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Capitolo 33

[ Bad reputation ]

Quel giorno pioveva, pioveva davvero forte eppure Valentina e Shawn non avrebbero lasciato che quel tempo imprevisto rovinasse la loro uscita e camminavano o meglio, correvano sotto quella pioggia battento che aveva inzuppato i loro abiti.

Correndo per le strade ridevano nonostante fossero gli unici a non avete un ombrello a coprirli da quella furia scesa dal cielo pieno di grossi muvoloni che avevano silenziosamente minacciato la città sud coreana per giorni.

Correvano spensierati come bambini, i capelli umidi di pioggia, i vestiti aderiti ai loro corpi che di muovevano veloci quasi a voler schivare quelle miriadi di gocce che precipitavano al suolo mentre calpestavano veloci il suolo.

In breve tempo erano arrivati alla villa del ragazzo, si erano rifugiati sotto al portico con il fiatone dovuto alla corsa e sfiancati dalle risate felici che non riuscivano a reprimere, non riuscivano a spiegare il motivo della felicità che sembrava percorrere i loro corpi in quel momento.

Entrarono ansiosi di trovare riparo dalla natura che li aveva assaliti e di lasciare i loro corpi essere pervasi dal calore e non più dal freddo vento che aveva fatto riscoprire le loro pelli di brividi e chi li minacciava di portare un raffreddore.

Appena messo piede nella casa calda un sospiro di sollievo fuoriuscì dalle labbra del ragazzo che poi inumidì con la lingua, si passò una mano fra la scompigliata chioma castana tirando indietro le ciocche gocciolanti d'acqua, la camicia bianca si era fatta trasparente e come una pellicola aveva aderito alla pelle del ragazzo mettendone in risalto il fisico scolpito.

A quella visione la ragazza divenne paonazza a causa dall'imbarazzo, era così imbarazzata eppure non poteva fare a meno di pensare che quel ragazzo era il meglio del meglio e che non avrebbe mai trovato un fidanzato migliore di lui, non che avesse voglia o motivo di cercarlo, ovviamente.

Un timido sorriso le si piantò sul volto mentre con la coda dell'occhio osservava le linee degli addominali del ragazzo canadese che si muoveva in quella casa, a poca distanza da lei, con quanta più naturalezza possibile ignorando l'imbarazzo di quella situazione che tutti sommato a lei non dispiaceva affatto.

Shawn sembrava totalmente a suo agio, ma non era mica così, aveva infatti osservato il vestito chiaro della sua fidanzata abbracciarle in modo sensuale le curve e divenire quasi trasparente lasciandogli intravedere le forme del suo intimo color carne che lo avevano fatto quasi rimanere a bocca aperta.

Continuava a muoversi da una parte all'altra mentre cercava dei cambi d'abito per entrambi ripetendosi fra se e se che non doveva comportarsi da maniaco e mettersi a fissarla come se avesse voluto portarsela a letto, anche se doveva per forza ammettere che il pensiero lo aveva pervaso per poco, non voleva fare l'errore di farle credere che a lui importasse solo di una cosa.

Fu il primo ad entrare nel bagno per cambiarsi, voleva privare a calmarsi da solo sotto il getto ad alta pressione della doccia, ma nonostante si imponesse di togliersi dalla mente le pessime idee che gli erano giunte continuava a vedere la scena di qualche istante prima e tutto era risultato inutile.

Alla fine si arrese ad uscire dal bagno trovando la ragazza con i lunghi capelli Zuppi a causa della pioggia che si erano beccati, eppure aveva notato come fosse seduta timidamente sul divano indossando ciò che lui le aveva portato e la situazione era largamente peggiorata.

Il suo corpo esile sembrava affogare nella camicia candida che lui le aveva dato, le copriva il corpo in modo oltremodo provocante fino a metà coscia nascondendo i boxer che le aveva dato da indossare, ovviamente erano un paio nuovo.

E alla fine aveva ceduto, si era puntato ad osservarla come uno scemo quasi avesse avuto davanti qualcosa di divino, sembrava che da un momento all'altro la sua mascella avrebbe potuto cedere facendogli spalancare la bocca e avrebbe allora cominciato a sbavare, non era il massimo insomma.

