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"tesoro, aspettavi ospiti?"
"No, perché?"
"C'è Captain America all'entrata del condominio... sta diluviando"
"Cosa?!"
Mi alzo dalla sedia e vado verso la finestra per guardare... non ci credo, non è possibile.
"Mamma vai in camera e non ti muovere"
Dopo aver portato a terme ciò che le dico apro la porta e corro giù per le scale fino all'uscita... è ancora più bello sotto la pioggia, la maglia che indossa segue perfettamente le linee dei muscoli del suo corpo e i capelli che gli ricadono sul viso sono molto sexy... Cazzo! Ti odio Steve.
Nonostante questa mia distrazione, noto che sono bagnata o meglio dire inzuppata fradicia dalla testa ai piedi...di nuovo.
"Cosa ci fai qui?"
Gli chiedo cercando di mantenere la calma.
"Sta diluviando e non hai neanche portato un ombrello" Aggiungo.
"Neanche tu hai pensato ad un modo per risolvere il problema però"
Guardo le mie mani, nessun ombrello e poi guardo come sono vestita... certo Hope, mettiti dei pantaloncini prima del diluvio universale, tanto ormai che altro può succedere?
Sorrido involontariamente.
"Non hai risposto alla mia domanda"
Gli ricordo, solo che improvvisamente fa una cosa inaspettata.
Non mi risponde, si toglie la giacca, dove vuole andare a parare?
"Cosa fai?"
Senza giacca è ancora più sexy... Lo sto odiando sempre di più.
"Mettila sulla testa, ti riparerà... almeno spero"
"Vuoi prenderti una polmonite?"
"Sono Steve Rogers, non rischio di prendere nessuna polmonite"
"Beh, grazie"
Dico, prima di portarmi la giacca sopra la testa... devo ammettere che ripara anche molto bene.
"Comunque so dove abiti perché sono Captain America"
Sorrido e gli faccio cenno di venire con me.
"Parcheggia la moto, ti porto al caldo"
"Grazie donzella"
Gli sorrido prima di voltarmi verso l'entrata del condominio.... Non ho mai pensato che Steve Rogers potesse essere così spontaneo anche in presenza di una ragazza, pensavo fosse piuttosto timido.
Che ne dite, pensate abbia fatto pratica?
***
Siamo nella hall, c'è acqua dappertutto.
"Fammi un favore Rogers, non sgocciolare ovunque"
Lui comincia a ridere, mi rendo conto che questo mio desiderio non potrà mai essere esaudito.
Mi volto e comincio a salire le scale, lui mi segue e poco dopo entriamo nel mio appartamento, mia madre è ancora in camera.
"Vieni, ti do un cambio"
Entriamo in camera mia e vado ad aprire l'armadio. In un angolo nascosto trovo ancora dei vestiti di mio padre.
"Ecco, erano di mio padre, con l'altezza ci siamo per i muscoli non lo so"
Li prende con molta cura e mi guarda, spero solo che non mi faccia domande sul precedente proprietario di questi indumenti.
"Grazie"
"Bene, vado a cambiarmi anch'io, tu puoi rimanere qui"
Esco dalla stanza senza lasciargli il tempo di parlare e corro da mia madre.
"Mamma, hai dei vestiti da prestarmi?"
"Dovrei avere ancora dei vestiti di quando ero più giovane da qualche parte"
Dice prima di andare a frugare nell'armadio.
"Hope, senti, mi spieghi che cosa sta succedendo?"
"Non lo so mamma, ieri l'ho incontrato quando sono andata a correre e ora BOOM! Lo ritrovo qui"
Dico facendo segno di un'esplosione con le mani.
"Beh, facci un pensierino se vuoi"
"Mamma!"
"Ok, scusa,scusa. Senti tesoro, ho solo questi di vestiti"
Mi porge una maglietta corta e dei pantaloncini, in pratica facevo prima a non chiederle nulla.
Mi cambio velocemente e corro verso la porta.
"Non ti muovere"
Esco dalla stanza e mi ritrovo Steve davanti... sarei potuta morire d'infarto a ventitré anni, non mi sembra una delle cose più belle da augurare ad una persona.
"Stai per caso tenendo prigioniera tua madre?"
"No, assolutamente no"
Credo di essere arrossita.
"Ascolta, volevo non dirtelo ma è più forte di me... ti sei veramente rimessa addosso altri pantaloncini? Insomma, non fa particolarmente caldo"
"Parla l'uomo che si presenta di fronte a casa mia senza ombrello, sotto la pioggia e che ora indossa una maglietta più leggera della mia"
"Touchè" Dice sorridendo.
Colpito e affondato capitano, ben ti sta.
"Dai vieni, non ti dispiace se mangio vero?"
"No, assolutamente"
Lo conduco in cucina e lo faccio accomodare... mi volto, cerco il cibo ma non lo trovo.
"Non ci posso credere" Sussurro.
"Tua madre non ha cucinato vero?"
"Esattamente"
"Beh, allora dammi questo onore. Siediti e aspetta"
Faccio come dice e lo vedo frugare nel frigo poco dopo.
