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Capitolo 22

[ Lights on ]

Lui non sapeva se quello che faceva era giusto o sbagliato, non ci capiva un bel niente e quindi aveva deciso di far finalmente agire l'istinto, istinto che avrebbe rivelato ogni piccola cosa che aveva tentato di celate il più possibile per comprendere al meglio sulla ragazza che lo aveva stregato.

Afferrò con gentilezza il volto di lei, passò lo sguardo impazzito di bramosia in quello orgoglioso di lei, con l'altro braccio le avvolse la vita portandola più vicina al suo torace muscoloso e si erano guardati.

I loro respiro caldi si erano uniti in uno solamente a causa della vicinanza fra i loro corpi tesi ed immobili, il cuore martellava nel petto di entrambi tanto che poterono sentirlo nelle proprie gole e l'inizio aspettava una mossa, una qualsiasi da parte dell'altro.

Eppure non ci fu nessuna vera mossa, semplicemente lo sguardo del ragazzo scivolò lungo i contorni di quel viso perfetto come attratto magneticamente, con le dita che aveva portato sul suo mento le accarezzò le labbra già pregustando il bacio.

Sapeva che quello che stava accadendo non era nulla di certo, nulla che sarebbe stato sicuramente un successo, eppure non riusciva a fermarsi pure dovette far combaciare le loro labbra, eppure il bisogno di deliziarsi di quella sensazione che più volte aveva immaginato aveva vinto.

...

Le loro labbra avevano combaciano alla perfezione, sembrano essere state create solo per quell'unico scopo, per quell'unico attimo fatto di loro e dei loro sapori.

Le labbra un po' ferite di lei rendevano quel bacio più selvaggio e passionale graffiando appena quelle di lui bramose che premevano contro le sue, Jimin le morse il labbro inferiore desideroso di rendere quel contatto più estasiante, più magico.

Lei gemette appena a causa della sorpresa di quel gesto, lo aveva sognato ma viverlo era qualcosa di così bello che non riusciva a spiegarselo, era così fantastico che sarebbe potuta morire senza problemi per la troppa felicità.

Diachiuse le proprie labbra lasciando che la lingua umida del ragazzo setacciasse ogni centimetro della sua bocca per poi fare incontrare le loro lingue focose che si congiungevano quasi con selvaggia violenza.

Non era tutta racchiuso in un unico bacio lento, ma erano più e più baci famelici e lussuriosi fra i quali prendevano fiato lasciando che i loro polmoni prendessero ciò di cui avessero avuto necessità per continuare.

Quando si staccarono avevano le labbra esse e gonfie che pulsavano a causa di ciò che era appena accaduto fra i due, gli occhi languidi di lei si incastonarono nei suoi che sussurrò sulle sue labbra quelle due parole che si era tenuto per se fin troppo a lungo.

«Ti amo » bisbigliò in quel silenzio rotto solo dai loro pesanti respiri, lei lo osservò ancora quasi tutto quello appena successo non fosse reale, le sue labbra si piegarono appena in un sorriso e ricambiò la frase dandosi un pizzicotto senza farsi notare.

Quella volta era tutto vero, se ne stava stretta fra le braccia di Jimin che le avevano circondato la vita lasciando che i loro petti fossero l'uno contro l'altro e si guardavano ancora stregati dalla magia del momento, finché il rumore di una porta che veniva sbattuta li svegliò dal loro mondo perfetto.

Qualcuno era tornato e qualcosa stava per accadere nella stanza affianco, i due risero scendendo le scale a tutta velocità, non avevano voglia di sentire rumori imbarazzanti e in più erano curiosi, dannatamente curiosi.

Le scarpe che erano state lasciate all'entrata erano quelle di Veronica e Jungkook, quei due stavano andando davvero veloce, in tutti i sensi.

Un breve risata, limpida e cristallina, uscì sollevata della labbra morbide e carnose di Michela al pensiero del l'imbarazzo della mota quando gli avrebbe fatto delle battute con doppio senso che mostravano palesemente il fatto che lei sapesse.

Ancora una volta sentì la propria vita essere stretta fra le braccia del ragazzo che la guardava felice, la guardava come se fosse stata l'essere più perfetto e meraviglioso che avesse mai camminato sulla Terra e ai suoi occhi era così, era veramente così.

