14-fra amore è odio
Ero andata alla base di Osaka di fretta è furia perché dopo quello che disse il compagno di Branco di Rieen avevo bisogno delle ultime scoperte del mio collega, per vedere se potevo mettere un po' di luce sulla faccenda nel frangente che Rieen seguiva Madaz per estorcergli qualche informazione in più su ciò che era appena accaduto in spiaggia. Anche se non sarebbe stato semplice visto che faceva tanto l'enigmatico, non era da sottovalutare la testardaggine di quest'ultimo, quando ci si metteva Rieen sapeva essere abbastanza pesante per tanto avevo fiducia in lui.
Io invece nonostante ormai era quasi l'alba e non dormivo da giorni, il desiderio di saperne di più era più forte della stanchezza, pertanto andai immediatamente nella stanza di Izumi con una tromba da stadio, comprata lungo il percorso. Si, non vi era la necessità di svegliarli in questo modo tuttavia vedere sia lui, che il suo compagno di stanza saltare in aria per lo spavento non aveva prezzo, in più se dovevo essere onesta non aveva ancora del tutto digerito la sua piccola caccia al tesoro, il mio fucile d'assalto era solo il mio, e nessuno poteva metterci le mani sopra, pertanto meritava un'altra piccola lezione oltre la tinta per capelli.
<<Dico ma sei impazzita>> dissero entrambi con il cuore in gola.
Guardai il compagno di stanza di Izumi, lo indicai con il dito e dissi in tono autoritario: <<Tu puoi anche morire>> poi rivolsi il dito verso Izumi e prosegui sempre con tono autoritario: <<Tu invece alza velocemente il culo dal letto e seguimi di corsa, ti spiegherò strada facendo>>
Detto ciò presi Izumi per un braccio trascinandolo fuori dalla stanza, senza neanche dargli il tempo ne di vestirsi, ne di alzarsi Con la conseguenza che pulire il pavimento con il suo pigiama. Provò anche a liberarsi, ma da quando Madaz mi diede quello schifo mi sentivo rinata come non mai: più forte, più energica, più iperattiva; era come se mi ero fatta ventiquattro ore di sonno filate.
<<Aspetta, fammi alzare o almeno mettermi un paio di pantaloni... Sono in mutande cazzo>>.
<<Stai zitto, non c'è tempo per queste frivolezze>> risposi schietta continuando la mia camminata verso la sala computer ne approfittai anche dell'occasione anche per raccontare cos'era successo: a Rieen nella sua stanza, della spiaggia e di Madaz; tralasciando ovviamente il bacio di Rieen o pettegolo com'era, non solo lo sarebbe venuto a sapere tutta la centrale e di conseguenza Garenth, il quale mi avrebbe ammazzato di botte, ma temevo soprattutto che mi avrebbero congedato dalla missione, e considerato le scoperte spinse che stavo portando a galla, ero certa che non aspettavano altro che una scusa per buttarmi fuori.
Per tanto senza perdere altro tempo una volta arrivati alla sala computer lo letteralmente scaraventai sulla sedia, per poi dirgli con tono frettoloso di farmi vedere cosa aveva trovato di tanto interessante, ma soprattutto che non potevo aspettare ulteriore tempo.
<<Un secondo>> si lamentò Izumi, e massaggiandosi le natiche, aggiunse con tono dolorante: <<A fura di trascinarmi in quel modo ho il culo in fiamme>>.
<<Ora te le infiammo io a furia di calci in culo, sbrigati non abbiamo tempo da perdere>> risposi con l'adrenalina alle stelle.
Che poi neanch'io comprendevo il mio stato d'animo, mi sentivo iperattiva e non riuscivo a fermarmi, era come se avessi il turbo, ed anche Izumi notò che non ero la solita di sempre, di fatti mi chiese che cavolo di droga mi avessero dato visto che a detta sua sembravo un gufo talmente erano dilatate le mie pupille.
<<Non lo so era viscida e verde, ora sbrigati su, forza non c'è tempo da perdere>> risposi parlando a macchinetta.
Izumi scrollò le spalle e capendo che non era il momento di fare conversazione con me in questo stato tralasciò ogni domanda o lamentela per il suo povero fondoschiena, per poi mettersi a smanettare al computer per qualche minuto, mostrandomi dopo alcuni minuti sul monitor del computer uno strano fascicolo con i nomi di tutti i componenti dell'élite, me compresa.
