11-Nel bene e nel male
Visto che dovevamo aspettare per mette in atto il nostro piano per vedere se: Adrian, Sebastian e Richard erano fedeli o meno, non ci rimaneva altra scelta che tornare al branco del Nord per informarli che la nostra permanenza si sarebbe prolungata ancora un po'.
Ovviamente Edward era molto felice della cosa, ancora si sentiva a disagio nel suo nuovo branco, anche se era stato ben accolto. Tuttavia mi premeva sul spiegargli subito la situazione, perché non era da me cambiare i piani, cosa che ovviamente ora non era fattibile, dovevamo sistemare prima le cose con suo padre, sperando che ci dava il permesso per rimanere.
Purtroppo non si poteva dire altrettanto del piccolo Ryper, che essendo ancora all'oscuro della situazione pensava che, il motivo della mia decisione fosse un altro, ovverosia che non volessi abbandonare il mio amico.
Considerando le insistenze da questi due dovetti perdere tempo prezioso per spiegagli la situazione, altrimenti sarei uscita pazza. Pertanto una volta arrivata a destinazione, portai: Edward, Ryper, Kisar e Rieen in un luogo appartato, per poi raccontare cos'era successo, non non tralasciando nessun dettaglio. Una volta finito con il discorso, il primo a prendere parola fu Kisar, chiedendomi quale prova dovessero svolgere per dimostrarmi la loro lealtà.
Alchè, scrollando le spalle risposi in breve:
<<Non facendo un bel niente, ecco come!>>
Tutti i presti mi guardarono straniti, non capivano dove volessi arrivare agendo in questo modo, persino Edward non ci arrivò, chiedendo a nome di tutti com'è possibile dimostrare assoluta fedeltà non facendo un bel niente.
Notando che da soli non ci arrivavano esclamai con pazienza:
<<Come si può dimostrare un sentimento tanto profondo e sincero con un miserabile gesto? Non si può, specialmente se ormai non si ha più fiducia in nessuno!>> fui costretta ad interrompere la spiegazione per via dei loro sguardi feriti fatta ad eccezione di Kisar, come per dirmi: "E di me? Non ti fidi?" Pertanto mi corressi immediatamente, quasi con tono di rimprovero: <<Escludendo alcuni ovviamente, ora posso finire di parlare?>> imbarazzanti annuirono all'unisono, permettendomi così di proseguire:
<<La fiducia va guadagnata, per questo non ho spiegato ad Izumi che allo scadere della settimana, fingerò di essere stata tradita da quest'ultimo, accusandolo di aver avvisato Garenth sulla mia posizione. Conto appunto sulla sua reazione spontanea per convincere anche: Adrian, Sebastian e Richard>>
feci una breve pausa per poi specificare: <<Rimangono pur sempre soldati addestrati fin dalla più tenera età, per questo l'elemento sorpresa è molto importante. Izumi sa solo il luogo dell'incontro e cosa deve portarmi>>
Non entrai molto nei dettagli perché anche la reazione di Rieen è molto importante sulla riuscita della prova. Difatti, qui entrerà la parte più rischiosa per Izumi, perché Rieen è molto protettivo nei miei confronti confronti, così avevo escogitato un piano per far credere anche al merluzzo che ero veramente arrabbiata con il mio amico, ciò però poteva portare ad un'ira incontrollabile di Rieen, ma se tutto proseguiva secondo i piani nessuno si sarebbe fatto male.
Detto ciò che avevo da dire decisi di finire qui la riunione, essendo troppo stanca per fare strategie e piani per la fase successiva, avevo bisogno di riposare un po' e successivamente mi sarei allenata adeguatamente assieme ad Edward.
Ora che sapevo come riavere le mie gambe, sarebbe stato ancora più divertente allenarsi, come ai vecchi tempi.
**********
*Dal punto di Ryper*
Passarono tre giorni da quella riunione ed Emily da allora spariva per delle ore, se non giorni assieme ad Edward per andare a fare non so cosa sulla Terra ferma, tornado la sera tardi stanchi morti.
Ero preoccupato per questa loro continua assenza, temevo che Edward tentasse di portare via la mia Emily, tuttavia sembrava che fossi solo io a farmene un cruccio, perché quel imbecille di mio fratello, passava le giornate ad aspettarla nella grotta di Kisar, come se la cosa non lo toccasse. Possibile che non si renda conto della pericolosità a lasciarli soli per tutto questo tempo?
