7- stupidi pesci inaffidabili
*Dal punto di vista di Rieen*
Dopo gli avvenimenti di ieri sera, mio fratello non mi dava tregua, finendomi da allora. Egli sosteneva che fu un errore madornale rivelare ad un umana il nostro segreto più importante, dandomi dell'idiota più e più volte, specialmente quando ci rivelò che si occupava della sicurezza umana. Ormai stufo delle sue prediche gli ricordai che anche lui si era lasciato sfuggire informazioni importanti, il quale avrebbe potuto benissimo evitare, ammutolendolo una volta per tutte.
Solo quando arrivò Belnarn riuscì finalmente a chiudere del tutto la conversazione. Egli, come sempre ignorò il mio fratellino per poi chiedermi dove fossi sparito. Io e Belnarn eravamo amici fin dalla più tenera età, per questo ero seriamente combattuto se dirgli la verità o meno. Per avere un secondo parere incrociai lo sguardo di Ryper per qualche istante, ma ugualmente sufficiente per capire immediatamente che non era il caso.
Belnarn odiava a morte gli esseri umani, nonostante tutti i miei sforzi per fargli cambiare idea, ma era irremovibile, sostenendo che non meritavano di esistere, sia per la loro crudeltà ed anche perché erano creature inferiori in tutti i campi, sia fisicamente che mentalmente. Per questo decisi di mantenere ancora per un po' Il segreto, almeno fino a quando non sarei stato certo che non avrebbe fatto alcun male ad Emily.
Per tanto mi limitai a rispondergli che ero andato a fare una nuotata con Ryper, alchè egli mi rispose con ironia:
<<Da qualche giorno tu e Ryper siete inseparabili, devo forse essere geloso?>>
<<Per carità amico mio, sai benissimo che non ti tradirei mai!>> gli risposi con altrettanta ironia.
Belnarn scoppiò a ridere di gusto, per poi cambiare discorso e raccontarmi la sua ultima avvenuta di una notte:
<<Non sai con chi sono stato ieri>> fece una breve pausa per dare più enfasi e prosegui dicendomi: <<La figlia di Madaz, la sirena più bella degli oceani>>
Belnarn era incorreggibile, sempre a caccia di avventure con sirene diverse, se continuava di questo passo non avrebbe mai trovato una sirena disposta a stare con lui tutta la vita, non è il capo branco dunque non avrebbero accettato un compagno talmente inaffidabile. E quando provai a farglielo notare, egli di risposta mi disse che ero l'ultimo a poter proferir parola, essendo il suo esatto opposto, di conseguenza veniva considerato altrettanto inossidabile. Un tritone che non si degnava di voler trovare una compagna, veniva visto come una persona indifferente.
Tuttavia nel mio caso, non cercavo una compagna non perché non la volevo, ma bensì perché non trovavo nessuna femmina adatta a me. Prima di conoscere Emily, consideravo le femmine tutte uguali, ovverosia oche senza cervello incapaci di non saper far nulla senza l'ausilio del proprio uomo. Dunque, prendersi una sirena a carico, significava doversi dedicare tutta la tua vita alla sua protezione ed alla sua nutrizione, ed io desideravo una donna più indipendente, ed è anche per questo in passato rifiutai tutte le sirene che si proposero a me. Tuttavia Quando conobbi Emily la mia visione sulle donne cambio, lei era così diversa: forte, indipendente, Tenace... insomma la donna dei miei sogni, peccato però che lei mi odi per colpa di mio padre.
Ora proprio non so se tutte le donne umane abbiamo la sua stessa tempra, tuttavia possedeva una forza degna di una vera matriarca, peccato non fosse una sirena. Per via di questo ragionamento, fu spontaneo chiedermi se un giorno avrò mai una possibilità con lei, si, non sono così stupido da pretendere che mi accetti come compagno, ed anche se faceva male ammetterlo, capì che era impossibile. Tuttavia mi sarei accontentato di essere accettato anche come un semplice amico, però anche questo, ora come ora, mi sembrava un traguardo in realizzabile.
Belnarn notando la mia espressione sconsolata mi chiese immediatamente se volessi fare una nuotata con lui, per poter allontanarsi da Ryper e parlare indisturbati. Ovviamente mio fratello andò nel panico, sapeva che con Belnarn non avevo segreti, è spaventato dalla possibile reazione di quest'ultimo tentò di fermarmi, tuttavia non ero così stupido, sapevo che per ora per il bene di Emily non potevo dirgli nulla, così prima di andarmene con lui, lo rassicurai con uno sguardo d'intesa.
