Un brivido sulla pelle
[And I have to realize that I want you, that I want you so desperately that I know it will hurt]
[Angel]
Mi guardo per un'ultima volta allo specchio, prima di afferrare la mia borsa da mare ed uscire dalla mia stanza.
La mia pelle profuma di sale marino e di vento, i miei capelli si sono leggermente arricciati a causa dell'umidità, e cerco di sistemarli un po' prima di uscire.
Odio il loro aspetto, non sono come quando li asciugo, più selvaggi, ora mi fanno sembrare una pazza che ha ballato la breakdance mentre dormiva.
Ad un tratto sento un bussare appena accennato alla mia porta e intuisco che si tratta di Marc.
Un inspiegabile sorriso si colora sulle mie labbra, ma lo faccio sparire non appena me ne accorgo.
<<Puntuale come un orologio svizzero.>> esordisco, non appena apro la porta.
<<Io sono sempre puntuale.>> dice Marc, mentre ci avviamo verso l'uscita della villa.
<<Mmh...sì, quasi sempre.
Ma io non sono la persona giusta per parlare di puntualità.>> usciamo, mentre Marc si infila gli occhiali da sole, <<È bello notare che non hai mai indossato quegli orrendi occhiali color vomito!>> sorrido, guardandolo.
<<Mi hai vietato di indossarli, praticamente non avevo scelta!>> ribatte, mettendo il muso.
<<L'ho fatto per il tuo bene!
Ti stavano malissimo.>> mi limito a dire, mentre lui finge di guardarmi male.
Percorriamo in silenzio la stessa strada che abbiamo fatto questa mattina con gli altri, solo che ora è diverso.
Non parliamo, eppure la sensazione che provo è di pura calma e serenità.
Non so per quale motivo io mi senta così bene con Marc, so solo che è sempre stato così, con lui, sin dal primo momento in cui ci siamo incontrati.
Sono sempre stata me stessa con lui, sin dall'inizio, mi sono sempre sentita libera di esserlo.
E lui non mi ha mai giudicato, ha solo provato a capirmi.
E ci è riuscito.
Non appena arriviamo alla scala scavata nella roccia che conduce alla spiaggia mi appoggio alla ringhiera in legno, per sostenermi.
In quel momento sento Marc che mi prende per mano.
Un brivido mi percorre la spina dorsale, fino a rimbalzarmi nel cervello, facendomi venire poi la pelle d'oca.
Tutto questo perchè mi ha preso per mano?
È assurdo, ed incredibile.
Mi volto a guardarlo nello stesso momento in cui lui si volta verso di me.
<<Ti aiuto.>> spiega, capendo al volo ciò che stavo per chiedergli.
Le nostre mani si stringono più forti l'una all'altra e sento il cuore allargarsi nel mio petto.
È una sensazione paradisiaca.
Non ho mai provato prima simili emozioni.
Vorrei che tutto questo non finisse mai.
Basta quel pensiero a farmi risvegliare completamente.
Un campanello d'allarme inizia a risuonare da un angolo della mia testa.
Per fortuna siamo arrivati alla fine delle scale, per cui posso staccare la mia mano dalla sua senza che lui si insospettisca troppo.
Marc fa un salto e atterra sulla sabbia, mi fa cenno di passargli la borsa ed io faccio come dice.
Dopo averla posata accanto a sé torna a guardarmi.
<<Vieni, angioletto.>> dice, tendendo una mano verso di me.
Mi avvicino di più, pronta a saltare, quando sento le sue mani prendermi dai fianchi e portarmi giù, con lui, con estrema facilità, come se fossi una piuma.
Finisco così vicina a lui che per un istante mi manca il respiro.
I nostri sguardi si incrociano per un frammento di secondo, e sento la pelle bruciare, nell'esatto punto in cui le sue mani sono ancora posate. Mi allontano da lui, ridacchiando nervosamente.
<<Grazie per il passaggio volante, Marc, ma non ce n'era bisogno.>> dico, senza guardarlo, tirando fuori il telo da mare che ho usato questa mattina e posandolo sulla sabbia.
Cerco in tutti i modi di non fargli notare le emozioni che mi pervadono, perchè non posso, non posso permettergli che lui capisca che quando mi è vicino, mi parla, mi guarda, mi sfiora, il mio cuore si scioglie totalmente come ghiaccio a contatto con il fuoco.
Perchè lui è il mio fuoco, quel fuoco che mi sta facendo impazzire.