Ogni volta che tentavo di farglielo notare, lui mi rispondeva tranquillamente di stare sereno, perché lei aveva bisogno dei suoi spazi per preparasi adeguatamente alla missione.
Eppure continuavo a non capire, sapevo che amava Emily alla follia ha provato tali sentimenti dal primo momento che le ha vista, come non poteva preoccuparsi come me? Forse si era stufato di lei? No, non poteva essere vero, eppure sembrava esattamente così.
Se mio fratello si faceva da parte correvo il rischio che Riafy si facesse avanti come pretendente, infondo ha sempre voluto essere Alpha e questo era l'unico modo per farlo visto che non poteva diventarlo per discendenza.
Non volevo che prendesse il possesso del branco, non è idoneo essendo un bambinone bigotto, con per certo mi avrebbe cacciato immediatamente dal branco per preservare, come diceva sempre lui, la purezza della specie. Comprendo che Emily sia una ragazza complicata, forse è per questo che si è stufato di aspettarla, ma non poteva arrendersi ora, non quando ci è arrivato così vicino, considerando che all'inizio neanche lo considerava.
In preda ad una crisi di panico, pregai mio fratello di non arrendersi con lei fra un singhiozzo e l'altro, sottolineando i miei pensieri di poco fa come una piccola conquista.
Rieen notando il mio stato d'animo fece una cosa che prima dell'arrivo di Emily non avrebbe mai fatto, mi consolò posandomi una mano sulla testa e sfoggiando un radioso sorriso mi rispose ridacchiando:
<<Non devi preoccuparti di questo, sì, abbiamo i nostri alti e bassi, ma solamente perché è stata cresciuta con una mentalità diversa dalla nostra. Devi sapere che, da loro è impensabile che dei fratellastri stiano insieme, lo vedono come un qualcosa di sbagliato, cosa che per noi è la normalità>>
Scherzava spero! Non poteva dire sul serio, vero? Perché se ciò fosse vero significava che non si sarebbero mai messi insieme? Iniziai a piangere più forte, singhiozzando in maniera disperata che non volevo Riafy come capo branco, alchè sempre ridacchiando mi rispose come se avessi detto un assurdità:
<<Emily non si metterebbe mai con Riafy puoi stare sereno, lei è: dinamite allo stato puro, energica, sveglia; Nostro fratello invece è un bambinone viziato, fidati non è il suo tipo>> Fece una piccola pausa, per poi aggiungere al discorso temendo che riprendessi a piangere:
<<Non preoccuparti non ho perso le speranze con lei, perché ti chiedi? Bhe semplice, noi ci siamo conosciuti quando eravamo allo oscuro di tutto ciò. Abbiamo instaurato un forte legame ormai e non può essere cancellato, per questa ragione non sono preoccupato, anche se lei tenta di negare i suoi sentimenti so che non è per il legame di sangue, ma bensì perché ha paura dell'intimità emotiva>> Rieen fece una breve pausa ed accarezzandomi i capelli dolcemente proseguì:
<<Cerca di capire è stata ferita dalle persone di cui si fidava, non solo Garenth ma anche i suoi ex-compagni di squadra. Tuttavia come hai detto tu vedo i piccoli traguardi, ad esempio quando non ha negato di essere la mia compagna quando Riafy provò a farci litigare, poteva farlo ma non l'ha fatto, questo dice tanto su ciò che prova>>
Adesso capivo del perché era tanto tranquillo, la conosceva a tal punto da sapere ogni suo pensiero, anche prima che potesse comprenderlo lei stessa. Tuttavia volevo comunque vederla per assicurarmi che Edward non ci provasse con lei in sua assenza, mancava da ore ormai pertanto Rieen mi accompagnò da lei, più per disperazione che altro ma raggiunsi il mio obbiettivo.
Per raggiungerla non ci volle molto, i due erano sulla spiaggia in forma umana intenti a compiere stare azioni: Emily era per terra con la schiena diritta, spingendo sulle braccia facendo su e giù, Edward invece faceva più o meno la stessa cosa di quest'ultima, ma era in piedi usando le gambe per fare su e giù.