Non capendo dove volesse arrivare lo incitai di essere più chiaro, alche egli mi mostro la mia presunta data di nascita:
<<Emily come fai a non notarlo, secondo questo fascicolo tu sei nata nel momento stesso che hai messo piede alla base centrale di New York, ma non ha senso tu stessa hai affermato che sei entrata nell'élite nello stesso giorno che hanno uccisero i tuoi genitori, ed avevi quattro anni... Capisci?>>
Sarà sicuramente un errore nella trascrizione, avevo sicuramente quattro anni quando Garenth mi portò alla centrale, non potrò mai dimenticare quel giorno, fu così traumatico che si insinuò ogni minimo dettaglio nella mia mente, non potevo assolutamente sbagliarmi. Alche glie lo feci notate ed egli mi rispose nuovamente:
<<Ma secondo questi dati tu prima di quel fatidico giorno neanche esistevi. Emily non si tratta di un errore, perché oltre te, tutti quelli dell'élite secondo questo fascicolo che sono riuscito ad hackerare siete nati tutti nello stesso giorno, e dubito che tu abbia quattrocento fratelli gemelli>>
Ero certa che non vi era un numero così elevato di membri dell’élite, molti di essi erano morti durante l'addestramento Infatti ne eravamo rimasti soltanto in quarantasei, anche se qui non vi era la norma di morte di quest'ultimi non era questo il problema principale. Come posso essere nata il giorno in cui ho visto morire i miei genitori? Non ha senso, e le perplessità aumentavano specialmente per le altre presunte date di nascita dei miei colleghi.
Nonostante tutti i miei sforzi non riuscivo a trovare un senso plausibile a questa assurda storia, anche Izumi non riusciva a spiegarselo, disse che cercò da per tutto, ma oltre quello non vi erano certificati di nascita antecedenti da nessuna parte. Ma non potevo essere apparsa dal nulla, e neanche che mi sia immaginata tutto, provai a chiedergli se il certificato di nascita presente sul documento fosse autentico, e con mio grande sconcerto lo era....
<<Ma non può essere vero, Izumi se ero appena nata, come faccio a ricordare ogni minimo dettaglio? Credimi dico la verità, ancora ora gli incubi mi perseguitano>> dissi in mia difesa, non volevo che mi prendesse per pazza.
Tuttavia Izumi mi rassicurò immediatamente, e posandomi una mano sulla spalla mi rispose con tono rasserenante: <<Tranquilla so che dici il vero, se c'è qualcosa che puzza di marcio di certo quel qualcosa non sei affatto tu>>.
Guardai Izumi con dolcezza, mi faceva sentire meglio sapere che almeno lui credeva in me incondizionatamente, invece quello che mi deluse parecchio fu Garenth, perché nonostante tutte le prove in mio possesso non voleva credimi? Forse aveva lavorato per così tanto tempo per le forze militari che riteneva impossibile che ci fosse del marcio in esso. Però, nonostante le delusioni bisognava guardare in faccia alla realtà e capire la realtà delle cose.
Era inutile vivere di mere illusioni.
Stetti per altre tre ore assieme ad Izumi alla ricerca dei veri certificati di nascita, ma sembra che sia io che gli altri dell'élite fossimo apparsi dal nulla, e non ottenendo risposte dissi ad Izumi di andare a cambiarsi e di tenermi aggiornata in caso di nuova scoperta, io invece per ulteriori indizi sarei andata da Scarlett, sia se avevo finito i miglioramenti alla protesi, ed anche se aveva finito le ricerche riguardante le scaglie.
Così senza perdere altro tempo presi l'ascensore e scesi al nono piano. Ed appena fui nel suo laboratorio lei mi venne subito in contro spiegandomi con estremo orgoglio secondo lei i miglioramenti del secolo.
