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15- tentazioni e dure decisioni

*la sera prima*

Dopo che se ne andarono tutti quanti, il piccolo Ryper era stato riaccompagnato in mare da Izumi è Richard, tenendomi sempre aggiornata tramite telefono, recuperato dallo stesso Ryper, onestamente neanche mi ero accorta di averlo perso dovevo stare più attenta al riguardo.

All'inizio cu fu qualche problema, considerando che avevano scoperto un intriso dentro un veicolo militare ed i cadaveri ritrovati, pertanto erano entrati in allarme; tuttavia alla fine andò tutto bene grazie al pas dell'elite di Richard, riuscendo a passare senza troppi problemi.

Ovviamente il piccoletto si oppose fermamente, voleva aiutare ostinato a non voler tornare a casa senza di me, comunque sia alla fine, dopo una lunga chiaccherata riuscì a rassicurarlo, promettendogli che, una volta finita la missione ci saremo rivisti al branco. Specificando che doveva soltanto aspettarmi lì, non perché non lo ritenessi all'altezza anzi, aveva coraggio da vendere però ero più tranquilla sapendolo al sicuro ed una volta a casa avremmo passato tanto di quel tempo insieme che si sarebbe stufato di me.

Solo dopo detto ciò, anche se riluttante tornò a casa. Per lui è troppo rischioso rimanere qui, soprattutto dopo ciò che stavo per fare, neanch'io avevo certezze di sopravvivere, il rischio che morissi in missione è davvero alta, per questo lo volevo al sicuro.

Sebastien invece tornò alla base per fare un piccolo rapporto ed anche per giustificare l'assenza di Adrian, non voleva lasciarmi sola in queste condizioni poco prima della missione. Ciò che gli premeva maggiormente era il mio stato d'animo dovuto a Rieen, temeva potesse influenzare negativamente la missione. Avrei voluto negare ma credo abbia ragione, non mi ero mai sentita così distrutta in vita mia per una ragione talmente futile come l'amore, anzi prima d'oggi non mi è mai interessato neanche. Per questo mi venne spontaneo chiedermi, quand'era diventanto così importante per me quel dannato merluzzo.

Adrian che per tutto questo tempo non si era staccato un secondo da me, notando i miei innumerevoli sospiri provò a rincuorarmi e  posando una mano sulla mia spalla, disse con tono rassicurante:

<<Vedrai che si sistemerà tutto, dovete solo chiarire>>

Lo Guardai con un'espressione come per dire "sei un idiota?" Ed egli capendo immediatamente l'antifona sì corresse, specificando meglio la sua affermazione precedente:

<<Da quello che mi hai raccontato Izumi quando sei uscita a comprare le sigarette, questa non è neanche la prima volta che avete avuto degli alti e bassi, anche in passato avete litigato furiosamente svariate volte, quindi perché questa volta dovrebbe essere diverso?>>

Eccome se è diverso, Rieen credeva che io fossi in pericolo ed anche se si trattava di una stupidaggine perché Ryper aveva sentito semplicemente il mio urlo derivato dal topo, questo non toglie che non era qui per aiutarmi. Anche se litigavamo in passato, qualsiasi cosa c'era fra di noi, appena vi era soltanto l'accenno di pericolo lui era subito presente, ma questa volta no, così glielo spiegai anche a lui, per poi specificare a fine discorso:

<<Capisci ora? Se era una lite come le altre a quest'ora era qui, specialmente perché il piccoletto gli ha detto che ero in pericolo, ma non c'è, lui non è venuto!>> Adrian capendo che la situazione non sarebbe migliorata provò a cambiare discorso, mostrandomi la mappa della base Russa cui mi sarei dovuta introdurre l'indomani mattina.

Mi spiegò dettaglio per dettaglio dove erano situate tutte le videocamere di sorveglianza i posti di ronda, ma soprattutto una stanza Top Secret, il quale neanche i membri dell'élite era compreso entrare.

Ringrazia Adrian con lo sguardo, sapeva che il lavoro è la mia valvola di sfogo, come noi dell'élite del resto, tuttavia la stanza top secret è davvero sospetta, esattamente come successe nella base di Osaka, se cercavo risposte ad i tasselli mancanti lì gli avrei trovati di sicuro.

Ma non potevo commettere errori, dovevo chiedere maggiori informazioni ad Adrian, altrimenti avrei rischiato la vita inutilmente, pertanto gli chiesi se il generale Garenth aveva il permesso di entrarvi e quando accennò un si confuso ebbi la risposta che cercavo.

