Capitolo 35
[ Trouble ]
Non seppero neppure loro come, eppure erano riusciti a sfuggire a quella insana oppressione causata dalla ragazza dei capelli argentei, ma presto si resero conto di come ciò era stato possibile.
Si erano ritrovati a casa delle ragazze e c'erano tutti, bhe, tutti tranne Jimin e non ci volle molto perché tutti intuissero che il ragazzo era stato trascinato da Jhiyo da qualche parte e non ci volle nemmeno molto per rendersi conto del pessimo umore della bionda.
Uscirono, non sapevano cosa fare e svagarsi sembrava una cosa buona, ma l'espressione cupa sul volto di Michela non accennava a sparire «Cos'hai? » chiese il suo amico, Taehyung, lei osservò seria «Ho un pessimo presentimento » disse sbuffando sapendo che quello era il penultimo giorno che passavano lì.
Avevano camminato per le strade della metropoli e le nuvole minacciose sembravano non avere il coraggio di far scendere la grossa quantità d'acqua che serbavano, quasi tenessero l'ira funesta di qualcuno.
«Ma dove diavolo sono finiti Jin e Rosalba? » chiese improvvisamente la raggiante voce di J-hope che fu velocemente seguita dalle risate malevole di alcuni componenti di quel largo gruppo «Magari si stanno "godendo" il tempo rimasto... » disse ammiccando Tae senza però ricevere reazione dall'amica.
Non poteva farci nulla, lei aveva un terribile senso di angoscia che pareva crescere attimo dopo attimo nel suo petto che le doleva, il respiro pareva essersi bloccato e le rimaneva davvero difficile contrarre la gabbia toracica, era ansia, ansia pura.
Cresceva sempre di più in un angolo della sua mente l'idea che qualcosa che non le sarebbe piaciuto, per nulla, sarebbe presto accaduto e che non sarebbe stata nella condizione di fare in modo che non avesse conseguenze, quasi avesse buttato uno sguardo sul futuro imminente e mesto che la attendeva.
Jin e la propria fidanzata si erano diretti nella casa delle ragazze, a loro il freddo non piaceva e quel giorno l'aria era gelida, in più avevano deciso di passare un po' di tempo insieme come una coppia dato che sapevano che non avrebbero potuto per un bel po' e che il solo sentirsi sarebbe stata un'impresa data la mole d'impegni che si presentava con il tour.
Erano tesi come una coppia che per la prima volta si ritrova sola e teme persino il pensiero di un semplice bacio a fior di labbra, rossi in viso e quasi impossibilitati nel guardarsi negli occhi avevano a fatica raggiunto la camera da letto della ragazza.
Si erano seduti a terra e avevano fatto guardare lo sguardo ovunque tranne sulla figura della persona che li affiancava, le loro menti stavamo lavorando come impazzite alla ricerca di qualcosa da dire, qualsiasi cosa che non fosse sembrata stupida o imbarazzante ma non ci riuscivano.
Rosalba non sapeva cosa fare, stava letteralmente andando in panico ma venne riportata alla realtà e allontanata dall'ansia da un messaggio, accese il display e controllò.
Era da parte della bionda, temeva quasi quello che aveva scritto ma le batava qualsiasi cosa per distrarsi da quella pessima situazione nella quale si erano ritrovati.
"Prima cosa vedete di stare lontani dalla mia camera, poi non provare a farti prendere dal panico e scopate, non provare a farti i tuoi soliti viaggi mentali o ti uccido :) " questo era quello che aveva scritto la sua amica conoscendola e un piccolo sorriso le solcò il volto mentre cercava in tutti i modi di non scoppiare a ridere.
La riccia scosse la testa cercando di riprendersi, si disse che non poteva lasciare che il prezioso tempi che riusciva a passare con il biondo andasse sprecato perché si stavano lasciando prendere da un'ansia assurda che non aveva fondamento.
Il ragazzo sembrava nascondersi dietro le ciocche più lunghe che gli sfioravano gli occhi nocciola ed lei sorrise ancora si più, non sapeva cosa aspettarsi da quel ragazzo che aveva mostrato la sua dualità ma non le importava, dopotutto erano fidanzati e si amavano.
Ad osservarla in quel momento lui sembrò calmarsi, quasi su di lui fisse stato fatto un incantesimo o un sortilegio e a dirla tutta non gli importava se fosse bene o male, lui voleva stare con lei e godersi fino all'ultimo istante di loro.