Durante il tragitto, Belnarn mi lanciò occhiattaccie preoccupate tutto il tempo, ed io d'altro canto non sapevo che scusa inventarmi per farlo desistere. Mi conosceva così bene che una bugia non l'avrebbe di certo convinto, soprattutto se aveva già intuito che qualcosa non andava, così pensai che una mezza verità lo avrebbe calmato, ma prima di correre qualsiasi rischio dovevo almeno fare un tentativo per cambiare almeno argomento, o per meglio dire non avviare neanche la conversazione, così gli dissi con tono scherzoso:
<<Se Madaz scopre che sei stato con sua figlia, senza voler fare coppia fissa sei un Tritone morto, lo sai vero?>>
Belnarn scoppiò a ridere di gusto, rispondendomi a tono: <<Se lo scoprirà!>> tuttavia tornando serio prosegui con una leggera nota di rimprovero: <<Ma non cercare di cambiare discorso, cos'è successo? Un altra lite con tuo padre o qualcosa di più... E sono convinto che c'è qualcosa di più, ti conosco bene, dunque spara!>>
Merda, come immaginavo non posso nascondergli niente, spero solo che la mia mezza verità lo convinga altrimenti sono fottuto. Per tanto feci prima un grosso respiro per cercare di calmare i nervi, ma non servendo a nulla iniziai il mio discorso agitato come non mai, confessando con un filo di voce:
<<Ho trovato la mia compagnia, soltanto che questa volta e lei a non voler saperne niente di me>>
Il volto di Belnarn si illuminò, neanche se gli avessi dato chi sa quale notizia di vitale importanza, rispondendomi più euforico che mai:
<<Ma è meraviglioso, iniziavo a preoccuparmi visto che non ti interessavano le ragazze! Sono contento per te>>
Ma allora non ascolta quando parlo, gli ho chiaramente detto che Emily non vuole saperne niente di me, ma e mai possibile che Belnarn senta solo ciò che vuole sentire? In motivazione di ciò, fui costretto a ripetere nuovamente la mia risposta precedente, alchè egli mi rispose con una stupidità estrema:
<<E che ci vuole a conquistare il cuore di una giovane sirena, poi tu sei anche avvantaggiato, sei il figlio ereditiero del capo branco, e per non parlare della tua fedeltà poi. Sarà un gioco da ragazzi vedrai!>>
Fosse così semplice, lei non vuole saperne niente di me per due motivi, primo perché sono un Tritone, ed il secondo motivo consisteva appunto nel fatto che Sylas era mio padre, colui che ha sterminato la sua famiglia. Neanche mi guarda negli occhi talmente mi detesta, non ho alcuna possibilità. Così senza specificare la prima motivazione dissi semplicemente al mio amico:
<<Lei mi odia appunto perché sono il figlio di mio padre, e la mia grande somiglianza con lui non migliora le cose, neanche mi guarda negli occhi... Non ho speranze>>
Belnarn mi guardò stralunato, in fondo ogni sirena voleva diventare la futura femmina dominante del branco, quindi capì il suo stupore, tuttavia non potevo dirgli neanche la verità, ovvero perché è umana e mio padre ha divorato i suoi genitori davanti ai suoi occhi. Almeno speravo in un suo consiglio, aveva molto successo con le femmine e tutte cadevano ai suoi piedi, ed anche se Emily era umana infondo non potevano essere tanto diversi i rituali di accoppiamento.
<<Strano... Da come la descrivi sembra una sirena molto tosta>> Esclamò Belnarn.
<<Tu non immagini neanche quando. Ma è anche per questo che mi sono innamorato di lei, e... Unica>> risposi senza pensare alle conseguenze, di fatti Belnarn rimettete la parola amore come se fosse un insulto, completamente schifato al solo pensiero, così provai a difendermi:
<<Bhe? Che c'è di strano, anche noi ci innamoriamo non c'è nulla di strano, mica e concesso sono a quelli>> indicai sopra di me con il dito per specificare che mi riferivo ai terresti.
<<Si lo so>> Bonfonchiò Belnarn, per poi rispondermi sempre con quello sguardo inorridito: <<Ma sei ancora nel fiore degli anni, è presto pensare all'amore>>
<<Ha parlato il morto che nuota>> risposi ridacchiando. Ovviamente mi riferivo alla sua ultima scappatella con la figlia di Madaz.