Non ho voglia di tirare su i capelli, ma al tempo stesso non voglio che mi svolazzino intorno al viso, e se c'è una cosa che non manca mai al mare è il vento.
Devo avere degli elastici in più nella borsa, per cui penso che mi farò una treccia.
È la soluzione perfetta, anche per gestire momentaneamente il mosso causato dall'umidità.
Non appena inizio a pettinare i capelli con le dita per fare la treccia, vedo Marc avvicinarsi a me con la coda dell'occhio, e prendermi una ciocca di capelli tra le dita.
<<Posso fartela io?>> mi volto a guardarlo, e l'oscurità dei suoi occhi manda completamente in pappa il mio cervello.
Mi limito ad annuire, e gli cedo il mio elastico, che lui si infila prontamente al polso.
<<Forse è meglio sedersi...>> propongo, a mezza voce, e Marc concorda.
Si siede di fronte a me, e tutta la sua attenzione è rivolta ai miei capelli e al suo cercare di farmi una treccia quantomeno decente.
Io invece, mi impongo di guardare in qualsiasi punto che non sia verso di lui.
Mi sento così debole e senza difese quando lui è a un passo da me, e questa cosa mi spaventa.
Le sue dita che si muovono delicatamente tra i miei capelli mi scatenano una tempesta di emozioni che fatico a nascondere.
I miei occhi vorrebbero chiudersi per le piacevoli sensazioni che si propagano in ogni angolo del mio corpo, la mia pelle vorrebbe toccare la sua, le mie labbra vorrebbero posarsi sulle sue, assaggiarle, assaporarle, scoprirle.
Non appena finisce di farmi la treccia, gli rivolgo un sorriso appena accennato.
<<Grazie, Marc.>> recupero la crema solare dalla borsa e inizio a spalmarmela addosso, cosa che fa anche lui.
<<Guarda che pelle dorata che hai>> gli faccio notare, gettandogli un'occhiata, <<a tuo confronto io sembro...una mozzarella.>> lo sento ridere e lo guardo male.
<<Non una mozzarella, tu semmai ricordi...la neve.>> ribatte, puntando gli occhi nei miei.
Distolgo subito lo sguardo dal suo.
<<E se non erro tu non ami abbronzarti.>> continua.
<<Certo, è vero, ma anche se volessi farlo, mi ci vorrebbe un'eternità anche solo per prendere un accenno di colore, tu invece...ti abbronzi facilmente.
Probabilmente perchè tendi ad avere la pelle più dorata di natura.>> borbotto, mentre continuo a spalmarmi la crema addosso.
Marc non risponde, ma sento il suo sguardo su di me.
Ad un tratto mi rendo conto che non posso spalmarmi la crema sulla schiena da sola, e Rafi non c'è.
E non c'è neanche Anna o Javier, no, Javier no.
Un brivido saetta lungo la mia spina dorsale.
Dovrò chiedere a Marc, devo per forza chiederlo a Marc.
Mi volto lentamente verso di lui, e intuisco che avevo ragione, il suo sguardo è posato su di me, un sorrisetto sornione dipinto sulle labbra.
<<Ehm...potresti...potresti spalmarmi la crema...sulla schiena, per favore?>> un lampo attraversa i suoi occhi, prima di rispondere.
<<Certo!>>
Strano, pareva non attendere altro.
Mi prende la crema dalle mani, e gli rivolgo le spalle, con il cuore a mille.
Non sento quasi il freddo pungente della crema contro la mia pelle, sento solo il calore della sua mano, che si muove in movimenti circolari sulla mia schiena.
Brividi intensi ricoprono la mia pelle, e so che lui se n'è accorto.
So che si è accorto della pelle d'oca improvvisa, so che si è accorto di come reagisce il mio corpo quando lui mi sfiora.
Oppure, probabilmente sono io che mi sto immaginando tutto.
Forse non si è accorto di nulla, forse pensa che i miei brividi e la pelle d'oca siano una normale reazione al vento fresco che ci investe.
Non appena sento che la crema è assorbita abbastanza, mi allontano di scatto, e quando mi volto a guardarlo, colgo il suo sguardo confuso.
Tempo un secondo, però e i suoi occhi mi rivolgono un'occhiata languida.
<<Potresti fare lo stesso alla mia schiena, per favore?>> mi domanda, con aria innocente, battendo le palpebre, mentre mi porge la sua crema solare.
