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11-troppo pericoloso

Nota autore:

Spero che il racconto vi stia piacendo, Siccome io mi sono abbastanza appassionata a questa storia ho deciso di fare tre volumi. Attualmente sto già scrivendo il sequel di Abyss, il titolo di esso è la rivincita degli abissi.

Anche se attualmente non è molto seguita, ho deciso comunque di fare ciò, non solo perché le storie dei Tritoni mi sono sempre piaciute, ma anche perché è la prima volta che scrivo un genere adatto per tutti e non solo romantico.

Vi lascio alla lettura e ci sentiamo lunedì prossimo con il prossimo aggiornamento.

*******

Con la permanenza di Rieen, io ed Izumi potremmo sfruttare la sua presenza per fare più ricerche possibili,  senza che io dovessi andare ogni qualvolta alla spiaggia per riferirgli i successivi progressi. Infatti proprio in questo momento eravamo tutti e tre nella sala computer, dove stavamo esplorando i database più privati, alla ricerca di qualsiasi indizio che potesse portar alla luce questo intrigato mistero.

Il povero Rieen invece, se ne stava accanto a noi con uno sguardo da cucciolo bastonato, perché non sapendo neanche cos'era un computer non era in grado di aiutarci, nonostante lo rassicurai più volte al riguardo, ricordandogli che lui era fondamentale per tantissime altre ragioni, e pertanto non doveva farsene un cruccio, in quanto nessuno di noi sapeva far tutto, infatti se vogliamo essere più precisi Izumi era il migliore fra tutti noi, in quanto possedeva doti di hackeraggio fuori da ogni immaginazione, era assolutamente geniale.

In più riuscimmo a trovare una copertura perfetta per Rieen, spacciandolo per una recluta S1 che mi fu assegnata personalmente per l'addestramento. Ciò non creò neanche troppi sospetti nei suoi confronti anche se alcuni suoi modi di fare erano talmente stravaganti che sorprendevano anche me. In più non correvo neanche il rischio che questa bugia mi si sarebbe torta contro, in quanto nella nostra sezione era normalissimo passare un determinato periodo di apprendistato con cadetto più anziano.

Ma tornando alle questioni importanti, come avevo detto prima esplorando i file, Izumi trovò un documento molto importante anche se anche se trovarlo non fu affatto semplice, perché i servizi segreti avevano fatto di tutto per cancellare i rapporti. E per recuperarli, Izumi dovette fare un procedimento molto lungo è complesso.

I documenti ritrovati spiegavano chi prendeva i pesci e dove finivano, rivelazione molto scottante perché effettivamente i pescherecci non sbarcavano più dal duemila e due, ma erano i militari stessi ad ignorare il decreto e continuare nella loro pesca sfrenata per un progetto chiamato "human rebirth",  Ma oltre che recuperavano il pesce per questo progetto scientifico, non vi era nessun'altro dettaglio.

<<Dobbiamo scoprire che cos'è con precisione il progetto
human rebirth>> dissi ad alta voce.

Izumi di risposta mi fece una leggera smorfia, per poi rispondermi chiaramente in difficoltà: <<Non è semplice come sembra, per farlo dovrei violare i protocolli di sicurezza, e per qualche strana ragione sono stati tutti archiviati>>

Ma se erano stati realmente archiviati non dovrebbe essere semplice recuperarli? E di quali protocolli di sicurezza stava parlando? Non riuscivo proprio a comprendere una simile protezione per delle vecchie ricerche ormai fallite, e se realmente il progetto era stato chiuso come vi era scritto allora perché continuavano a pescare tutt'ora? Anche Rieen disse chiaramente che vide una barca che prendeva il loro cibo, pertanto spiegai i miei dubbi anche ad Izumi, alche confuso tanto quanto me, rispose grattandosi la nuca:

