse troppo doloroso darlo a nostra figlia. Mi diede un bacio sulla fronte, per poi mostrarmi uno sguardo commosso.
‒ Sì, Renesmee. Sì che sono d'accordo, non me lo aspettavo... Ma a questo punto credo sia giusto darle anche un secondo nome ‒ aggiunse.
‒ Sarah Isabella Black ‒ esclamammo insieme, ci venne naturale pensarlo. Il nome di sua madre e della mia, un po' come era stato per me.
‒ Suona bene, no? ‒ domandai.
‒ E' semplicemente perfetto ‒ mi rispose Jake, per poi abbracciarmi. Si mise in ginocchio, rivolgendosi al mio pancione.
‒ Non vedo l'ora di conoscerti, piccola principessa...
E adesso Sarah ha sei anni, ed è incredibilmente sveglia, curiosa e intelligente. Ma anche introversa e riflessiva, un lato del carattere che mi ricorda tanto me stessa da bambina.
E pensare che avevo detto di non volere figli prima dei trent'anni, e invece avevo avuto Sarah a venticinque... E' così sciocco fare delle previsioni! Anni fa non avrei mai pensato di andare via da Jacksonville, ma ho capito che se avessi lasciato che fosse Jake a trasferirsi, sarei stata davvero egoista: io avevo due genitori giovani che potevo andare a trovare ogni volta che lo desideravo e che potevano fare altrettanto, mentre Jake aveva soltanto suo padre. Un padre anziano, che meritava di avere suo figlio vicino. Quando i miei genitori hanno saputo che ero incinta, hanno preso la decisione di trasferirsi anche loro a Forks.
Ciò che mi manca di più di Jacksonville, il posto in cui sono cresciuta, è la famiglia di nonna Renée e i miei amici. Una delle mie migliori amiche, Stella, si è fidanzata con Robert. Christina e Thomas invece non stanno più insieme, ma sono rimasti amici.
Ho trovato un buon compromesso per gestire questa distanza, e con Jake e i miei genitori vado spesso a Jacksonville. Anche Sarah adora Robert, nonna Renée e Phil. La mia bambina è davvero fortunata ad avere tanti nonni - e bisnonni - che stravedono per lei!
Quando ero adolescente, prima di conoscere Jake, mi ero sempre detta che avrei combattuto per inseguire i miei sogni: e così, dopo il diploma, ho continuato a dedicarmi alle mie passioni: la musica, il canto, il disegno... Qualunque forma d'arte che mi permettesse di esprimere me stessa. La cosa curiosa è che anche la mamma di Jake era un'artista, le piaceva dipingere. La piccola Sarah dimostra già di apprezzare la musica e il disegno, vederla crescere e scoprire i lati in comune con me, con suo padre e con le altre persone della nostra famiglia è qualcosa di straordinario.
I Black Wolves - la band di Jake - esistono ancora, e spesso partecipo anch'io ai loro spettacoli. Grazie ad Internet siamo riusciti a farci conoscere, e ci esibiamo spesso di fronte a un pubblico sempre più numeroso.
La promessa che ci eravamo fatti Jake ed io anni fa, incisa sulla nostra pelle, è stata mantenuta.
E sarà così per sempre, ne sono sicura.
Fine
***
Ci terrei moltissimo ad avere un giudizio finale sulla storia, anche solo di poche parole. Per me è davvero importante 🙏♥️
A seguire, la mia nota finale (leggetela, mi raccomando) e le foto della storia.
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