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8-missione suicida

Nota autore:

Vi chiedo scusa, Purtroppo questo capitolo mi è uscito più lungo del solito. Andando a scrivere, ed immergendomi nella storia non mi sono neanche resa conto di quante parole ho scritto. Male che vada, Se è troppo lungo lunedì prossimo non aggiornerò e rimanderò ma lunedì che segue. Buona lettura e spero che questa storia vi piaccia.

*******

È passata una settimana dalla furiosa litigata con Rieen, ed allora non andai più ai nostri incontri come da accordo, non volevo vederlo per paura di una mia reazione negativa, non sapevo come comportarmi con lui né tantomeno se potevo fidarmi, dunque decisi di prendere un po' di tempo per me stessa a riflettere sul da farsi.

Nel frattempo ero andata all'aeroporto di Osaka ad aspettare con trepidante attesa dell'arrivo del mio generale preferito, ovverosia il mio maestro Garenth. Difatti quando richiesi l'aiuto di un altro soldato specializzato, mi riferivo proprio a lui, non vi era nessuno più capace e fidato del mio Garenth.

E poi se vogliamo dirla tutta in questi mesi mi era mancato talmente tanto da farmi quasi morire di dolore, per me non era solo un generale da rispettare, ma bensì lo amavo come un padre. Dunque era normale il mio buon umore di questi giorni, mi sembrava di toccare il cielo con un dito.

Tuttavia nessuno sapeva qui ad Osaka della mia relazione paterna fra me ed il generale, pertanto mi fissavano con enorme stupore cercando di capire chi o cosa avesse tanto potere su di me da farmi sorridere in questo modo. Solo Izumi ne era al corrente, considerando che ormai eravamo praticamente amici, era normale che non avevo più segreti con lui.

Anche in questo momento mi aveva accompagnato all'aeroporto per dare il ben venuto a mio padre, e per qualche strana ragione era molto ansioso di conoscerlo.

<<Tra quando sarà qui?>> chiese Izumi con i nervi a mille.

<<Tra qualche minuto, mi ha appena scritto>> risposi con tranquillità. Ma notando il suo sguardo cadaverico cercai di calmarlo appoggiando una mano sulla sua spalla per poi aggiungere con tono ironico: <<Si più rilassato, mica gli devi chiedere la mia mano, su via. Può sembrare cattivo all'inizio ma in realtà e molto amabile se ci entri in armonia>>

Il mio tentativo di provare a calmarlo po' fini miseramente, con l'unica conseguenza che si agitò più di prima, iniziando a borbottare strane parole nella sua lingua dette a raffica. Siccome mi faceva molto pena stavo per fare già un altro tentativo, quando la figura di Garenth vista da lontano, prese possesso delle mie emozioni, e senza pensarci due volte mi gettai a capofitto tra le tue braccia, cosa che gli ricambiò con grande gioia, facendomi fare una piccola giravolta proprio come quando ero solo una bambina.

Egli mi guardò teneramente negli occhi, per poi dirmi con tono gioioso:

<<Dio come mi sei mancata ranocchietta>>

Di solito non era così espansivo ed affettuoso, però quando capitava che lui od io partivamo per lunghe missioni senza sentirci per tanto tempo era solito lasciarsi andare un po', come appunto in questo caso. Così affondando di più nel suo abbraccio confessai timidamente:

<<Anche tu>>

Mettendo fine a quel piccolo gesto di tenerezza fra di noi, mi staccai teneramente dal suo braccio per poi salutarlo adeguatamente con il saluto militare. Tuttavia questa volta Garenth non rispose al saluto come al suo solito, anzi, indurì all'improvviso lo sguardo appena incrociò gli occhi terrorizzati del povero Izumi, che alla vista del sergente si pietrificò all'istante salutandolo in modo robotico, con u  saluto militare meccanico.

Garenth guardò il ragazzo non un sopracciglio alzato, per poi chiedermi con tono sospettoso:

<<E questo chi è?>>

Avendo percepito dell'ostilità nei confronti di Izumi, senza perdere altro tempo presentai i due, specificando che il ragazzo che tanto avevo elogiato nei miei rapporti era proprio lui. A quella spiegazione il sergente guardò con disprezzo il ragazzo, e nonostante fossi pienamente cosciente che egli si fidava ciecamente di ogni mio giudizio, si voltò verso il ragazzo e con un ghigno maligno rivolto al povero Izumi, gli disse con tono minaccioso:

<<Quindi sei tu la giovane promessa…bene bene,sarà un piacere addestrati personalmente>>

