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Next to you

[Ma che splendore che sei
Nella tua fragilità]


[Marc]


<<Avanti fratello, muovi quelle gambe, non vorrai mica farti battere dal piccolo di casa!>> Alex continua a canzonarmi, cosa che sta facendo da quando mi ha superato, circa un chilometro fa.

Gli lancio un'occhiataccia, anche se non può notarlo, a causa degli occhiali che coprono i miei occhi.

Ricomincio a pedalare con più forza, non posso permettere che Alex mi batta, posso concederglielo solo quando si tratta della Playstation.

Manca poco al traguardo, ossia casa nostra, e devo assolutamente fregarlo negli ultimi metri.

Un ultimo colpo di reni, e lo sorpasso poco prima di raggiungere il nostro garage.

<<Ma non è possibile!>> sbuffa Alex, battendo una mano guantata sul manubrio.

Non riesco a trattenere una risata.

<<Prima o poi ti abituerai ad arrivare sempre secondo dopo di me, fratellino!>> lo prendo in giro io, questa volta.

<<Non ci contare!>>

Sistemiamo le bici in garage, e mi sfilo alla svelta il casco, le scarpe e gli occhiali.

<<Essendo arrivato prima, sarò io a fare la doccia per primo. Abbi pazienza Alex!>> esclamo a gran voce, salendo di corsa le scale.

Saluto mia madre che è intenta a cucinare, poi entro in camera e recupero i vestiti da indossare.

Poso il cellulare sul ripiano posto sopra il lavandino, e solo in quel momento noto che Angel non mi ha risposto.

Strano, penso.

Anche se dopo qualche ora, risponde sempre ai messaggi.

Provo a chiamarla, ma non mi risponde.

Forse non ha voglia di parlare con nessuno, probabilmente è una di quelle giornate in cui si è svegliata con il piede sbagliato.

Il getto dell'acqua calda mi investe, mentre i miei pensieri continuano a concentrarsi su Angel.

E se fosse successo qualcosa?

Se Angel avesse bisogno di me?

Esco dalla doccia, annodandomi un asciugamano intorno ai fianchi.

Prendo il telefono e provo nuovamente a chiamarla.

Anche questa volta, non mi risponde.

Sto per chiamare sua madre, quando è lei a chiamare me.

<<Pronto?>> la sento singhiozzare dall'altra parte e sento il cuore balzarmi in gola.

<<Dina, cosa succede?>>

<<Angel...è fuggita!>> la sento dire, tra le lacrime.

Una fitta mi colpisce in pieno petto.

<<In che senso è fuggita? Cosa è successo?>>

<<Ora non posso spiegarti, Marc, ti chiedo solo di darmi una mano a cercarla, perché sono sicura che non è lì da te.>>

Poso il telefono sul ripiano, mettendo il vivavoce e inizio a vestirmi alla svelta, in piena agitazione.

<<Salto subito in macchina, Dina, non ti preoccupare, la troveremo.>>

Esco dal bagno in fretta e furia, il cuore che pompa come impazzito nel petto.

<<Ehi, che succede?>> mi domanda Alex notando la mia agitazione.

<<Angel è sparita, io vado a cercarla, appena puoi raggiungimi!>>

Con la coda dell'occhio noto il suo totale cambiamento di espressione, ma ora non ho tempo per le spiegazioni.

Esco di casa alla velocità della luce e salto in macchina.

Okay, d'accordo, iniziamo a pensare lucidamente.

Dove può essere andata Angel?

Non di sicuro in centro, in mezzo ad altra gente.
Deve essere andata in un luogo isolato e lontano da tutti per stare sola.
Esco fuori da Cervera, ma mi rendo conto che sarà difficilissimo trovarla.
La campagna è vasta, può essere ovunque.

'Joder, Angel, dove sei? Che ti è preso?'

Sbatto ripetutamente una mano contro il volante.

E se non la ritrovassimo più?

E se le fosse successo qualcosa?

Solo l'idea di perdere Angel mi fa letteralmente impazzire.

Devo trovarla, assolutamente.

Ad un tratto, subito dopo aver superato una curva a gomito, l'auto di Angel appare alla mia vista.

Penso di averla finalmente trovata, ma quando noto che non è all'interno della macchina, una stretta mi attanaglia lo stomaco.

Scendo dalla macchina e vedo il bosco che si stende lungo la collina.

Ma certo.

Angel non poteva che scegliere un luogo simile.

Provo a richiamarla, ma questa volta il suo numero mi risulta irraggiungibile.

<<Cazzo.>> sussurro, e mi inoltro nel bosco.
Inizio a chiamarla a gran voce, ma non mi risponde.
Non demordo, devo trovarla, a qualunque costo.