Guardai mio fratello aria confusa, chiedendogli spiegazioni al riguardo ed egli mi rispose che si stavano semplicemente allenando prima di infiltrarsi nella base Russa, specificando che era anche questo ciò che faceva ad Osaka, solo più inteso e per delle ore, se non per giorni interi, alle volte neanche dormiva.
Rimasi meravigliato dalla sua forza d'animo, la trovavo semplicemente meravigliosa. Il suo desidero desiderio di salvare tutti gli innocenti era così forte da spiegarla a gesti estremi, potevo affermare di essere felice di averla come sorella. Non mi ero mai reso conto dell'enorme mole di lavoro che doveva svolgere, almeno non sapevo che fosse così estenuante, eppure trovava anche il tempo per mantenere fede alle sue promesse, come ad esempio insegnarmi la metamorfosi. Tutti mi evitavano ad eccezione di lei, mi trattava come un suo pari e questo a spinto anche Rieen ed altri pochi a farlo.
Idolatravo mia sorella, ora più che mai per questo volevo essere come lei da grande, tuttavia per diventarlo dovevo fare esattamente come lei, di certo non ci sarei riuscito stando qui ad oziare, per questo mi diressi da lei e mutando forma la raggiunsi sulla spiaggia, chiedendole se allenava anche me, specificando subito dopo che volevo essere come lei.
Normalmente se fosse stato qualcun altro al suo posto mi avrebbe cacciato via in malo modo, ma lei no, mi sorrise dolcemente per poi chiedermi:
<<Ne sei sicuro? Una volta presa questa strada non potrai più tornare indietro, lo sai vero?>>
Annui con fermezza, rispondendo che ero più che convinto di voler prendere le sue stesse orme, in modo tale da difendere il mio branco e la mia famiglia assieme a lei. Le dissi anche che ero stufo di essere solo un peso, volendo diventare un appoggio fidato su cui contare.
Le mie parole motivarono anche Rieen, forse per stare più tempo assieme a lei, forse per controllarla in modo tale da non permette ad altri maschi di avvicinarsi o forse semplicemente, ma credo che sia più una certezza, concordava con le mie parole, volendo allenarsi a sua volta con noi.
Emily a quel punto fece un sospiro profondo, per poi rispondere ad entrambi:
<<E va bene da oggi in poi quando mi allenerò verrete con noi, ma non aspettatevi trattamenti di favore, vi guiderò esattamente come farei con qualsiasi altra recluta>>
fece una breve pausa per poi proseguire in un ghigno maligno: <<Sappiate però che sono peggio del generale quando si tratta di allevare nuovi cadetti>>
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*Dal punto di vista di Izumi*
Quei poveri ragazzi erano rimasti talmente sconvolti dai file che Emily gli mostrò, da rimanere letteralmente svuotati. Se ne stavano tutto il giorno a fissare il nulla con degli sguardi vitrei, persino il generale Garenth iniziò a preoccuparsi per lo strano comportamento di quest'ultimi, essendo cambiati dall'oggi al domani.
Iniziavo seriamente a preoccuparmi, se continuavano di questo passo avrebbero fatto la stessa fine di Emily. Garenth si sarebbe insospettito, condannando anche loro per tradimento, era essenziale che per ora rimanessero all'interno, solo così potevano essere realmente d'aiuto.
Ma cosa potevo mai fare per loro? Forse... Si forse poteva funzionare, loro avevano ricevuto la stessa educazione della mia amica, pertanto avrei potuto coinvolgerli ulteriormente nel progetto, spronandoli a tal punto da riprendersi. Ad incrementare le mie preoccupazione era la presenza di Rieen nella prova, i soldati potevano interpretare male la possibile aggressività di questo soggetto, cosa che avrebbe portato ad una fine terribile per tutti.
Spero solo che sappia cosa sta facendo, perché a me sembrava una vera pazzia.
Ma un problema alla volta, prima di tutto dovevo pensare alla loro salute mentale, altrimenti il piano di Emily sarebbe fallito. Posso capire le motivazioni di Emily, del perché prendesse simili precauzioni, tuttavia ero più che certo di potermi fidare di loro, sembra che volessero darci realmente una mano.
Ma capisco che voglia delle prove al riguardo.
Dopo che il generale la tradì in quel modo, era più diffidente, specialmente nei suoi vecchi compagni darmi, che come lui gli avevano voltato le spalle senza porsi le giuste domande. Dovetti fare io il primo passo per guidarli verso la giusta direzione!