Guardai il generale Garenth come una nota di confusione, non riuscivo proprio a spiegarmi del perché avesse preso tanto in antipatia il povero Izumi, e mi permisi di fare questo pensiero appunto perché lo conoscevo fin troppo bene da sapere cosa significano veramente quelle parole, specialmente se accompagnate da quel sorrisetto maligno. Tuttavia una cosa era certa, ad Izumi si prospettavano giorni terribili, ma nonostante l'avesse capito anch'egli non si lasciò scoraggiare dal comportamento burbero del suo superiore, rispondendogli con entusiasmo:

<<Non vedo l'ora di essere personalmente addestrato da lei signore!>>

Garenth di risposta gli fece una smorfia di disapprovazione per poi ignorarlo e chiedermi mentre prendiamo un Taxi per tornare alla base di Osaka:

<<Come stanno andando gli incontri con quelle bestie?>>

Con molta probabilità si riferiva ai tritoni, così iniziai il raccontargli del nostro ultimo incontro, compresa la furiosa litigata fra me è Rieen, visto è considerato che nel mio ultimo rapporto non fui molto dettagliata, ne approfittai per metterlo a corrente delle ultime novità. Non tralasciai nessun dettaglio, sottolineando anche lo strano comportamento di egli.

Il generale ascoltando il mio discorso si incupì, ed indurendo lo sguardo disse a fine discorso con un tono pieno di malignità:

<<Dunque stanno così le cose, bene. Sono proprio ansioso di conoscere quel merluzzo gigante>>

Adoravo Garenth, tuttavia non sopportavo il suo comportamento ogni qualvolta che un uomo si prendeva troppa confidenza con me, torchiandolo fino a portarlo all'esasperazione, come per esempio il povero Izumi, che fin da subito fu molto scortese nei suoi confronti senza alcuna ragione. Ed appunto per questo motivo avevo la certezza che anche con Rieen non sarebbe andata molto diversamente.

Ovviamente non mi importava di lui, tuttavia temevo che fra di loro si potessero creare delle ostilità, e di conseguenza mandava a monte il mio piano per porre fine a questa guerra, così cercai di calmarlo ripetendogli le sue stesse parole:

<<Generale, mi scusi se mi permetto, tuttavia le voglio ricordare che non deve lasciarsi soggiogare dalle emozioni personali, non potendo permettere che quest'ultime mandino al diavolo tutto il mio lavoro negli ultimi mesi, per non parlare dell'importanza di questa missione>> mi fermai un secondo per poi correggermi immediatamente: <<Questo patto è un occasione d'oro, non solo per raccogliere informazioni, ma anche per un alleanza futura, per poter mettere fine alla guerra>>

Garenth mi guardò con un sopracciglio incaricato, per poi rispondermi con tono sbeffeggiante: <<Sentite da dove viene la predica, se per un litigio non vedi quel mostro da una settimana, e ti preoccupi che io faccia qualcosa di inappropriato?>>

Era incredibile come il mio generale non guardi in faccia la realtà, così gli risposi a tono con una leggera nota di disapprovazione:

<<Sai meglio di me come sono fatta, non mi sembrava necessario specificarti cosa gli avrei potuto fare in un momento di rabbia>>

Garenth fece un sorriso forza, per poi ammettere sconfitto: <<Già, lo avresti ucciso per rabbia>> 

*******
*dopo qualche minuto*

Io e Garenth rimanemmo qualche minuto a metterci d'accordo sul da farsi, io volevo tornare con loro alla base di Osaka, il generale invece sosteneva che era meglio riconciliarsi con il pesce, il quale ripetendo le mie parole, mi disse "che era una missione troppo importante per essere mandata all'aria, perché non riuscivo a controllare le mie emozioni", così anche se non avevo voglia di vederlo presi comunque il primo taxi per la spiaggia di Suma, se volevo trovare Rieen ero certa di trovarlo lì.

Una volta giunta a destinazione però di lui nessuna traccia, ma infondo cosa mi aspettavo? Sono mancata per una settimana dopo tutto. Mi misi così alla sua ricerca di egli per svariati minuti, ma di lui nessuna traccia, c'era anche l'eventualità che si fosse stufato di aspettarmi e fosse tornato in mare, se così fosse per me era la fine, come per la mia missione... dovevo assolutamente trovarlo e parlare con lui.

