Give me love
[Give me love like never before
Cos lately I've been craving more
And It's been a while but I still feel the same
Maybe I should let you go
And you know I'll find my corner
Maybe tonight I'll call you
After my blood, is drowning in alcohol
I just wanna hold you]
[Marc]
Angel era diversa da tutte.
Lo era sempre stata, sin dal primo istante in cui l'avevo incontrata.
Magnetica, magica, unica nel suo genere.
Nemmeno si rendeva conto di quello che scatenava nelle anime e nei cuori di chi la guardava.
Quella sua purezza, che i suoi occhi limpidi non potevano nascondere, incantava chiunque la incontrava. Bastava vedere gli sguardi che le rivolgevano nel paddock quando passava.
Chi la guardava non lo faceva solo perché attirati dalla mera bellezza; Angel non era come il tipo di ragazza a cui i piloti erano abituati, la sua non era una bellezza esplosiva, era dolce, infantile, delicata, ma allo stesso tempo affascinante e per questo più duratura negli occhi di chi la guardava.
Il suo modo di camminare, i suoi occhi grandi ed espressivi, profondi e scuri come un cielo trapunto di stelle; il suo modo di inarcare le sopracciglia, o di increspare le labbra, i suoi movimenti leggeri come quelli di una farfalla, quella sua timidezza che le tingeva le guance di rosa, la sua lingua affilata e il suo modo di essere.
Quella personalità che ti conquistava senza che lei facesse assolutamente nulla, perché le bastava essere se stessa per renderti dipendente da lei.
Pareva piovuta dal cielo, come se fosse caduta da un altro pianeta.
Era ghiaccio e fuoco racchiusi in un unico corpo.
Angel ti entrava dentro come un veleno.
Esattamente ciò che era successo a me.
I sorrisi, la sua timidezza, la sua delicatezza e la sua dolcezza ora erano riservate ad un altro e fondamentalmente a chiunque non fossi io.
A me era rimasto il ghiaccio e tutta la freddezza di cui era capace e qualcosa di ancor più peggiore: l'indifferenza.
Per Angel ero diventato letteralmente invisibile, non esistevo più.
E il fatto era che aveva ragione, perché sin dal giorno del suo compleanno, avevo fatto un errore dopo l'altro con lei, l'ultimo a Jerez, quando l'avevo baciata.
Avevo baciato quella che ora era la ragazza di mio fratello, e mi sentivo letteralmente uno schifo.
Lo sguardo che Angel mi aveva rivolto subito dopo avermi respinto mi era rimasto impresso dietro le palpebre.
Com'era possibile che avessi perso la testa in quel modo, che trovandomela ad un passo, così maledettamente vicina, nella mia stanza, non fossi riuscito a resistere al toccare di nuovo le sue labbra?
Avevo davvero toccato il fondo con lei, anche se temevo di poter addirittura scavarlo, il fondo.
Angel mi faceva provare cose che nessun'altra prima mi aveva mai fatto provare, qualcosa di così intenso, travolgente e devastante, che mi faceva perdere il senno.
Quando me la trovavo di fronte le stesse fortissime emozioni che provavo in gara mi infiammavano il sangue, il mio cervello smetteva letteralmente di funzionare e l'istinto e il sentimento erano le uniche cose che mi dominavano.
Ed era una cosa che non mi piaceva.
Se avessi potuto scegliere, se fosse esistito un interruttore per spegnere ogni minima emozione per lei che si discostava dall'amicizia, lo avrei usato, e tutto sarebbe tornato ad essere come un tempo, come un anno prima.
Ma perché lei?
Perché proprio lei?
Perché non un'altra?
Perché non Linda?
Erano passate più di due settimane dal giorno in cui avevo provato a baciare Angel e avevo cercato in tutti i modi di mettermi in contatto con lei, per chiederle scusa, ma ogni mio tentativo era stato vano.