Ripeto, spero che io suo piano abbia successo, perché sennò qui l'unico ad essere nei guai ero, sapendo della mia collaborazione con lei avrebbero dato la caccia anche a me.
Anche in questo momento ero con i tre soldati, standosene davanti ai monitor con le stesse facce spente di sempre. Sembravano aver perso ogni desidero talmente erano depressi, svuotati dall'interno. Avevano combattuto per tutta la loro vita, perdendo anche compagni, sacrificando la loro stessa infanzia per una menzogna.
Aspettare il momento più propizio per parlare con loro non fu facile, tutto i membri dell'elite erano tutti determinati a trovarla, senza fare neanche una pausa, ormai erano passare ore. Tuttavia alle tre di notte finalmente si diressero tutti hai giri di ronda, ed essendo rimasti finalmente soli attirai la loro attenzione prima che varcassero la soglia.
Per precauzione hackerai le videochiamate di sorveglianza, così facendo chiunque ci controllasse avrebbe visto un video di noi tre che lavoravamo.
Fatto ciò misi la mia chiavetta USB, mostrai ai tre ragazzi tutti i documenti che avevo raccolto assieme agli A6, dandogli il tempo di leggerli tutti ed una volta finito il primo a parlare fu Adrian, il quale mi fece notare un dettaglio che coincideva anche su quelli di Emily:
<<Non c'è scritto da nessuna parte che il progetto sia concluso, neanche qui c'è segnato da nessuna parte, pertanto mi chiedevo, se in verità il progetto Hunan Rebirth non si sia concluso con noi? Forse lo stanno ancora portando avanti!>>
Come immaginavo gli svegliarono a tal punto da farli riprendere, loro esattamente come Emily usavano il lavoro come valvola di sfogo per i loro problemi. Ma non volendo tornare sull'argomento per non farli incupire nuovamente, dissi anche la mia, esponendo le mie teorie al riguardo:
<<Il tuo discorso non fa una piega, però con gli altri esemplari, una volta finito il periodo di osservazione venivano abbattuti. Questo vuol dire che, se e realmente come dici tu significa che non hanno ancora iniziato il vero progetto. Tuttavia vi è un altro punto che non quadra in tutta questa faccenda, se dovevano abbattervi come le altre cavie, perché vi hanno sparpagliati per tutto il mondo? In più sia ad Emily che a voi, vi hanno fatto seguire un'indagine per il quale loro sapevano già le risposte>>. Feci una breve pausa per poi aggiungere pensieroso:
<<Cio che penso e che vi stavano soltanto mettendo alla prova>
Sebastian, Adrian e Richard si guardarono negli occhi per poi rivolgere nuovamente lo sguardo su di me. Passò qualche minuto prima che Richard, parlando a nome di tutti, mi fece notare un altro dettaglio molto importante, il quale non avevamo pensato né io né Emily, contraddicendo anche le mie parole di un secondo fa:
<<Non tutti sono stati abbattuti o morti, difatti prima che Emily, insieme agli altri tritoni venissero rapiti, dando così via la creazione della nostra squadra attuale, vi era un tritone, il primo con la coda nera che avevano scoperto, il quale non è mai stata menzionata la sua morte, semplicemente si è smesso di parlare di lui dopo che sono arrivati gli altri esemplari>>
Caspita aveva ragione, l'ultimo esemplare non era mai stato menzionato dopo che raccolsero gli altri, allora che fine aveva fatto? Forse lavora segretamente per i militari? Per la stessa squadra d'élite in cui inconsapevolmente vi lavoravano tutti gli altri cuccioli di tritoni rapiti? Ciò nonostante la domanda rimaneva, chi diavolo era il soggetto "E" che veniva menzionato nei file? Ma a porre un'altra domanda molto importante, fu Sebastian, il quale ci chiese con tono scettico:
<<Ma nessuno di voi si è chiesto come hanno scoperto queste creature? Nei rapporti non viene specificato, si dice soltanto che di punto in bianco gli hanno trovati ed hanno iniziato a porre esperimenti su di loro. Come facevano a sapere dove trovare cuccioli da rapire? Come facevano i militari a sapere il punto esatto dove far fermare le navi? Penso che qualcuno deve aver fatto la spia, qualcuno all'interno che ha portato il caos, rivelando al governo la loro esistenza>>
**********
*dal punto di vista di Emily*
Mi stavo allenando prima di andare a fare quella piccola sceneggiata con: Edward, Rieen e Ryper, quando una voce sgradita a me familiare mi giunse all'orecchio dalla riva.