Dopo ore di ricerca, visitando anche altre spiaggie per disperazione, in fine perlustrando le spiaggie di Shirahama, lo trovai dentro uno dei vecchi centri termali ormai abbandonato per colpa di questa guerra. Egli se ne stava in ammollo all'interno di una delle vecchie vasche con un espressione da cane bastonato. Lo osservai per qualche minuto buono alla ricerca di una possibile ipotesi per il suo malumore, in mente mi vennero solo tre ipotesi, la prima e che entrò precocemente in meno Antropausa, sempre se per i Tritoni era possibile, la seconda ipotesi era una possibile relazione amorosa andata male e la terza era semplicemente per un problema di bipolarismo...

Prima di perdere tempo prezioso con questo merluzzo inviai sia a Garenth che a Izumi la posizione su Whatsapp per potermi raggiungere, dopo di ciò tornai al problema principale per cercare di risolvere una volta per tutte il nostro battibecco di una settimana fa per il bene dell'umanità, pertanto per attirare la sua attenzione lo richiamai con un colpo di tosse, ed egli appena incrociò il mio sguardo, il suo volto si illuminò iniziando addirittura a muovere freneticamente la coda per l'entusiasmo. Questo suo cambio d'umore mi diede immediatamente risposta al mio quesito precedente, è semplicemente bipolare.

Rieen, come se posseduto fece uno scatto improvviso adesso di me, e gettandosi fra le mie braccia mi disse con tono gioioso, stringendomi in un forte abbraccio:

<<Emily pensavo di non rivederti più>>

Onestamente parlando quando lo vidi balzare verso di me, lì per lì mi spaventai Tuttavia quando capi che il suo gesto non era una minaccia, ma bensì un gesto d'affetto mi spiazzò. Non avrei mai pensato che quella creature fossero in grado di provare emozioni positive, oltre l'istinto di caccia. Dunque mi venne spontaneo chiedermi, gli ero veramente mancata fino a questo punto?

Rieen talmente era entusiasto di vedermi che non mi diede neanche il tempo di reagire o di pensare a qualsiasi risposta, che mi disse nuovamente ancora più eccitato di prima:

<<Pensavo di non rivederti più, mi sei mancata!>>

Tuttavia questo suo momento di affetto fu bruscamente interrotto dall'arrivo di Garenth, che nel ritrovarsi quel Tritone sopra di me intento ad abbracciarmi come se fossimo vecchi amici per la rabbia sparò come un matto vari colpi in aria, accompagnati da uno sguardo di fuoco per via della rabbia. D'altro canto Rieen non conoscendo il generale, non so perché però si mise dinanzi a me con le braccia divaricate come per proteggermi da quest'ultimo, ciò che non aveva capito era che, l'unico a rischiare la vita era proprio lui, specialmente per come ci ritrovò.

Di fatti Garenth ormai fuori di sé dalla rabbia, punto il fucile contro Rieen, per poi minacciarlo duramente:

<<GIÙ LE MANI DA MIA FIGLIA STUDIO PESCE>>

Il povero Izumi, avendo intuito che la situazione si stava mettendo male, provò a mettere pace fra i due ma il suo tentativo cavalleresco finì miseramente, perché il generale era troppo infuriato con il tritone per dargli retta, difatti ignorando completamente il ragazzo, iniziò a premere il grilletto del fucile in tempo a sparargli senza pietà. Conoscevo il mio maestro, non perdeva mai la pazienza e quando lo faceva era sempre a causa mia, O perché qualcuno mi toccava o perché si prendevano troppe confidenze con me come in questo caso, pertanto preso il posto di Rieen, è posizione lui fui io a prendere le sue difese di inventare una scusa plausibile per evitargli la morte:

<<Garenth non pensare subito male, so che la situazione può sembrare equivoca, tuttavia non mi stava facendo del male, molto semplicemente Rieen è scivolato cadendomi addosso>>

Speravo di aver convinto Garenth con questa mia piccola bugia, tuttavia guardandolo negli occhi capii immediatamente che non mi aveva creduto, comunque sia abbassò ugualmente l'arma, mantenendo però sempre quell'aria di disappunto. Anche se mi duole ammetterlo, il mio generale alle volte era davvero intrattabile, pertanto decisi che era meglio cambiare discorso, presentai i miei due amici al Tritone:

<<Lui è l'uomo che mi ha cresciuto, lo considero come un padre, dunque vedi di andare d'accordo con lui>> Specificai duramente.

Anche se è insolito con Rieen era più semplice farmi ascoltare, infatti come previsto Rieen annui gentilmente una volta capito chi aveva di fronte, però la presenza di Izumi continuava arrecargli disturbo, di fatti gli lanciò svariate occhiatacce di fuoco.

