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In spiaggia


[You know, I will never let go of your hand]

[Marc]

Oggi è l'ultimo giorno di vacanze, e se da una parte non vedo l'ora di tornare a casa per riprendere gli allenamenti, dall'altra mi rattrista il fatto che queste vacanze siano già finite.

Rilassarsi, passare la maggior parte del tempo con i miei amici, ridere e divertirsi, mi mancherà questa bolla in cui finisco ogni volta durante le vacanze.

E soprattutto, mi mancherà passare la stragrande maggioranza del mio tempo con Angel.

Sarò sincero, inspiegabilmente avevo immaginato che le cose potessero andare diversamente tra di noi, ma alla fine mi domando come è stato possibile un simile pensiero da parte mia.

Conosco Angel.

E conosco me stesso.

L'unico passo che avevo fatto era stato quello di dover ammettere a me stesso di essere innamorato di lei.

Il che forse, sarebbe stato meglio non realizzarlo neppure.

Perchè era un casino, e non sarei andato mai da nessuna parte.

Perchè Alex era cotto di lei, e non avrei mai voluto farlo soffrire.

Perchè Angel e i sentimenti viaggiavano su due rette parallele che non si sarebbero mai incontrate.

Questi ultimi giorni sono stati abbastanza complicati.

Alex ed Angel non si parlano più, e quando siamo tutti insieme, si avverte chiaramente il peso delle parole non dette.

Vorrei fare qualcosa per aiutarli, gettare le basi per un possibile confronto, ma so che è a dir poco impossibile con Angel.
Finirà col detestarmi, perchè deve essere lei e soltanto a lei a decidere quando parlare con qualcuno, in questo caso con Alex.

Però al tempo stesso Alex è mio fratello, e non sopporto di vederlo stare male.

Vedrò cosa potrò fare quando torneremo a Cervera, per ora penso a godermi quest'ultimo giorno di vacanze.

Miguel ha trovato una spiaggia nascosta, lontana dalla folla e dai turisti, un piccolo angolo di paradiso dove ora ci sta conducendo.

Mentre scendiamo giù in spiaggia, noto che Angel osserva con insistenza le mie infradito.

So bene che le detesta, ma non mi ha mai detto nulla in queste due settimane. Penso che invece lo farà oggi.

<<Cosa c'è, Angel?>> le domando ad un tratto e lei alza lentamente lo sguardo su di me.

<<Niente. Stavo semplicemente osservando quelle...le tue infradito.>> si corregge, perchè so bene cosa stava per dire. "quelle orrende cose che tutti chiamano infradito".

<<Mi avevi dato il permesso di indossarle...>> le ricordo, e lei increspa le labbra con aria di disappunto.

<<Appunto.>> dice, <<ma questo non significa che mi piacciano.>>

<<Eccoci qua!>> ci richiama all'attenzione Miguel e davanti ai nostri occhi appare una piccola spiaggia posta in un'insenatura creata da due rocce imponenti, che la dividono dal resto della costa. L'unica cosa che si sente è la voce del mare e il grido dei gabbiani.

<<Wow, che meraviglia, Miguel!>> esclama Anna, l'ammirazione nella sua voce.

Raggiungiamo la spiaggia e Angel tira subito fuori dalla sua borsa il telo da mare che stende prontamente sulla sabbia.
Lancia un'occhiata al mare azzurro, e capisco a cosa sta pensando.

Non ha fatto il bagno neanche una volta, e vorrei che almeno oggi, che è l'ultimo giorno, si lasciasse andare.

Si tira su i capelli e inizia a spalmarsi la crema solare addosso. Mi aspetto che chieda a me di spalmargliela sulla schiena, e inizio a pensarlo ancora di più quando mi lancia uno sguardo, ma poi mi spiazza non appena sento le sue parole.

<<Rafi, potresti mettermi la crema sulla schiena?>> un senso di delusione mi pervade, e mi sento un perfetto idiota.

