Capitolo 31
[ She bad ]
Era stato piuttosto ovvio come quei due la notte precedente ci avessero dato dentro e non solo per i rumori poco velati, ma anche per come Michela non sapeva nascondere quello che le accadeva, ma non era certamente quello il problema.
Il vero problema è che, da quando si poteva evincere, quei due non avessero il minimo pudore o il minimo sentore di imbarazzo nel rivelare a tutti quanti come la notte prima si erano divertiti sotto le coperte e come avevano sfiorato il rifarlo nella doccia.
Jennifer era scioccata, si aspettava qualcosa di simile dalla sua amica perché conoscendola lo sapeva, ma era comunque rimasta spiazzata da tutta quella sicurezza e quel suo sorridere dolcemente al tocco di lui, un sorriso che non si sarebbe mai aspettata di vederle sulle labbra, non per come era fatta.
Tutto ciò venne interrotto dal bussare repentino della porta d'ingresso, fu proprio la salvadoregna ad andare ad aprire e venne travolta dai sei ragazzi coreani come se un uragano fra i più potenti l'avesse presa in pieno, ma cercò comunque di non cadere.
Qualche istante dopo, proprio quando la ragazza stava per chiudere la porta anche Cameron e Shawn si erano presentati sull'uscio con il fiatone a causa di una corsa, molto probabilmente.
Non fece in tempo a mettere piede nella casa che subito si premurò di allacciare le sue braccia muscolose attorno alla vita della propria ragazza non molto incline alla effusioni e sopratutto non di mattina, non quando si era da poco svegliata sopratutto ma si trattava di Cam quindi decise di chiudere un occhio.
Quando si avviarono verso il soggiorno quasi scoppiarono a ridere senza freni, proprio come stavano in quel momento facendo Valentina, il suo ragazzo e le altre due coinquiline al di fuori della scena comica.
I sei avevamo infatti circondato la coppia sul divano e avevano iniziato quello che, con tutta probabilità, era un interrogatorio sulle sera precedente e dalle facce che fecero una volta ottenuta la risposta alle loro domande era facile immaginare in che modo diretto avessero risposto quei due.
Alla fine decisero di fare qualcosa per passare un po' il tempo, dato che erano Stati pregati di rimanere nelle vicinanze dell'edificio della big hit perché, quando lo avrebbero chiamati, avrebbero potuto iniziare a discutere dei dettagli sull'album e decidere cosa fare per le ultime canzoni ancora da scrivere e incidere.
Casualmente venne fuori l'opzione che prevedeva un comune gioco da tavolo e ,giusto per citare un film famoso, ricordava moltissimo l'impostazione di gioco del primo Jumanji, quello con i dadi, le carte e le caselle con le pedine.
Si misero a giocare ed era ovvio come si fosse messo da parte tutto per l'amor della vittoria e di come si fossero accampate certe strategie scandalose pur di arrivare alla vittoria.
Non certo possibile dire che giocare con due psicopatici ossessionati dalla vittoria sia semplice, infatti i primi a perdere furono proprio Jenny e il suo ragazzo che, già stufi, se ne erano andati al piano di sopra con la chiara intenzione di guardare un film.
Si accomodarono sul materasso, lei sul petto di lui, mentre con il telecomando in mano scorrevano i tanti canali che però parevano privi di cose che loro avrebbero potuto comprendere, Sora provarono Netflix ma per qualche assurdo motivo nulla sembrava attirare la loro attenzione e certamente non quella del castano.
Lui aveva guardato per tutto il tempo la sua ragazza, aveva lasciato scorrere come acqua il suo sardo denso e penetrante lungo il volto di lei tracciandone i confini e sottolineandone i dettagli in modo chiaro nella sua mente quasi a farle una foto.
Eppure per i suoi occhi il vagare con tanta libertà era pericoloso, lo capì quando ormai le sue iridi cioccolato avevano raggiunto e delineato in ogni minimo e più piccoli particolare le labbra carnose della ragazza che non sembra aver notato lo sguardo ammaliato del suo fidanzato.
Sembrava anche non aver notato la lotta che questi aveva intrapreso per contente la sua voglia di baciarla tanto forte e prorompente perché lo sapeva, un solo bacio e sarebbe stata la fine della sua integrità morale e del suo autocontrollo, se capite cosa intendo.
Eppure non riusciva a staccarle gli occhi di dosso, quasi una forza mistica obbligasse il suo sguardo in quel punto che lui già aveva assaporato con le sue labbra eppure in modo mai davvero approfondito, con la promessa che sarebbe andato placidamente in quella relazione che gli procurava il batticuore.