Lei si intrufolò nel bagno lasciando che lo sguardo castano di lui la seguisse ardente fino a che la porta in legno scuro li separò, ci mise qualche minuto per asciugarsi la chioma folta e liscia come sete e si prese tutto il suo tempo, tutto per i suoi capelli.

Una volta uscita dal bagno si sistemò sul divano, accanto al suo fidanzato, appoggiando la testa sulla spalla del ragazzo che si tese sotto di lei ma che, poco dopo, si rilassò facendola sospirare sollevata dato che all'inizio sembrava quasi che non volesse che lei si appoggiasse su di lui.

Shawn comprese presto che quella che voleva giocare era una partita ch3 aveva già presto e che cosa poteva fare se non arrendersi al fatto che sentisse il bisogno di farlo con la sua ragazza, forse avrebbe dovuto parlarle?

Magari sarebbe stato giusto farlo eppure con quale coraggio avrebbe potuto dire alla ragazza che frequentava che desiderava fare l'amore con lei da un po', che non aveva potuto fare a meno di pensarci e dirsi che voleva aspettare ma che sentiva il suo cuore fremere al solo pensiero, semplice, non avrebbe potuto, troppo imbarazzante...

E allora decise.

Decise che sarebbe stato il suo sguardo e il suo corpo a comunicare quello che non poteva dire con parole esplicite e se lei non fosse stata pronta lo avrebbe accettato e le avrebbe sorriso con gentilezza, dopotutto era un passo importante, sopratutto se quella era la prima volta della ragazza.

Era teso e lei lo aveva percepito dalla durezza del suo deltoide, eppure non disse nulla intuendo che presto avrebbe avuto chiaro il motivo di tale tensione, infatti poco dopo vide gli occhi castani di lui che brillavano di luce propria e le sue labbra vennero catturate da quelle fameliche del canadese.

Era stato un bacio gentile e caldo, eppure ad un certo punto quella candida purezza che quel contatto aveva trasudato era mutata con lentezza fino a diventare lussuria e desiderio ma conservando comunque quel dolce tepore che era l'amore che lo legava.

«Ti amo » soffiò lui sulle sue labbra morbide e curate mentre respirava faticosamente per riavere quella quantità d'ossigeno che aveva bruciato in quel contatto sempre più bollente e movimentato.

Il cuore della ragazza si era fermata al sentire quelle parole, quale aveva smesso di respirare e quando aveva ricominciato tutto in lei aveva accellerato vertiginosamente e le sue guance si erano fatte ancora più inclini al rosso vivo del sangue che le ribolliva nelle vene avendo intuito il desiderio che egli le aveva comunicato tramite quel bacio.

Lei non sapeva se fosse giusto o meno ma non si fermò a riflettere e decise che se sentiva che poteva farlo o che voleva farlo allora lo avrebbe fatto perché sapeva che in una relazione bisogna basarsi suoi propri desideri facendo attenzione a non distruggere quelli del proprio partner e lei non sapeva se voleva ma poteva provare.

Si posizionò sopra le gambe del ragazzo imprigionandolo con le sue, le sue mani si fissarono saldamente sulle spalle miracolose di Shawn mentre si scambiavano un altro bacio, questa volta partito direttamente con il chiaro intento di essere vorace.

Le loro labbra si erano scontrate quasi con violenza muovendosi repentine, la pressione che veniva esercitata aumentava gradualmente lasciando presto che le loro lingue vivaci si sfiorassero senza paura e senza vergogna perché si amavano e volevano sentirlo.

Le loro labbra danzavano mascherando all'esterno la dura lotta che si era presentata per i due muscoli che, come gladiatori che ambiscono alla libertà ed ad aver salvare la vita,  lottavano furenti eppure amanti di quel contatto incandescente.

Si staccarono solo quando furono certi che non avrebbero più potuto continuare e i loro sguardi luminosi e bagnati dalla follia del momento parlavano al posto delle loro bocche accaldate dalle labbra rosse e pulsanti a causa di quei  baci.

I loro petto si alzavano e abbassavano a ritmo dei loro respiri irregolari e veloci, a guardarli sembrava si stessero riprendendo da una corsa di chissà quanti chilometri in poco tempo ma la corsa da cui dovevano riprendersi non era la loro ma quella dei loro cuori che martellavano nelle loro gabbie toraciche.