Il cuore inizia a battermi come impazzito nel petto, e sento quel campanello d'allarme tornare a suonare da un angolo della mia mente, ma non mi interessa.
Sento il bisogno di toccare Marc, voglio toccarlo, voglio accarezzare la sua pelle.
<<Okay.>> rispondo, la voce di un tono più alta del normale, e mi pare quasi di notare un sorrisino compiaciuto sulle sue labbra, mentre si volta, per darmi le spalle.
Ho sempre avuto un debole per la schiena di Marc.
Il suo fisico possente è in netto contrasto con il suo viso, così fanciullesco e infantile.
I miei occhi scorrono sulla sua schiena lentamente, lungo la linea della spina dorsale, cogliendo ogni più piccolo muscolo in tensione.
Un sospiro silenzioso abbandona le mie labbra, poi mi decido a iniziare a spalmargli la crema sulla schiena, prima che si domandi che cosa mi sia preso.
Toccare la sua pelle è come infilare le dita nella presa della corrente elettrica.
Sento i polpastrelli delle mie dita bruciare, il mio cuore sciogliersi, le mie resistenze farsi sempre più deboli.
Ma un dolore improvviso si unisce alle altre emozioni.
Il dolore nel rendersi conto che ciò che sto provando è sbagliato, è impossibile, va contro tutti i miei piani e perchè so che sentimenti equivalgono a dolore.
Mi allontano da lui non appena noto che la crema è assorbita per bene.
<<Grazie.>> si volta a guardarmi, rivolgendomi un grande sorriso.
Ricambio con una mezza smorfia, mentre sistemo la mia crema solare dentro la mia borsa.
<<Va tutto bene?>> mi domanda, abbassando lo sguardo verso il mio.
<<Sì, sì, certo.>>
<<Allora...andiamo?>> fa un cenno verso il mare, e io annuisco, inspirando a pieni polmoni.
Marc si alza, porgendomi la mano, e io la afferro subito, alzandomi.
Continua a guardarmi mentre ci dirigiamo verso l'acqua, come se volesse essere sicuro che sono pronta, che non ho cambiato idea.
La mia mano nella sua però, è l'unica cosa a cui riesco a pensare.
Vorrei intrecciare le mie dita con le sue, vorrei rendere il nostro contatto ancora più intimo, e in quel momento, mi rendo conto che non riesco più a mettere un freno alla mia mente, alla mia immaginazione.
Ormai fa quello che vuole, e non ho idea di cosa fare.
Un getto di acqua improvviso che investe i miei piedi mi risveglia all'improvviso dai miei pensieri.
Rabbrividisco per un istante, e Marc scoppia a ridere.
<<Quando sei pronta.>> dice, dopo qualche secondo.
Mi volto a guardare l'immensa distesa azzurra davanti a me, e sento un nodo stringermi alla gola.
Inspiro ed espiro per qualche istante, poi inizio ad avanzare, portando Marc con me.
Mi fermo, non appena l'acqua raggiunge il livello del mio ombelico.
<<So che hai voglia di farti una nuotata.
Non devi restare qui con me per forza, avanti!>> gli dico, dandogli una spintarella.
Marc inarca un sopracciglio.
<<Sai che non resto "per forza" con te, e sai che ho paura del mare, per cui farò una nuotata qui, vicino a te.>> ribatte, prima di immergersi in acqua e sparire dalla mia vista.
Immergo le mani in acqua, per poi passarmele sul collo e sul petto.
Alzo il viso verso il sole, mentre continuo a muovere le mani in acqua.
Dopo diversi minuti sento Marc emergere alle mie spalle e stringermi in un abbraccio, facendo aderire la mia schiena al suo petto.
Mi si smorza il respiro per un secondo, poi balbetto la prima cosa che mi viene in mente.
<<M-mi stai bagnando tutta!>> protesto, e lo sento ridere al mio orecchio.
<<Com'è possibile, davvero?
Bagnarsi, al mare?>> mi prende in giro, e io faccio per dargli una gomitata nelle costole, ma lui mi blocca, posandomi una mano sul braccio e facendola scorrere fino al mio polso, per poi arrivare alle dita della mia mano.
Sento il suo cuore martellarmi contro la schiena.
Mi volto verso di lui, e avvolge nuovamente le braccia intorno ai miei fianchi.
Pessima mossa.
