Capitolo 31
Buonasera coralline 😏
Siccome oggi mi sento generosa, e capita rare volte, sappiatelo...ho deciso di pubblicare un altro capitolo.
Finalmente si sono dati un bacio, ma a me non ha saziato, a voi? Non credo piccole furbette.
Quindi é ora di darci da fare in ogni senso, e quindi partiamo con un po' di fuoco 🔥.
Alexander vuole vedere le vostre fichette infiammarsi e bagnarsi, e chi siamo noi per negargli questa gioia?
S volete un cambio di mutande...eccovele!
🩲🩲🩲🩲🩲🩲🩲🩲🩲🩲🩲👙👙👙👙👙👙👙👙👙👙👙👙
Anche il reggiseno in cordinato 😂😂😂
Che stock fornito oh!
Buona lettura passere 😏💋
$Alexander$
Ho deciso di lasciarmi andare totalmente.
Non sono riuscito a frenare gli impulsi, specialmente ora che ho assaggiato il sapore dolce della sua bocca.
Mi sfilo da dietro il collo la maglia, per lanciarla chissà dove sul pavimento della stanza.
Le sue dita disegnano il contorno del mio cobra, mandandomi scariche di piacere, senza abbandonare mai le mie labbra che succhiano e mordono dolcemente le sue afrodisiache.
Le saccheggio, rivendico, abuso e affondo con la lingua lento e sensuale come vorrei fare con la sua fica, solo per sentirla ansimare dentro la mia bocca.
Sgancio con lentezza ogni piccolo bottone perlato, lasciandole una scia di baci umidi ad ogni lembo di pelle scoperto da ognuno di essi che fuoriesce dall'asola.
É fottutamente bella distesa sul letto con i capelli sparpagliati sul materasso.
Le braccia sono sollevate oltre la sua testa, facendo apparire i suoi seni più sodi dove scendo a leccare un capezzolo, tirandolo con i denti mentre le mani sono intente a finire di sganciare i bottoncini.
«Alex...» Ringhio sul suo seno che divoro al sentire il suono pregno di estasi che vola dalle sue labbra e colpisce il mio membro schifosamente eretto.
Cerco di trattenermi ma sembra che l'ultimo bottone non voglia collaborare, così afferro i lembi e strappo con foga l'ultimo pezzo rimasto, sentendo il bottone cadere a terra.
Ritorno ad occuparmi dell'altro capezzolo graffiandolo dolcemente con i denti, ruotando la lingua tra i pigmenti dell'areola e succhiando affamato il capezzolo turgido.
Appiattisco la lingua mentre si dimena sotto di me, scivolandola sul ventre piatto fino a raggiungere l'intimità cesellata da una culotte velata.
Osservo anche attraverso di essa le labbra della fica glabre e gonfie.
Una piccola macchiolina le sporca, e le mie dita giocano con il suo inguine, passando ogni tanto il pollice tra quelle labbra magnifiche.
Nonostante l'abbia vista sempre nuda, averla ora qui, che si offre a me spontaneamente, mi fa girare la testa più del suo odore che inalo con la punta del naso che si posa sulla stoffa.
«L'odore della tua fica mi manda in delirio.» Sussurro arrochito e volutamente intenso.
Sono in procinto di strapparle quelle dannate culotte, ma poi veloci sono le sue dita che afferrano i lembi e se le strattonano verso il basso, mettendo in mostra il monte di venere rasato e subito dopo le labbra.
Rimango basito dalla sua iniziativa, e risalgo affamato sulle sue iridi oscurate dalla perversione.
«Allontanati appena e guarda ciò che ho sempre fatto da quando sei entrato nella mia vita.» Cristo, Coraline! Potrei morire con quel suo tono sensuale che mi fa contrarre le palle e rimango incantato a fissare il suo indice e medio che si porta dentro la bocca.
La noto succhiarle, girando la lingua attorno come vorrei che facesse con la mia cappella bagnata, e subito dopo percorre il suo corpo, fermandosi sul monte di venere.
«Toglimele.» Impartisce un altro ordine carica di eros e so che intente le culotte, che le finisco di togliere, stringendole nel pugno della mano per permeare l'odore dei suoi umori sul palmo.