<<Non saprei che dirti, in effetti è strano tutta questa sicurezza per un progetto definito chiuso, ma anche in quel caso, come hai detto tu, perché continuare a pensare sempre per la medesima ricerca?>> Izumi si voltò verso di me, ruotando nella mia direzione con la sua sedia d'ufficio, per poi proseguire con un espressione davvero turbata:

<<Emily, qui sta accadendo qualcosa di molto serio. Se proseguiamo con le indagini potremmo rimetterci il posto>>

Non immaginavo che la situazione potesse essere così grave, con i tempi che corrono essere cacciati dal servizio militare, o peggio ancora disertare significava diventare un ricercato a livello mondiale, con l'accusa di aver tradito la propria razza. Un mio collega fu cacciato dalla squadra élite, ed ancora ora gli danno la caccia per giustiziarlo, tuttavia non potevo neanche far finta di niente, era più che ovvio che vi era qualcosa di marcio dietro tutta questa faccenda. Ero davvero combattuta, cosa dovevo fare? Far finta di niente ed andare avanti per conservare il posto di lavoro o andare avanti per scoprire la verità e successivamente morire?

A distrarmi da quei pensieri fu Rieen, che lamentandosi come un bambino mi assillò sul fatto che si stava annoiando, e voleva passare un po' di tempo con me.
Ovviamente lo rimproverai duramente, sapeva benissimo che avrei dovuto lavorare, e di conseguenza che non potevo dedicargli molto tempo tuttavia e voluto venire lo stesso, pertanto all'ennesimo capriccio ormai sull'orlo di una crisi di nervi lo ammonì nuovamente di non fare il bambino, per poi tornare hai miei pensieri....

Cercai di ragionare sul da farsi, onestamente parlando, arrivata fino a questo punto volevo andare fino in fondo, io a differenza di Izumi che lui aveva una mamma che lo aspettava a casa non avevo nessun parente da cui far ritorno, pertanto ero ben disposta a sacrificare la mia vita per un bene comune, ma non potevo pretendere altrettanto da lui, né tantomeno di abbandonare sua madre che aveva perso fin troppo dalla vita. Ma conoscendo bene il mio pollo se glie lo avrei spiegato in questa maniera si sarebbe intestardito e pertanto avrebbe insistito nel proseguire insieme a me. Così mi voltai nella sua direzione, ed assumendo un espressione severa gli dissi con tono autoritario:

<<Perfetto, grazie per la collaborazione Izumi, d'ora in avanti non ci sarà più bisogno di te>>

Egli a quella affermazione scattò in piedi furibondo, urlandomi che non potevo escluderlo dopo tutto il lavoro svolto, in più disse anche che la sua missione ormai e non voleva tirarsi indietro. Così a malincuore, sapendo che non si sarebbe arreso mi costrinse ad a adottare maniere più cruente per tenerlo al sicuro:

<<Forse non ci siamo capiti, non ho più bisogno di te. La situazione è più complicata del previsto è non posso di certo accollarmi un pivellino alle prime armi, mi faresti solamente perdere tempo>>

Izumi mi guardò come se fossi il diavolo, contraendo freneticamente la mascella. Iniziò ad urlarmi a dosso che ero una stronza, che mi ero solamente approfittata di lui e che era stata una mossa da vigliacchi cacciarlo via dopo tutta quella mole di lavoro, per poi uscire sbattendo violentemente la porta dietro di se.

Anche Rieen sembrò parecchio turbato dal mio comportamento, rimproverandomi anche lui che non avrei dovuto trattarlo in quel modo, alche ormai stufa di tutti loro, mi voltai di scatto verso di lui per poi rispondergli stizzita:

<<Izumi ha ancora una madre. Sai cosa succederà se andiamo avanti con il nostro piano riportando alla luce questi vecchi documenti? Tieni in considerazione che, sia il governo che i servizi militari stanno facendo di tutto per tenere la verità sepolta, e se scopriamo appunto cosa stanno nascondendo molto probabilmente, ma è più una certezza, ci cacceranno dal servizio militare con l'accusa di alto tradimento al genere umano, e vi è la morte per questo>>