Non avrei dovuto voltarmi verso di lui, perchè il suo viso ricoperto di goccioline d'acqua è a un palmo di mano dal mio, i suoi occhi neri e lucidi sono fissi nei miei, e il suo profumo mischiato a quello del mare mi sta facendo impazzire.
Marc mi stringe ancora di più a lui e sento il mio cuore scoppiare nel petto non appena i nostri corpi si toccano.
Inspiegabilmente il mio respiro inizia a farsi più rapido e un lampo, attraversa lo sguardo di Marc.
Mi prende una mano, e se la porta intorno al collo.
Mi sembra quasi di essere sul punto di esplodere.
Gli occhi di Marc scivolano sulle mie labbra, e dopo qualche secondo si morde lentamente il labbro inferiore.
Non appena lo vedo fare quel gesto, una fitta improvvisa mi colpisce al basso ventre.
Che cosa accidenti è stato?
Marc torna a guardarmi negli occhi, per poi iniziare a giocherellare con la mia treccia.
<<Allora...come va, per ora?>> sento la sua mano accarezzarmi delicatamente alla base della schiena e sento la mia spina dorsale diventare come gelatina.
Non sto capendo più niente sinceramente, e non ho neanche idea di cosa rispondergli.
Penso solo che siamo troppo poco vestiti e troppo vicini.
La nostra pelle è troppo vicina.
Anzi, siamo praticamente incollati.
Ho intrecciato anche l'altro braccio intorno al suo collo, più che altro per resistere alla tentazione di posare le dita sul suo petto e accarezzarlo lentamente.
Temo che Marc possa intuire ciò che sto provando.
Temo che i miei occhi possano parlare troppo, dire tutte quelle cose che non riesco a dire a voce.
Temo che gli mostrino la tempesta, l'uragano che ho dentro, e di cui la causa scatenante non è nient'altro che lui.
<<Angel, va tutto bene?>> la sua voce mi richiama alla realtà.
Scuoto la testa e accenno un sorriso.
<<Sì, sì, certo. Ero sovrappensiero, scusa.>>
Marc continua a giocherellare con la mia treccia.
<<Ti diverte?>> gli domando, guardandolo accigliata.
Lui sorride, annuendo.
<<Mi piace toccarti i capelli.
Amo accarezzarli, averli tra le mie dita...sono così morbidi...ma se a te da fastidio smetto subito, anzi guarda ->> fa per allontanare la mano dai miei capelli, ma io lo blocco.
<<No, non...non mi da fastidio, mi piace.
Mi tranquillizza molto, l'importante è che sia tu a farlo.>>
un nuovo lampo attraversa i suoi occhi.
È per le mie parole?
Eppure non mi pare di aver detto niente di speciale.
Sento crescere sempre di più dentro di me un calore che non accenna a spegnersi, così mi allontano di scatto da lui, schizzandogli l'acqua addosso.
<<Ehi! Questo non vale!>> esclama, mentre io inizio, o meglio, provo a correre in acqua, lontano da lui.
Marc mi viene dietro, e io inizio a ridere come una cretina, mentre prova a schizzarmi l'acqua addosso e io riesco, non si sa come, ad evitare tutti gli schizzi.
<<Fermati!>> esclama, ridendo.
<<Mai!>> ribatto, facendo per correre verso la spiaggia, quando Marc mi afferra del tutto inaspettatamente per i fianchi, attirandomi a sé, e mi scappa un assurdo gridolino di sorpresa.
<<Presa!>> lo sento dire, contro la pelle scoperta del mio collo, e il suo respiro caldo mi accarezza, facendomi attorcigliare lo stomaco in una morsa.
Lo sento affondare il viso tra i miei capelli, e in quel momento, in quel preciso istante, nella mia mente balena un pensiero che dura la frazione di un secondo, ma che mi sconvolge totalmente: il desiderio di avere qualcosa di diverso da Marc.
Qualcosa di ancora più intenso, travolgente, che mi sconvolga e mi tolga il fiato ancor di più di quanto già non lo stia facendo in questo momento, senza neanche saperlo.
Il desiderio di volere qualcosa di più da Marc.
Anche se questa espressione non mi è mai piaciuta, perchè ho sempre considerato l'amicizia sacra e importante più di ogni altra cosa.
Ma vorrei avere tutto, tutto da Marc.
Vorrei che fosse il mio primo bacio, il primo e unico in grado di farmi capire cosa significa innamorarsi di qualcuno, il primo che sfioro, il primo con cui fare l'amore, il primo e unico a cui donare tutta me stessa, così, come sono, senza maschere e paure.