Sembrava che i loro muscoli vitali pregni di puro e caldo amore si battessero coraggiosamente in quella gabbia di ossa e muscoli che li imprigionava per fuggire da quel luogo dove avevano sempre dimorato per poi finire chissà dove eppure non volevano scappare ma ben si raggiungersi.

I loro stomaci sembravano ribaltarsi e attorcigliarsi su loro stessi quasi in quell'istante si fossero trovati sulle più alte e pericolose montagne russe ed in un certo senso era proprio così, dopotutto l'amore vi era paragonabile con alti e bassi, in più c'erano tutte le incertezze e i pericoli che portava eppure tutti volevano farci almeno un giro rapiti dal suo fascino.

Non importa come lo si guardi, questo sentimento è pericoloso e fa male, eppure dona anche la gioia più grande e una tranquillità altrimenti inconcepibile e queste sue contraddizioni, questi suoi vari aspetti hanno sempre allontanato e avvicinato a se gli uomini.

Questi intricati sentimenti che sembrano esplosi nei loro animi sempre più incandescenti nonostante il gelo esterno portato dalla pioggia iniziavano a primeggiare sul resto in quei baci veementi mentre i loro corpi sembravano muoversi per loro propria coscienza.

Le mani delle ragazza si erano lentamente spostate, una era finita dietro al collo di lui e l'altra tirava con leggera foga le ciocche ancora umide nonostante il fono, quelle grandi e bollenti di lui erano scivolate dalla vita di lei sotto al tessuto  esaminandone la pelle pallida e perfetta con religiosa attenzione procurandole una miriade di brividi in tutto il corpo.

Un piccolo gemito sfuggì in quei baci avventato e spietati, senza riguardo alcuno per le loro labbra già stanche ma ancora affamate, lui lo notò e sapeva che era dovuto al fatto che lui le aveva sfiorato la parte più sensibile del seno lasciata scoperta dal reggiseno di lei che aveva dovuto abbandonare poiché zuppo anche esso.

Lui si separò da quel contatto con il fiatone e una luce pericolosa ma attraente sempre più presente nello sguardo castano si morse le labbra ancora sentendo il sapore si lei su queste, poi sorrise in modo malizioso spostando le sue mani in modo da poter prendere fra le sue braccia il corpo della ragazza senza fatica e condurla nella stanza da letto.

La adagiò con gentilezza fra le morbide coperte lasciando che il tessuto di seta pregiato le accarezzasse la pelle scoperta e che la sua fitta chioma castana si sparpagliasse attorno al suo volto sottolineandone la bellezza. 

Lui le sorrise mentre si posizionava in modo da esserle sopra, le braccia muscolose ai lati del volto arrossato di Valentina, le ginocchia puntate nel materasso ai lati delle gambe della ragazza e il petto possente sopra di lei.

Con le labbra sfiorò le sue giusto il tempo per poterne percepire appieno il sapore, poi scese con dolcezza infinita con impazienza ad accarezzare ogni centimetro della pelle che poteva osservare e, una volta abbandonata la camicia che la copriva, seguitò ad accarezzare quella perfezione sotto alle sue labbra incurvate in un sorriso dolce e felice.

Il tocco di quelle labbra e delle sue mani su di lei era stato il più dolce e gentile possibile, non voleva spaventarlo ne farle del male eppure allo stesso tempo avrebbe voluto divorarla in modo quasi brutale da quanta impazienza circolava nelle sue vene ma non le avrebbe mai fatto del male perché la amava come non aveva mai fatto con nessun altro.

Quando finirono a compiere l'atto in tutta la loro insicurezza furono lenti e un po' tremanti eppure proseguirono con le adeguate protezioni e con movimenti gentili che resero il dolore della prima volta facilmente sopportabile ma non era stato solo questo.

Tutta la dolcezza e l'amore che lui, con quel suo sguardo ricolmo di preoccupazioni rivolte a lei le avevamo sciolto il cuore che già batteva veloce nel suo petto per lui e una strana sicurezza l'aveva pervasa rendendo quel loro attimo unico e perfetto.

Alla fine si accoccolarono, si sorrisero come se fossero state le persone più felici del mondo e si abbandonarono al sonno che già li tentava ma non prima si essersi lasciati con un dolce e sincero «Ti amo, davvero »


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