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Dopo che sono arrivata Steve mi ha presentato Bucky come si deve e devo ammettere che sembra un tipo a posto quando non gli fanno il lavaggio del cervello e si vede che Steve gli vuole bene.
Nessuno parla da quando sono qui, credo che toccherà a me rompere il ghiaccio questa volta.

"Tony mi ha detto che dobbiamo organizzare una missione per catturare questa entità."

Dico seria guardandomi in giro.

"Esattamente, ma non sappiamo chi è, dov'è e che cosa ha in mente."

Mi spiega Nat affranta, capisco quanto sia difficile trovare un persona che potrebbe benissimo essere un fantasma.

"Beh, magari Bucky si ricorda qualcosa riguardo al luogo dove lo tenevano."

Dico rivolgendo il mio sguardo verso quest'ultimo.

"Era bendato anche quando lo portavano in quel luogo, non vedeva dove si trovava e non vedeva neanche l'artefice di tutto questo."

Mi spiega Wanda.
La mente di tutto questo è molto furba, avrebbe potuto lasciarlo sbendato quando lo portava in quel luogo per torturarlo ed invece ha pensato tutto nei minimi dettagli.

"Magari hai sentito qualcosa."

Chiedo a Bucky sperando che non gli abbiamo messo anche i tappi alle orecchie per non sentire.

"Una volta ho sentito un temporale ed il fruscio del vento tra gli alberi."

Spiega, bé è già qualcosa.

"Quindi avrebbero potuto tenerti in un bosco."

Dice Steve pensieroso, in Wakanda dovrebbero essercene molti.
Mi guardo un po' in giro, nessuno sta reagendo come dovrebbe.

"Lo troveremo... troveremo quel figlio di puttana."

"Linguaggio signorina."

Scherza Tony sorridendomi, mi rendo conto di essere riuscita in qualche modo a farli ridere tutti, è bello sapere di poter consolare una persona.

"Io direi di cominciare ok? Cerchiamo tutti i boschi che ci sono in Wakanda, proviamo a trovare qualcosa di strano... qualsiasi cosa.
Dobbiamo pur cominciare da qualche parte."

Dico, vedendo un barlume di speranza nello sguardo degli altri.
Faccio segno di mettersi a lavoro, in poco tempo siamo tutti attaccati al computer cercando di trovare qualcosa di rilevante.

***

Il nostro amico Peter Parker è stato rispedito a casa da Tony qualche ora fa, quel ragazzo è molto divertente e devo dire che la scena è stata comica.
Riusciva a tenere testa a Stark, ma alla fine ha ceduto, forse però potrei chiamarlo per qualche altra missione, ho visto come se la cava il ragazzo... è un talento.
Thor sembra alquanto in difficoltà con i computer, non sa come si accende, come si spegne o come si va su internet... parliamone, neanche Steve ha un livello molto avanzato nel settore della tecnologia, ma Thor è veramente un caso pietoso.
Gli darò delle lezioni private perché anche se non vive qui non vuol dire che debba essergli nascosto il potenziale dei computer o dei telefoni.
Lo faccio sedere di fianco a me, stiamo guardando le cartine del Wakanda da ore anche se T'challa fornisce un grande aiuto fin quando una guardia non entra nella sala con un cellulare in mano.

"C'è una persona al telefono per la signorina Olsen."

Dice porgendomi il cellulare.
Lo prendo curiosa di sapere chi mi stia cercando.

"Dice di essere sua madre."

"Oh ok, grazie mille, può andare."

Quando la guardia se ne va mi ritrovo lo sguardo di tutti addosso, così cerco di non pensarci portando il telefono all'orecchio.

"Mamma? Come hai avuto questo numero?"

Aspetto qualche secondo, nessuna risposta.

"Mamma?"

Chiedo di nuovo, magari è caduta la linea.

"Hope!"

Sembra spaventata.

"Mamma, che succede? Tutto ok?"

"Non tornare a casa Hope, non tornare."

"Cosa stai dicendo?"

"Non devi tornare a casa... lui è qui."

"Lui chi?"

Dico alzandomi d'istinto dalla sedia, il mio cuore comincia a battere all'impazzata.

"Non tornare Hope, vuole ucciderti."

"Chi vuole uccidermi?"

Chiedo allarmata, la sedia è finita per terra dopo un calcio che le ho inflitto.
Gli sguardi di tutti sono puntati contro di me, quello di Steve non riesce a tranquillizzarmi questa volta.

" via."

"Stronza!"

Sento una seconda voce al telefono, è la voce di un uomo, sembra molto lontana.