Penso proprio per quei due Non andranno mai d'accordo, eppure quel povero ragazzo era davvero tanto gentile. Chissà perché Rieen se stava fino a questo punto, ma in fondo non è novità che i maschi sono un enigma... Ma tralasciando queste futili stupidaggini chiesi ai miei due amici di stare calmi, dovendo come primissima cosa risolvere la questione fra noi due, in fondo ero venuta anche per questo:

<<Ascolta Rieen, so che il nostro ultimo incontro non è stato dei migliori, tuttavia vedo che fra i tuoi simili, tu sei diverso: sei sempre pronto ad ascoltare, ci dai sempre una mano e per ultimo, ma non meno importante, vuoi porre fine a questa inutile guerra tanto quanto me. Pertanto ti chiedo scusa, non avrei dovuto reagire in quel modo>> incrociare gli occhi di Rieen per qualche istante, per poi aggiungere con un tono pieno di colpevolezza: <<Spero che tu possa perdonarmi e ricominciare da zero>>

A quelle parole Rieen mi guardò dolcemente, per poi rispondermi che non era stata tutta colpa mia, e che anche lui, proprio come me avrebbe dovuto controllarsi. Ci scambiamo sguardi pieni di complicità per qualche minuto, fino a quando Garenth ci riporto alla realtà con un colpo di tosse, visibilmente infastidito dalla nostra complicità. Onestamente anch'io né rimasi molto colpita, ma anche se non riuscivo a spiegarmelo fra noi due sentivo un legame speciale, non so onestamente cosa sia, però avevo la sensazione che noi due fossimo una cosa sola, ed appunto questo pensiero, ogni volta, mi faceva rabbrividire dal disgusto. Noi due eravamo nemici giurati, il quale stavano collaborando per un bene comune, tutto qui. Ma allora perché avevo la sensazione che avrei dovuto conoscerlo meglio? Per il mio benessere mentale decisi di non scervellarmi troppo sull'argomento, tornando nuovamente al punto della questione per cambiare discorso:

<<Sei riuscito a scoprire qualcosa riguardante la strana coincidenza con la morte dei miei genitori, e con lo sfocio della guerra?>>

Per mia fortuna Rieen non aveva capito il mio stato confusionario, così come anche gli altri presenti e guardandomi tristemente, mi rispose con tono mortificato:

<<Mi dispiace, purtroppo non sono riuscito a scoprire nulla di nuovo. Ho anche pensato di chiedere a mio padre se vi era qualsiasi altra ragione per cui odiava gli umani, ma tutto ciò che sono riuscito ad ottenere è soltanto un occhiataccia di fuoco. Niente di più, niente di meno. Sono costernato>>

Dunque eravamo nuovamente di punto a capo, sarà mai
possibile che non vi sia neanche un indizio riguardante quel giorno? Pertanto chiesi anche ad Izumi se aveva cercato nei vecchi rapporti di allora, nel vano tentativo di trovare una qualsiasi cosa che potesse tornarci utile.
Purtroppo neanche lui avevo trovato novità al riguardo, tuttavia hackerando vecchi documenti Top Secret, mi mostrò dei fogli, avvalendo alle parole del Tritone:

<<Purtroppo non sono riuscito a scoprire nulla di nuovo, tuttavia ciò che affermò Rieen quella sera coincide con la verità. Prima che suo padre uccidesse i tuoi genitori non vi è riportata neanche una morte da parte dei Tritoni. Ma dal giorno stesso di quella tragica sera, vi sono intere pagine e pagine di uccisioni per mano della sua specie>>.

Quindi Rieen aveva detto la verità, ciò però significava che la mia teoria riguardante il complotto del governo era vero, per qualche strana ragione avevano insabbiato il tutto, nascondendo la verità, a noi ancora ignota, dando successivamente tutta la colpa alla carenza di pesce ed ormai era chiaro che il motivo non poteva essere quello, ma un qualcosa di più serio.

Ma se realmente era così, perché tenere nascoste queste informazioni di vitale importanza? Per sicurezza esaminai personalmente le carte, per accertarmi che non vi era sfuggito nessun dettaglio, e come sospettavo il mio occhio di falco notò qualcosa di strano. Tutti i membri della squadra dell' Elite, escluso il generale ovviamente, furono portati alla base di New York tutti nello stesso giorno, nascendo così la squadra speciale.