Tutto è come allora, tanta segretezza in una sola stanza portava ad una sola conclusione, il progetto Human Rebirth.

Ci mettemmo a ragionare insieme sugli indizi in nostro possesso, due teste erano meglio di una pertanto avremmo trovato sicuramente qualcosa di utile, qualcosa che forse ci era sfuggito. Sappiamo che ad Osaka avevano svolto esperimenti sui cuccioli di Tritoni, ma molti di loro sono stati soppressi, noi della sezione d'élite dopo la missione in Iraq siamo sopravvissuti solamente in quarantasei, promossi ufficialmente in S6.

Cio che ancora non ci è completamente chiaro è cosa gli serve tutto quel pesce, sì con certezza lo stanno utilizzando per gli esperimenti, ma per quali con precisione? Perché glie ne serve così tanto?

C'era un altra domanda che in questo momento mi tuono in mente, perché il generale si comportò i  quella maniera strana con me? Ha salvato Edward, successivamente voleva fare lo stesso con me per togliermi dalla lista dei ricercati mondiali, ma perché? Anzi, ora che ci penso meglio egli mi ha salvata per ben due volte, la prima volta la base di Osaka, quando mi ha pugnalato allo stomaco, evitato accuratamente gli organi vitali.

La seconda volta è venuto addirittura fino in spiaggia, proponendomi di rimanere alla larga delle indagini, disposto a falsificare persino un rapporto ufficiale! Cosa molto insoluta per lui essendo molto legato alle regole, ma tutto questo non ha senso, insomma lui per primo è stato ad avvertire il governo delle mie indagini, mettendomi così in pericolo! Inizialmente era disposto a prendermi a tutti i costi, quindi come mai aveva cambiata idea? Ora, di punto in bianco non mi voleva più morta? Tutto questo mi sembrava strano, troppo sospetto.

Ad interrompere il mio monologo fu Adrian, il quale mi fece notare una cosa che mi era sfuggita per tutto questo tempo:

<<Ma una cosa non quadra, guanda qui!>> si avvicinò a me mostrandomi i documenti che aveva stampato in precedenza, proseguendo: <<In questa riga si parla di un soggetto E, all'epoca non sapevano che i tritoni dalla coda nera sono diversi dai tritoni con coda azzurra, quindi non potevano sapere che era un primogenito; tuttavia qui non viene accennato che è stato soppresso come gli altri nei esprimerti futuri, quindi a suon di logica, il primo tritone rapito è ancora vivo, ma dov'è? Perché non l'hanno soppresso come gli altri? Eppure dovrebbe essere un progetto fallimentare secondo loro!>>

Caspiterina ha ragione! Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Nei commenti in mio possesso vi è chiaramente scritto che gli altri sono morti o sono stati semplicemente abbattuti, ma il soggetto E no, si è smesso semplicemente di parlare di lui. Come ho fatto a non notarlo prima? Lui forse era il nesso mancate per il pesce scomparso ed i cuccioli rapiti? Però anche così non aveva senso, insomma non c'era un legame valido che spiegasse tutto.

Mi sentì scoraggiata, fu come fare un passo indietro, proprio quando iniziai le indagini, più scoprivo più sorgevano domande. Per mia fortuna Adrian non si abbatté come me, anzi cercò di ipotizzare un'ipotesi plausibile:

<<Non demordere è ovvio che ci mancano degli elementi per connettere tutti gli indizi>> mi mostrò nuovamente i fogli proseguendo: <<Come puoi vedere, qui non specifica neanche da nessuna parte come hanno scoperto l'esistenza di queste creature. Dubito fortemente che sia successo per caso, forse questo tassello mancante non ci permette di arrivare ad una conclusione, non è neanche detto che il soggetto E sia collegato a ciò>>

Adrian fece una breve pausa dal suo discorso per andare nel suo borsone, estrasse da esso un vino preso chissà quando e dove e notando il mio sguardo confuso, specificò leggermente imbarazzato:

<<Non guardarmi così, l'avevo portato fin dal principio perché speravo di rimanere un po' solo con te, sai per fare due chiacchiere, per bere un po' di vino... Le solite cose!>>