Aveva totalmente ignorato i miei messaggi e le mie chiamate, ed ero passato a casa sua diverse volte, quando sapevo che sua madre non era in casa, e ovviamente, non mi aveva mai aperto la porta.
Al bar non osavo passare, per cui, mi era praticamente impossibile mettermi in contatto con lei.
Di chiedere ad Alex di fare da intermediario non se ne parlava neanche. Mi sentivo già uno schifo nei suoi confronti, non volevo usarlo per arrivare ad Angel.
A rendere il tutto ancora più eccitante, il weekend di Le Mans è stato un vero schifo.
Sono caduto a metà gara, mentre ero terzo.
Non ho idea di cosa mi succeda, questo inizio di mondiale si sta rivelando sempre più difficile.
Non sono sereno, e temo che la mia tensione si stia riversando sulle mie prestazioni in pista.
<<Marc, tutto bene?>> la voce di Alex mi coglie del tutto di sorpresa, e sollevo di scatto la testa dal cuscino.
<<Sì...tutto bene.>> borbotto, portandomi una mano sotto la nuca.
<<Stai ancora pensando alla gara?>>
<<No, sai come sono, una volta tornato a casa non penso più ai problemi in pista.>>
<<Allora cosa c'è che non va? Ti conosco, sei mio fratello.>>
"Sei mio fratello."
Non riesco neppure a guardarlo negli occhi. Non mi sono mai comportato in questo modo nei suoi confronti, e non ho idea di che fare.
Dovrei parlargliene? Dovrei raccontargli ciò che è successo, dovrei dirgli la verità?
<<Davvero Alex, non ho nulla! Sono solo un po' stanco.>> taglio corto, accennando un sorrisetto. Lo sento sospirare.
<<E va bene, non vuoi parlarmene. Tenetevi i vostri segreti.>> lo guardo confuso, mentre si alza.
<<Perché hai parlato al plurale?>> Alex si ferma, e si volta appena.
<<No, ecco...lascia stare.>>
<<Sicuro?>>
<<No, ma tu non vuoi sentire parlare di Angel.>>
Una fitta mi colpisce al centro del petto quando sento il suo nome. È vero, avevo chiesto espressamente ad Alex di non parlarmi di lei, di non parlarmi di loro due insieme.
Ma ora, anche se probabilmente mi farà male, ho bisogno di sapere.
<<Posso...posso fare un'eccezione, se hai bisogno di parlarne.>> accenno, mettendomi seduto sul letto.
<<Davvero?>> gli faccio un cenno col capo.
<<Certo, vieni.>> gli dico, indicando il letto.
Alex accenna un sorriso. Dopo quello che ho fatto, ascoltarlo è il minimo. Anche se si tratta di Angel.
<<Allora, qual è il problema?>>
<<Beh, ecco...Angel si comporta in modo strano, da quando siamo arrivati da Jerez. Prima era più...sciolta, con me. Più spontanea, più...libera, senza filtri. Come se mi avesse aperto le porte di quei...suoi muri che ha sempre messo tra sé e gli altri. Da quando siamo tornati da Jerez è come se non riuscisse più a lasciarsi andare con me. E non intendo per quello, perché beh, non ci abbiamo più provato da quando tu ci hai interrotto, e va bene così, cioè, voglio che sia lei a decidere come e quando, voglio che sia pronta e sicura di ciò che sta facendo. Intendo per ogni cosa. È come se ci fosse qualcosa che...che lei voglia dirmi, ma è come se non ci riuscisse.>>
Sento il cuore iniziare a battere come un pazzo nel mio petto a causa dell'agitazione.
Cosa può essere questa cosa di cui vuole parlargli se non ciò che è successo tra noi?
Alex mi odierà, e allora avrò distrutto veramente tutto. Il mio rapporto con Angel e quello con mio fratello.