Appoggiò la sua fronte contro quella della ragazza dallo sguardo scoppiettante e soffiando sulle sue labbra «Posso baciarti? » chiese serio, lei non rispose, semplicemente cancellò la distanza minima fra i loro corpi e in quel bacio sorrise, un sorriso sincero e felice che avrebbe mostrato solo grazie a lui.

«Non chiedermelo, fallo e basta » bisbigliò sulle sue labbra per poi sentire quelle di Jimin attaccavano le sue quasi avesse voluto divorarla e la cosa non le dispiaceva minimamente, non le sarebbe infatti dispiaciuto essere divorata dal ragazzo il che sarebbe stato anche possibile se, Veronica e Jungkook, non avessero fatto tutto quel casino.

Un sospiro abbandonò le sue labbra mentre osservava Jimin divertita, lui aveva iniziato a far scivolare le mani lungo la sua schiena con espressione concentrata «Ma che fai?  » chiese lei confusa, solo in seguito si rese conto che il ragazzo le stava riallacciando il vestito, dopotutto non poteva rischiare che qualcuno vedesse quella pelle perfetta.

«Quindi ora stiamo insieme? » chiese lui incerto quanto lei, era così frustrante non sapere bene come comportarsi, era come se entrambi non avessero mai saputo nulla a riguardo ma non era evidentemente così, si guardarono e si sorrisero per la loro impacciataggine.

«Si, lo siamo » rispose lei sedendosi sul divano accanto al suo ragazzo, lui la fece poggiare su di se mentre giocherellava con i capelli dorati e morbidi di lei che sorrideva spensierata sotto quel tocco amorevole che aveva desiderato provare, ora la capiva, la vera gioia.

«La prossima volta che Tae ci prova lo uccido » soffiò il ragazzo alterato facendole capire che forse, ma solo forse, lui era geloso almeno quanto lei il che rendeva il tutto positivo, si sarebbero capiti a vicenda in modo molto più facile e probabile, perché spesso in una coppia i problemi di gelosia non vengono compresi, non si capisce che non si stretta semplicemente di una mancanza di fiducia quanto di una possessività.

Era così bello essere finalmente felici, con il cuore libero dal dolore che si erano portati dietro per troppo tempo, con la mente rivolta solo al pensiero della persona che amavano e non a brutti ricordi che popolavano il loro passato, erano in pace, finalmente.

Intanto al piano superiore le cose erano degenerate velocemente, da quando le labbra dei due mori si erano unite era come se non avessero più voluto staccarsi e così erano lentamente scivolati nella camera della ragazza.

Respiravano affannosamente fra i brevi momenti di pausa fra quegli assalti senza pietà, le loro lingue si scontravano e si attorcigliavano l'una contro l'altra come se le loro vite fossero dipese da quell'unico loro gesto.

Avevano percorso velocemente e quasi senza rendersene conto la distanza dalla porta in legno al letto morbido, infatti fu una grossa sorpresa per entrambi quando,  fra un bacio e l'altro, si erano ritrovati a contatto con la morbida superficie, ma erano troppo presi per rendersi conto di quello che stava accadendo realmente fra loro.

I loro animi bollenti fremevano sotto il tessuto dei loro abiti e sotto le loro pelli, sentivano chiaramente crescere e farsi più presente quel desiderio incontrollabile di sfiorarsi e percepirso nel modo più intimo e profondo possibile, unendo i loro corpi già caldi.

Le loro menti non riuscivano a pensare, la lussuria e il desiderio avevano già inondato i loro cervelli e così i loro corpi che già in breve tempo si erano privati di ogni indumento.

Ed erano lì, in quella camera in penombra, illuminati suolo dalla debole luce che filtrata dalla finestra coperta, si osservavano famelici ma allo stesso tempo insicuri, quella era la prima volta, per entrambi e non avevano la più pallida idea di cosa fosse giusto o fosse sbagliato fare.

I loro respiri pesanti avevano inondato la stanza e sembrava ancora rimbombare il rumore di quei baci violenti e passionali, carnali e desiderosi che si erano scambiati di già.