Per la coda usò la propulsione ad aria, con meccanismi che mi ha anche spiegato, ma onestamente non avevo capito un cavolo, in mia difesa però sapevo almeno cos'era la propulsione ad aria, l'avevo studiata nel mio periodo formativo obbligatorio assieme alle immersioni obbligatorie, nonostante tutte le mie lamentele al riguardo Garenth fu irremovibile. Ma tornando al discorso principale, uno di questi studi obbligatori cui mi sottoponeva era appunto saper utilizzare un motore ad aria per poter andare più in profondità, essendo meno pesante di quello ad acqua, anche se non aveva la stessa potenza in fatto di velocità per questo non lo scelsi fin da subito, tuttavia comprendevo il cambiamento che vi pose
Scarlett, la protesi doveva essere leggera e maneggevole.
Gli chiesi anche delle scaglie, ma la sua risposta fu meno piacevole della protesi, infatti mi disse che le serviva ancora un po' di tempo per studiarle essendo più complicate del previsto. Ed anche se l'idea di aspettare ancora non mi piaceva affatto capì la complessità di esso, e di conseguenza che gli serviva più tempo. Pertanto senza perdere altro tempo presi immediatamente la protesi decisa di raggiungere immediatamente Rieen, quanto Scarlett mi fermò sull'uscio della porta, informandomi che aveva messo un cambio d'abiti nel baule dove vi avevo messo la protesi, dopo di ciò, mi auguro imbocca al lupo pregando che tornassi viva dalla mia missione.
Le sorrisi gentilmente, non so se potevo proprio definirla un amica, tuttavia se tornavo viva da questa spedizione avrei fatto di tutto perché ciò accada, basta dedicarmi solamente al lavoro, per la prima volta avevo il desiderio di dedicare un po' di tempo anche a me stessa e non solo alla vendetta.
*******
Durante il tragitto verso la grotta dove vi vivevano sia Rieen che gli altri membri del suo branco, notai immediatamente i miglioramenti della protesi artificiale. Essendo più leggera riuscivo a dare maggiori spinte, con una forza maggiore rispetto a quell'altra rendendomi di conseguenza quasi una vera sirena, non ero veloce come loro ovviamente, tuttavia mi avvicinavo molto.
Ancora ricordo l'ultima volta... fu un tale imbarazzo, dovette aiutarmi Rieen a spingere la coda perché proprio non c'è la facevo più a nuotare, a ripensarci ora le mie guance andavano a fuoco, eravamo così vicini, così....
Dovevo distrarmi, perché ogni volta che Rieen entrava nei miei pensieri avvampavo dopo il nostro bacio? Per tanto decisi di risalire in superficie per prendere una boccata d'aria, quando improvvisamente intervento una voce a me familiare, ma per via del momento mi fece sobbalzare dallo spavento:
<<Emily che diavolo ci fai qui>>
Per mia fortuna era solamente il piccolo Ryper, certo che era davvero silenzioso tant'è che non lo senti neanche arrivare, ed una volta che il mio cuore tornò ai suoi soliti battiti regolari risposi alla sua domanda:
<<Sto andando da Rieen, ho scoperto qualcosa di davvero incredibile...>> emm, non credo sia il termine giusto in verità, così mi corressi immediatamente: <<Volevo dire bizzarro, perciò lo sto raggiungendo alla grotta>> e ci andavo anche perché volevo vederlo, per sapere come stesse dopo questa mattina, ma con il cavolo che l'avrei detto a Ryper, altrimenti glie lo avrebbe detto subito a suo fratello mettendomi di conseguenza in imbarazzo con lui.
Ryper mi guardò come se fossi pazza per qualche istante, per poi sbraitare come un pazzo: <<HAI FORSE BATTUTO LA TESTA?>> Il ragazzo fece dei grossi respiri, per poi proseguire con tono più calmo ma ugualmente arrabbiato: <<Rieen mi ha detto tutto, Madaz sa chi sei, appena metterà piede... Emm la finta pinna la dentro, ti ucciderà all'istante>>
<<Errato Watson>> Risposi in modo teatrale per imitare Sherlock Holmes, il personaggio letterario ideato da Arthur Conan, ma considerando che quel demente mi rispose con un "sono Ryper e non Watson" Capì che stavo soltanto sprecando il mio tempo nel creare metafore troppo colte per un pesce, così andai dritto al dunque:
<<Se voleva uccidermi mi avrebbe lasciato morire ieri sera sulla spiaggia, invece ha preferito salvarmi. Quel merluzzo non me la racconta giusta, così come chi ha creato il progetto del élite, anche se non so ancora chi è>>
Ryper nonostante concordasse pienamente con me, preferiva che evitassi di andare dal branco, essendo troppo pericoloso per me, tuttavia non mi servivano le sue precauzioni ero ben cosciente in ciò che mi incappavo, tuttavia sto andata troppo oltre per tirarmi in dietro così facilmente. Non volevo fare la codarda, non più, che si fotta il pericolo sono stata anche addestrata per mettere a rischio la mia stessa vita per la salvezza del genere umano, pertanto la morte non mi spaventava affatto.