Inarcai un sopracciglio guardandolo ancora più confusa, non perché non mi piacesse l'idea, ma perché avevo il presentimento che questa storia sarebbe finita male. Non so cosa si aspettasse, ma avevo appena ricevuto una delusione d'amore, se sperava di potersi farsi avanti dopo che Rieen non c'era riuscito neanche dopo un anno e passa, era letteralmente pazzo; tuttavia non volevo dare giudizi affrettati prima del tempo, magari era veramente come aveva detto lui ed infondo, un bel bicchiere di vino poteva veramente aiutare a scaricare la tensione, così scrollai le spalle ed afferrando il bicchiere di vino che mi stava porgendo gentilmente, proseguì il mio discorso, esponendo i miei dubbi:

<<Non so quando effettivamente il soggetto E possa essere collegato con l'intera faccenda, magari l'hanno semplicemente abbattuto e si sono scordati di segnarlo nei rapporti. Ma anche questa ipotesi fa acqua da tutte le parti, il problema principale consiste che, fino ad ora non mi ero mai posta questo problema, pertanto non avevo neanche cercato informazioni riguardanti su quest'ultimo; tuttavia posso vedere se domani riesco a trovare qualcosa al riguardo, sai prima di fare ipotesi strampalate devo avere delle prove!>>

Nemmeno il tempo di finire il discorso, senza rendermene conto mi scolai tutto il bicchiere di vino, essendo a secco chiesi ad Adrian il bis ed accendendomi una sigaretta ascoltai la sua risposta:

<<E vero che ci vogliono prove al riguardo, ma è comunque strano, sul rapporto c'è scritto chiaramente che i soggetti erano tre ma due sono stati abbattuti accetto quest'ultimo, il quale poi si è smesso magicamente di parlare, secondo me non è una coincidenza!>>

Vero, ma se realmente stavano così le cose a quest'ora si sarebbe fatto avanti o tantomeno l'avrei incontrato, proprio come Eduard. Invece lui sembrava essere sparito nel nulla, in più non riuscivo a trovare per ora nessun collegamento con le mie scoperte e quelle del mio collega, pertanto mi concentrai sul piano di domani.

Adrian concordò con me, per il momento era meglio pensare a domani, successivamente avremmo indagato sul soggetto E. Senza perdere altro tempo mi mostrò la cartina della base Russa sul suo telefono, quest'ultima non aveva piani sotterranei come quella di Osaka; tuttavia era immensa, con tutti quei vicoli ciechi sembrava quasi un labirinto, temo che se non la studiavo per bene mi sarei sicuramente persa.

Il mio collega mi spiegò dov'erano poste tutte le videocamere di sorveglianza, per evitare qualsiasi problema futuro dovevo memorizzarle tutte, non dovevo essere ripresa in faccia. Adrian mi versò un altro bicchiere di vino nel frangente che spiegava in dettaglio anche il loro raggio d'azione,  per poi passare ad altro, dicendomi una cosa molto interessante:

<<Purtroppo di questa stanza posso dirti ben poco, in quanto a noi della sezione S6 non è permesso entrare, solo i generali più anziani ed ovviamente Garenth possono accedervi!>>

Mi feci spiegare per bene dov'era situata la stanza sulla mappa, dopo un attenta osservazione esclamai senza indugi che era lì dove dovevo dirigermi, certa di trovare gli indizi restanti; tuttavia Adrian mi supplicò di non andarci, in quanto non solo era molto sorvegliato da innumerevoli guardie, ma che il piano era già pericoloso così senza che io ne aumentassi i rischi, alchè specificai:

<<Anche nella base di Osaka vi era una stanza simile, fu proprio lì che trovai tutte queste informazioni, pertanto anche lì vi saranno le risposte che cerchiamo, dando un po' luce a questo mistero. Pensaci, perché è un governo autoritario come la Russia dovrebbe aiutare un governo democratico come gli Stati Uniti? Con gli altri paesi sono in conflitto perenne e certo che con loro, sicuramente strano collaborato al progetto del soldato perfetto, ne sono sicura, per questo devo andare lì>>

Ormai con il bicchiere nuovamente vuoto feci capire ad Adrian di riempire un altro po', mentre spegnevo l'ennesima sigaretta per terra, sì sono cosciente che non si dovrebbe fare ma questa moquette faceva schifo già di suo. Anche Adriano si riempì l'ennesimo bicchiere, elogiando le mie capacità di bevuta, visto che non ero neanche un po' brilla, alchè dissi con ironia, ridendo di gusto:

<<Non vorrai mica farmi ubriacare per portarmi a letto, vero? Tanto non ci puoi riuscire mi sono allenata per anni con Garenth, lui è persino più resistente di me!>>

Adrian però non sembrava aver capito lo scherzo, Infatti avvicinandosi al mio volto mi rispose con tono malizioso :