Ma lei lo tentava, lo tentava sempre di più ad ogni respiro fatto con le labbra socchiuse, ad ogni piegamento di queste in un sorriso, ogni volta che le inumidiva con la lingua senza notarlo e ogni volta che le mordeva appena per trattenere le risa procurategli da ciò che stava osservando e lui, poverino, alla finale cedette sotto quel bisogno ardente che sentiva.
Si sporse leggermente in avanti catturando con estrema dolcezza quelle labbra che avevano continuato a chiamarlo per tutto il tempo, spinse le sue labbra in modo carnale contro quelle della sua ragazza che subito lasciò la sua lingua libera di esplorarle la bocca.
I due muscoli sembravano danzare affiatati una danza guerriere che esiste fa tempo immemore mentre i loro cuori palpitavano svelando loro come quel bacio non sarebbe stato sicuramente l'ultimo in quella serie quasi infinita di contatti fra le loro labbra ora pulsanti e bollenti, desiderose di quelle dell'altro.
Si staccarono boccheggiando alla ricerca di ossigeno, i loro respiro spezzato riempivano quel silenzio quasi magico che aleggiava nella stanza e i loro petti si muovevano irregolari a causa dell'emozione e della ricerca continua d'ossigeno da parte dei loro polmoni.
Poi di nuovo fu guerra fra loro, le braccia di lui l'avevano avvolta le avvicinavano sempre di più a lui, lei gli tirava quche giacca in quel bacio profondo e pieno di loro guidata dalla foga del momento e dall'istinto primordiale che la stava di molto sii tanto in quel momento bollente e fantastico fra loro.
Stavano per staccare le loro labbra e poi farle combaciare ancora quando lui interruppe quella loro abitudine mordendole con decisione il labbro, assicurandosi però, di non non recare alcun dolore e questo le fece uscire un verso soffocato più simile ad un lamento che ad un gemito, non era chiaro cosa fosse sul serio.
Le loro lingue erano forse più oneste di loro che avevano sempre insistito nel non voler compiere quel passo, infatti queste senza esitazione si chiamano, si cercavano e si univano senza timore o paura delle conseguenze, riuscivano ad unirsi anche contro lo stesso volere dei loro proprietari.
Quando si staccarono si dissero che avrebbero smesso, eppure bastò che i loro sguardi lucidi si scontrassero per un breve attimo affinché la loro razionalità divenisse muta e affinché i loro desideri prendessero possesso di quell'attimo di cui si stavano deliziando.
Il loro istituto aveva soffocato ogni cosa, aveva reso vuote le loro menti facendo loro dimenticare che al piano inferiore c'era un discreto numero di persone, facendo loro passare di mente tutte le loro insicurezze e le loro paure in quella relazione così profonda da spaventare.
La verità dietro la loro esitazione era che per entrambi era la prima volta che un sentimento tanto travolgente li pervadeva, che era un amore così vero e profondo che avevano paura di affrettate le cose e rovinare ogni cosa perché nonostante non ne fossero sicuri potevano sentire che non sarebbero andati avanti senza l'altro.
Le mani del ragazzo vagavano impavide lungo il corpo della ragazza facendo già percepire chiaramente l'eccitazione e lo scoppiettio elettrico che si stava creando fra loro, nonostante non avesse ancora sfiorato la pelle della ragazza ma ne avesse simulato gli effetti da sopra il tessuto dei vestito che ella aveva indosso.
Si baciano come se, da un momento all'altro, il modo sarebbe potuto giungere alla sua fine e non avessero più avuto occasione per condividere quegli attimi di magia che si creavano fra loro e loro due soltanto, perché erano come pezzi di puzzle che erano stato creato per incastrarsi.
In quella camera che si faceva sempre più bollente potevano essere uditi solo gli sciocchi provocati dai baci voraci di Cameron sulla pelle abbronzata della propria ragazza che si intimava di non gemere com quella sua poca lucidità che le era rimasta, quel briciolo che ancora la fermava dall'essere un agglomerato di istinti primordiali.
Eppure sentiva che anche se fosse caduta vittima di quel dolce piacere sarebbe andato bene a causa delle dolci parole che lui le sussurrava di tanto in tanto sentendo il bisogno di farle sapere quanto profondo fosse il legame che lo legava.
«Ti amo » ripeteva come un mantra, come se ne dipendesse la sua stessa vita e quegli occhi pieni di lussuria e desiderio carnale brillavano anche di un amore cieco e confortante che riscaldata il cuore di entrambi.