Come specificai anche in passato, la mia squadra era composta da bambini a cui erano morti entrambi i genitori per colpa dei Tritoni, portati di conseguenza alla centrale per essere addestrati contro le stesse creature che gli hanno rovinato la vita, ma con le nuove rivelazioni ciò mi sembrava impossibile, perché questo significava che nella stessa notte in cui i miei genitori hanno perso la vita, anche tutti gli altri genitori dei miei compagni di squadra sono morti, tutti lo stesso giorno. Cosa diavolo stava nascondendo il governo? La situazione iniziava a puzzare sempre di più, e non era l'odore di pesce che emanava Rieen.

Arrivata a questo punto, non potevo neanche più definirle coincidenze, ormai era palese che le tre cose erano collegate fra loro, ma ancora come rimaneva un mistero. Pertanto esposi i miei pensieri anche ai presenti, informandoli di ciò che avevo appena scoperto, e come immaginavo vi fu uno sconvolgimento collettivo.

Il primo a parlare fu Garenth, rifiutando la realtà dei fatti: <<Non dite sciocchezze, state solamente viaggiando di fantasia>>

<<Io non penso>> lo interuppe coraggiosamente Izumi, per poi passare la parola a Rieen, anch'egli d'accordo con il mio collega: <<Sono d'accordo con il ragazzo, non può essere una coincidenza, mi chiedo se anche quel fatto possa centrare con tutta questa faccenda, i giorni coincidono come gli altri, però...>>

Interessati all'argomento, ad eccezione di Garenth che continuava a sostenere la sua teoria, chiedemmo a Rieen di spiegarsi meglio, alchè prosegui nella sua spiegazione:

<<Quando iniziarono tutti i battibecchi fra di noi, ci furono anche casi rapimento dei nostri cuccioli. Se i vostri genitori sono morti tutti nello stesso giorno, ciò vuol dire che anche questo fatto coincide con il resto della storia, perché i rapimenti sono iniziati poco prima dello sfocio della guerra>>. Rieen guardando lo sguardo inferocito del mio generale alzò le mani al cielo, per poi proseguire in sua difesa: <<Non mi fraintenda generale, non vi sto accusando di nulla, sto solo esponendo la mia teoria al riguardo>>

Non so se la teoria di Rieen può essere veramente veritiera, però sei militari putacaso avessero realmente rapito i loro cuccioli, ciò spiegherebbe del perché volessero insabbiare la faccenda.

Tuttavia non riuscivo comunque a vedere il nesso fra le altre cose, per ora sapevamo che: La strana coincidenza con la morte dei miei genitori e anche quella dei miei colleghi, il loro capobranco aveva ordinato di imparare la lingua umana in quello stesso giorno, per non parlare del numero esponenziale di morti sempre nello stesso e medesimo giorno. Sapevamo anche che sempre nella stessa notte è nata la squadra dell' Elite e ciò iniziava a prendere una piega ancora più strana se mettevamo anche l'ipotesi di Rieen. Per quale ed assurda strana  ragione avrebbero dovuto rapire dei cuccioli di tritoni? Per degli esperimenti? Per studiarli?

L'unica persona che poteva far luce su tutta questa faccenda era appunto il nostro Tritone con il quale avevamo un accordo di alleanza, tuttavia nonostante tutti i suoi sforzi non riusciva a scoprire nient'altro, visto e considerando che suo padre era più muto dello stesso governo che stava insabbiando la verità.

Stavo uscendo letteralmente pazza, nel vano tentativo di trovare una spiegazione, quando improvvisamente Izumi prese la parola, ipotizzando una possibile ipotesi che potesse collegare Il rapimento e le altre cose che avevamo scoperto:

<<Forse la teoria di Rieen non è del tutto campata in aria, mettiamo caso che i militari si sono messi a rapire i cuccioli di tritoni, per degli esperimenti, o chissà quale altra cosa, ciò spiegherebbe lira improvviso del padre di Rieen. Scoprendo che cuccioli erano ancora vivi, e chissà dove erano finiti per vendicarsi di ciò ha attaccato varie famiglie. Forse l'intendo di quella sera era mettere alle strette i servizi militari, un po' come per il detto, occhio per occhio, dente per dente>> Izumi iniziò a fare su e giù per la stanza, rimuginando ancora di più sul suo brillante argomento e dopo alcuni minuti, aggiunse dicendo: <<Anzi, riflettendoci meglio tutto ciò spiegherebbe anche la strana coincidenza fra la morte dei tuoi genitori e quelli i tuoi compagni di squadra, la sua azione potrebbe essere stato semplicemente un avvertimento nei confronti nei loro confronti>>