Belnarn fece spallucce, rispondendomi che pensavo troppo alle conseguenze e che dovevo fare come lui, di tentare senza riflettere troppo sul dafarsi .
Forse aveva ragione, Prima di farmi accettare da lei dovevo farmi almeno conoscere, anche se non mi voleva, col tempo gli avrei dimostrato che io e mio padre eravamo due persone diverse, e per fare ciò dovevo passare più tempo nel suo mondo. Anzi, proprio lei a propormi di andare con lei, promettendomi anche che avrebbe mantenuto la mia identità segreta, dunque a suon di logica non correvo neanche alcun rischio, ovviamente finché avrei nascosto tutto ciò anche a mio padre. Pertanto ringraziai il mio amico per il suo utilissimo consiglio per poi dirigermi alla nostra spiaggia, dov'è era solito incontrarci, ma qualcosa attiro la mia attenzione ancora prima di mettermi in marcia, ed ha tirato da esso andare immediatamente a controllare.
***********
*Emily*
Quel pomeriggio, andai in spiaggia con Izumi, facendomi consegnare direttamente sul posto un'imbarcazione per dirigermi in mare aperto.
Ovviamente non era una gita di piacere, ma bensì dovevo pattugliare i fondali marini, un'immersione controllata mi avrebbe potuto aiutare a chiarire alcuni dubbi, uno ad esempio era che grazie alle scaglie potevo capire se vi era consuetudine per i tritoni fare delle piccole sieste vicino le barriere coralline, ed anche quest'ultime se erano tornate ai loro antichi albori, abitate da svariate forme di vita marine come un tempo. Studiarlo era molto fondamentale per la mia missione, sia per noi, che per i tritoni.
Tuttavia vi era un pensiero che non mi dava pace. Durante la mia immersione Izumi sarebbe stato solo, e nonostante la sua determinazione,per non parlare delle sue grandi capacità, non era ancora pronto in caso d'attacco, pertanto ieri chiesi a Ryper di raggiungermi nel primo pomeriggio sulla spiaggia di Isonoura. Non gli diedi appuntamento alla solita spiaggia perché temevo di poter incontrare suo fratello maggiore, ed essendo un tritone adulto preferivo evitare di lasciarlo solo con il mio collega, Ryper d'altro canto era più malleabile essendo cucciolo.
Al piccolo Tritone non gli diede un compito così difficile, di fatti doveva limitarsi a controllare la zona, avvertendomi in in caso avvistasse uno della sua specie. Così facendo potevo stare più tranquilla mentre svolgevo il mio lavoro, ed una volta arrivati a destinazione appena Izumi avvistò il piccolo gli puntò immediatamente il fucile contro, intento a sparagli a vista. Grazie hai mie riflessi riuscì a mettermi in mezzo prima che si potesse compiere la tragedia, spiegandogli il motivo della sua presenza, per poi interpellare direttamente il cucciolo e chiedergli con tono autoritario:
<<Sei da solo non è vero?>>
Ryper annui, per poi risponde con un timido sì, fissando il mio collega con uno sguardo impacciato, sconvolgendo do conseguenza il povero Izumi nel sentirlo parlare sì, gli dissi chiaramente che erano in grado di farlo, ma nel sentirlo con le sue orecchie era tutta un'altra storia. Io d'altro canto tirai un sospiro di sollievo, ed essendo più rilassata presentai finalmente i due, indicando il piccolo:
<<Lui e Ryper, uno dei due Tritoni con cui ho stretto un accordo. Te ne ho anche parlato>>
<<E l'altro dov'è?>> chiese Izumi preoccupato, alchè lo rassicurai immediatamente dicendogli: <<Stai tranquillo, non potrei mai lasciarti con un Tritone adulto>>
Non volendo perdere ulteriore tempo, tralasciare i convenevoli per rivolgere nuovamente il mio sguardo a Ryper, per poi ordinai con voce autoritaria:
<< Mi raccomando, avverti il mio collega in caso di pericolo, anche se si dovesse trattare di Rieen, tu dai l'allarme, io nel frattempo devo pattugliare i fondali marini>>