Le mani dal palmo largo del ragazzo stavano toccando per la prima volta la pelle femminile ed erano inondato dal terrore di poter ferire la ragazza che amava così tanto in quel suo primo rapporto impacciato, eppure gli occhi guizzanti di gioia e sicurezza di lei lo avevano calmato, come se già sapesse cosa fare.

Jungkook aveva lasciato baci su baci lungo la pelle pressoché bianca della ragazza, aveva lasciato qualche segno del suo passaggio su quella pelle perfetta come a mostrare che lei era sua, che lui la amava e che nessuno avrebbe mai dovuto osare sfiorarla, quei succhiotti non erano solo il frutta di una pura passione ma erano anche una sorta di avvertimento.

Presto la lingua umida del ragazzo giunse ai seni modesti della ragazza, un calore improvvisamente sempre più forte si fece presente sulle guance di lei, l'imbarazzo non se ne andava eppure la voglia di continuare sovrastava quella sua emozione tanto dirompente che le tingeva le gote.

Quando la lingua del ragazzo cominciò a stuzzicare il punto più sensibile di quella parte del corpo dei piccoli gemiti lasciarono le labbra della ragazza, una sensazione nuova e curiosa le stava pervadendo il corpo.

Non erano i soliti brividi elettrici che le percorrevano le schiena, era un calore particolare che partiva dal suo basso ventre e si espandeva in ogni meandro del suo corpo, un calore piacevole e diverso che la portava a gemere.

Quando il moro sentì di essere giunto al suo limite si staccò dalla pelle marmorea della sua ragazza e fissò il suo sguardo desideroso ma insicuro in quello lussurioso e sorpreso di lei, lui voleva spingersi oltre ma non sapeva cosa fare o come farlo e in più non voleva fare un passo tanto importante così presto se lei non ne era sicura.

Lei meno di lui avrebbe dovuto sapere cosa la aspettava in quel momento, lei meno di lui avrebbe dovuto sapere cosa si provava e come muoversi in quella sua prima volta così bollente e desiderata, eppure lo sapeva bene, perfettamente.

Avere un'amica scrittrice le era tornato utile, le aveva spiegato nei minimi dettagli come si svolgeva quel contatto fra due corpi di sesso opposto, nonostante l'avesse pregata di tacere lei le aveva detto ogni piccolo particolare dicendole che le sarebbe tornato ultime e odiava ammetterlo ma si, le sarebbe tornato utile.

Lei lo osservò, vedeva l'insicurezza di un ragazzo che non aveva mai neppure sfiorato l'argomento personalmente a causa del contratto che aveva stipulato, niente relazioni e beh, non poteva fare molto quando era controllato ventiquattro ore su ventiquattro.

Veronica lasciò che le loro labbra si sfiorassero gentilmente, forse era davvero presto eppure sentivano che ne avevano bisogno, che dovevano farlo per lasciare alle loro spalle l'imbarazzo evidente di mostrarsi agli altri, per essere più intimi e comunicarsi quello che non riuscivano a fare con le semplici parole.

Sorrise e annuì con il capo, lei era pronta, lo sentiva e voleva andare avanti perché era certa che lui era la persona giusta e che non lo faceva per prenderla per i fondelli, che lui era serio almeno quanto lei.

Mentre si baciavano sempre più violentemente lasciando la castità di baci e gesti divenire ricordi lei guidava le mani del ragazzo alla sua intimità, era imbarazzata, eccome se lo era, ma voleva riuscire a camminare il giorno dopo...

«Come fai ad essere così sicura?  » chiese lui curioso sulle sue labbra mentre la sentiva gemere a causa di un suo dito che si stava facendo strada nell'intimo della ragazza, sentì un lieve bruciore quando venne penetrata dalla falange ma cercò di respirare bene e osservare il suo ragazzo.

«Sono i vantaggi di avere un'amica come Michela » disse scherzando mentre dei caldi sospiri di piacere lasciavano le sue labbra perennemente diachiuse, il forte calore che le scuoteva il corpo era un calore speciale, uno che non avrebbe provato in altri modi.

Quando il ragazzo si accorse che lei si era abituata alla presenza di una sola delle sue falangi ne inserì una seconda compiendo lenti movimenti circolari, proprio come lei gli aveva chiesto diventando rossa come un pomodoro, era davvero imbarazzante.