In preda a quella folle passione che pareva circolare nelle loro vene e bruciare come fosse il frutto di un tremendo peccato si baciavano e carcavano come ciechi che inseguono l'unica luce che sono capaci di vedere.
Le labbra di lui scesero con estrema lentezza, quasi fosse stata una piccola tortura dedicata alla riccia che sotto al suo tocco sospirata guidata dal piacere che sentiva sulla sua pelle, si tratteneva o almeno sperava di riuscirci finché il ragazzo prese fra i denti un lembo della sua pelle morbida succhiando avidamente per poi marcarla.
Voleva che chiunque avesse mai posato su quella zona lo sguardo si fosse reso conto che lei era sua e che nessuno, non importa chi o perché, avrebbe mai dovuto alzare un singolo ito su quella ragazza che lentamente era diventata il suo tutto.
Si muovevano quasi guidati da qualcun'altro, quasi fossero stati delle semplici bambole di pezze legate da invisibili fili che ne obbligavano i movimenti e ne prendevano il controllo per un volere superiore e in quel loro momento il burattinaio che guidava i fili era il loro desiderio carnale.
In preda a quel desiderio di toccarsi, esplorarsi, amarsi e sentirsi i loro indumenti erano velocemente volati via dai loro corpi accaldati già bagnati appena dal sudore provocato dal loro stesso trattenersi.
Ma, quasi al datarsi da un sogno, quando si ritrovarono a toccarsi, con le mani dell'uno sul corpo dell'altra si resero conto chiaramente del passo che stavano compiendo e l'agitazione si impossessò delle loro menti facendole fermare e incasinare.
Cameron si era posizionato fra le gambe della ragazza e mentre la riempiva di baci e suchiotti si muoveva lasciando scontrare le loro intimità con la medesima foga messa nei loro baci bollenti procurando ad entrambi un piacere diverso da quello dei baci a cui si erano abituati.
Un calore travolgente quasi elettrico si espandeva senza riguardo alcuno dai loro bassi verntri fino ai più remoti angoli dei loro corpi che con lentezza estenuante si ricoprivano di piccole gocce di sudore che brillavano in quell'atmosfera accesa.
Ansimavano mentre si strusciavano l'uno all'altro e mentre soffocavano i loro versi di piacere in quei baci violenti che avevano fatto gonfiare e arrossare le loro labbra bramose e fameliche per cercare di nascondere quello che accadeva a chi si trovava sotto di loro.
Poi, in un guizzo di lucidità, reduci da quel piacere elettrico che aveva procurato degli spasmi ai loro corpi e quell'orgasmo intenso li aveva fatti tornare lucidi e tremare mentre si bavano di quelle sensazioni senza pari.
Gli occhi lucidi e le pupille dilatate si scontrarono e fu chiara l'insicurezza nei loro sguardi, i tremori di questi spaventati da quello che stavano vivendo eppure la mano calda e gentile di Cameron diede alla ragazza coraggio e vedere la determinazione negli occhi della sua ragazzo ne aveva dato anche a lui.
«Sei sicura di volerlo fare... » soffiò lui sulle labbra di lei che tremavano appena a causa dell'agitazione e della voglia matta che aveva di lui, non disse una parola, non una soltanto, lo baciò semplicemente lasciandogli capire che per lei andava bene.
Il ragazzo non nuovo a queste esperienze si dedicò ad allargare l'apertura della ragazza in modo da non farle troppo male nonostante quella sarebbe stata la sua prima volta e quando ebbe finito entrò in lei con una spinta secca ferma, cercando di trattenersi da fare qualsiasi movimento per non farle male.
Si era allungato verso di lei in modo da far si che lei potesse aggrapparsi alla sua schiena e, quando lui iniziò a muoversi, affondò le unghie poco lunghe nella sua pelle facendolo gemere in modo velato.
Durante quel rapporto si baciano con dolcezza quasi i finita, si amarono e si guardarono con una luce negli occhi che replicare con semplici parole sarebbe un' impresa impossibile per chiunque, persino per Dante stesso che fu capace di descrivere l'inferno e la beatitudine del Paradiso.
Si amarono e fu come se avessero condiviso le loro anime ed era stato piacevole, piacevole come non era mai stato nulla nelle loro vite e terminarono con un sorriso chiamando il nome della persona che amavano.
Si stesero uno accanto all'altro scambiandosi sguardi dolci, dolci parole e gesti altrettanto dolce prima di abbandonarsi alle braccia di Morfeo stanchi.
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