Le parole di Izumi mi colpirono molto, non avevo pensato a questa teoria, tuttavia aveva pienamente ragione, l'azione ignobile del padre di Rieen, potrebbe essere anche stato un avvertimento, ed essendo stato ignorato ha dato il via alla guerra. Così guardando i presenti dissi anche la mia, proseguendo il discorso di Izumi:

<<Se la tua teoria è vera, ciò vuol dire che ritrovando quest'ultimi metterebbe veramente fine ed una volta per tutte guerra. Ma per accettarci di questa teoria, ci servono delle prove concrete e trovarle non sarà affatto semplice>> portai le dita sul mento e pizzicandolo freneticamente aggiunsi: <<In più se realmente sono stati rapiti, trovarli non sarà affatto semplice. Forse potrebbe trovarsi alla base di New York, Ma è anche vero che la squadra specializzata si sta espandendo anche in tutto il globo per combattere la minaccia dei tritoni, ciò vuol dire che potrebbero essere stati spontati ovunque>> mi fermai un secondo per poi aggiungere con tono serio: <<Sempre se sono ancora vivi, ovviamente>>

Ad interrompere bruscamente la conversazione fu il generale, che dando di matto rimproverò tutti i presenti:

<<Sapete almeno di cosa state parlando? State accusando il governo di rapimento ed insabbiamento, se vengono a sapere tutto ciò che pensate, senza alcuna prova fisica potreste passare dei grossi guai>>.

Per la prima volta non riuscivo a capire Garenth, mostrava una tale ostilità nei nostri confronti, qualsiasi altra persona dotata di intelligenza sarebbe arrivata alle nostre stesse conclusioni. Dunque perché continuava a negare l'evidenza? Come non poteva arrivare alle nostre stesse conclusioni?

Tuttavia dovevo anche ammettere che non aveva del tutto torto, ci servivano delle prove per agire, e per averle vi era una sola possibilità, ovvero si agire personalmente ed infiltrarmi nell'ambiente nemico, così facendo forse sei riuscita a scoprire qualcosa in più rispetto Rieen. Pertanto presi il telefono sotto lo sguardo incuriosito dai presenti, e senza spiegare loro nulla composto il numero di Scarlett, la scienziata che lavorava nel laboratorio di Osaka. Passarono alcuni minuti prima che la ragazza rispondesse alla telefonata, e senza perdere altro tempo dissi immediatamente a Scarlett:

<<Buongiorno Scarlett sono Emily, avrei bisogno di una piccola cortesia>>

<<Le tue cortesie mi preoccupano ogni volta, mi chiedi sempre l'impossibile>> mi rispose Scarlett con acidità.

Potevo capire il suo disappunto, ogni volta che la telefonavo, le chiedevo sempre aggiornamenti militari impossibili e nel minor tempo possibile, ma alla fine era una brava scienziata e senza troppi problemi riusciva sempre ad accontentare ogni mio capriccio. Così addolcendo il tono iniziai a farle un po' di moine:

<<Su via, siamo o non siamo amiche?>>

Sentì un profondo sospiro di rassegnazione da parte di Scarlett, e sapendo che avrei continuato ad infastidirla finché non mi avrebbe accontentata rispose con tono sconfitto:

<<Su spara, cosa ti serve?>>

Trattenni un urlo di gioia, per poi elencarli esattamente cosa mi serviva: <<Mi serve una tuta da sub che sembra la coda di una sirena, tuttavia per nuotare alla loro stessa velocità dovrai dotarla di propulsori ad acqua, ovviamente che non faccia rumore e per ultimo ma non meno importante, mi serve un convegno in grado di poter respirare sott'acqua, ovviamente che non si noti ad occhio nudo>>

Come mi aspettavo Scarlett si lamentò parecchio, rispondendomi che era una scienziata e non un genio della lampada, in più mi rimproverò della mia insensibilità, sostenendo che aveva già una mole eccessiva di lavoro per conto suo, senza che io incrementare ulteriormente il suo operato. E nonostante fosse chiaramente contraria alla mia assurda richiesta, dopo svariate supplica da parte mia infine mi accontentò, dicendomi che sarebbe stato pronto tra due settimane. Onestamente non mi andava di aspettare tutto questo tempo, ma era già un miracolo di per se che mi stava accontentando, così per evitare che ci ripensasse decisi di non dire niente che potesse farla arrabbiare, limitandomi a ringraziarla.

