9- fase uno prima parte
Nota autore:
Lo so, perdonatemi se non aggiorno spesso però ci siamo trasferiti ed anche gli orari di lavoro sono diversi pertanto ho meno tempo per correggere e scrivere.
Tuttavia tenterò di aggiornare più spesso, nel frangente per farmi perdonare questo capitolo l'ho fatto più lungo, così potete leggerlo con calma.
Detto ciò buona lettura a tutti e grazie a tutti coloro che aspettano pazientemente il seguito di questa storia, se vi piace scrivete pure qui nei commenti, anche se ci sono critiche o incomprensioni risponderò a tutti.
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Per arrivare al mare di d'Azov, ovverosia la sezione settentrionale del Mar Nero in Russia, impiegammo cinque ore ma finalmente arrivammo a destinazione.
La base del padre di Edward era meno appariscente messa in confronto con il branco meridionale, ma altrettanto bella. L'ingresso per la grotta sommersa è vicina ad un relitto di una nave mercantile, affondata chissà quanto tempo fa, ormai ricoperta di alghe.
Anche qui, come in tutti gli oceani la scarsità di pesce era molto evidente, notai persino dei cuccioli di tritoni malnutriti ovunque si guardava. La situazione peggiorava sempre di più, se i militari non si fermavano con il loro assurdo progetto non eravamo solo noi ad estinguerci ma anche tutta la fauna marina, a meno che il loro intento non sia proprio questo, spingere i tritoni fuori dall'acqua. Ciò spiegherebbe anche la loro pesca frenetica, senza alcun riguardo verso l'ambiente.
Ma non potevo darlo per scontato, vi era anche la possibilità che pur a costo di eguagliare Dio, non si rendevano conto delle conseguenze. Infondo è da umani prendere tutto quello che si desidera a qualunque costo.
Mentre ero immersa nei miei pensieri, Rieen e Ryper litigarono per tutto il tragitto perché entrambi mi volevano tutta per loro, facendomi esasperare. Rieen è diventato più assillante del solito e purtroppo non potevo neanche dargliene una colpa, in quanto era solo ed esclusivamente di Riafy se lui pensava che eravamo una coppietta felice.
Ovviamente come ho sempre sostenuto provavo della attrazione nei suoi confronti, però solo l'idea che lui è il mio fratellastro mi frenava, il problema principale consiste nelle tempistiche in cui lo conosciuto, all'epoca non sapevo che egli era sangue del mio sangue, se fosse successo diversamente con per certo questi sentimenti non sarebbero mai nati.
Anche se dovevo essere onesta con lui non me la sentivo di spezzargli il cuore per l'ennesima volta, forse prima era meglio riflettere bene su questo punto, perché sembrava talmente entusiasta che proprio non me la sentivo di fargli del male, non a lui, non ancora.
Riflettendo a ciò mi venne da ricordare anche al nostro primo bacio ed anche alle parole di Scarlett, a quel tempo non sapevo che lui era il mio fratellastro ma rifiutato i suoi sentimenti perché lo consideravo il nemico, ma secondo lei la motivazione era un altra, ovvero la paura dell'intimità, secondo Rieen invece mi inventavo delle scuse per non stare insieme a lui, pertanto una domanda mi balenò in mente, se avessero ragione entrambi?
Rispetto al passato sono cambiata molto, me ne rendevo anche conto anche da sola, in principio l'unico scopo che avevo nella vita era rendere orgoglioso il generale Garenth svolgendo al meglio le mie missioni. Ma con il passare del tempo, stando in compagnia di Rieen, Ryper ed Izumi le mie priorità sono cambiate a tal punto che iniziavo dovere altri interessi oltre la guerra, forse per questa ragione ero così restia a far avvicinare qualcuno a me, forse non so semplicemente come si fa.
Ripensai anche alle parole di Rieen quando lo portai al ristorante e se ne uscì scherzosamente che voleva visitare l'Italia, per assaggiare i piatti tipi di lì, pensai che una volta finito tutto e portato la pace non sarebbe stata una cattiva idea, non avevo mai fatto una vacanza in più mi avrebbe aiutato a chiarire una volta per tutte questo mio sentimento che ancora non riuscivo bene a comprendere.