Quel semplice, momentaneo pensiero, mi toglie il respiro per un istante.
<<Che meraviglia, i tuoi capelli profumano di papaya.>> lo sento dire, con quella sua voce così caratteristica, chiara e al tempo stesso infantile.
Ho sempre avuto un debole per le voci maschili calde e profonde, le ho sempre trovate sexy da morire.
Ma la voce di Marc mi è piaciuta sin dalla prima volta in cui l'ho sentito parlare, nonostante sia l'esatto contrario di quelle che adoro.
<<È il mio solito balsamo alla papaya...Rafi ha visto che lo uso, e me ne ha regalato tre confezioni...mi ha detto che secondo lei era perfetto per me, in quanto ha notato che ho un colore di capelli particolare...e la papaya...>>
Smetto di parlare, non so perchè gli sto dicendo tutto questo, forse perchè sono nervosa e sto cercando di cambiare discorso e stemperare quella specie di corrente elettrica che si è creata intorno a noi.
Fallendo miseramente, tra l'altro.
<<Rafi azzecca sempre i regali giusti...>> dice, poi un fulmine si abbatte su di me.
Le sue labbra calde e morbide si posano sul retro del mio collo, in un bacio tenero, delicato e allo stesso tempo profondamente sensuale.
Un'ondata di piacere intenso mi travolge e mi porto una mano alla bocca per soffocare il sospiro rumoroso che stava per lasciare le mie labbra.
Un piacere simile per un semplice bacio.
È forse possibile una cosa del genere?
Mi chiedo allora cosa dovessi provare se...
Scuoto la testa freneticamente, come se volessi scacciare una mosca molesta, come se potessi scacciare via materialmente quei pensieri dalla mia mente.
Devo assolutamente allontanarmi, prima che io faccia qualcosa di cui potrei pentirmi.
Mi volto verso di lui, e i suoi occhi languidi, scuri, penetranti, mi catturano all'istante.
<<Tu sei tutta particolare, Angel.
Sei un vero capolavoro.>> sbaglio o le sue pupille mi sembrano più dilatate del normale?
<<Tu dici?>> gli domando, senza pensare.
Noto il suo sguardo sorpreso, e riprendo a parlare, prima che lo faccia lui.
<<Intendo...non riesco a capire come...come Alex abbia fatto a...prendersi una cotta per me. Insomma, sono...scorbutica, introversa, stronza, orgogliosa, la mia ironia raggiunge livelli paragonabili alla lama di un coltello, incomprensibile, complicata, insofferente ai sentimenti, fredda, impaziente e sicuramente avrò dimenticato tutti gli altri tremila difetti, ops, pardon, volevo dire aggettivi.>> concludo, incrociando le braccia al petto.
<<Hai ragione, hai dimenticato molti aggettivi, che se non ti dispiace, vorrei aggiungere io.>> replica, inarcando un sopracciglio,
<<sei divertente, sincera, timida, testarda, ribelle, impetuosa, aggressiva e allo stesso tempo piena di paure.
Sei leggiadra e eterea come una dea, la creatura più pura che esista, una persona che non ha mai avuto paura di essere se stessa, neanche per un istante.
Una bellissima anima, unica nel tuo genere, più preziosa di qualunque tesoro mai esistito.
In realtà, Angel, è più che comprensibile il motivo per cui Alex si sia preso una cotta per te.
Mi domando piuttosto, come sia possibile che nessuno prima si sia mai innamorato di te.>> mi viene la pelle d'oca al sentire le parole di Marc.
Il suo sguardo è sincero e appassionato, e mentirei se dicessi che non mi ha fatto girare la testa.
Mi schiarisco la voce, non sapendo cosa dire.
<<Io...ecco...io non ho mai permesso a nessuno di conoscermi. Quindi ->>
<<Non serve, basta uno sguardo per innamorarsi di te.>> mi interrompe subito lui, guardandomi dritto negli occhi.
Probabilmente deve aver notato la sorpresa che si è dipinta sul mio volto a causa delle sue parole, perchè abbassa subito lo sguardo, arrossendo.
Ora davvero, non so cosa dire.
<<Oh...io...non...ecco...grazie?>> balbetto, imbarazzata.
Vorrei sotterrarmi.
Ma grazie di cosa?
<<Volevo dire->> riprendo, ma Marc mi ferma con un gesto della mano.