Rieen a quella risposta sgranò gli occhi, rispondendomi dopo qualche secondo: <<Ma allora tu... Vuoi solo proteggerlo, però l'hai visto? Penso che ora ti odi a morte>>

Scossi le spalle, e facendo un gesto svolazzante con la mano gli risposi tranquillamente: <<Nah, e solamente arrabbiato gli passerà. Ma mettendo caso che così non fosse, preferisco farmi odiare e saperlo vivo, più tosto che avere sua madre sulla coscienza per tutta la vita>> tornai a guardare lo schermo del computer per poi sussurrare fra me e me: <<Almeno lui ha qualcuno da cui tornare>>

Alla mia ultima affermazione Rieen mi guardò tristemente, e posandomi una mano sulla spalla mi rispose con il cuore in mano:

<<Emily, so che non conterà niente per te, ma non è vero che non hai nessuno, se dovesse accaderti qualcosa non oso neanche immaginare cosa potrei fare>> disse l'ultima parola con voce profonda, affondando quei suoi grandi occhi azzurri nei miei, per poi aggiungere leggermente imbarazzato: <<E non solo io, tutti contano su di te: Izumi, Garenth ed i soldati di prima, non devi pensare che la tua morte lasci indifferenza, i legami di sangue non sono tutto nella vita, si può volere bene ad una persona a prescindere da ciò>>

Rimasi molto colpita dalle sue parole, onestamente non pensavo minimamente che il suo discorso potesse avesse un tale impatto su di me. Sentivo uno strano tepore nel petto, cos'era? Ero malata? Non avevo mai provato una cosa simile in vita mia, ho dato talmente per scontato che la mia morte fosse irrilevante per chi mi circonda, che non avevo neanche pensato ai legami che avevo creato. Tuttavia ero l'unica in grado di portare avanti questa missione, non potevo chiedere ad Izumi di gestione una simile impresa.

Ma a prescindere da ciò guardai Rieen con affetto, se qualche mese fa mi avrebbero detto che avrei provato simpatia per un Tritone gli avrei uccisi all'istante, però lui era diverso da tutti quelli della sua specie, provava: compassione, amore, tristezza ed un infinita comprensione. Anche a lui questa guerra gli aveva tolto tanto, eppure non si lasciava vincere dall'odio, preferiva trovare una soluzione pacifica per mettere fine a tutto. Senza pensarci due volte lo abbracciai forte, spiazzandolo in un primo momento, ma successivamente contraccambiò all'abbraccio senza dire una parola, sapeva che ne avevo più bisogno io che lui di questo.

<<Sai una cosa?>> dissi, intenta a confessargli un segreto che portavo nel cuore da troppo tempo: <<Ho sempre pensato che non valeva la pena vivere, onestamente quel giorno, quando tuo padre uccise i miei genitori sarei voluta morire assieme a loro. Non riuscivo a darmi pace, pensavo: se solo fossi stata un po' più coraggiosa? Se non fossi scappata? Se solo non avessi smesso di tremare e lo avrei affrontato a quest'ora i miei genitori erano ancora vivi>> feci una piccola pausa per fondare il mio volto nella sua spalla, per poi proseguire timidamente:

<<Ho pensato questo per tutta la mia vita, in verità cercavo disperatamente che ci fosse qualcuno di abbastanza forte per ammazzarmi, poi sei arrivato tu, inizialmente non mi fidavo, ora però, sono contenta di averti nella mia vita>> mi scostai leggermente dall'abbraccio per guardalo meglio negli occhi, ed aggiunsi al discorso: <<Anche se dovrò morire, purtroppo sono l'unica in grado di finire le indagini, io ho perso la mia famiglia ma non posso chiedere altrettanto alla madre di Izumi. Mi capisci vero? Generebbe solamente altro odio>>