Prima di pensare al futuro però dovevo andare per gradi, come prima cosa dovevo imparare a svolgere la metamorfosi, infiltrarmi nella base Russa vicino all'accampamento dei Tritoni del Nord, in modo tale da cercare le informazioni mancanti.
A tal proposito in questo momento mi trovavo in compagnia di Edward è di suo padre intenti una volta per tutte ad insegnarmi a mutare forma.
Per precauzione mi fecero andare sulla Riva del mare, non perché non sapessi nuotare ma perché essendo la mia prima volta avrebbe fatto così tanto male da rendermi incapace di ragionare lucidamente. Normalmente chi l'aveva già compiuta più volte, aveva imparato ad attenuare il dolore tramite esercizi di respirazione ma non essendo mentalmente preparata al dolore in mare aperto avrei rischiato di affogare.
Ovviamente vennero anche Rieen e Ryper, il piccoletto era qui per sostenermi, ma non potevo dire altrettanto del suo pesantissimo fratello, la quale aveva ancora dei conflitti verso il povero Edward lanciandogli occhiatacce di fuoco ogni qualvolta che si avvicinava troppo a me. Riguardo alla gelosia purtroppo anche il piccolo Ryper non scherzava, perché in caso di pericolo non voleva farmi toccare da nessun altro eccetto suo fratello, nonostante negasse fermamente che non era geloso definendosi semplicemente protettivo, era chiaro a tutti la verità sul suo pessimo comportamento.
Principalmente c'è l'aveva con Edward, ma egli ovviamente non lo prendeva sul serio di fatti ogni qualvolta che lo guardava malamente egli ridacchiava, cosa che il piccoletto non prendeva affatto bene.
Il peggio Stava per accadere quando egli si avvicinò a me toccandomi i fianchi per farmi capire meglio, sia Rieen che Ryper gli rivolsero un ringhio di disapprovazione, ma li azzittì a mia volta con un ringhio ancora più minaccioso, dando finalmente l'opportunità ad Edward di parlare:
<<Non è complicato, per poterci riuscire innanzitutto devi visualizzare le tue gambe, dopo di ciò con il bacino spingi in fuori per allargare gli altri inferiori, se riesce sentirai la pelle che si strappa, le ossa che si rompono e si ricompongono per far spuntare le tue gambe. So che fa paura, ma più metamorfosi fai e più il dolore sarà sopportabile>> egli fece una breve pausa per poi correggersi subito, prima che potessi mal interpretare le sue parole pertanto si spiegò meglio:
<<Ovviamente non sto dicendo che ci basta desiderarlo per farle spuntare magicamente, semplicemente, noi primogeniti non le abbiamo mai perse le gambe nell'arco della nostra evoluzione, sono sempre lì, rimane ina nostra decisione se averle o meno, l'unica nota negativa che il processo è molto doloroso>>
Interessante, anche anche Scarlett dichiarò più o meno una cosa del genere, ma ora tutto mi fu più chiaro, noi con la coda nera siamo molto più simili agli umani rispetto ai nostri stessi simili, in quanto questa distinzione era dovuto grazie ad un gene recessivo che in noi era ancora presente, un pò come l'osso sacro per gli umani, ma noi potevamo modificare il nostro DNA per avere le gambe a piacimento, cosa che non tutti i tritoni non potevano fare, in quanto dei loro arti vi era solo un frammento, ormai completamente adattati alla vita acquatica.
Ma bando le ciance tornai a concentrarmi sulla lezione di Edward, provai a fare come mi aveva detto lui ma dopo alcuni minuti non accadde assolutamente nulla, egli però prima che potessi perdermi d'animo mi guardò negli occhi mi disse per rassicurarmi:
<<Tranquilla, è assolutamente normale non riuscirci a primo colpo, riprova finché non raggiungerai il tuo scopo, come sai fare tu, con la tua perseveranza>>
Anche il piccolo Ryper era molto attento alla sua spiegazione, ero davvero sorpresa dalla sua diligenza e serietà al riguardo, cosa che non si poteva dire altrettanto di suo fratello, in quanto Rieen tentava disperatamente di mettere distanza fra me ed Edward infastidito dalle innumerevoli volte che mi toccava, quello che non capiva e che, sia per me che per Edward rassicurarci con pacche e carezze era tipico comportamento di chi era cresciuto nel mondo umano, i tritoni e le sirene invece usavo tale contato solo come segno di interesse per accoppiarsi, eppure Rieen dovrebbe sapere tutto ciò e sempre stato con me, sapeva benissimo che ragionavo come un essere umano.