Ryper preoccupato per la mia incolumità provò immediatamente a fermarmi, ma lo azzittì subito, rammentandogli di cos'ero capace. Ero lusingata dalla sua preoccupazione nei miei confronti, Tuttavia gli ricordai che non era a me che doveva prestare attenzione ma bensì al mio collega, dopo avergli fatto l'ennesima raccomandazione nei confronti del mio collega, andai a mettermi la tuta da sommozzatore nella cabina della barca, costruita a positivamente per i viaggi in mare aperto, difatti essa non emetteva alcun tipo di rumore, modo tale da poter passare inosservato. Appena uscì, il piccolo Ryper scoppiò in una fragorosa risata, ovviamente non mi arrabbiai con lui perfettamente conscia che per via della sua tenera età non aveva mai visto un essere umano conciato in questo modo, e per quanto potessi sembrare ridicola hai suoi occhi, per noi era fondamentale indossare questi indumenti, pertanto glie lo spiegai anche ad Izumi, per poi prendere posto e sedermi di fianco al mio collega nel frangente che arrivassi a destinazione
Durante il tragitto, Izumi invece non staccò un secondo le mani dal fucile, intento a fissare malamente il piccolo Ryper, cosa che fu ricambiata anche dall'altro. Era palese che i due non si piacevano, si era capito fin dal primo sguardo portandomi a pensare se potevo realmente fidarmi nel lasciarli soli. Ciò che mi rassicurava era che in caso di lotta fra i due, Izumi aveva più possibilità di vincere essendo più forte un cucciolo di Tritone, ma per scacciare ogni evenienza diedi l'ennesimo avvertimento:
<<Ryper non fare scherzi o ti vengo a cercare, mi raccomando>> .
Il Tritone roteò gli occhi ormai stufo di sentirselo ripetere in continuazione, per poi rispondermi istintivamente: <<Tranquilla, sennò poi chi lo sente Rieen se ti faccio un torto? >>
Che centrava ora suo fratello in questa storia? Anche Izumi mi guardo confuso, ma non sapendo neanch'io a cosa si riferisse mi limitai a fargli spallucce, per poi iniziare a prepararmi Per l'immersione, essendo ormai arrivata al punto da ispezionare.
Prima di immergermi lanciai l'ultima minaccia al piccolo Tritone, dicendogli per l'ennesima volta che se al mio ritorno, Izumi aveva anche un solo graffio avrei impegnato anima e corpo per far estinguere la loro razza dalla faccia della terra, e dopo di ciò dopo aver visto la paura nei suoi occhi mi tranquillizzai una volta per tutte, immergendomi in acqua, essendo bel preparata per l'operazione grazie al sergente Garenth, che come ogni altro membro dell'élite
ci obbligò a praticare immersioni subacquee, una volta a dirittura raggiunsi persino una profondità di 332,35 metri.
Appena immersa non potei non notare la desolazione che regnava nel mare, onestamente non me lo aspettavo, non a questi livelli almeno non vi era neanche la più minima traccia di un pesce... Com'è possibile? Ma questo ci avrei pensato dopo, e senza perdere altro tempo iniziai a pattugliare le barriere coralline, ma nonostante le mie ricerche non vi erano tracce di scaglie, forse stavo cercando la cosa sbagliata, da quello che ho potuto assistere di persona Rieen ha perso le scaglie solamente quando si è trasformato in umano, dunque era improbabile trovarne in mezzo al mare, tuttavia doveva esserci qualcos'altro che segnalava la loro presenza. Ma cosa?
Ero talmente immersa nei miei pensieri che commisi l'errore più grande della mia vita, ignorai l'ambiente che mi circonda, era la seconda regola dell'élite stare sempre vigili sul campo, e quando mi ricordai di ciò fu troppo tardi perché al mio fianco vi era un Tritone dai lunghi capelli neri e gli occhi marroni che mi fissavano con curiosità, quest'ultimo tuttavia era ben diverso da Rieen e Ryper le sue orecchie sembravano più delle pinne, gli occhi erano più grandi e la coda non era così lunga come quella di Rieen, dal colore azzurro.
Stranamente però non mi stava attaccando, fissava il mio corpo con aria confusa, arrivando persino ad annusarmi. Solo ora capì cosa stesse succedendo, quel Tritone non aveva mai visto un sub, proprio come Ryper, di conseguenza stava cercando di capire cosa fossi.
Dovevo agire alla scelta, prima che che fosse troppo tardi, così senza perdere altro tempo gli puntai il fucile contro, mirando ovviamente alla pinna caudale, quando Rieen spuntato da chi sa dove, si mise in mezzo a noi per proteggere il suo amico.