Non faccio neanche in tempo a riattaccare la telefonata che tutti quanti iniziarono a parlare uno sopra l'altro, dicendomi che ero impazzita, che era una missione suicida, che era troppo rischioso e soprattutto che solo una folle avrebbe potuto minimamente pensare ad un piano del genere. Nonostante tutte le critiche negative, non mi feci indietro. Se volevo informazioni riguardanti tutta questa assurda storia, avrei dovuto compiere personalmente questa missione. E poi con me non vi era solamente Rieen ma anche Ryper e Belnarn, se così si chiamava, ma disse chiaramente che per il bene dell'amico avrebbe chiuso un occhio, dunque non credo che avrei corso qualche rischio.

E poi se vogliamo dirla tutta, anche se gli altri a volte se ne scordano rimango comunque un soldato personalmente addestrato per questo genere di missioni. Dunque da parte loro, specialmente dal mio generale che era stato proprio lui ad addestrarli mi aspettavo un po' più di fiducia.

Ad intromettersi fu nuovamente Rieen, il quale intervenire nuovamente per distogliermi dalla mia missione, affermando che non sarei mai potuta passare per una sirena, il quale non conoscendo le loro usanze ma soprattutto i loro modi di fare sarei stata immediatamente scoperta.

Anche se da una parte aveva ragione, avevo comunque due settimane di tempo per prepararmi a dovere, specificando anche che sarebbe stato proprio lui ad istruirmi su tutto ciò che avrei dovuto sapere prima di infiltrarmi.

E nonostante avessi tutto il tempo del mondo per prepararmi, ed avevo anche tutte le ragioni del mondo per proseguire con questa missione, per il bene dell'umanità, per non parlare di tutte le nostre prove in nostro possesso, Garenth mi guardò comunque con uno sguardo furente, e conoscendolo come le mie tasche, sapevo anche della ragione per cui era così contrariato. Secondo lui stavo contraddicendo ad un suo ordine, ma in questo caso avevo tutto il diritto di non ascoltarlo, perché non potevo non svolgere la mia missione solo per paura che mi accadesse qualcosa. Purtroppo quando si trattava di me, il generale perdeva tutta la sua lucidità, e quando arrivò persino a minacciarmi di sollevarmi dall'incarico, ormai stufa di tutte le sue inutili premure nei miei confronti, gli risposi a muso duro:

<<Ma non eri stato proprio tu a dirmi che devo lasciare separati le emozioni personali dall'ambito lavorativo? Ti rispetto sia come padre che come mio superiore, tuttavia sai meglio di me che sono l'unica in grado di farlo. Specialmente se ci servono prove prima di accusare il governo di corruzione>>

Garenth non rispose, sapeva che avevo ragione, tuttavia non era l'unico a contrarre la mascella per il nervoso, anche Izumi e Rieen erano estremamente contrari all'idea che mi infiltrassi nel branco. Non che non apprezzassi i loro riguardi nei miei confronti, tuttavia ero qui per svolgere una missione, e l'avrei portata a termine pure a costo della mia stessa vita.

Ero fiera dei risultati ottenuti fin ora, ed appunto per questo che non potevo fermarmi proprio ora che ero vicina alla verità. Nessuno mi avrebbe mai dissuasa dal raggiungere i miei obiettivi.

*********

Le due settimane trascorsero in fretta, sia fra gli addestramenti personali, che quelle delle reclute e le mie lezioni private di comportamento, per essere una sirena perfetta, non mi rimaneva neanche un po' di tempo libero per me stessa.

Tuttavia solo ora capì le parole di Rieen per il quale non potevo sembrare una sirena, egli di fatti mi disse che le sirene erano creature aggraziate, dalla voce soave e le movenze talmente delicate da sembrare impercettibili, insomma tutto ciò che non ero. In più, a peggiorare la situazione fui costretta a prendere anche lezioni di canto, perché a quanto pare le sirene cantavano in continuazione ed io non l'avevo mai fatto fino ad ora, tuttavia non ero disposta ad arrendermi così.

Ci misi tutta me stessa, e con l'aiuto di Rieen in acqua imparai a nuotare anche in maniera aggraziata, per quanto io potessi esserlo mi pare ovvio, ma almeno non sembravo più un delfino spiaggiato e questo era gia tanto.
anche se non avevo ancora provato la protesi di Scarlett perché non era ancora pronta, non doveva essere tanto diverso, dovevo solamente ripetere le stesse movenze con  quel affare, di fatti per l'occorrenza mi addestrai con un costume a forma di coda di sirena.