Rieen mi scostò una ciocca di capelli dal viso, e sfoggiando un radioso sorriso mi rispose entusiasta: <<Quindi ora non mi odio più eh?>>

Ma davvero? Gli ho fatto un disco a cuore aperto come non ho mai fatto in vita mia, e l'unica cosa che ha capito in tutto questo e solamente che non lo odio più? Mi scostati malamente dal suo abbraccio facendo notare anche al babbeo qui presente ciò che pensavo, ed egli ridacchiando mi rispose sempre con sorriso a trentadue denti: <<Ma dai cerca di metterti nei miei panni, pensavo che mi avresti odiato per sempre, ed invece te ne esci dicendo che ti piaccio, è normale che io sia felice>>

Piacere? Oh no, ora stava travisando le mie parole però: <<Non ho detto che mi piaci, più che altro la tua presenza e gradevole, ma non è piacere>> specificai indignata.

Rieen di risposta scoppiò a ridere, rispondendomi a tono: <<Possiamo giocare a dire chi ha detto cosa, ma il riassunto della questione e sempre quello>>

Neanche era degno di risposta, lo mandai al diavolo per poi alzarmi ed andare dalle reclute, sempre affiancata da quel demente che continuava a ridacchiare alle mie spalle. Mai più, non accadrà più.

Mi sono aperta una sola volta è questo è il risultato.

*************

*un paio d'ore più tardi*

Speravo che un bel addestramento di gruppo mi avrebbe distratto ed invece non fu così, riportò solamente a galla il litigio fra me ed Izumi.

Il ragazzo aveva convinto tutti ad ignorarmi, e nonostante provai ad ordinare ai presenti di allenarsi, mi ignorarono palesemente come se non fossi neanche nella stanza. Addirittura Izumi mi dava le spalle, parlando male di me hai suoi amici accompagnando ogni sua battuta da fragorose risate, comprese le risate dei suoi spettatori. Ovviamente sapeva che riuscivo a sentirlo, lo stava facendo a posta per farmela pagare, tipo come i bambini che si facevano i rispetti a vicenda.

Voleva punirmi per averlo escluso dal progetto, anche il generale Akihiko che passando da lì vide tutta la scena, venendomi immediatamente a chiedere cosa fosse successo fra noi due, visto e considerando che eravamo molto uniti, ma non potendo rivelargli ciò che stavo facendo mi limitai a rispondergli brevemente:

<<Per proteggerlo ho dovuto farmi odiare da lui>>

Akihiko provò a rispondermi, ma prima che potesse farlo gli dissi che mi andava bene così, prima o poi si sarebbe calmata la sua ira, almeno spero.

Ciò che Izumi non capiva e che io lo ritenevo più che capace per la missione, anzi, senza di lui e le sue conoscenze informatiche non sarei arrivata dove sono ora. Però non potevo neanche chiedergli di rischiare la vita, ed anche se poteva apparire infantile in questo momento visto da un estraneo, in realtà non lo era affatto, visto che nonostante la nostra momentanea situazione di discordia non fece saltare la copertura di Rieen, un altro motivo in più del perché lo consideravo una persona straordinaria. Ciò non faceva altro che convincermi sempre di più che avevo fatto la scelta giusta per lui.

Per questo nonostante il suo atteggiamento offensivo nei miei confronti, ero certa che prima o poi avrebbe compreso le reali motivazioni dietro quelle mie parole, tuttavia speravo al tempo stesso che ci arrivasse il più tardi possibile perché appena avrebbe compreso la verità, si sarebbe precipitato per darmi una mano, e non avrei potuto dire niente per farlo desistere.

<<Devi dirglielo>> mi sussurrò Rieen all'orecchio. Sicuramente si riferiva ad Izumi, però se pensava che avrei ceduto per così poco allora Rieen non mi conosceva affatto.

Ciò che non comprendeva e che nessuno, anche se godeva della mia più profonda stima poteva pensare di giocare con me, e se non volevano ascoltarmi con le buone, allora da oggi in poi avrei usato le cattive. E si, fino ad ora ero stata gentile, anche se è difficile crederci.