Come conseguenza del suo gesto, fu ovviamente che i due mi ignorarono totalmente, per poi iniziare a parlare fra di loro nella loro strana lingua fatta diversi a suoni. Tuttavia anche se non comprendevo, dai loro toni di voce si poteva intuire che si trattava di una conversazione molto movimentata, e più andava avanti, è più prendeva una brutta piega, io d'altro canto ero più preoccupata per Izumi, Così approfitto hai della loro distrazione per riemergere il prima possibilepossibile. Ma con mia grande sorpresa, quei due idioti, al posto di stare attenti all'ambiente circostante se ne stavano tranquillamente conversando di cose futili e babali, come se nulla fosse, ignari del pericolo imminente.
Pertanto mi tolsi il più velocemente possibile la tuta, per poi raggiungerli e schiaffeggiarli rispettivamente entrambi con violenza, lasciandoli interdetti fino a quando non svelai io motivo della mia rabbia, urlando come una fura:
<<IMBECILLI, VI HO DETTO DI STARE ATTENTI NON DI FARE SALOTTINO>>
Ad intervenire Fu Ryper, che Massaggiandisi le guance mi guardò malamente, per poi bonfonchiare con tono dolorante:
<<Che dolore ma sei impazzita? Che diavolo ti prende! >>
<<Già che.... >> stava per lamentarsi anche Izumi, quando si fermò sul colpo intento a fissarmi come un idiota arrossendo come un peperone, tuttavia non vi prestai troppa attenzione, non vendo tempo per i suoi squilibri mentali, ed iniziai a raccontare immediatamente a Ryper cosa era successo durante la mia breve immersione, per poi aggiungere con tono furioso, sempre rivolto al cucciolo di Tritone:
<<Ti rendi conto di ciò che hai fatto? E così che mi ripaghi? Dovevi solamente avvertire Izumi in caso di pericolo. Gestire un Tritone per me non è un problema ma due, cambia tutto, specialmente se devo stare con il pensiero di proteggere anche lui>> indicai furiosamente il mio collega.
Il piccolo provo a difendersi, rispondendomi che aveva sentito anche la presenza di Rieen perciò non si allarmò, pensando che suo fratello lo avrebbe tenuto alla larga da me, ma prima che potesse finire la frase lo interruppe bruscamente rimproverandolo nuovamente:
<<Non ti ho dato il permesso di pensare, ma di agire>> mi girai per interpellare Izumi e dirgli di mettere in moto la barca, ma non fai neanche in tempo a finire la frase che vidi quel Tritone placidamente sdraiato sulla punta della barca, intento a parlottare con il suo amico mentre mi fissava con uno strano sguardo negli occhi.
Senza pensarci due volte afferrai il fucile, e mettendomi davanti al mio collega puntai ad entrambi l'arma, guardandoli con la morte dipinta negli occhi. Dovevo proteggerlo a tutti i costi se gli fosse successo qualcosa non me lo sarei mai perdonato.
<<Secondo me fra quei due c'è del tenero>> disse improvvisamente l'amico di Rieen con l'unico risultato di ricevere un pugno da lui.
<<Non dire scemenze...>> borbottò di fatti Rieen a quest'ultimo.
Perché non ci attaccava? Eppure ne avrebbero avuto la possibilità, sono due maschi adulti contro un novellino ed un solo soldato esperto a bordo, invece si limitavano a spettegolare fra di loro, elogiando il mio carattere tutto pepe, cosa che mi fece infuriare a tal punto da mandare un colpo d'avvertimento ad entrambi.
Rieen portando le mani in avanti si difese immediatamente, esclamando: <<Quante volte te lo devo ripetere, io non sono mio padre>>
Sparai un altro colpo d'avvertimento, per fargli capire di non dover minimamente pensare di avvicinarsi ad Izumi, per poi rispondergli con tutto l'odio che avevo in corpo:
<<Cattivo sangue non mente>>
L'amico di Rieen lo guardò come se avesse appena scoperto il segreto della vita, per poi urlare con tono schifato:
<<Ma allora è lei! Dimmi che scherzi, se tuo padre viene a saperlo sei bello che morto>>
<<Stai zitto Belnarn>> urlò a sua volta Rieen, dando io via ad una accesa discussione in una lingua a me incomprensibile. Però per dire scemenze si facevano capire è come, ma quando si trattava di cose private si prendevano la premura di non farmi capire niente.