<<Anche se fosse? Per te sarebbe un problema? Infondo siamo adulti, non c'è niente di male di un po' di sesso ristoratore!>>

Ok, sta scherzando ovviamente, ma credo che sia più l'alcol a parlare, considerando i suoi occhi luccicanti, credo che le sue parole del cazzo siano dovute proprio per colpa del vino. Normalmente mi sarei arrabbiata pesantemente ma comprendo, anche in passato mi capito ed essendo l'unica donna in una squadra di uomini ci avevo fatto anche un po' il callo, pertanto mi scansai immediatamente, borbottando delle scuse per farlo desistere, tipo: che non sapevo amare, che ero irascibile, bipolare è tendenzialmente pazza.

Egli però mi mise ancora più in imbarazzo sorridendomi beffardo, si avvicinò a me costringendomi ad indietreggiare; tuttavia lo schienale del letto mi fece capire che ero al capolinea, non lasciandomi altre vie di fuga.

Ok, lo salvo come promemoria, niente più alcol per lui, chiaramente lo rende pazzo.

<<Mica cerco una storia seria, ti sto solo chiedendo se ti va di giocare un po' con me, eh? Che ne dici?>>

In questo momento speravo ardentemente che Rieen entrasse da quella porta, per poi allontanarlo da me e dirgli fermamente che ero sua, ma poi ricordai, lui non sarebbe più venuto da me in quanto si era stufato del mio ridicolo comportamento. Forse mi faceva bene ricominciare, forse lui mi avrebbe aiutato a superare il dolore che mi aveva causato la perdita di Rieen. Ma non so perché, soltanto l'idea di baciare un altro uomo che non sia lui, mi faceva sentire quasi... Sporca. Provai nuovamente a rifiutarlo ma egli mi blocco le mani e perforandomi con i suoi occhi scuri, mi sussurrò in maniera provocante:

<<Puoi sempre fare finta che io sia lui no? Che ne dici? In fondo donami dovrai fare una missione rischiosa, potrebbe aiutarti a rilassati un po'!>>

Fingere di farlo con Rieen?

In fondo gli assomigliava molto se si faceva allungare i capelli, poi dopo quello che era successo dubito che fra me è Rieen potesse tornare tutto come prima, neanche era qui, figuriamoci a volermi come compagna.

In più non voleva una storia seria ed anch'io non la volevo o perlomeno non con lui.

Ma si può realmente rimpiazzare una persona amata con una che gli somiglia? Sì di amore non ci capivo un bel niente, però forse lui avrebbe potuto colmare la voragine che avevo nel petto, anche se per poco, poteva farlo. Pensandoci bene si sarebbe trattato solo di sesso, no? Non c'era niente di male eppure... Non era Rieen, non so bene perché, però non volevo che la mia prima volta fosse con lui, con un ubriaco, non con un altro uomo al di fuori di lui.

Aspetta, davvero stavo pensando che volevo farlo con Rieen? Forse lo amavo più di quello che pensassi, per tanto liberando i polsi dalla sua presa ed allontanandolo da me, gli dissi con calma:

<<Mi dispiace, potresti anche essere la sua copia con i capelli più corti, però non sei lui e non voglio che la mia prima volta sia così>> feci una breve pausa per poi proseguire in un sussurro: <<Voglio solo lui e nessun'altro>>

Adrian dopo quella risposta si allontanò da me e porgendomi le sue scuse, mi guardò con uno strano sorrisetto, esclamando con tono saggio:

<<Lo vedi che sai amare? Vedi che sai qual'è la lealtà? Una donna o anche un uomo privo di tali caratteristiche non si sarebbe fatto scrupoli come te li sei fatta tu>>

Ora capisco, mi stava mettendo la prova per dimostrarmi che era in grado di amare, sì ammetto come metodo non era molto ortodosso, ma alla fine si dimostrò più che valido, considerando il risultato; tuttavia ormai per noi due era troppo tardi, Rieen non mi voleva più. Pertanto glie lo feci notare ed egli sorridendo mi rispose immediatamente:

<<Vorrà dire che questa volta dovrai essere tu a corrergli dietro, lui l'ha sempre fatto ora il tuo turno, dimostra tutto l'amore che provi, se fai così vedrai che tornerà da te>>

Gli sorrisi gentilmente, forse aveva ragione lui è sempre corso da me ora toccava a me rimboccarmi le maniche. Dovevo dimostrargli tutto l'amore che provavo per lui...