Per fortuna nessuno dei due prestò molta. Attenzione a quel demente ed ignorandolo proseguì nella sua spiegazione:
<<Cerca di ricordarti che le tue gambe sono sempre lì, nessuno te le ha portate via sono semplicemente nascoste. Pensarla in questa modo potrebbe aiutarti a compiere la metamorfosi, in più quando eri al servizio militare avevi le gambe, dunque anche se eri troppo piccola per ricordarlo hai già fatto la metamorfosi, non scoraggiarti>>
Il suo ragionamento non faceva una piega, in fondo l'avevo già fatto, anche se era merito degli scienziati con delle sostanze chimiche, il mio corpo però dovrebbe ricordarlo, essendo la rappresentazione della storia di ogni individuo, difatti porta dentro di sé tracce del passato, la memoria corporea agisce con veri e propri ricordi fisici, attraverso le sensazioni e le reazioni fisiologiche.
Dunque dedussi che la vera ragione del mio fallimento era il dolore subito in passato, forse è stato così atroce che il mio corpo si rifiutava di svolgere nuovamente questo processo.
Ricordai a me stessa che ero un ex-soldato d'élite e come tale avevo svolto altrettanti addestramenti massacranti e dolorosi, dunque questo non sarebbe stato diverso, così ci riprovai, ma usando la stessa tenacia che usai in passato, però dovevo trovare l'innesco che mi avrebbe spinto a dare il massimo, in passato era Garenth... e se anche questa volta usavo lui per darmi la spinta necessaria? Sì, poteva funzionare, solo che questa volta non volevo eguagliarlo, ma bensì vendicarmi per come aveva contribuito a distruggere la pace collettiva.
Riflettendo su ciò capì che aspettava a me rimediare ai suoi errori, in quanto io stessa, anche se inconsapevolmente avevo avevo fatto la mia parte in tutto ciò, grazie alle missioni che mi assegnava.
Così chiusi gli occhi rivivendo la mia umanità perduta, al compito che dovevo svolgere, a tutte le vite che dovevo proteggere ed al forte desiderio di porre fine a questo bagno di sangue senza vincitori e proprio in quel momento, come un fulmine a ciel sereno sentì un dolore lancinante al basso ventre dal bacino in giù, era come se qualcuno mi stesse accoltellando la parte inferiore per far uscire le gambe.
La pelle iniziò a strapparsi ed a ogni scaglia che cadeva al suolo, un urlo di puro dolore vi seguiva.
Potevo dire con certezza che mi ero sbagliata, nessuno degli allenamenti di Garenth era minimamente paragonabile al dolore che stavo provando, era come se fossi sul punto di morire, ma al posto di mettere fine alla mia sofferenza con la pace eterna vi era soltanto altro dolore, seguito dalle mie urla disperate mentre mi contorcevo dal dolore sulla sabbia.
Rieen, preoccupato corse immediatamente da me perché la metamorfosi stava durando più del previsto, pregandomi con tono preoccupato di smetterla, altrimenti sarei potuta anche morire per via dello sforzo. Credetemi più di chiunque altro avrei voluto porre fine a quella tortura, purtroppo il mio corpo non rispondeva ai miei comandi, ormai troppo oltre per potersi fermare.
Edward anch'egli in preda al panico non sapevan più che pesci prendere, solo il piccolo Ryper ebbe la brillante idea di chiamare il capobranco del posto, in quanto avendo più esperienza, avrebbe potuto sapere del perché la mia trasformazione era così lenta, da risultare nel vero senso della parola una tortura.
Rieen come l'ultima volta sulla spiaggia, quando rischiai di soffocare non si staccò un secondo da me, spostando dolcemente le innumerevoli ciocche dal mio viso dolorante.