Lui la osservava mentre lei se ne stava con gli occhi socchiusi e il respiro profondo cercando di abituarsi velocemente a quella presenza estranea, non sapeva come spiegarlo ma non riusciva più ad aspettare, le sembrava che il tempo si fosse allungato a dismisura.

Presto il moro, sempre esistente, infilò un terzo dito mentre esplorava l'interno caldo di Veronica come alla ricerca di qualcosa, una conoscenza base la possedeva anche lui e sapeva che c'era un punto particolare che, se stimolato, portava all'estasi.

Si accorse chiaramente quando lo trovò, la ragazza aveva stretto le gambe attorno alla sua schiena muscolosa e aveva stretto le lenzuola fra i denti per non fare versi troppo rumorosi quanto imbarazzanti e lo osservava con occhi lucidi di piacere, era ora di dare inizio all'atto vero e proprio.

Jungkook le si posizionò fra le gambe anche lui con respiro profondo, sentiva il suo membro turgido pulsare vicino all'apertura parzialmente rilassata della ragazza, ma prima di compiere quel passo tanto atteso le sfiorò le labbra avidamente guardandola attentamente negli occhi.

«Sei sicura, voglio dire se non vuoi... » il ragazzo soffiò a fatica sulle labbra bagnate della ragazza a causa dell'eccitazione «Io non voglio farti male »sussurrò appena nel silenzio carico di passione di quella stanza che a breve sarebbe stata testimone di una folle passione.

«Se lo sto facendo è perché voglio farlo e so bene cosa comporta, quella pervertita mi ha detto anche cose che non volevo sapere » disse cercando di smorzare la tensione creatasi in quella stanza mentre infilata il preservativo sull'asta dritta del ragazzo.

Prima di tornare a guardarlo negli occhi magnetici lo baciò con convinzione trasmettendogli quella sicurezza che sentiva nascere piano dentro al suo cuore, sicurezza che lei stessa non si spiegava ne aspettava, poi gli sussurrò due semplici parole che vennero subito ricambiate,  quel «Ti amo » che forse aspettavano da troppo di dire e sentire.

Così, anche se non totalmente sicuro, egli penetrò con colpo secco la ragazza che in risposta strinse le sue gambe attorno al sul bacino e infilò le unghie nelle spalle di lui, non fu doloroso per lui ma per lei si, lo fu e se lo aspettava, le era stato detto.

A dire la verità quel graffiare quasi animalesco della ragazza lo aveva reso più eccitato, non sapeva spiegarlo ma aveva più voglia di consumare quel folle contatto, ma non si mosse sapendo che per lei sarebbe stato doloroso, almeno finché la ragazza non si fosse abituata al bruciore e alla presenza ingombrante del suo fidanzato.

Lentamente Jungkook iniziò a muoversi, diede spinte a ritmo regolare e si trattenne d'andare completamente a fondo, poi, mano a mano che percepiva le interiora della ragazza avvolgerlo aveva iniziato a spingere più forte sfiorando quel punto per lei tanto erogano.

Le urla e i gemiti vennero soffocati dal contatto quasi ermetico delle doloroso labbra in fiamme, i loro cuori battevano veloci quasi come se il loro intento fisse stato quello di sfondare la gabbia toracica e fuggire.

Si concedettero quel movimento afrodisiaco fino a che una scossa elettrica percorse ogni centimetri dei loro corpi sudati e aggrovigliati fra loro e finché un calore rilassante e piacevole li aveva raggiunto segnando l'attimo dell'orgasmo.

Durante quel rapporto profondo e dolce lui era riuscito a rivelare chiaramente quanto si sentisse a proprio agio con la ragazza e quanto fosse profondo e vero quel sentimento d'amore che nutriva nei suoi confronti, disse che la amava e la amava da impazzire.

Quando ebbero terminato, nonostante fosse stata una volta solamente, si separano, il preservativo finì nel cestino poco lontano dal grosso letto matrimoniale impregnato del loro sudore e del loro odore, poi lui si stese sul materasso lasciando che la mora appoggiasse il proprio volto rilassato sul suo petto tonico e si addormentarono pacificamente sussirrandosi ancora e ancora quelle due dolci parole.



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