*******
*dal punto di vista di Madaz*

*Nel frattempo*

Eravamo in viaggio per i mari del nord, ma prima di tutto dovevamo far tappa al branco dei mari meridionali per chiedere l'aiuto di Soar.

Eravamo quasi arrivati, quando qualcosa attirò la mia attenzione, dissi a Rieen ed Edward di aspettarmi un secondo qui mentre io mi dirigevo dalla strana figura in lontananza a me così famigliare.

Appena fui abbastanza vicino quel tanto che bastava da non farmi notare vidi meglio che vi erano due figure in lontananza, la quale una dei due è chiaramente umana. L'umano stava sopra uno scoglio, parlando tranquillamente con il tritone che non riuscivo ad identificare.

Dovevo capire chi erano, perché la situazione sembrava alquanto sospetta, pertanto cercai di non farmi sentire, ma non so come quel Tritone sembrò accorgersi della mia presenza è confabulando velocemente qualcosa con l'umano, se ne andò prima che potessi riconoscere entrambi.

Vedendo il mio strano comportamento Edward e Rieen nuotarono velocemente nella mia direzione, chiedendomi all'unisono che cosa avessi visto di tanto interessante. Alchè raccontai la scena a cui avevo assistito, specificando che purtroppo non ero riuscito a vedere chiaramente chi fossero. Ad intervenire fu Rieen, il quale chiaramente scettico sull'accaduto mi chiese con tono dubbioso:

<<Ma sei proprio sicuro di aver visto un tritone ed un umano che parlavano? A parte quando pensavamo che Emily fosse una di loro, non abbiamo mai intrapreso in vita nostra un dialogo con loro, dubito che qualcuno dei mari meridionali possano fare altrettanto. Soprattutto se consideriamo anche che si sono rifiutati di imparare la lingua umana, solo pochi di loro l'hanno fatto!>>

Forse Rieen aveva ragione, devo essermi sbagliato così anche se sospettoso incitai Rieen ed Edward a sbrigarci, non potendo sapere in quali guai si fosse cacciata quella sciagurata di Emily.

Conoscendola si sarà immischiata in qualche azione rischiosa, pensando a tutti eccetto che la sua incolumità. Perché, per una volta non metteva al primo posto anche la sia vita? Davvero aveva così poco valore per lei? Ha dei desideri, delle passioni, potrebbe avere un'esistenza pacifica ma è pronta a sacrificare tutto cio per noi, non è giusto; tuttavia ciò che mi rattristò maggiormente fu la reazione si quei due imbecilli, che comportandosi come dei bambini avevano abbandonato Emily a se stessa, questo non è imperdonabile.

Quando arrivammo finalmente nella tana del branco dei mari meridionali con mia grande delusione Soar non era qui, ma non vi era neanche Riafy, eppure dovrebbe essere qui insieme a lui, ma  allora dove diavolo si erano cacciato? Proprio ora che mi serviva il loro aiuto erano spariti entrambi nel nulla?

<<Non capisco Riafy era qui, lo so perché quando sono venuto con Emily e gli altri lo visto arrivare dopo di noi, dove si sarà cacciato?>> esclamò Rieen difatti.

Ad accoglierci fu il capo branco del posto, dando un caloroso abbraccio ad ognuno di noi tre, esclamando:

<<Sei di nuovo qui?>> disse a Rieen per poi fermarsi un secondo e voltando lo sguardo su di me, chiese perplesso:

<<Madaz e inusuale vederti così lontano dal tuo branco e forse successo qualcosa?>>

Spiegai con pazienza il motivo della mia vita, parlandogli ovviamente anche di Emily, potendo essere in pericolo di vita ed una volta finite con le spiegazioni gli chiesi dove fosse suo figlio, spiegando che mi serviva il suo aiuto.

Liits alchè mi spiegò che era uscito un po' di tempo fa insieme a Riafy, dicendogli che avevano alcune cose da sbrigare, ma non sapeva dove fosse di preciso perché non si intrometteva nella vita privata del figlio, pertanto si scusò, non potendo esserci di ulteriore aiuto.

Questo era un vero problema, speravo che Soar potesse aiutarci indicandoci alcune grotte sotterranee, non né ero certo però speravo che potessero portarci fino al centro città, almeno Edward e Rieen io avrei dovuto aspettare all'interno.