Si sporse di lato per catturare con gentilezza e dolcezza le labbra di lei che arrossì, le loro labbra morbide si scontravano delicatamente sussurrando il desiderio di loro che serbavano e i loro cuori battevano, veloci e ansiosi a causa di quel dolce contatto.
Si staccarono lentamente non volendolo davvero, respirarono con affanno senza mai separare i loro sguardi brillanti ed innamorati che si erano intrecciati come le loro dita e fu così che ogni briciolo di tensione venne spazzato via, era bastato un semplice bacio.
I loro volti erano entrambi velati da uno sfamarsi sempre più accesso del rosso, da un debole rosa come quello dei petali dei fiori di ciliegio a quello più vivo come i petali di una bellissima rossa porpora, erano imbarazzati eppure felici, felici come sapevano che non potevano essere con altri al loro fianco.
Sulla punta delle loro lingue sembravano danzare due parole mano nella mano che combattevano per uscire, scivolare giù dalle loro labbra sigillate e giungere in un volo delicato e quasi fatato alle orecchie dell'altro eppure sembrava che non volessero che ciò accadesse.
Se lo erano già detto che si amavano, lo sapevano bene eppure rimaneva qualcosa di difficile da dire con tanta franchezza come invece erano soliti fare Michela e Jimin, lei ne aveva parlato proprio con la bionda, della difficoltà nel dirlo che aveva, nonostante volesse davvero condividere i suoi sentimenti con il suo ragazzo.
I due si stavano osservando come a studiare la strana e meravigliosa forma di vita che era al loro fianco, i loro occhi brillavano e Jin, nella sua mente, non poté fare a meno di paragonare quello sguardo chiaro e brillante al cielo brillante del mattino irradiato dai raggi più luminosi della stella chiamata Sole.
Anche lui aveva dei problemi a parlare, nonostante stesse lentamente abbandonato le sue abitudini avendo compreso che la sua ragazza era diversa da quelle coreane e che si comportava in modo diverso, la sua educazione gli rendeva difficile parlare, ma era come se il suo cuore stesse esplodendo.
Doveva necessariamente dirglielo.
Lasciò che la sua mano, quella non incrociata con quella di lei, le scivolasse lungo il viso in modo da avvicinarlo al suo; Rosalba poteva chiaramente percepire il caldo respiro di lui sfiorarle la pelle come una carezza e doveva ammettere che le piaceva quella sensazione.
Jin appoggia la sua fronte su quella della sua ragazza facendo rabbrividire entrambi, i suoi occhi nocciola un po' allungati erano puntati in quelli di lei facendole capire la sua serietà «Ti amo » disse con voce basse e un po' tremante non essendo abituato ad essere così espansivo.
I loro occhi sembravano più luminosi delle luci che volteggiavano nella stanza filtrando dalle finestre proiettate sui muri bianchi come la neve, lei sorrise e sfiorò le labbra carnose del suo ragazzo sentendo il proprio cuore battere come fosse la prima volta e lo stomaco fare i capricci a causa della gioia immensa.
Lentamente quel bacio però iniziò a cambiare, la pressione esercitata da entrambi era sempre più sostanziosa e la brama dell'altro e del poter assaporare il suo sapore cresceva, tanto che presto finirono a far sfiorare le loro lingue che parevano combattere senza sosta in quella scarica di baci.
Jin le morse il labbro inferiore mentre si staccavano per riottenere l'ossigeno che avevano perso e di nuovo i loro occhi vispi si scontrarono e questa volta brillavano di un bagliore diverso, quello di chi vuole andare oltre e quella, lo sapevano, sarebbe potuta essere l'unica occasione prima della loro separazione.
Lui non disse nulla, nemmeno lei lo fece, le loro labbra affamate parlavano per loro e si comprendevano chiaramente, capivano il desiderio farsi sempre più presente.
Le labbra del biondo si mossero, sfiorarono quelle della riccia ma non si soffermarono, percorsero in una scia di umidi baci il volto della ragazza, il collo teso e le spalle scoperte e lui, fra un bacio e l'altro, aveva preso un lembo di pelle fra i denti bianchi e li aveva succhiati quasi con voracità lasciando il segno del suo passaggio.
Era nuovo per entrambi, il desiderio di assaporarsi, possedersi e quel misto di istinti selvaggi che urlavano tramite i loro corpi, fin troppo onesti, di intrecciarsi in un' unione che sarebbe stata perfetta.
Guidati da queste primordiali voci che parevano annullare quella della loro coscienza e della ragione si spogliarono velocemente di quegli indumenti che a loro parevano solo inutili e costruttivi.