Così senza degnarlo di risposta mi immersi in acqua per raggiungere l'entrata sommersa, seguita da quel rompi scatole di Ryper che tentava ancora di arrestarmi, ma fu tutto inutile, ed infine riuscì finalmente ad entrare. Il primo ad accogliermi fu Riafy che abbracciandomi con un po' troppa foga mi disse con entusiasmo:
<<Cognatina sei tornata>> prese al volo un gamberetto e porgendomi quello schifo mi strinse fra le sue braccia, proseguendo con gioia: <<Sei tornata per assaggiare i miei gamberetti, non è vero? Su assaggia>>
<<No grazie, non sono venuta per questo>> dissi allontanando quella cosa viscida e cruda, ma Riafy fu talmente insistente che questa volta riuscì a schiaffare qual coso ancora vivo dentro la mia bocca.
Tra poco vomitavo pure l'anima dallo schifo, come facevano a mangiare pesce crudo senza avere conseguenze di salute? Tossì così forte che non so come, e neanche quand'era apparso, che mi ritrovai Madaz dietro alle mie spalle, intento a darmi dei piccoli colpetti dietro la schiena far cessare la tosse. Solo quando mi calmai un poco, con ancora gli occhi rossi per lo sforzo Madaz spintonò violentemente Riafy, rimproverandolo duramente:
<<Come diavolo te lo dobbiamo dire...>> alzò il tono di voce: <<NESSUNO VUOLE I TUOI CAZZO DI GAMBERETTI>>
Madaz dopo di ciò si voltò verso di me per assicurarsi che stessi bene, lasciando sconvolto il piccolo Ryper il quale sapeva cos'era successo e non riusciva a credere alle sue orecchie, per non parlare di me, che avevo letteralmente la bocca per terra per lo stupore. Sapeva che ero umana, ma nonostante ciò mi aiutò anche in una simile cavolata? Ora più che mai avevo il dubbio che sapesse qualcosa in più rispetto a noi, tuttavia non voleva decidersi a parlare. Tuttavia prima di affrontare questo discorso dovevo trovare Rieen ed informarlo immediatamente sulle ultime novità. Ma qui non lo vedevo, dov'era? Non potevo aspettare un secondo di più, pertanto provai a chiedere a Madaz il quale ormai si era capito che non aveva intenzione di farmi del male, anche se le motivazioni per me erano ancora oscure. Tuttavia al posto di rispondermi egli mi fece il cenno di tacere.
Che maniere, avevo fatto solamente un innocua domanda.
Ryper dopo una veloce occhiata con Madaz si avvicinò a me con l'intento di trascinarmi via, ma di risposta, con un colpo secco mi staccai dalla sua stretta per poi ribadire meglio il concetto:
<<Non me ne vado senza Rieen, dov'è? Devo parlargli immediatamente e non me ne andrò senza aver discusso con lui>>
Madaz e Ryper sbuffarono all'unisono cadendo che non mi sarei mossa di un millimetro senza di lui, in fine sbuffando per l'ennesima volta Madaz ordinò a Ryper di condurmi da lui, raccomandando a Ryper per qualche strana ragione di sbrigarsi a farmi uscire di li, ma soprattutto di vegliare su di me finché non ci avrebbe raggiunto Rieen. Dopo di ciò ci immergemmo nuovamente, mostrandomi un altro Tunnel della grotta semi sommersa il quale conduceva ad una stanza enorme, piena di stalattiti e stalagmiti. Vi erano anche immense rocce che emergevano dall'acqua, dove vi riposavano tantissimi Tritoni tutti con la coda nera come quella di Rieen, altri invece sempre sulle medesime rocce si addestravano con la lotta.