Quando arrivò il giorno propizio, sulla riva vi erano anche Izumi e Garenth oltre a Rieen ovviamente, che mi avrebbe protetto e sorvegliato per tutto il tempo che avrei trascorso con lui.

<<Mi raccomando, non fare pazzie e controllati>> mi ammonì duramente Garenth.

<<Non morire mi raccomando>> bofonchiò invece Izumi con tono preoccupato.

Sorrisi ad entrambi, ed una volta indossata la coda artificiale di Scarlett, Rieen mi aiutò ad entrare in acqua.

Durante il tragitto non riuscì a far a meno di notare l'eccellente lavoro svolto da Scarlett. Io per prima, se non avrei saputo che era una protesi, molto probabilmente anch'io mi sarei scambiata per una sirena, era lunga ed azzurra con delle pinne caudali davvero grandi in modo tale che mi avrebbero aiuto a nuotare meglio, mentre le pinne dorsali e laterali erano per lo più estetiche ma donavano alla coda un aspetto quasi regale. Per respirare sott'acqua invece avevo un apparecchio in bocca che evitava l'entrata dell'acqua nei polmoni, il quale in pratica fungevano da branchie artificiali.

Tuttavia, una volta raggiunto il largo, Rieen mi fece fermare dicendomi che dovevo togliermi il costume di sopra. Distinto mi coprì il petto dandogli una codata sulla faccia urlando imbarazzata:

<<Pervertito, ecco dove volevi arrivare, scordatelo che vado un giro nuda>>

Rieen si massaggiò il volto per il duro colpo subito e sbuffando sonoramente mi disse di aspettarlo qui, immergendosi chi sa dove. Riemerse dopo qualche minuto con delle enormi conchiglie legate fra loro con dell'alga per poi dirmi nuovamente:

<<Almeno indossa questo, le sirene, come noi Tritoni del resto non sentiamo la necessità di coprirci come voi umani, dunque verrai immediatamente scoperta. Tuttavia se te lo chiedono, puoi sempre dire che te lho regalate io come pegno di coppia>>

<<Coppia?>> ripettetti imbarazzata. Poi perché stavo arrossendo non lo comprendevo neanch'io.

<<Si è l'unico modo>> mi rispose Rieen, ma notando la mia espressione contrariata prosegui specificando: <<Per entrare senza problemi nel nostro branco ed essere subito accettata bisogna farlo con un compagno od una compagnia. Altrimenti ci vorranno mesi prima che tu possa essere ammessa, così facendo invece incontrerai subito il capo branco, essendo costretto dalle nostre usanze a dare il suo consenso per la nuova coppia>>.

Capisco, anche se l'idea di incontrare suo padre, l'uomo che aveva ammazzato i miei genitori non mi piaceva affatto, non avevo altra scelta. Cercavo di ripetere a me stessa di potercela fare, che lo stavo facendo per un bene superiore, per il genere umano..
Tuttavia i sentimenti d'odio e vendetta si facevano sempre più forti in me.

Mentre pensavo a ciò, non so come, ma Rieen si accorse immediatamente che qualcosa mi stava affliggendo, al che stringendomi per le spalle mi rassicurò teneramente:

<<Stai tranquilla, ci sono io con te non ti accadrà nulla. Puoi contare su di me>>.

Sorrisi gentilmente alle sue parole, in fondo ora che iniziavo a conoscerlo meglio non era così male per essere un pesce troppo cresciuto, tuttavia c'era ancora un dettaglio che mi preoccupava, così gli esternai i miei pensieri:

<<Ryper ma soprattutto il tuo amico sanno che sono umana, e se fanno saltare la copertura?>>

Rieen si grattò la nuca, ed un po' impacciato mi rispose: <<Anche se è stato difficile convincerli, alla fine mi anno promesso di non dire niente>>

Non so se potevo credergli, tuttavia è anche vero che non mi aveva mai dato modo di dubitare di lui, specialmente in questo momento, intento a proteggermi con tutto se stesso. Questo mi fece riflettere su una questione molto importante, io odiavo la sua razza perché gli consideravo incapaci di distinguere gli innocenti dai colpevoli, tuttavia anch'io avevo dato per scontato che fossero tutti cattivi. Ma lui era diverso, sembrava desiderare veramente la pace fra le due specie.

Dovevo forse dargli una possibilità? Almeno il beneficio del dubbio? Onestamente ero molto confusa al riguardo...

Solo il tempo mi dirà come comportarmi, non potevo far in altro modo. Spero solo di non sbagliarmi al riguardo, perché in gioco vi era troppe vite che dipendevano da me.

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