Mi voltai per vedere chi fosse anche se avevo già capito chi era, come mi aspettavo mi ritrovai Sylas intento a fissare con sguardo truce le mie povere gambe, così come quelle di Ryper, il quale non sapeva neanche starci in piedi tra l'altro, tuttavia ciò bastò per scatenare la sua ira verso il figlio maggiore:
<<COME TI È SALTATO IN MENTE DI INSEGNARGLI LA METAMORFOSI? DICO, MA SEI IMPAZZITO?>> Sylas mi indicò per poi incanalare la sua rabbia solo nei miei confronti, rivolgendosi sempre a Rieen:
<<E SE TORNA DAL SUO GENERE? EH? E SE VA A DIRE LORO DOVE SIAMO? LO SAI CHE LEI AMA QUEL PAGLIACCIO PIÙ DI NOI?>>
Sbaglio o mi stava accusando di tradimento? Non potevo credere alle mie orecchie, ecco perché non mi voleva insegnare la metamorfosi, per quanto diceva che io facevo parte del branco in realtà lui non si fidava di me, perché io esattamente come Edward ero troppo umanizzata e questo non sarebbe mai cambiato nel corso della mia vita. Ciò mi illuminò, portandomi a comprendere la dura verità, non sarei mai stata accettata né dagli umani ne dai miei simili.
Sentivo una profonda tristezza nel cuore,
cosa che Sylas notò immediatamente ma ormai era troppo tardi, ciò che era stato detto non si poteva cancellare. Provò a scusarsi arrampicandosi sugli specchi, ma inutilmente perché ormai capì che le sue parole non erano altro che menzogne, le stesse che mi diceva Garenth in passato.
Il piccolo Ryper ed Edward che sapevano benissimo cosa significava non essere accettati pienamente nel branco mi guardarono con un'occhiata di supporto, nel frangente che Rieen fulmina suo padre per l'idiozia appena detta.
Rassicurai tutti quanti con un semplice gesto della mano, per dir loro di stare tranquilli e non fare pazzie, successivamente cercando di fingere un assoluta serenità emotiva, guardai quello che doveva essere mio padre con assoluta freddezza, per poi chiedergli:
<<Perché sei venuto fin qui?>>
Sylas mi guardò come se fossi pazza, non riusciva capire come potevo mostrare assoluta freddezza in una situazione del genere, specialmente perché aveva capito che le sue parole mi avevano realmente ferito, ma ora come ora avevo altro a cui pensare, in più era abituata a ricevere pugnalate dietro la schiena. Pertanto spazientita dal suo mutismo gli posi nuovamente la domanda, ma questa volta con tono leggermente più alto, come quando si parla con una persona sorda, egli guardandomi seriamente dispiaciuto rispose a tutt'altra cosa:
<<Emily non volevo dire che non mi fido di te, solo che tu pensi costantemente a quel generale, dandogli persino il mio posto come figura paterna, come dovrei prenderla? È normale dire certe cavolate in momenti di gelosia. Visto e considerando che perdoni sempre Rieen, potrai fare lo stesso con me!>>
Ancora una volta aveva ignorato la mia domanda, ciò mi fece arrabbiare a tal punto da rispondergli in modo brusco, senza pensare alla conseguenza che si sarebbe generata:
<<Lo perdono perché a differenza tua, lui per me conta veramente qualcosa, mentre tu sei soltanto un nessuno ai miei occhi>>
Sì lo so, sono stata brusca ma se lui poteva ferirmi anch'io potevo farlo, ferendolo con le uniche parole che lo colpivano nel segno.
Difatti, anche lui mi guardò come se avesse appena ricevuto una pugnalata dritta al cuore, guardando prima me e poi suo figlio con uno sguardo da cucciolo bastonato, tuttavia non mi faceva pena, perché per quanto ci avevo provato, non riuscivo proprio a provare le stesse emozioni che provavo per il generale e come potevo se lui ogni volta diceva certe stronzate? Sono cosciente che Garenth mi aveva tradito ed ingannato, ma rimaneva comunque colui che mi ha cresciuto, per questo non riuscivo a sentire lo stesso sentimento paterno che una volta sentivo per Garenth.