Ad occhio è croce sembrava la nostra stanza di addestramento, solamente che questa era più bella e non puzzava di maschio sudato. Appena feci il mio ingresso con Ryper si voltarono tutti nella mia direzione, intenti a fissarmi con malizia, facendomi salire il cuore in gola. Il piccolo Ryper non so come, ma notò immediatamente la mia paura, e stringendomi gentilmente la mano mi rassicurò immediatamente:
<<Stai tranquilla, finché mi rimani affianco non si avvicineranno neanche>>
Non ne ero tanto convinta, anche perché alcuni si erano addirittura avvicinati un po' troppo per i miei gusti nel intento di ammirarmi più da vicino, tuttavia Ryper ancora una volta mi rassicurò nuovamente di stare tranquilla e di dargli fiducia, rendendolo così adorabile ai miei occhi che mi scappò persino un sorriso mentre afferravo la sua mano tesa verso di me in segno di protezione.
Passò qualche minuto di ricerca prima che intravidi Rieen allenarsi sopra uno scoglio che emergeva dall'acqua con un altro Tritone dalla coda nera e dai capelli così biondi da sembrare quasi albino, e come se posseduta da uno spirito, con uno scatto nuotai velocemente verso di lui, balzando dall'acqua per poi fiondarmi fra le sue braccia. Principalmente temevo che dopo quel espediente non l'avrei mai più rivisto, vi era rimasto così scosso che temevo che si sentisse ancora colpevole per l'accaduto.
E non volevo che se ne faceva una colpa, neanch'io riuscivo a capire del perché stessi soffocando, così dal nulla.
<<Caspita Rieen, non mi avevi mica detto che la tua compagna era una simile sventola>> disse improvvisamente l'altro tritone che si allenava con lui.
Tuttavia Rieen ignorandolo mi guardò duramente, per poi rivolgere la sua ira verso il fratello, urlandogli inferocito:
<<Che diavolo ti salta in testa, le donne non posso entrare qui>>
Ryper provò a difendersi cercando di spiegargli che era colpa mia, che provò a cacciarmi ma fui irremovibile, tuttavia Rieen non volle sentire ragioni, urlando come un pazzo contro quel poveretto che tra poco scoppiava a piangere talmente era in imbarazzo. Lo stava umiliando di fronte a tutti, ed i presenti ridevano di lui, come se trovassero divertente far piangere un cucciolo indifeso, ero talmente disgustata che non riuscì a trattenermi, diedi uno schiaffo così forte a Rieen da far tacere tutte le risate all'istante, creando successivamente sgomento fra tutti i presenti.
Rieen mi guardò sorpreso, come se non si aspettasse una simile reazione da parte mia, ma in tutta onestà non me ne fregava una beata mazza di averlo umiliato di fronte hai suoi amichetti, che per giunta gli stavano ridendo dietro anche a lui... begli amici che si era scelto.
Fatto sta che non tolleravo un simile comportamento, ed io che mi ero anche preoccupata che stesse male, ma non accadrà mai più una simile scemenza. Per tanto presi Ryper fra le mie braccia e cercando di calmare quel poveretto, il quale ancora tremava per la terribile sfuriata del fratello, lo guardai con uno sguardo infuocato, per poi urlare a Rieen:
<<TI SENTI FORSE UN FIGO AD ALZARE LA VOCE CON UN BAMBINO, EH?>>
A quella affermazione Rieen sgranò gli occhi, per poi passare dall'offeso alla rabbia vedendo i suoi amici ridere di lui, facendolo così via esplodere in preda alla rabbia urlando a sua volta:
<<NON FACEVO IL FIGO, SE LO MERITAVA>>
<<Oh ma davvero?>> dissi con tono sarcastico, per poi sputare veleno: <<Sei solo un coglione, come ti permetti ad umiliarlo in questo modo!>>
Rieen a quella risposta fece una risata isterica, per poi rispondermi a tono: <<Sentite da che pulpito viene la predica, anche tu mi hai umiliato davanti a tutti>>