"Va bene il pollo?"
Annuisco lentamente.
"è da tanto che qualcuno al di fuori di mia madre non mi prepara la cena"
"A volte ritornano"
Sorrido e lo guardo all'opera con il pollo, i suoi muscoli della schiena sono contratti e le scapole sono ben visibili.
"Non sapevo che Steve Rogers sapesse cucinare"
"In realtà so fare un po' tutto "
"Capisco"
"Come procede il lavoro?"
"Bene, oggi sono uscita prima quindi ho avuto più tempo per correre"
"Pioveva?"
"No, ma l'acqua me la sono beccata lo stesso"
Lo guardo con la coda dell'occhio, sta sorridendo.
"Prima ho sentito che urlavi a tua madre"
"Ha detto una cosa"
"Ah"
Ok, ora credo di essere diventata un peperone, ma ho ragione io, insomma mia madre mi stava proponendo di fare determinate cose con Rogers... eh dai!
"pochi minuti e potrai mangiare"
"Grazie, puoi aspettarmi un attimo?"
Annuisce quindi io corro in bagno.
Un altro attacco di caldo. Non riesco a mettere a fuoco nulla, mi gira la testa... voglio solo che questo attacco finisca presto.
Vado a sciacquarmi il viso ed i polsi prima di stendermi per terra.
Chiudo gli occhi e cerco di non pensare al peggio... sto morendo?
L'attacco finisce subito dopo aver pensato a questa mia ipotesi.
Mi asciugo il viso ed esco dal bagno come se niente fosse successo.
"Pensavo te ne fossi andata"
Dice Steve mentre rientro in cucina.
"No, è solo che... niente"
"Va bene, la cena è pronta signorina"
Mi avvisa prima di porgermi un piatto stracolmo di pollo.
"Tu non mangi?"
Gli chiedo, la porzione di pollo nel piatto è veramente eccessiva per una persona sola.
"Pensavo..."
"Il pollo è troppo per me, siediti e mangia, lo dividiamo"
Prende un altro piatto e si siede di fianco a me, mi sento strana.
Cominciamo a mangiare lentamente, forse per educazione, poi però la fame prende il sopravvento e con questo non voglio dire che abbiamo mangiato come degli uomini delle caverne, semplicemente abbiamo mangiato come se non fossimo degli amanti del galateo.
Devo ammettere che quel pollo era veramente buono, molto saporito.
"Ti è piaciuto?"
"Molto"
Non faccio in tempo a voltarmi un attimo che due secondi dopo lo vedo lavare i piatti.
"Lo fai spesso? No perché sai, non devi farlo per forza"
"Cucinare?"
"No, cioè, intendevo lavare i piatti"
"Vivendo da solo ho imparato ad arrangiarmi, quindi sì, lo faccio spesso"
Mi dice voltandosi verso di me con un sorriso stampato in faccia.
"Capisco"
Non riesco proprio a cambiare risposta... il mio cervello non è ancora riuscito a comprendere tutto quello che sta succedendo.
Ok, dai ho capito, questo è uno scherzo vero? Tra poco salteranno fuori delle telecamere ovunque per dirmi che quello che ho di fronte è un sosia dell'uomo rimasto per settant'anni congelato nel ghiaccio.
C'è solo un problema, se questo è un vero e proprio scherzo, le telecamere ci stanno mettendo un po' troppo a saltare fuori.
Steve finisce poco dopo il mio monologo interiore, gli lancio uno straccio e si asciuga le mani.
"Grazie"
"Prego"
Non so come spiegarlo, ma mi sento protetta in questo momento, mi sento come se niente potesse farmi del male... anche se ammettiamolo, Steve non è esattamente la persona con meno nemici al mondo.
"Finito, forse è il caso che io vada"
"Forse"
Dico abbozzando un sorriso, sono mesi che non sorrido ogni tre secondi, Rogers ha uno strano effetto su di me.
"Torno subito, vado a prendere le mie cose"
Annuisco e pochi minuti dopo lo vedo tornare con i suoi vestiti addosso.
"I vestiti di tuo padre sono sul letto"
"Grazie, vieni ti accompagno"
Scendiamo le scale del condominio fino ad arrivare all'entrata.
Non piove più, anche se il tempo non è di certo migliorato.
"Allora, ci vediamo Capitano"
Dico sorridendo mentre lo vedo dirigersi verso il suo veicolo.
"Ci vediamo Hope"
Sta per salire sulla moto quando lo fermo.
"Steve..."
Alza lo sguardo e mi incita a continuare.
"Mi dispiace per oggi al bar, è solo che..."
"Non ti preoccupare, non devi darmi spiegazioni"
Sale sulla moto e si avvicina sempre di più verso la strada.
"Ciao Hope"
"Capitano"
Faccio un saluto militare, Steve mi sorride prima di scomparire nella nebbia.
Ciao! Di nuovo veloce ed efficacie no? Cercherò di aggiornare anche domani, forse ogni giorno.
Spero che il capitolo vi piaccia... che carini vero? Commentate che fa sempre piacere e lasciate una stellina.
Baci, Laura
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