41. Melius cavere quam pavere
-Non mi risponde né l'uno, né l'altro- disse Harry guardando Niall, la preoccupazione nella voce.
-Sono in palestra; Liam tiene il cellulare nell'armadietto, e Louis starà studiando, magari l'ha messo in silenzioso- tentò di farlo ragionare il manager. Erano nella hall di un albergo, in attesa di entrare nella sala conferenze, dove Harry avrebbe partecipato ad una conferenza stampa che precedeva la registrazione di un programma televisivo nel pomeriggio.
-Louis mi risponde sempre- affermò Harry, e Niall alzò gli occhi al cielo:
-Dio, mi sembri uno stalker. Stai tranquillo, Harry. È con Liam. Cosa vuoi che succeda?-
Intanto aveva tirato fuori l'I-phone dalla tasca ed aveva scritto un messaggio a Liam:
"Ti prego, rispondete ad Harry. La conferenza stampa inizia tra dieci minuti"
Harry sospirò, frustrato. Aveva creduto di fare bene ad obbligare Louis a a stare a casa, ma l'idea gli si stava rivoltando contro. Aveva dormito malissimo nonostante la suite fosse confortevole, ed aveva la netta sensazione che Louis fosse turbato. Vedeva note scure; non lo disse a Niall, perché il manager era meno empatico e paziente di Liam. L'avrebbe soltanto fatto agitare, ed Harry non voleva. Aveva soltanto bisogno di sentire il suo Louis.
Scaccio' dei fili viola da davanti al suo viso, alzandosi per avvicinarsi alla finestra. La Senna si snodava luccicante in mezzo alle abitazioni; il paesaggio era incantevole. Harry amava Parigi.
Uno scroscio di applausi precedette l'apertura di una porta; una donna in tailleur, con un auricolare ed un microfono collegati all'orecchio, fece loro un cenno.
-Harry, stai tranquillo. Provo a chiamare Liam non appena sali sul palco; ti farò un cenno quando mi risponde, ok?- Lo rassicuro' Niall, seguendolo dentro alla sala conferenze. Harry annuì, grato, e poi salì sul palco tra gli applausi.
C'erano le telecamere dell'emittente televisiva, e molti giornalisti. Harry, comunque, sembrava perfettamente padrone di sé stesso, per cui Niall tirò un sospiro di sollievo e chiamò direttamente in palestra.
Gli rispose Liam dopo una serie infinita di squilli.
-Dove diavolo siete? Harry è preoccupato- esordì a mezza voce, mentre faceva il segno del pollice alzato in direzione di Harry.
-Siamo in palestra. Va tutto bene?-
-Lo spero. Ma di' a Louis di tenersi il cellulare attaccato al culo e di rispondere, se non vuole che quando torniamo gli faccia un cazziatone- borbotto' tra i denti mentre annuiva in direzione di Harry, che gli sorrise prima di rivolgersi di nuovo ai giornalisti.
-Sta studiando, Niall. Comunque glielo dico. Ciao-
Liam riaggancio', sospirando. La sua idea pareva non essere stata una delle migliori, a quanto sembrava.
-Ci sono problemi? Harry sta male?- Si allarmo' Louis, poco distante.
-Tieni il cellulare in suoneria- gli disse Liam prima di tornare dai suoi allievi.
Louis aggrotto' la fronte e recuperò il telefono da sotto il libro di storia, sgranando gli occhi nel vedere le chiamate perse.
Provò subito a chiamare, ma Harry ovviamente non rispose; col cuore in gola scrisse velocemente un messaggio. Non contento si fece un selfie con lo sfondo della palestra e dei libri e lo mandò al pianista, maledicendosi per la sua leggerezza.
Ovviamente non riuscì più a concentrarsi, per cui si alzò, sgranchiendosi la schiena, e si avvicinò ad uno dei tre ring sul fondo della palestra, per sbirciare.
In uno, Liam stava dirigendo un incontro tra due dei suoi allievi. Altri due si stavano allenando ad un saccone; Zayn era intento a fare flessioni.
-Malik. Qui- ordinò Liam, dando il cambio ad uno dei suoi allievi abituali, che si diresse verso Louis per bere da una bottiglietta posata a terra.
-Ciao. Io sono Michael-
-Louis- disse il ragazzo stringendo la mano che l'altro gli stava porgendo dopo aver sfilato il guantone.
-Non ti ho mai visto da queste parti. Vivi qui?-
-Si, qua vicino, a dire il vero, ma non ho mai frequentato l'ambiente della boxe- ammise sinceramente Louis, sgranando gli occhi nel vedere Zayn e l'altro allievo attaccarsi e difendersi sotto la guida di Liam.