Ma allora lo fa a posta per farmi incazzare, di risposta alzai il capo della testa per poi controbattere: <<Te la sei cercata ti ha chiaramente detto che lui ha provato a fermarmi, tuttavia sono stata io ad insistere perché avevo urgente bisogno di parlarti, ma sai che c'è?>> feci una breve pausa, per poi alzai le braccia al celo e proseguire nel mio discorso: <<Stai qui, tranquillo da oggi non mi serve più il tuo stupido aiuto, tanto ho Ryper che è diecimila volte meglio di te>>
Stavo per andarmene portandomi anche Ryper, però Rieen mi fermò bruscamente per un braccio, ed afferrandomi subito dopo per le spalle mi urlò: <<PERCHÉ NON CAPISCI CHE STO TENTANDO DI PROTEGGERTI? C'È UN MOTIVO SE LE SIRENE NON ENTRANO QUI>>
Di risposta mi liberai bruscamente dalla sua stretta per poi rispondergli a denti stretti: <<E tu quando lo capirai che non ho bisogno della tua cazzo di protezione?>>
Eccoci qui, fino a qualche ora fa stavamo pomiciando sulla spiaggia ed ora ci stavamo scannando vivi. Orami le nostra urla avevano attirato anche gli altri del branco, l'ultimo ad arrivare fu Madaz che facendosi strada fra la folla in torno a noi provò a chiederci cosa stesse succedendo, ma non ottenne nessuna risposta visto che sia io che Rieen eravamo impegnati ad urlarci contro le peggio parole. Anche il suo amico tentò di mettere pace fra di noi, ponendosi davanti a Rieen per dividerci, notando che la situazione non migliorava affatto fra di noi.
Intervenne anche Madaz, che a sua volta si mise davanti a me nel vano tentando di allontanarmi, il quale a sua volta assieme al platinato tentarono di calmare gli animi, ma ancora una volta furono entrambi ignorati.
<<TI CREDI ONNIPOTENTE MA NON LO SEI, NON TI FAI MAI PROTEGGERE, PER NON PARLARE CHE ALLA MINIMA INTIMITÀ TE LA DAI ANCHE A GAMBE LEVATE, ED AL POSTO DI RINGRAZIARMI, CHE FAI? MI DAI DEL COGLIONE?>> Urlò nuovamente Rieen scansando il platinato. Basta, da oggi lo chiamerò così.
<<CERTO CHE SEI UN COGLIONE, COME SI CHIAMEREBBE ALTRIMENTI UN ADULTO GRANDE E VACCINATO CHE FA PIANGERE UN CUCCIOLO?>> Urlai a mia volta scansando Madaz per trovarmi faccia a faccia con quel merluzzo gigante.
Madaz ormai al limite della sopportazione urlò ancora una volta ad entrambi di tacere, solamente che questa volta lo fece con una tale rabbia da riuscire finalmente ad attirare la nostra attenzione. Prima mandò tutti via ad eccezione di me e Rieen ed ovviamente anche Ryper rimase con noi, preoccupato su ciò che mi sarebbe potuto accadere.
E solamente dopo che fummo soli Madaz massaggiandosi le tempie borbottare cose senza senso tipo che glie ne bastava uno e che lo avrei mandato al manicomio, per poi calmarsi e rimproverarci entrambi:
<<Siete forse impazziti a litigare così davanti a tutti? Cos'è vi stavate annoiando ed avete deciso di mettere su uno spettacolino?>>
Rieen di risposta abbassò lo sguardo, ma io no, lo fissai furente negli occhi già pronta a controbattere, tuttavia Madaz fu più veloce di me, rispondendomi con tono di rimprovero: <<Si può sapere che razza di reazione contorta avete? Non so come funziona sulla Terra ferma, ma qui quando una donna ama un uomo di certo non gli da del coglione>>
Amare? Relazione? Scherza spero! Ovviamente mi difesi subito affermando con un espressione schifata che mai e poi mai avrei intrapreso una relazione con lui, alche questa volta intervenne Rieen, dicendomi spazientito:
<<Non dirlo con quella faccia schifata, ti e piaciuto tutte e due le volta in cui ci siamo baciati>>.