<<In più, negli ultimi giorni vuole stare sempre sola, me lo ha detto espressamente: ha precisato che non c'entro nulla, e ho capito, insomma, ci conosciamo da anni e so che ci sono questi periodi dove vuole semplicemente isolarsi, ma mi sento...inutile. Vorrei fare qualcosa, starle vicino, farle capire che ci sono, che sono qui per lei, sempre. Tu...tu sei quello che le è sempre stato accanto in quei momenti, sai come prenderla. Cosa devo fare, Marc?>>
Sospiro, per poi chiudere gli occhi.
Vorrei andare da lei, starle vicino come ho sempre fatto. Invece, per la prima volta da quando ci conosciamo, non le sarò accanto.
Il fatto è che Angel può continuare benissimo a trattarmi male o come se non esistessi, io vorrò sempre, sempre starle accanto.
Preferisco avere a che fare con la parte peggiore di lei che vivere senza di lei.
<<Devi...starle vicino, ma con discrezione. Farle capire che vuoi starle accanto ma che rispetti il suo bisogno di stare da sola. Mandale un mazzo di fiori. A lei piacciono molto, anche se non lo ammetterà mai. Inviale un messaggio dolce, qualcosa che ti faccia pensare a lei. Mi ricordo che io una volta le ho inviato una foto dove stavo guardando un documentario sul Sudafrica, e sapendo quanto lei lo ama, mi è parso carino. Ha bisogno di sapere che ci sei per lei, sempre.>>
Alex annuisce, per poi alzarsi in piedi.
<<Ho già in mente uno splendido mazzo di fiori da mandarle. Grazie fratello, sei il migliore, come sempre. Sai...è così bello stare con Angel. Più sto con lei più mi incanta. Mi sento un privilegiato.>> soffia, con aria sognante.
Stringo i pugni, cercando di ignorare il dolore che mi riempie il cuore.
Non mi interessa.
Non è Angel, sta parlando di un'altra.
<<Sono felice per te, Alex. Te lo meriti. Angel...è speciale. Trattala bene, mi raccomando. Non ferirla mai.>>
Mi rivolgo a lui, ma è come se stessi parlando a me stesso.
Perché io ho fatto l'errore di ferirla ed Angel è una che non perdona.
Ed io lo sapevo.
<<Mi dispiace vedervi così.>> lo sento dire, e mi richiama alla realtà.
<<Così...?>>
<<Vedervi lontani, vedere che il vostro rapporto è finito così. Mi dispiace, e vorrei poter fare qualcosa per voi. Mi chiedo...che cosa può essere successo di così...forte da portarvi alla rottura. Perché negli anni avete sempre discusso, ma dopo pochi giorni tornava la pace. È davvero così insormontabile il problema che avete davanti?>>
Alzo lo sguardo su di lui.
Se sapesse cosa è successo tra di noi, se sapesse qual è la causa di tutto.
<<Ho sbagliato, Alex. Ho sbagliato tutto con Angel. Ma ora non perdere tempo con me e vai a comprarle quel mazzo di fiori, ma mi raccomando: non portarglielo tu, faglielo arrivare a casa. Ricordati di rispettare i suoi spazi.>>
<<Lo farò, grazie Marc.>>
Il suo largo sorriso è l'ultima cosa che vedo.
È innamorato.
È perdutamente innamorato di lei, non l'ho mai visto così prima.
Mi getto sul letto, affondando il viso nel cuscino.
Cosa vuoi che me ne importi, ormai? Ho avuto la mia occasione, con lei. Ho fatto una scelta, e ora non posso tornare indietro.
In fondo, che cosa mi aspetta?
Stanno insieme, e a giudicare da quanto Alex è innamorato di lei, un giorno si sposeranno, andranno a vivere insieme, con due cani e costruiranno una famiglia.
E io da bravo fratello maggiore farò da testimone di nozze ad Alex e da padrino ai loro figli.
E nasconderò per sempre i miei sentimenti per quella che oramai sarà diventata mia cognata.