-Conosci quel ragazzo?- Gli Chiese Michael, asciugandosi il viso sudato in un asciugamani.
-Frequenta la mia scuola- affermò Louis, sobbalzando nel vedere Zayn accusare un colpo e finire a terra.
-Stop, stop. Malik, su la guardia. Dove stavi guardando? Concentrati- lo sgrido' Liam.
-Non ha tecnica, ma ha grinta. O forse è disperazione- commentò Michael, bevendo un altro sorso.
-Mike, hai finito di perdere tempo? Sei qua per allenarti. Al saccone- lo riprese Liam dal ring, mentre Zayn si faceva mettere di nuovo a terra.
-Così non va. Devi pararli, i colpi. Non prenderli- li fermo'di nuovo Liam, facendo cenno all'altro allievo di scendere e raggiungere Michael.
-Posizione di difesa. Forza- lo sprono' Liam, girandogli attorno mentre Zayn portava i pugni uniti davanti alla gola, saltellando.
-Mai abbassare la guardia. Mai- disse Liam, facendo cenno ad un altro allievo di avvicinarsi.
-Ora proverai con Bill; voglio capire perché non ti difendi. Lui ci va giù pesante, però ad occhio e croce è della tua categoria. Forza. Voglio vedere un incontro pulito, capito, Malik?- Si accerto' Liam, dando il via.
Subito Zayn andò ad attaccare con un gancio sinistro, prontamente parato da Bill.
-Incontro pulito- ribadi' Liam dal bordo, osservandoli.
Bill contraccambio' poco dopo; si notava nettamente la tecnica, data dalla confidenza con quella disciplina, rispetto agli attacchi disordinati di Zayn, il quale però se la stava cavando discretamente.
-Non voglio colpi in viso, siete senza protezioni. Bill, attaccalo di nuovo. Voglio capire una cosa- ordinò Liam, appoggiandosi alle corde.
Bill annuì e si fece sotto, sferrando un gancio dietro l'altro e facendo indietreggiare Zayn, che effettivamente alzò le braccia a proteggersi la testa, lasciando scoperto l'addome. Louis aprì la bocca per avvertirlo, ma Bill lo colpì facendolo finire di nuovo a terra.
-Eccolo lì, l'errore di prima. Perché fai questo movimento? Avevo già detto che non sarebbero stati previsti colpi alla testa- commentò Liam, aiutandolo ad alzarsi.
Zayn scrollo' le spalle e si rimise in posizione.
-Vuoi metterti in pari con i tuoi amici?- Lo scherni' Bill, alludendo alla famosa sera in cui li avevano aspettati fuori dal locale.
-Bill! Se hai fiato per dire stronzate, hai fiato per farti dieci giri attorno alla palestra. Di corsa!- Lo riprese Liam.
-Sì, coach- fece il ragazzo, ubbidendo all'istante. Liam era molto severo, e si faceva rispettare.
Zayn rimase nel centro del ring, in attesa.
-Non ho ancora capito se tu vuoi fare a botte, o se vuoi realmente fare boxe- affermò Liam.
Zayn non rispose, ancora col fiatone.
-Perché se vuoi fare a botte, questo posto non fa per te- continuò Liam.
-Perché sei qui?-
-Sono cazzi miei. Non ti ho chiesto di psicanalizzarmi, solo di allenarmi, porca puttana!- Reagì Zayn alzando la voce, tanto che si voltarono tutti nella sua direzione.
Liam annuì, come a confermare un pensiero che aveva fatto.
-Devi scaricare la tua aggressività altrove. Non puoi essere un boxeur equilibrato. Quelli come te sono pericolosi; io non voglio gente rissosa tra i miei allievi-
Zayn strinse le labbra, guardando a terra.
-Dammi una possibilità- chiese, in tono sommesso.
-D'accordo, facciamo così. Sei in prova. Al primo sgarro, sei fuori. Ora fatti anche tu dieci giri. Il rispetto è la prima cosa-
Zayn annuì e prese a correre.
Liam raggiunse Louis, per bere.
-Che ne pensi?-
-Le ha prese- disse subito il ragazzo. Liam annuì.
-In altre circostanze lo caccerei via; ma ha un'aria disperata. Però al primo sgarro è fuori- lo assicurò.
-Caspita. Sei Hitler- sorrise Louis. Liam lo guardò storto:
-Vuoi correre anche tu?-
-Non sei il mio allenatore, sei il mio autista- scherzo' il ragazzo.
-Bene, tornerai a piedi- ribatte' Liam.
-Non puoi mollarmi a piedi, Harry ti ucciderà'-
- Torna a studiare- esclamò Liam, scuotendo la testa.
21/02/2017 Traduzione titolo: "meglio stare attenti che avere paura".
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