<<Angel, dove sei?>> urlo, a pieni polmoni, in piena disperazione, portandomi le mani tra i capelli.

<<Marc?>>

La sento.

La sua voce, all'improvviso, arriva alle mie orecchie, da lontano, sconvolgendomi totalmente.

La sua voce, la mia musica preferita.

<<Dove sei?>> le domando, non vedendola.

<<Sono...qui?>>

<<Seguo la tua voce, aspetta, sto arrivando!>> inizio a correre, come un pazzo, verso la direzione da cui proveniva la sua voce.

Poi ad un tratto, la vedo.

Ranicchiata a terra, su se stessa, ai piedi di un albero.

Mi lascio andare ad un profondo sospiro di sollievo, e non riesco a trattenere un sorriso.

Mi avvicino a lei, e noto che ha gli occhi rossi e gonfi, e il volto rigato di lacrime.
È così piccola che ho quasi paura di toccarla, di farle male solo sfiorandola.

<<Oh, tesoro...finalmente ti ho trovata. Mi hai fatto prendere un bello spavento, sai?>> sussurro, accarezzandole i capelli.

Lei chiude gli occhi, accennando un sorriso.

<<Finalmente sei arrivato...hai sentito che avevo bisogno di te?>> mi domanda, la voce roca e bassa.

<<Ho notato che non avevi risposto al mio messaggio e ho intuito che qualcosa non andava, ma pensavo fosse uno di quei giorni dove non vuoi né vedere, né sentire nessuno...poi mi ha chiamato tua madre e mi ha detto che eri sparita...che succede?>>

Il suo viso si indurisce tutt'a un tratto, e stringe le labbra.

<<Ho solo scoperto la verità.>>

<<La...verità?>>

In questo momento non so come comportarmi con lei.
Ho paura possa esplodere da un momento all'altro, che possa scacciarmi, allontanarmi da lei, non volermi vicino.

Dovrei anche avvertire sua madre e Alex di averla trovata, ma al momento l'unica cosa su cui voglio concentrarmi è Angel.

<<Ti ricordi quando->> la vedo arrossire, <<quando abbiamo dormito insieme, a Mojacar?>>

Una fitta mi colpisce al petto.
Mi limito ad annuire.

<<Quella notte feci quel brutto sogno...ma non era un sogno in realtà.
Era un ricordo, Marc.
Questa notte ne ho fatto un altro, più esplicito, più chiaro.
Ho visto ciò che si celava dietro la porta, ho visto...ho visto colui di cui ho avvertito la mancanza per tutti questi anni picchiare mia madre.
Ti rendi conto?>> scoppia in lacrime, e si getta tra le mie braccia.

La stringo, forte, più forte che mai.

Mi spezza il cuore realizzare quanto deve soffrire in questo momento.
Vorrei farle dimenticare tutto quanto, tutto quello che ha scoperto.

La verità può fare così male?

<<Perchè gli uomini sono così mostruosi?>> domanda, stringendo la mia maglietta tra le sue mani.

<<Non lo so...ti chiedo scusa a nome della categoria, anche se non serve a nulla.>> sussurro al suo orecchio.

<<Serve, invece.>> risponde subito lei, scostando di poco il viso dal mio.

Siamo così vicini che sento il suo respiro sfiorarmi le labbra.

'Baciala' urla una parte della mia mente, ma no, non posso farlo, ora men che meno.

<<Sbaglio o hai detto...tesoro?>> un piccolo sorriso si disegna sulle sue labbra.

Arrossisco all'istante.

Accidenti, come ho potuto lasciarmi scappare un simile appellativo?

E ora che dico?
Non posso restare qui davanti a lei come un idiota, senza dire nulla.

<<Perchè ti meravigli tanto? Tu sei un tesoro per me, il più prezioso. Assieme alle mie medaglie e ai miei trofei, ovviamente.>>

Angel mi guarda intensamente negli occhi, e sento un brivido saettarmi lungo la schiena.

<<Non mi lasciare mai, Marc, ti prego.>>

Le poso una mano sulla guancia, accarezzandola.

<<Mai. Sarò sempre al tuo fianco, Angel. Ora torniamo a casa però, avanti.>>

Lei annuisce, aggrappandosi a me.

Sarò sempre qui per te, Angel.

Sempre.

Spazio Autrice

Ecco qui un nuovo capitolo tutto per voi, spero vi sia piaciuto 🙈
Vi do un'anticipazione del prossimo: si va in pista 🏁
Vi voglio bene, e vi ringrazio per l'appoggio che mi date ❤
Un bacio 💋

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