Ma allora vuole la guerra, e bene sia lo accontento immediatamente: <<La prima volta ero ubriaca la seconda Madaz mi ha chiaramente drogata, avevo certe pupille talmente dilatate che sembravo un gufo>>
E li partì l'ennesima sfuriata fra me e Rieen, accusandomi di non essere sincera con me stessa essendo ben consapevole che il bacio in spiaggia era avvenuto prima che Madaz mi dette quel alga, io invece non volevo dargli la soddisfazione di ammettere davanti anche agli che quel bacio mi era piaciuto... più tosto preferivo morire. Ripeto ed io che mi ero persino preoccupata per lui... Onestamente lo credevo migliore di così. Tuttavia ancora una volta Madaz ormai sull'orlo del l'esasperazione urlò nuovamente ad entrambi di tacere, e dopo di ciò ci disse nuovamente con tono di rimprovero:
<<Non potete sotterrare lascia di guerra? Sto diventando pazzo. Avete sbagliato entrambi>> si fermò, indicò Rieen, e prosegui: <<Tu hai sbagliato ad urlare contro Ryper in quel modo, capisco che tu sia geloso delle occhiate che lanciano alla tua donna, tuttavia devi darti una calmata e renderti cosciente che, una donna con questo carattere solo tu potresti sopportarla>> poi indicò me e finì dicendo: <<E tu devi capire che se anche Ryper hai tuoi occhi sembra un bambino, per noi non lo è, da noi si viene considerati adulti già dai cinque anni di età dunque spettava al sottoscritto difendersi da solo. In più, per noi è assolutamente normale stuprare una sirena che non ha un compagno, quindi cerca di capire anche Rieen del perché si è arrabbiato in quel modo, la fatto solamente perché temeva per la tua incolumità>>
Detto ciò disse a Ryper di lasciarci soli, raccomandandoci prima di uscire di non ucciderci a vicenda.
Appena rimasti soli fra noi calò un silenzio imbarazzate, nessuno sapeva dove iniziare a parlare dopo la tremenda litigata, e di certo non sarei stata proprio a chiedergli scusa era lui che aveva sbagliato. Dopo altri minuti interminabili di silenzio fu finalmente Rieen a prendere parola, ammettendo per allevare la tensione:
<<Sai, quando ti sei lanciata fra le mie braccia, ecco... Mi ha fatto piacere>>
<<Tranquillo non accadrà mai più>> risposi acida. Meritavo, no anzi pretendevo delle scuse.
Rieen notando il mio chiaro risentimento, si fece avanti per stringermi in un abbraccio, ma di risposta lo scansai malamente, aggiungendo con tono offeso:
<<Sai avevo fretta di incontrarti non solo per le incredibili natività scoperte, ma anche perché ero preoccupata per te, temevo che dopo quello che mi era successo ti fossi accolto la colpa, e temevo che non...>> cosa diavolo stavo per dire, meno male mi fermai in tempo per rimediare al mio errore potendo così correggere il finale con estrema superbia:
<<Sai com'è, suscettibile come sei non volevo che ti prendessi la colpa, ed il ringraziamento di simili premure nei tuoi riguardi fu soltanto una tua sfuriata che non meritavo, in più te la sei presa anche con il piccolo Ryper il quale non aveva alcuna colpa>>
È l'ultima frase la pensavo realmente perché lui veramente non aveva colpe in quanto sono stata io ad insistere e pur a costo di mandarmi via il prima possibile, Madaz acconsentì nel farmi passare. E si, forse ero stata anche un po' troppo insistente anch'io se proprio vogliamo essere onesti, ma ormai mi ero abituata a fare comunella con Rieen per informarlo su ogni svolgimento della missione che mi venne spontaneo voler parlare con lui a tutti i costi, ormai lo consideravo un membro effettivo del mio plotone, per questo ti tenevo così tanto a non tenerlo all'oscuro.
Rieen a quel punto mi abbracciò e nonostante le mie lamentele iniziali, dopo un po' rinunciai a combattere, abbandonandomi a quel abbraccio così dolce. Mi guardava con una tenerezza tale da farmi mancare un battito, mentre avvolgeva la sua coda nella mia, e stringendomi sempre di più nel suo petto, portò la mia mano sul suo cuore, per poi attaccarsi alle mie labbra con desiderio e passione.
Non so cosa stessi facendo, e non so neanche del perché non riuscivo a mandarlo via, fatto sta che mi aveva come stregato, riuscendo a svegliare quella parte di me così sentimentale che persino io credevo morti da tempo.
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