"Ti avevo detto di non fare niente!"

Ancora quella voce, comincio a tremare.

"Mamma!"

"Dille addio Hope, non la rivedrai mai più."

La voce dell'uomo è cambiata diventando più metallica e poi uno sparo... un singolo sparo prima che la chiamata termini.
Il cellulare mi cade di mano finendo a terra, una lacrima riga il mio viso.

"Hope, che succede?"

Mi chiede Clint venendo vicino a me.

"Mia madre, devo andare da lei! Dobbiamo andare, è in pericolo!"

Nessuno dice una parola, si alzano tutti velocemente dalle sedie e dopo aver preso alcune armi saliamo su delle auto separate per arrivare da mia madre il più velocemente possibile.
Vedo il mio condominio da lontano, Clint non riesce neanche a fermare la macchina che io sto già correndo verso l'entrata, Steve è dietro di me con la squadra pronta a tutto.
Apro il portone, non c'è nessuno, salgo velocemente le scale e quando arrivo di fronte alla porta del mio appartamento la trovo aperta... ho paura di vedere cosa ci possa essere dietro.
Con la mano che mi trema la apro lentamente, non vedo nulla tranne un vaso a terra che si è infranto in mille pezzi.

"Mamma?"

Sussurro facendo qualche passo avanti.
Senza avere il tempo di replicare Steve mi passa davanti per farmi da protezione ed ogni passo in più che faccio sento il mio stomaco chiudersi sempre di più in una morsa.

"Mio Dio."

Sussurra Steve.

"Cosa? Steve cosa c'è?!"

Faccio un passo avanti per superarlo senza prestare minima attenzione a quello che mi dice.

"Hope, non farlo."

Ma ormai è troppo tardi... entro nel salotto e la vedo a terra, il tappeto è completamente sporco di sangue, un foro le trapassa il petto.
Corro per poi prenderla tra le braccia e scoppiare a piangere.
Tutto questo non può essere vero... non può esserlo.

"Mamma! Mamma ti prego rispondimi, lo so che ci sei, lo so che mi senti. "

Dico cullandola tra le mie braccia.
La squadra non ha la minima intenzione di avvicinarsi, credo che sia rimasta troppo pietrificata dalla scena per fare qualcosa; è Steve a fare il primo passo, viene verso di me prendendo delicatamente il polso di mia madre e poggiando due dita su di esso.
Lo sguardo che mi rivolge qualche secondo dopo fa perdere un battito al mio cuore.

"Hope lei è..."

"No! Non dirlo! Non è vero! Io lo so che è viva, lei non può avermi abbandonata, ora si risveglierà vedrai... vedrai, avrai torto!"

Urlo perché non so cos'altro fare, lo so che Steve non mi mentirebbe mai, ma non voglio credergli.
Voglio credere a me stessa, voglio che lei si risvegli e mi dica che mi vuole bene, voglio che mi dica che sta bene e che verrà alla base con me.
Scuoto incessantemente la testa mentre le lacrime continuano a sgorgare dai miei occhi, comincio a singhiozzare, respiro più affannosamente.
Steve mi viene vicino prima di prendermi e stringermi tra le sue braccia, lascio il corpo di mia madre e mi stringo a lui continuando a piangere, non può essersene andata, non può averlo fatto.

"Lei non è morta... io lo so."

Le possenti braccia di Steve mi stringono forte a sé, una sua mano si posa sui miei capelli accarezzandoli delicatamente.
Non riesco a fermarmi, continuo a piangere lì, su quel tappeto sporco di sangue con mia madre di fianco morta tra le braccia di una persona che questa volta non potrà farmi sentire meglio.

"Hope, mi dispiace tanto. "

"Non dire così, lei non è andata via, non può averlo fatto... non mi ha neanche detto addio!"

Urlo tra le sue braccia, il primo a fare un passo che non sia Steve è Tony.
Non so dove stia andando, di certo non verso di me.

"C'è un biglietto"

Alzo lo sguardo dal petto di Steve cercando Tony con gli occhi, ha un pezzo di carta in mano e lo sta leggendo inorridito.

"Cosa c'è scritto?"

Gli chiedo.
Prende un bel respiro prima di cominciare a leggerlo.

"Questo è solo l'inizio, la prossima potresti essere tu.
J.B

Rabbrividisco, il figlio di puttana ha anche firmato.

"Voglio vederlo morto."
Questa è l'unica cosa che riesco a dire prima che il dolore di impossessi di nuovo di me.

Spazio autrice

Eh beh, nn c'è bisogno che vi spieghi cosa è successo.
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Baci, Laura
A domani

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