Una catastrofe.
Oppure, sarò più fortunato, tutto ciò che provo per lei passerà e continuerò a divertirmi, passando da una ragazza all'altra con la speranza di imbattermi un giorno in qualcuna che mi faccia sentire nello stesso modo in cui mi ha fatto sentire lei, per poi rendermi conto che è impossibile, perché non esiste.
Non esiste un'altra Angel.
Esiste solo lei, e ha scelto mio fratello.
Il trillo del cellulare interrompe i miei pensieri sempre più cupi.
Joder, come mi sono ridotto.
<<Sì?>> borbotto, senza sollevare la testa dal cuscino.
<<Oh, mi spiace, credo di aver sbagliato numero, cercavo mio cugino, ma penso di aver chiamato un'anima in pena dall'oltretomba.>>
<<Rafi, piantala.>>
<<Ah, allora non ho sbagliato numero!>>
<<Che vuoi?>> mi volto, tornando a fissare il soffitto.
<<Sapere come stai, tutto qui. L'ultima gara è stata un disastro, e la prossima è il Mugello...>>
<<Quest'anno è iniziato un po' così, ma so di potercela fare. Ho fiducia in me stesso, lo sai.>>
<<Lo so. Sei un mito in pista, ma un idiota quando scendi dalla moto, cugino...>>
<<Scusami!? Tra l'altro mi è stata già detta una frase simile...>>
<<E scommetto che a dirtela è stato qualcuno il cui nome inizia per "A" e finisce per "ngel", vero? Quanto mi piace quella ragazza.>>
<<Falla breve, Rafi. Mi hai telefonato solo per questo?>>
<<No, ma per dirti che sei un idiota. Dio, Marc, ma ti rendi conto dell'occasione che hai avuto con lei?>>
Sospiro, esasperato. Ma perché non mi lasciano in pace una volta per tutte?
<<Rafi, d'accordo, ho avuto un'occasione, e forse, a vedere com'è andato a finire il mio rapporto con lei, avrei anche potuto rischiare, ma alla fine abbiamo preso una scelta. Io ora sto con Linda, lei con Alex, abbiamo voltato pagina, quindi perché continuare a parlarne?>>
<<Sì, tu stai con miss. Palo su per il culo, ma per favore, stai parlando con me, non con Miguel.>>
Sto per ribattere, ma lei riprende a parlare.
<<Marc, Angel per lasciarsi andare con qualcuno deve essere innamorata. Lo sai questo?>>
<<Rafi, non sto capendo.>>
<<Joder, ma sei davvero un cretino. Conosciamo Angel. Tu dovresti conoscerla meglio di me, ma sorvoliamo su questo dettaglio. Angel è terrorizzata dai sentimenti. Li ha sempre visti come una debolezza, vero? Bene. Ma sappiamo anche quanto sia fragile. Per sentirsi pronta a lasciarsi andare deve essere sicura e fidarsi ciecamente di chi ha di fronte. E fin qui ci siamo. Ma, e questo è il punto più importante, per fare l'amore con qualcuno deve essere innamorata. Innamorata, capisci? INNAMORATA.>>
<<Ho capito, cosa alzi a fare la voce? E poi finisci di ripeterlo, grazie. Vuoi continuare a ricordarmi che lei e Alex presto lo faranno?>>
<<Marc, cazzo, lei ha fatto l'amore con te! Con te, hai capito, adesso?>>
Mi sollevo dal letto, di scatto.
Non ha davvero detto quello che penso. Devo aver capito male.
Sì, ho sicuramente capito male.