<<Ho capito Angel, tranquilla, non volevo metterti in imbarazzo.
Ho detto semplicemente ciò che penso.>> annuisco, accennando un sorriso.
<<Il fatto è che questo sentimento fa soffrire Alex, e di conseguenza, fa soffrire me perchè lui soffre, è tutta una catena di sofferenza, è questo ed uno degli infiniti motivi per cui detesto i sentimenti.
Io non potrò mai ricambiarlo, in quel senso, né lui né nessun altro.>>
<<Nessun altro...?>>
Non posso non cogliere un tremolio appena accennato nella sua voce, una sfumatura di dolore per me incomprensibile.
Lo guardo, confusa, mentre lui evita il mio sguardo e fa un passo indietro.
<<Sì, Marc, lo sai. Perchè quel tono sorpreso?>> lui scuote la testa.
<<Non importa.>>
<<Importa invece.>> ribatto, posandogli una mano sul braccio.
<<So che credi fermamente in ciò che dici, ma Angel, i sentimenti colpiscono chiunque.
È un qualcosa di inevitabile.
Non puoi farci niente.
E nonostante tutti i tuoi propositi, prima o poi succederà.>>
Le sue parole mi colpiscono come uno schiaffo in pieno viso.
Mi allontano da lui, guardandolo sbigottita.
<<Pensavi forse di essere immune ai sentimenti?>> mi domanda, notando la mia reazione.
<<Io...io lo sono!>> ribatto, cercando invano di convincerlo delle mie parole.
Lui fa un mezzo sorriso.
<<No, non lo sei.
Nessuno lo è.
Tanto meno tu.>> conclude, guardandomi fisso negli occhi.
Sento la rabbia divampare dentro di me, come un fuoco inestinguibile.
Stringo i pugni, la voglia di colpirlo mi pervade per un istante.
Poi mi volto, iniziando ad uscire dall'acqua.
<<Dove vai?>> lo sento dire, mentre mi viene dietro.
<<Me ne vado.
Non ho più voglia di restare qui, con te.>>
<<Ti da fastidio la verità, Angel?>>
<<Starai scherzando, spero!>> sbotto, guardandolo,
<<quale verità? Quella che dici tu?
Io so che non sarà così, non mi importa degli altri, non mi importa se è un qualcosa di "inevitabile" per tutti, per me non sarà così.
Pensavo mi conoscessi, pensavo che mi capissi!>> afferro l'asciugamano, e nel frattempo, sciolgo i capelli.
<<Io ti conosco, e ti capisco!
Ma per quanto tu possa provare a nasconderti, a rinchiudere il tuo cuore in una gabbia, prima o poi anche tu ti innamorerai, Angel.
Ti innamorerai, proprio come sei innamorata dei tuoi libri, della musica, di Harry Potter, dell'arte e della natura.
Ti innamorerai nello stesso modo travolgente, impetuoso e appassionato di cui sei capace.>>
<<Le cose che hai elencato non mi hanno mai tradito!
Mai, neanche una volta!
Non mi hanno mai ferito, mi hanno solo fatto stare bene!
Sono stati una fonte di benessere e sollievo per me, un luogo in cui rifugiarmi.
Puoi dire lo stesso di qualcuno, Marc?
Avanti, dimmelo.
L'amore verso qualcuno invece, ti porterà solo alla distruzione, e al dolore.
Perchè tutti prima o poi ti feriscono. Perchè la tua felicità inizierà a dipendere da qualcun altro.
E io non voglio questo, non lo permetterò, hai capito?>> concludo, con un singhiozzo, mentre ficco gli occhiali nella borsa.
<<Stammi bene a sentire>> riprendo, puntandogli un dito contro e avvicinandomi a lui a tal punto da avvertire il profumo di mare che emana la sua pelle,
<<Se mai dovesse accadere quello che hai detto, distruggerò i miei ipotetici sentimenti prima che lo faccia la persona in questione.
Se devo soffrire, preferisco farlo per mano mia.>> e senza aggiungere una parola di più me ne vado, lasciandolo sulla spiaggia, da solo.
[Spazio Autrice]
So che vorreste prendermi a padellate in testa MA
So che mi volete bene (almeno lo spero??????)
Ammetiamolo però: Marc ha parlato troppo (lui e la sua lingua lunga)
Detto ciò, lasciate un commento o un voto se vi va, sapete che tengo soprattutto al vostro parere ❤
Un bacio 💋
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