Dopo essermi spalmato anch'io la crema solare addosso, mi preparo a seguire gli altri in acqua.

Noto invece che Angel va a sedersi sul telo che ha steso, con l'intenzione di continuare la lettura del suo libro. La raggiungo.

<<Angel.>> lei alza lo sguardo su di me.

<<Sì?>>

<<Avanti, vieni in acqua con noi.>> l'espressione di Angel cambia completamente.
Poi accenna un sorriso di scherno, mentre torna a concentrarsi sul suo libro.

<<Tu sei fuori.>>

Mi abbasso sulle ginocchia verso di lei, e sentendo il mio sguardo su di sé, Angel torna nuovamente a guardarmi.

<<Non sto scherzando, Angel.>>

<<Invece è proprio quello che stai facendo, Marquez.
Io non ci entro in acqua.>>

<<Oh andiamo, per favore!
Non dovrai andare dove non si tocca, e io non ti ci porterei mai, lo sai!>> Angel chiude il libro, stizzita e innervosita.

<<Marc, piantala, per favore.
Non ci siamo solo io, te e Alex.
Ci sono anche i tuoi amici deficienti, se non erro.>>

<<Pensi che ti prenderebbero e ti trascinerebbero in acqua?
Non vogliono mica rischiare di morire per mano tua.>> sghignazzo, ma Angel mi fulmina con lo sguardo, per cui, torno serio, schiarendomi la voce.

<<Angel, ti prego.
Oggi è l'ultimo giorno di vacanze e vorrei che tu almeno per una volta sentissi il calore di quell'acqua cristallina contro la pelle.
So che è quello che vuoi anche tu, per cui, avanti, per una volta non far vincere le tue paure e segui ciò che ti dice il cuore.
Sarò al tuo fianco, non ti lascerò sola, promesso.>> nello sguardo di Angel passa un lampo di paura. Spero davvero che questa volta si lasci andare.

Mi alzo in piedi, porgendole la mia mano e Angel la osserva, titubante. Poi, dopo qualche secondo, vi poggia la sua, piccola e candida, rispetto alla mia, grande e abbronzata.

<<Hai detto che non mi lascerai.>> mormora, guardandomi negli occhi.

In questo momento pare così diversa dalla Angel che cerca di mostrare a tutti, sempre.

Così dolce, insicura, squisitamente adorabile e assolutamente irresistibile.

Anche se lei, per me, è sempre tutte queste cose.
Soprattutto l'ultimo punto.

Sorrido, stringendole la mano più forte.

Una scarica elettrica mi percorre il braccio, letteralmente.

Vorrei intrecciare le mie dita alle sue, per sempre.

<<Ed è quello che farò.
Non ti devi preoccupare, angelo.>> la rassicuro, sfiorandole la guancia con la punta delle dita.

Angel non stacca il suo sguardo dal mio, ma noto i suoi occhi tremare sotto le ciglia nere.

Mi avvio verso il mare, ed Angel si lascia portare, stringendomi la mano sempre più forte.

Sento il mio stomaco contorcersi sempre di più in una morsa.

In prossimità dell'acqua però, Angel rallenta bruscamente e mi volto verso di lei.

La paura è palese sul suo volto, posso quasi vedere i ricordi di quelle due volte in cui ha rischiato di affogare, farsi largo nella sua mente.

<<Angel sta entrando in acqua, ragazzi!
Ripeto, Angel sta entrando in acqua, questa non è un esercitazione!>> esclama all'improvviso Juan, e lei abbassa la testa, facendo per tornare sui suoi passi, ma io le prendo anche l'altra mano.

<<Angel, guardami.>> dopo qualche secondo fa come le chiedo, tornando a guardarmi negli occhi.

È così difficile, quasi impossibile sostenere il suo sguardo, la maggior parte delle volte.
Spesso ho persino paura che possa leggere nei miei occhi tutto quello che provo per lei.

