25. Galeotto fu un fico
Tre mesi dopo
Louis mise nel proprio lettino Tullio e sospirò felice, dato che, finalmente, anche lui si era addormentato come la sorella.
Si sgranchì la schiena e uscì in giardino, respirando l'aria fresca della sera.
Era uscito da poco, quando vide Marco corrergli incontro con in mano una piccola spada di legno.
" Ho duellato con Harry e lui ha detto che sono bravo e poi gli ho fatto vedere come ho imparato a leggere e ha detto ancora che sono bravo "
Louis sorrise al figlio, gli scompigliò i capelli e sussurrò :
" È vero, sei un bambino fantastico e io ti voglio molto bene, però l'ora di andare a dormire è passata da un pezzo "
Marco si imbronciò e Louis riconobbe nel gesto del figlio la stessa espressione che aveva Vercassivelauno quando non riusciva ad ottenere qualcosa.
Si stupì di come l'immagine del suo compagno fosse quasi svanita dalla sua mente, ma gli anni trascorsi dalla sua morte erano tanti e la sua vita era radicalmente cambiata.
Osservò suo figlio correre in camera a dormire e lui, come ogni sera da un mese a quella parte, si diresse in quella di Harry per chiacchierare un po'.
Il rapporto che lo legava al padre dei suoi figli era strano, un po' indecifrabile, ma Louis non poteva negare che si trovasse bene con lui.
Parlavano del più e del meno, ridevano e si divertivano parecchio e la volontà di tornare in Gallia era definitivamente svanita, sia perché non poteva abbandonare Tullio e Giulia, sia perché vivere a Roma ormai gli piaceva, nonostante tutto.
Immerso nei suoi pensieri si affacciò sulla porta della stanza di Harry e chiese:
" Posso entrare?"
Il nobile sorrise non appena lo vide e gli fece cenno di accomodarsi su uno dei triclini.
" Gli schiavi mi hanno portato adesso un po' di frutta, ne vuoi?" chiese, indicando un enorme vassoio pieno di ogni ben di dio.
" Grazie " rispose Louis " prendo un fico...non so resistere alla sua dolcezza..."
Harry, invece, spiluccò solo un po' d'uva, perche tutta la sua attenzione era concentrata sulla bocca di Louis schiusa sulla polpa morbida del frutto che stava mangiando.
Il Gallo, una volta terminato il fico, si pulì le dita in un tovagliolo di stoffa, ma l'angolo della bocca era ancora sporco.
Il nobile si alzò e glielo pulì delicatamente con il pollice...
I loro sguardi si incatenarono come accadeva spesso, si sorrisero e, alla fine, Harry osò chinarsi e sfioragli le labbra con un bacio.
Louis non si scostò e lo ricambiò.
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