In più, con la sua ultima affermazione capì di non potermi fidare di lui, tuttavia fuori da ogni mia previsione intervenne Rieen l, prendendo le difese del padre:
<<Sono contento di sapere che per te conto qualcosa, ma devi anche capire il punto di vista di nostro padre, ti ha già perso una volta e non vuole che la cosa si ripeta una seconda volta>> fece una breve pausa, proseguendo con uno sguardo accusatorio:
<<Sono il primo ad affermare che non sa esprimersi, e si a causa di ciò dice stronzate, ma non lo fa mai con cattiveria. So che hai sofferto e dopo il tuo trascorso non ti fidi di nessuno, tuttavia ciò non ti dà il diritto di offenderlo in questo modo in questo modo>>
Ero scioccata dalle sue parole, perché stava prendendo le sue difese dopo ciò che mi aveva detto? Onestamente pensavo che si sarebbe emozionato alla mia affermazione, saltandomi addosso come faceva sempre, non che si arrabbiasse.
Stufa di tutti questi battibecchi cambiai immediatamente discorso, dicendo a Rieen di seguirmi nella casa abbandonata dove avevamo incontrato Izumi la prima volta, perché avevamo qualcosa da fare, egli però non prese bene questo mio atteggiamento ed afferrandomi per un braccio mi costringe a guardarlo negli occhi, perforandomi con i suoi ghiacciai:
<<Devi scusarti con lui. Merita una possibilità per essere ciò che gli hanno negato, tu al suo posto non desidereresti le stesse cose?>>
Perfetto, a quanto pare Sylas era venuto per complicare le cose come a suo solito. Avevamo un piano perfetto per capire se potevo fidarmi di: Adrian, Sebastian e Richard è per colpa sua rischiava di andare in fumo, tutto questo perché voleva essere considerando proprio ora come un padre, Rieen invece di aiutarmi metteva il suo, non capendo che mi serviva tempo e spazio per poterlo vedere tale, invece mi; opprimevano, offendevano, mi accusavano di possibile tradimento... A me, dopo tutti i sacrifici.
Ciò che mi deluse di più fu Rieen, ma al posto di sostenermi prendeva le difese di quel Tritone da strapazzo, inaccettabile, la rabbia divenne tale che esplosi come una bomba:
<<Come puoi dare la colpa a me? Ha chiaramente detto che non solo non si fida di me, ma neanche mi considera del branco! In tutto questo osi anche affermare che sono io l'unica che ha sbagliato?>> Edward e Ryper comprendendo la mia rabbia mi furono immediatamente accanto per sostenermi, facendo però arrabbiare ancora una volta Rieen, iniziando a litigare come non facevamo da tempo immemore ormai.
<<Fai sempre la vittima e non pensi mai al dolore degli altri, ti sei mai chiesta quanta influenza hanno le tue parole su nostro padre?>> urlò Rieen di risposta.
Sbaglio o mi ha appena insultato? No, non me l'ero immaginato, ho sentito proprio bene, credeva che mi piaceva fare questo teatrino? Sprecare tempo prezioso per attirare l'attenzione? Giusto per chiarire, io non faccio la vittima io ero la vittima.
Stavo già per scatenare tutta la mia ira su di lui quando una voce alle mie spalle mi fece raggelare il sangue. Non la sentivo da un anno, nonostante questo la riconobbi immediatamente e non fui l'unica, perché appena incrocia i suoi occhi urlai a Rieen di portare in salvo il piccolo Ryper, mandando via anche Edward. Nonostante le loro lamentele sapevano di non poter vincere contro di me, in quanto un urlo di pura rabbia rivolto verso di loro gli fece desistere dal voler rimanere.
Sylas tuttavia da perfetto capobranco qual era non si allontanò di un millimetro, stando in compagnia di suo figlio che mi aspettavano in acqua vicino alla riva, in cosciente di ciò che gli sarebbe potuto accadere. Dovevo difenderli, nonostante gli insulti, nonostante le incomprensioni erano gli unici che mi erano rimasti accanto, pertanto mi voltai verso di lui e dissi con un filo di voce, ma pieno di rabbia:
<<Garenth a quanto pare ci rivediamo!>>
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