<<Un passo alla volta, un passettino alla volta.
Avanti, fai come me.
Va tutto bene, tutto bene.>> faccio un passo all'indietro, e Angel mi segue, titubante, facendolo in avanti.

Un altro, poi, e un altro ancora.

Fino a quando l'acqua non finisce sulle nostre caviglie, e Angel sussulta appena, stringendomi più forte le mani.

Alex, nonostante lui ed Angel non si parlino, ha attirato l'attenzione degli altri, sapendo quanto questo momento sia delicato, in modo che Angel non si senta osservata e non ceda, ora che sta provando a lasciarsi andare.

<<Visto? Non è così male! Senti quanto è calda quest'acqua!>>

<<In realtà è un po' fredda, per me.>> ribatte Angel, accennando un sorriso tremolante.

<<È naturale, il tuo corpo deve abituarsi alla temperatura.
Ma vedrai, alla fine scommetto che non vorrai più uscire!>> lei mi scocca un'occhiata poco convinta, ma continua a seguirmi, fino a quando l'acqua non raggiunge l'altezza del suo ombelico.

<<Oltre questo punto non vado.>> afferma, secca, e penso che sia abbastanza, per oggi.

Angel stacca le sue mani dalle mie, per portarsele intorno al corpo, e mi sento quasi vuoto, come se avessi perso un pezzo di me.

Continuo a guardarla, non riesco a smettere di farlo, e forse se ne sarà accorta e si starà domando cosa accidenti mi prenda.
Seguo le mie emozioni, e le poso un bacio sulla fronte.

<<Sei stata bravissima, Angel. Vedi? Un passo alla volta.>> mormoro, avvicinandomi di più a lei, usando lo stesso tono che si potrebbe usare con una creatura preziosa, che ormai, ha mandato completamente a quel paese il tuo cervello.

Angel alza lo sguardo verso di me, e solo in quel momento noto il rossore spruzzato sulle sue guance.

Si morde lentamente il labbro inferiore, mentre i suoi occhi saettano per un istante sul mio petto nudo, poi oltre le mie spalle e infine, tornano ad incontrare i miei.

L'ultima volta che Angel mi è stata così vicina in una situazione simile è stato quella notte, quando ci siamo addormentati, in camera sua.

La sua pelle pare chiamarmi, il suo profumo, il suo calore, non riesco a staccarle gli occhi di dosso.
Vorrei disegnare cerchi sul suo ventre con la punta delle dita, far scorrere lentamente l'indice lungo la linea della sua spina dorsale, riempirle le spalle di baci soffici, delicati e leggeri, accarezzarle i fianchi, fissare i miei occhi nei suoi.

<<Marc? Marc, tutto bene?>> scuoto appena la testa e lo sguardo stranito di Angel su di me, è la prima cosa che vedo.

Accidenti, ma che diavolo stavo facendo?

Stavo sognando ad occhi aperti?

Abbasso lo sguardo, portandomi una mano dietro la nuca, mentre mi scappa una risatina nervosa.

<<Sì, tutto bene, stavo solo...pensando.>> in quel momento alle nostre spalle sbuca Javier, con la chiara intenzione di spaventarci.

Angel sussulta spaventata, e istintivamente, annulla quei pochi centimetri di distanza che ci dividevano, e si stringe a me.

Trattengo il respiro per un istante, non appena sento le sue mani sulla mia pelle nuda.
Ma dura tutto un istante, perchè Angel, non appena se ne rende conto, si stacca da me.

<<Ma sei fuori? Ci hai spaventato!>> lo attacca Angel, fulminandolo con lo sguardo.

<<Ho notato in effetti, che eravate molto concentrati nel farvi i fatti vostri...ma perchè non ci raggiungete?
C'è una cosa che vorrei farti vedere, Angel.>> lo guardo malissimo, mentre lui le rivolge il suo classico sorriso da pesce lesso.