Mi bastò guardarlo negli occhi per far sparire chiunque intorno a me ad eccezione di lui. Mi guardava teneramente, chiedendomi con tono preoccupato se tutto questo dolore valesse realmente la pena per quella massa di ingrati. Non potetti far a meno di sorridergli dolcemente e nonostante il dolore atroce, riuscì a trovare le forze per rispondergli con altrettanta dolcezza:
<<Anch'io ero un'ingrata all'inizio, ma avuto la fortuna di incontrarti, non ti sei mai arreso con me, per questo non posso abbandonarli, a differenza mia l'oro non hanno nessuno che gli faccia vedere la realtà!>>
Rieen mi accarezzò nuovamente la fronte, sempre con quell'espressione di assoluta dolcezza e facendo un sospiro, ammise con una piccola nota di tristezza:
<<Io e te non saremo mai una coppia, non fino a quando tu non avrei compiuto la tua missione, non è vero?>> Ero troppo presa dal dolore per intraprendere questo discorso, pertanto stavo già per deviare lo sguardo quando egli, molto più bravo di me a capire cosa desiderava realmente il mio cuore, mi rispose forzando un sorriso:
<<So che io ti piaccio, ma il tuo desiderio di salvare tutti i tuoi compagni non ti permette di vivere la tua vita, per questo a prescindere da cosa provi per me o meno io ti starò sempre accanto, come un compagno dovrebbe fare con la sua dolce metà>>
Era assolutamente incredibile la pazienza di questo Tritone nei miei riguardi, possibile che mi ami a tal punto da essere disposto ad aspettarmi per tutto questo tempo? Come può mettermi al di sopra dei suoi sentimenti? Onestamente lo invidiavo, sapeva quello che voleva e pazientemente aspettava che io ricambiassi i suoi sentimenti anche a costo di soffrire, su questo punto di vita Rieen è molto più forte di me, io ero terrorizzata all'idea di legarmi a qualcuno. Sapeva gestire perfettamente sia i sentimenti che provava per me, sia aiutarmi nella mia missione perché io non ci riuscivo?
Il dolore mi distrasse dai miei pensieri, era diventato talmente intenso da farmi perdere la ragione, le urla di dolore si unirono ad un pianto disperato, iniziando persino a pregare a Rieen di ammazzarmi, talmente stavo soffrendo.
Per sua fortuna Rieen non dovete neanche rispondermi, grazie all'arrivo di Kisar. Egli teneva in mano l'alga strana, la stessa che mi diede Madaz quella sera sulla spiaggia, senza troppi riguardi egli me la fece ingoiare con la forza.
Mi fidavo di lui, in più ero certa che mi avrebbe aiutato, l'unica ragione per cui opposi resistenza derivava dal fatto che in un momento come questo proprio mi rimaneva difficile mangiare, ma pur a costo di far smettere questo supplizio mi sforzai di masticare e come per magia, nello stesso istante che ingoiai quello strano alimento non solo placò il mio dolore, mi supporto anche nel finire la mia metamorfosi.
Essendo troppo provata tutto intorno a me divenne buio ed ormai priva di forze mi accasciai fra le braccia di Rieen.
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*Dal punto di vista di Izumi*
Alla base di Osaka la situazione era più tesa del solito, il generale Garenth dava ordini a destra e a manca urlando come un pazzo, purtroppo Emily era stata avvistata in alto mare a poca distanza dalla base situata in Russia.
L'atteggiamento del generale diventava sempre più sospetto, nonostante partecipasse vivamente alla ricerca di Emily per tutto il periodo della sua scomparsa sembrava essere più rilassato, forse la dava per morta? Ma appena i radar la individuarono divenne molto irrequieto e aggressivo. Forse non voleva che si dirigeva in quella base? Probabilmente si, perché ci fu un panico generale nelle alte sfere.
Garenth difatti sotto gli ordini dei potenti doveva organizzare una spedizione lì, per perlustrare la zona e sorvegliare la base ed anch'io dovevo essere selezionato, un infiltrato all'interno avrebbe fatto comodo in caso di evenienza, l'unico problema è che il generale non si fidava di me, sapeva benissimo che ero un vecchio amico della cosiddetta ricercata dunque non credo che sarebbe stato molto semplice convincerlo a portarmi con se, tuttavia un punto a mio favore era che non avevano prove sulla mia complicità, per questo si limitava a tenermi d'occhio.