Non sapevo di cosa stessero parlando ed onestamente non mi Interessava, la mia attuale priorità era quella di mettere in salvo Izumi così lo afferrai per la mano, intenta a portarlo in cabina in modo tale che si potesse chiudere dentro, tuttavia questo mio gesto attirò nuovamente l'attenzione di Rieen, il quale indicando il ragazzo gli ringhiò inferocito:
<<Togli immediatamente le tue sudice mani da Emily>>
Izumi contraccambiò al suo gesto stringendomi in un abbraccio, ma ciò che mi sconvolse maggiormente furono le parole dopo quel gesto:
<<Come se potessi lasciarla ad un mostro come te>>
Guardai Izumi con stupore, non pensavo che fossimo arrivati a tali livelli di amicizia eppure eccolo qui, a rischiare la vita per me. Ma cosa diavolo sto facendo, sono io a doverlo proteggere e considerando lo sguardo furioso di Rieen, da lì a poco scommetto che avrebbe perso il controllo come quella volta con Akihiko. Così senza dargli il tempo di reagire lo trascinai nel sotto coperta per poi chiuderlo dentro, ignorando le sue lamentele al riguardo, e tornando da Ryper lo rimproverai ancora una volta, accusandolo bruscamente:
<<Visto che cos'hai combinato? Te ne rendi minimamente conto?>> questa volta, in difesa del ragazzo venne suo fratello, rispondendo al suo posto:
<<Non mettere di mezzo Ryper, cosa stai combinando tu, credevo che fra noi ci fosse un accordo>>
Ma sentitelo, ora Rieen fa pure l'offeso. <<Appunto, nel nostro accordo non c'era scritto che potevi portarti un amichetto>>. Risposi di fatto.
<<Bhe neanche tu, non era necessario che facevi una gita romantica con il tuo compagno>> rispose anche Rieen a muso duro salendo sulla barca sotto lo sguardo stupido di Ryper e quello divertito Belnarn, se così si chiamava.
<<Non è il mio fidanzato, ma un compagno darmi. Stavo lavorando se non l'hai capito stupido pesce>> ringhiai fuori di me dalla rabbia.
<<Certo è per lavorare c'è bisogno di mettersi mezzi nudi? Non sei stata proprio tu a dirmi che gli umani si devono coprire?>> urlò anche lui avvicinandosi pericolosamente al mio visto con gli occhi pieni di rabbia.
Lo spintonai lontano da me per poi indicare il due pezzi del costume da bagno ed urlare a mia volta: <<Infatti questo e un costume da bagno stupido merluzzo!>>
<<SONO UN TRITONE NON UN PESCE, STUPIDA DONNA>> Urlò più forte a sua volta.
Ad intervenire nella lite fu il fratello, che separandoci sussurrò qualcosa al fratello facendolo stranamente calmare all'istante, dopo di ciò si rivolse a Belnarn che in tutta questa faccenda se ne stette tutto il tempo in ammollo a ridere di gusto, neanche stesse vedendo un film comico:
<<Belnarn non dire niente al capo branco, il nostro intento è porre fine alla guerra. Anche noi stiamo perdendo vite importanti, ed Emily potrebbe aiutarci nel problema del cibo>> si voltò verso di me muovendo freneticamente la coda per via della situazione spinosa, aggiungendo quasi supplicando: <<Non è vero?>>
Prima di rispondere feci dei grossi respiri per calmare i nervi, dopo di ciò guardando l'altro merluzzo gigante risposi direttamente a lui: <<E vero, tuttavia sarebbe tutto più semplice, se questo stupido merluzzo si decide a collaborare come si deve>> indicai nuovamente Rieen il quale rispose ancora una volta con acidità che non era un pesce, ma un Tritone. Questa volta anche se comunque divertito, Belnarn ignorò l'amico, rispondendomi con una chiara ostilità nei miei confronti:
<<Ad essere onesto voi umani non mi piacete affatto, tu in particolar modo anche di meno. Tuttavia voglio bene al mio amico, dunque per il momento terrò la bocca chiusa>>
Cosa diavolo c'entrava ora Rieen? Ah, chi li capisce e davvero un genio. Fatto sta che ora, un altro Tritone sapeva dei nostri incontri, e molto probabilmente sarebbe venuto persino agli incontri, avevo bisogno di un altro della sezione S, il più capace, in caso se ne avesse avuto bisogno, l'unico di cui potevo fidarmi.
Anche se avrei preferito evitare, non mi rimaneva altra scelta, avrei dovuto convocarlo sperando che avrebbe capito l'urgenza della situazione.
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