Anche se sembrava quasi improbabile, per non fare un viaggio a vuoto tentai facendo questa domanda al capobranco ed egli chiamando Sit, il suo secondo ci rispose indicandolo:

<<Una grotta che porta fino al centro di città non c'è, però so con certezza che Kisar sta costruendo un tunnel per entrare al centro città ed attaccare gli umani, ha iniziato a costruirlo dopo aver saputo del rapimento del figlio>>

Edward a quelle parole mi guardò terrorizzato, capivo la sua paura, se Emily veniva a sapere che suo padre stava organizzando un agguato agli esseri umani non avrebbe reagito bene, in quanto gli abitanti non avevano colpe per i peccati dei militari. In più ciò che mi preoccupava maggiormente era che se realmente Emily è riuscita ad oltrepassare le mura, avrà di certo un piano in mente che riguarda sempre la raccolta di informazioni e con tutto ciò che è successo, neanche ricordavo con chiarezza se me ne aveva parlato meno, visto che è stata una settimana alquanto pesante.

Ma tornando al discorso precedente, se il branco di Kisar aveva ancora intenzione di attaccare il centro abitato, questo avrebbe potuto mandare all'aria il piano di riappacificazione di Emily,  mettendo a rischio veramente la sua incolumità.

Pertanto mi voltai immediatamente verso Edward e Rieen, per poi dire loro con tono preoccupato:

<<Non abbiamo tempo da perdere, Emily potrebbe essere in pericolo, al diavolo Soar, dobbiamo andare al più presto hai mari del Nord!>>

Edward annuì con fermezza, intento a darsi da fare ma Rieen non era d'accordo e lamentandosi disse con tono scocciato:

<<Sono stufo di correrle dietro, sto andando a salvarla solo perché non ho altra scelta, ma onestamente mi sono stufato di andargli dietro come un cagnolino e non ricevere niente in cambio. L'ho amata, ho sofferto ad ogni suo rifiuto, l'ho aspettata pazientemente per più di un anno e per quale risultato? Niente, anche se fa male a metterlo la nostra sarà una relazione che non andrà mai avanti, forse è meglio che ognuno di noi due prenda la propria strada, così saremmo tutti più felici>>

Non potevo credere alle mie parole, era veramente Rieen il tritone dinanzi a me? Non era da lui comportarsi in questo modo, per questo gli chiesi cosa avesse innescato una tale emozione in lui ed egli mi rispose facendomi rimanere ancora più scioccato:

<<Nostro padre ha fatto di tutto per entrare nelle sue grazie, ma qual'è stato ringraziamento? Assolutamente nulla, anzi lo tratta sempre con indifferenza, forse ha ragione lui, lei non sa qual'è la lealtà, figuriamoci l'amore!>>

Stavo per inveire contro di lui, come può solo pensare a simili sciocchezze, lui che per primo più di una volta ha mancato di rispetto a Sylas? Tuttavia non feci in tempo perché Edward mi batte sul tempo, gli diede uno schiaffo in volto così forte da rimbombare per tutta la caverna, ammutolendo tutti i presenti, per poi urlargli fuori di se dalla rabbia:

<<TU E QUELL'ALTRO SCEMO DI TUO PADRE NON SAPETE IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA LEALTÀ! PER CHI PENSI STIA FACENDO TUTTO QUESTO? PERCHÉ NON HA UN CAZZO DA FARE? EH?>>

fece una breve pausa ed abbassando il tono di voce, ma mantenendolo ugualmente molto inferocito, prosegui specificando:

<<I tritoni come le sirene stanno morendo letteralmente di fame, i branchi si fanno sempre meno numerosi, per non parlare dei innumerevoli cuccioli che tuttora vengono rapiti. Non ti rendi conto che stanno sparendo uno ad uno? Beh io sì, lei sta rischiando la sua stessa vita per garantire la nostra incolumità e tua, ma come la ripaghi? Sai una cosa?>> fece una breve pausa ed inducendo lo sguardo proseguì

<<Se la pensi realmente così puoi andartene ora, ci penserò io stesso a salvarla, ma sappi solo una cosa, farò di tutto per portartela via!>>

La situazione fra i due si stava scaldando e non prometteva nulla di buono, per via dei loro sguardi infuocati. Rieen era a dir poco furioso, in pratica gli aveva detto senza troppi giri di parole che se ora, si tirava in dietro, gli avrebbe tolto l'amore della sua vita; tuttavia nonostante il suo palese dissenso  Rieen sembrava ancora fermamente contrario nel volerla salvare, troppo ferito dagli i numeri voli rifiuti. Purtroppo sapevo con certezza che se continuava così un giorno se ne pentirà per sempre, ma potevo fare ben poco, doveva essere lui a prendere una decisione al riguardo.

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