Impugnai la mia pistola e sparando vari colpi in aria ebbi finalmente l'attenzione dei presidenti, dopo di ciò ordinai con freddezza: <<Forse non ci siamo capiti, vi ho detto di allenarvi e subito>>

Un amico di Izumi si fece avanti, ed alzando il capo in segno di sfida mi rispose con spavalderia: <<Se no che fai, ci sgridi? Ti lamenti con il generale Sasaki o con il tuo amato Garenth?>>

Di tutta risposta, per far capire che non si doveva scherzare con me gli sparai ad un piede, facendo ammutolire tutti i presenti sotto le urla agonizzanti del ragazzo, dopo di ciò aggiunsi con un ghigno maligno in volto: <<Non avete capito con chi avete a che fare, osate mancarmi di rispetto un altra volta e porrò io stessa la parola fine alle vostre miserabili vite>>. Feci una breve pausa per indurire ancora di più lo sguardo, per poi aggiungere con tono aggressivo:

<<Non sono una vostra collega, ma un vostro superiore e come tale dovete trattarmi>> feci un'altra pausa ma questa volta per osservare i presenti, per poi aggiungere con una nota di cattiveria: <<Da oggi in poi non sarò più così tanto buona con voi, se vi è sembrato crudele il generale Garenth, sappiate che io sono anche peggio>>

Dopo il mio discorso, tutti ad eccezione di Izumi ovviamente si precipitarono intorno a me, supplicando il mio perdono e affermando che non volevano mancarmi di rispetto, ma fu proprio lo stesso Izumi a dire loro di comportarsi in quel modo, persino al ragazzo a cui avevo sparato al piede venne a chiedermi scusa, ovviamente non lo fecero per rispetto, bensì per paura delle conseguenze ma andava bene così, avevo ormai capito che con loro ci voleva il pugno di ferro.

<<Finalmente hai mostrato la tua vera natura, ed io che pensavo che fossi una brava ragazza. Evidentemente mi sbagliavo>> intervenne Izumi facendo ammutolire tutti i suoi compagni.

Ci guardavano con timore, come se da li a poco sarebbe esplosa una bomba, ed in un certo verso era realmente così, perché le nostre occhiatacce di fuoco stavano scaldando gli animi dei presenti.

<<Non devo piacerti, devi rispettarmi>> gli risposi a tono, cosa che gli causò una risata isterica, per poi rispondermi offeso:

<<Rispetto? Come posso portati rispetto dopo che mi hai usato?>> Izumi deviò lo sguardo, per poi sussurrare con voce roca: <<Mi hai deluso, da te non me lo sarei mai aspettato>>

Rieen stava per intervenire in mia difesa ma lo fermai scuotendo il capo per fargli capire di non far trapelare niente, ripeto, Izumi non doveva sapere le reali motivazioni dietro al mio gesto. Preferisco essere odiata più testo che portarlo alla morte, così senza scompormi più di tanto risposi alla sua insolenza con tono autoritario:

<<Izumi io non sono tua amica, ma un tuo superiore è come tale devi rispettarmi>>

Le mie ultime parole lo ferirono a tal punto che mi fisso con occhi lucidi, pieni di delusione ed amarezza. Rimanere impassibili era molto difficile, tuttavia dovevo farlo per il suo bene, se mostravo solo un minimo di compassione o qualsiasi altro sentimento Izumi avrebbe scoperto la verità, ed a differenza di quello che poteva sembrare era un ragazzo molto empatico ed intuitivo, con l'unico difetto di lasciarsi trasportare troppo dalle emozioni.

Izumi vedendo la mia assoluta freddezza nei suoi confronti mi diede del mostro, per poi fuggire via lasciandomi solo con gli altri soldati, terrorizzati dal mio sguardo furente che non prometteva nulla di buono.

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