In questo momento, notando il mio ragionamento notai il frutto degli allenamenti di Emily, ero più riflessivo e calcolatore, perfetto per questa occasione.
Ora però dovevo pensare al problema principale, come convincere il Generale Garenth? Guadagnarsi la sua fiducia era alquanto impossibile, credo che tenesse davvero tanto le capacità della sua preferita, sa di cos'è capace infondo l'ha addestrata lui, per non contare il fatto che tutti nella base sapevano che in passato eravamo sempre insieme, ovunque andavamo, ma forse avrei potuto giocare su questo elemento per partire insieme a lui, fra tutti i miei colleghi ero l'unico che aveva passato talmente tanto di quel tempo insieme a lei da conoscerla più o meno lo stesso livello dello stesso Generale.
Dovevo solo convincerlo che provavo dei rancori nei suoi confronti, così facendo mi avrebbe permesso di partire assieme a loro mentre gli altri miei compagni monitoravano la situazione ad Osaka.
Purtroppo non era così semplice mettere ciò in pratica perché sarebbero partiti a breve con il primo volo privato da parte del governo, dunque sarebbero stati lì in meno di un'ora massimo due.
Non potevo stare qui a perdermi nei pensieri, se avevo imparato una cosa da Emily è che bisognava agire alla svelta, così senza perdermi d'animo, ma soprattutto facendomi coraggio andai direttamente dal Generale, per poi dirgli con tono sicuro facendogli immediatamente il saluto militare:
<<Generale mi permetta di partire con voi>>
Garenth mi guardò storto, e facendo una lieve smorfia mi rispose con tono sospettoso:
<<Pensi davvero che ti lasci venire in missione con me sapendo il legame che vi era fra voi due? In più, per questa missione ho bisogno di soldati addestrati adeguatamente, non di un pivellino alle prime armi!>>
Immaginavo questa risposta, ma di conseguenza pensai anche a cosa avrebbe risposto Emy al mio posto è così senza indugiare un'istante gli rispose di conseguenza, sempre mantenendo il saluto militare:
<<Mi scusi se le manco di rispetto, ma proprio perché sono stato a stretto contatto con lei che so come comportarmi di conseguenza. Come reagirebbe lei al mio posto sapendo che ha aiutato inconsapevolmente una ricercata a complottare contro l'umanità? Ho il diritto di rimediare al mio sbaglio, in più essendo stato addestrato direttamente da lei so benissimo come difendermi da solo>>
Garenth mi guardò per qualche minuto con espressione seria, il suo silenzio iniziava davvero a preoccuparmi, se mi avesse scoperto? Se avesse capito le mie reali intenzioni?
No, non potevo lasciarmi soggiogare dalle emozioni, Emily non l'avrebbe mai fatto, pertanto decisi di continuare questo teatrino, rimanendo lì fermo a fissarlo negli occhi con determinazione. Dopo qualche minuto egli sembrò gradire la tenacia e per tanto con un filo di voce mi ordinò di andare a prepararmi, raccomandandomi di non ostacolare la squadra d'élite con la mia inefficienza.
Ero così felice che dovetti trattenere un urlo di gioia, non potevo mostrarmi troppo entusiasta ma bensì determinato nel catturarla, altrimenti non avrei potuto aiutarla, perché conoscendola da qui a breve si sarebbe introdotta nella base in Russia, ed era mio dovere proteggerla.
Informa hai anche gli altri nella sezione A6 del ritorno di Emily in azione e la loro risposta non tardò ad arrivare, rispondendomi di non preoccuparmi perché durante la mia assenza avrebbero continuato loro la ricerca nel frangente che io aiutavo Emily con la missione.
Ormai non era più da sola, nessuno gli avrebbe più voltato le spalle né tantomeno l'avrebbe abbandonata al suo destino, tutti noi esattamente come lei volevamo la stessa cosa, la fine di questa guerra.
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