11. Una svolta inaspettata
" Sapevo che c'era qualcosa di strano in te, come se ti avessi già visto da qualche parte...chi sei e cosa avevi intenzione di fare, lurido bastardo?" sibilò Harry, puntando il coltello alla gola di Louis e premendo leggermente la punta sulla pelle.
Il Gallo rimase immobile per paura di una reazione da parte del Romano, poi, però, trovò il coraggio di parlare e sussurrò:
" Lascia che ti spieghi..."
Harry, allora, seppur ancora un po' perplesso, allontanò il coltello e fece cenno a Louis di parlare.
Il ragazzo dagli occhi blu prese un respiro profondo e raccontò a Harry, nei minimi particolari, tutto quello che era successo, non omettendo nulla, nemmeno chi lui fosse in realtà.
Non appena ebbe finito, chinò lo sguardo e attese.
" Come puoi pretendere che io creda ad una simile storia?" chiese Harry, alzandosi ed indossando una tunica sul suo corpo nudo.
" Non avrei alcun motivo per mentirti " rispose Louis " anche perché come avrei fatto a fuggire dal carcere? Comunque puoi verificare subito la veridicità di quanto dico...
Dopo...dopo averti ucciso, avrei dovuto fare un segnale dalla finestra della tua camera e qualcuno sarebbe venuto subito qui.
Posso farlo e posso dimostrarti che non sto mentendo..."
Harry tentennò solo un istante, ma poi annuì e disse:
" Voglio crederti, ma ti avverto che, se mi hai mentito, farai una brutta fine. Ora chiamerò alcune mie guardie e le farò nascondere dietro le porte. Tu, sempre ammesso che arrivi qualcuno, falli parlare e poi vedremo "
Harry fece quanto detto, poi si mise a letto fingendosi morto.
Louis si avvicinò alla finestra, prese un bel respiro e fece tre lunghi fischi.
Per almeno una decina di minuti non successe nulla, poi la porta della stanza in cui si trovavano si aprì ed entrarono Bruto, Cassio e una donna che Louis non aveva mai visto.
" Il bastardo è morto?" chiese proprio la sconosciuta.
Louis annuì e Bruto e Cassio si lasciarono allora andare a grida di giubilo e di felicità.
Bruto, però, si interruppe di colpo, estrasse un pugnale dalla tunica e si avvicinò al Gallo.
" Noi tutti ti ringraziamo " disse fingendosi dispiaciuto " ma capisci anche tu che non possiamo lasciarti in vita. Tu sei il nostro capro espiatorio e su di te faremo ricadere la colpa della morte di Harry. Sei fuggito dal carcere e l'hai ucciso...semplice e credibile..."
" Credibile per dei bastardi traditori come voi!" urlò Harry alzandosi dal letto e lasciando tutti stupefatti.
Bruto, Cassio e la donna furono circondati dalle guardie entrate nella stanza e incatenati.
Harry si avvicinò alla figura femminile e sorrise disgustato.
" Ho sempre saputo che tu fossi una puttana, Calpurnia..."
La donna lo guardò fiera, gli sputò addosso e sibilò:
" Meglio essere puttana, che un frocio dittatore come te "
Harry non reagì e li fece portare via, rimanendo solo con Louis.
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