Cerco di guardarla in viso, con l'aria da predatrice ma i miei occhi cadono dove vuole lei e le sue cosce si spalancano più che possono, lasciando che la scia del suo odore mi mandi sul lastrico.
Le sue dita si separano per aprirsi le grandi labbra e farmi gustare la visione della sua voglia biancastra, depositata all'interno.
E nel momento che le sta per richiudere, porto i palmi a mantenere aperte le sue fantastiche cosce, e senza darle modo di replicare ribalto il gioco e le passo la lingua tra le labbra.
«Oh Dio.» Ansima debole e a corto di fiato, mentre mi presso senza ritegno sulla sua bella fica succulenta. Gioco con il clitoride con la lingua, con i denti, con il pollice che ruoto affondando di nuovo la lingua tra le pieghe dove mangio la sua voglia.
L'allargo per infilarle tre dita dentro, mentre la lingua gira tutta attorno e ritorna a succhiarle il clitoride.
Si inarca, si dibatte per raggiungere il piacere.
Le sue dita mi tirano i capelli sul cuoio capelluto, seppellendomi se possibile ancora di più dentro di lei.
Nei meandri della sua conchiglia.
E la lucidità si sgretola, fluttuando come polline fuori da queste mura, che riportano ad eco i suoi ansimi tenui a quelli più vibranti che portano me a ruggire.
«Dio, Coraline.» Quanto sei bella, buona, sensuale, mia. Si, ti voglio mia. Ti voglio entrare dentro, sfondarti e dichiararti mia con il marchio del mio cazzo dentro la tua fica stretta.
Sento che le sue pareti si contraggono, mentre le scopo la fica con la lingua e le dita, ma non la faccio venire così.
No!
Voglio sentirla cospargermi il cazzo della sua venuta prelibata.
Mi scosto da lei e la sento emettere un lamento sofferto, dove sorrido appena, perché la mia espressione é tutto fuorché divertita.
Mi sgancio con un movimento del pollice il bottone del jeans, e lo calo fino alle ginocchia, mostrandole attraverso i boxer l'erezione di granito che mi ritrovo per colpa sua.
Sento nettamente le rughe che mi deformano il viso sfigurato dalla passione che mi fa fremere il cazzo racchiuso nei boxer.
Raggiungo le mani di Coraline, riportandole oltre la sua testa con le dita strette tra le mie e mi abbasso lentamente su di lei, centrando con la cappella le sue labbra.
Due gemiti librano dalle nostre labbra, e appena presso di più, mi abbatto sulle sue labbra, per farle sentire il suo sapore prelibato.
«Assaggia quanto sei buona. Assaporati mio bellissimo corallo.» Non c'è bisogno che replichi poiché la sua lingua si arrotola attorno alla mia, sfregandosi le labbra contro la lunghezza del mio cazzo.
Lascio le sue mani, per raccogliere i suoi capelli e racchiudere il suo volto tra i miei palmi.
Il respiro non esiste più. Neanche l'ossigeno.
Leí é l'unica cosa che mi fa respirare.
Scivolo con le mani su ogni sua curva, finendo di toglierle dalle maniche il vestito ormai stracciato.
Afferro con esigenza i suoi glutei, portando la sua fica ancor più vicino alla mia erezione.
Ce la sfrego contro come un ossesso, e getto la testa all'indietro nel preciso istante che le dita di Coraline mi abbassano i boxer e si stringono attorno alla base pompando con delicatezza.
Mi scappella ogni volta che mi intrufolo appena tra le sue labbra, e rilascia quando torno indietro.
Ho le palle così piene che tra poco le schizzerò la mia voglia su quei seni che si sballottano sotto i miei occhi rapiti da quei sassolini rosa.
Le apro di più le natiche, per sentire meglio la sua fica, ruotandola ogni tanto quando la mia cappella si sfrega contro di lei.
«Sto per...» Le sue guance si imporporano e non riesce a finire la frase che affossa la testa sul cuscino, inarcandosi con i seni verso di me, le labbra spalancate e avverto la sua venuta cospargermi la cappella.
Continuo a spingermi dolcemente senza mai entrare, e appena la mano di Coraline mi stimola i testicoli mi isso di scatto dalla sua fica, afferrandomi il cazzo nel pugno della mano dove dopo due secondi i fiotti bollenti del mio sperma le sporcano la sua tela bianca.
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