Le guance della ragazza si erano imporporite nel costatare cosa li avrebbe attesi, nell'osservare con timidezza ma desiderio il corpo scolpito e il membro eretto di quello che era il suo ragazzo.
Jin non era molto più sicuro di lei, non sapeva cosa fare e il vedere quel corpo per lui perfetto, spogliato di tutto se non della pelle lo aveva fatto sentire strano, dentro di lui sentiva crescere il desiderio di sfiorare quella pelle perfetta e di assaporarne ogni centimetro.
I due si erano lasciati cadere sul materasso morbido mentre le loro labbra si cercavano e combaciano quasi fossero state create proprio per quello, le loro lingue combattevano battagliere mentre, presi dal momento, avevano lasciato scontrare le loro intimità nel tentativo di appagare almeno in parte quel desiderio che bruciava dentro di loro.
Quando si furono staccati per riprendere fiato si resero conto che non si sarebbero limitati a quel contatto non del tutto soddisfatto fra le loro intimità che parevano bruciare e fremere a causa del desiderio.
Nel loro basso gente si propagava un calore piacevole e rilassante che li spingeva ad andare aventi in quel gioco di baci e contatti fra le loro pelli e le loro zone pelviche.
Uno sguardo nel rosso del tramonto bastò perché sapessero cosa volevano e cosa dovevano fare, era vero, erano timidi e insicuri eppure in quell'attimo sentivano che non c'era spazio per l'insicurezza e, dopo aver preso le necessarie precauzioni, Jin entrò con una spinta secca nella ragazza.
Lei si era aggrappata con le unghie alle spalle larghe e muscolose del suo ragazzo sopprimendo l'urlo di dolore che le si era fermato sulla gola a causa della sua prima penetrazione, lui capì che le aveva fatto male e stava seriamente cominciando a preoccuparsi.
Quando vide il sangue sotto di loro stava seriamente rischiando di impazzire ma lei, avendo intuito l'ansia del ragazzo, lo baciò con delicatezza mentre si abituata alla presenza estranea che era dentro di lei e mosse lievemente il suo bacino contro quello di lui.
Era pronta per andare avanti e quel gesto fu abbastanza per farlo capire al biondo, egli non volendo arrecarle troppo dolore mentre sentiva le unghie di lei graffiare la sua schiena si muoveva lentamente e gentilmente accarezzando con le labbra la mascella della sua ragazza.
Mano a mano il dolore scemava diventando solo un lieve bruciore, ma non ci fu spazio neppure per quello quando il membro eretto di lui colpì con forza quel punto più sensibile della ragazza che quasi urlò.
Un gemito più acuto di quelli che aveva lasciato scivolare fuori dalle sue labbra socchiuse attirò l'attenzione del biondo che, con uno strano ghigno, si concentrò nel colpire sempre più velocemente e quasi violentemente quel punto fino a che entrambi giunsero al loro culmine.
E nonostante avessero raggiunto l'apice no si fermarono nonostante sapevano che avrebbero dovuto e forse, quella fu la prima volta che Jin aveva parlato durante quel loro rapporto così passionale e lussurioso.
Si era avvicinato lentamente all'orecchio della ragazza e con voce calda le aveva sussurrato «Domani non riuscirai a camminare... » facendola arrossire mentre quella notte, ancora giovane, la trascorrevano in quel modo passionale.
Jimin dal canto suo era riuscito, ancora una volta, a liberarsi da quella ragazza fastidiosa e si era ritrovato a camminare per le strade della città, non avrebbe retto ancora un secondo con lei accanto ed era letteralmente scappato.
Il rosso camminava sbadatamente ma non gli sfuggì la chioma bionda della sua ragazza brillare a causa delle luci artificiali di palazzi e lampioni e senza penare le corse incontro stringendola a se, era passato troppo tempo da quando l'aveva fatto.
«Jimin, non riesco a respirare... » disse lei divertita sentendo l'abbraccio del ragazzo farsi più lento, ella alzò il volto verso di lui e notò come i suoi occhi brillassero felici e, una volta lontani da sguardi i discreti, si baciarono.
Lui appoggiò la sua fronte sulla spalla di lei lasciando uscire un sospiro sconsolato «Ti amo » disse lui strisciando il naso sulla pelle nuda di lei iinspirandone l'odore che non gli accarezzava le narici da troppo tempo.
Ma quella volta non erano stati abbastanza attenti e uno sguardo indiscreto e malevolo si era posato su quella scena tanto dolce che avrebbe fatto sciogliere il cuore di chiunque, chiunque tranne quella persona spregevole che ridacchiava mentre se ne andava accompagnata dell'oscurità della notte.
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