Angel non è il suo tipo, perchè allora ci sta palesemente provando?

In realtà per me è più che palese, ma per Angel, che non lo conosce, no.

Ma non c'è problema, sia Juan che Javier le hanno sempre dato sui nervi, per cui si sta solo dimostrando un gran cretino ai suoi occhi, niente di nuovo, insomma.

<<Non ci vengo laggiù, Javier, mi dispiace.
Voglio restare qui, io e il mare non andiamo molto d'accordo.>> taglia corto lei, voltandosi poi dalla mia parte.
Lui inarca un sopracciglio.

<<Hai detto le stesse cose di super campione qui presente.
Siete proprio fatti l'uno per l'altra.>>

<<Oh, avanti Javier, fatti un giro.>> gli dico, dandogli una spinta leggera. Angel scuote appena la testa e inizia ad avviarsi verso la spiaggia.

Gli scocco un'occhiataccia.

<<Cretino.>> lo lascio lì e seguo Angel fuori dall'acqua.
Si sta asciugando, pronta per rimettersi la crema solare.

<<Angel, avanti, ascolti quell'idiota di Javier?>>

<<No, ascolto me stessa>> sbotta lei, guardandomi, <<Marc, è stato bello entrare in acqua, ma vorrei apprezzare e vivere il momento, e non può succedere se vivo quell'esperienza con persone che non sanno della mia paura.
È un qualcosa di mio, di cui loro non fanno parte, e proprio per questo non voglio che lo sappiano.
Non siamo solo io e te, ed è un...peccato.>> conclude lei, lanciandomi un'occhiata di sfuggita.

Sento il cuore farmi le capriole nel petto.
Mi mordo le labbra quasi a sangue pur di non farle notare il sorriso di felicità che si stava formando sul mio viso.
Io vorrei che fossimo sempre solo io e lei, sempre.

Mi siedo accanto a lei.

<<Senti, che ne dici se oggi pomeriggio torniamo qui, solo io e te?>> lei alza lo sguardo su di me.

<<Oggi pomeriggio...noi due?>>

<<Sì, mentre gli altri faranno la siesta. E ci divertiamo, solo noi due.>>

Angel mi guarda per qualche istante, come se stesse pensando a quale sia la miglior risposta da darmi.
Poi sorride.

<<Direi che è un'ottima idea!>>

<<Perfetto!>> rispondo, cercando di non farle notare tutta la mia euforia. Lei controlla l'ora sul cellulare.

<<Se pranziamo ora faremo in tempo a tornare mentre gli altri dormiranno.
Sai che dovremo aspettare tre ore prima di entrare in acqua, vero?>> sospiro.

Pare mia madre.

<<Lo so.
E in effetti io avrei anche un discreto appetito...tu?>>

<<Strano, anch'io.>> risponde Angel, voltandosi a guardarmi, sorniona.

<<Presto, andiamo. Pizza?>>

<<Pizza sia!>> concorda lei, mentre ci alziamo.

Angel ripone la crema solare, il telo da mare e il libro che si era portata dentro la sua borsa e iniziamo a risalire lungo la scogliera.

<<Ehi! Ma che fate, ve ne andate?>> mi volto non appena sento la voce di Miguel in lontananza.

<<Sì, andiamo a mangiare qualcosa! Divertitevi!>> rispondo, salutandoli.

Angel scoppia a ridere, dandomi una leggera spallata mentre scuote la testa.

<<Beh, che ho detto, è vero!>>

<<Sì, certo...ma ora muoviamoci, c'è una pizza che ci aspetta!>>

[Spazio Autrice]

Voglio chiedervi scusa per il capitolo estremamente noioso, ci tengo a precisare però che serve da 'ponte' al capitolo che posterò la prossima settimana!
Lasciate un commento o un voto se vi va, un bacio 💋

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