<<No Rafi, smettila di scherzare, per favore. Perché mi stai dicendo questo adesso? Qual è il senso? Come fai a sostenerlo, tra l'altro? Deve...deve essere lei a dirmi una cosa del genere...>>
<<Lei? Ma stiamo parlando della stessa Angel? Quella piena di orgoglio che preferirebbe rinunciare per sempre alla persona che ama piuttosto che ammettere di esserne innamorata, perché considera i sentimenti una debolezza? Marc, sembra che non la conosci più. Certo, negli ultimi mesi ha tirato fuori un lato di sé molto on fire che onestamente apprezzo molto. Ma Marc, le cose stanno così.>>
Angel innamorata di me.
Angel era innamorata di me?
<<Se era come dici tu perché allora ha scelto di...mettere un punto a ciò che era successo tra di noi?>>
<<Marc, cosa temevi quando hai realizzato ciò che provavi per lei?>>
<<Di...rovinare il nostro rapporto...>>
<<E non pensi che anche lei forse poteva avere la stessa paura? Senza tener in conto poi della tua "fama" da pilota...>>
<<Problema che dovrebbe avere anche Alex, mi pare.>> ribatto, schioccando la lingua, <<Rafi contano poco queste cose, ora. Lei sta con Alex, adesso. Sta con mio fratello. Ogni cosa tra noi, ora, è praticamente impossibile. E ora...ho da fare. Ci sentiamo, okay?>>
<<Ma, Marc...>>
<<A presto.>> chiudo la chiamata e mi prendo la testa tra le mani.
Non posso credere a quello che ha detto Rafi, non ci riesco. Non posso pensare al fatto di aver avuto la possibilità di stringere a me Angel quando provava le stesse cose che provo io per lei.
Devo sentirmelo dire da lei, voglio che quelle parole escano dalle sue labbra, voglio sentire la sua voce dirmele.
Mi alzo, e inizio a girare in tondo per la stanza. Ho bisogno di vederla, ho bisogno di parlarle. Ho bisogno di sfiorare la sua pelle e di perdermi nei suoi occhi.
Le luci del tramonto filtrano dalla finestra aperta. Mancano pochi giorni alla fine di maggio, e il caldo è ormai alle porte.
Ho bisogno di andare da lei, adesso, subito.
Indosso una delle mie felpe, mi infilo le scarpe ed esco. Spero solo di non incontrare Alex, ma se ha seguito il mio consiglio, non dovrebbe essere andato da lei.
Salgo in macchina e dopo pochi minuti sono sotto casa sua. Non ha il turno al bar, quindi deve essere a casa. Vedo un fattorino uscire dal palazzo, e capisco che i fiori di Alex le sono appena stati recapitati.
Prendo un profondo respiro e scendo dalla macchina. Suono al campanello ma so che non risponderà neppure. Può vedermi benissimo attraverso la telecamera del videocitofono. Aspetto diversi secondi, fino a quando realizzo che per l'ennesima volta, non mi aprirà.
Idiota.
Abbattuto, entro nel bar, non so neanche il perché, dato che non voglio niente da bere.
<<Marc, caro! Vuoi un cappuccino?>> mi accoglie Dina, sorridendo. Accenno un sorriso, e mi limito a scuotere la testa.
<<Che succede?>> mi domanda, notando il mio umore.
<<Angel continua ad ignorarmi. Non mi risponde al citofono, non risponde alle mie chiamate né ai miei messaggi.>>
<<Dio, quanto è testarda. Ma non ti preoccupare, ci penso io. Ti avverto però, in questi giorni è intrattabile.>>
Niente di nuovo, quindi.
<<Vieni con me.>> mi dice, ed esce dal bar. Suona al citofono e Angel dopo qualche secondo risponde.
<<Mamma, che c'è?>>
<<Tesoro, puoi aprirmi? Devo venire a prendere una cosa e non ho preso le chiavi.>>
<<Ti apro, vieni.>>
<<Grazie, gattina.>>
Dimenticavo il nomignolo con cui sua madre la chiama.
<<Avanti, vai!>> mi dice Dina, facendomi un cenno col capo.
Annuisco ed apro il portone.
<<Grazie, Dina.>>
<<Figurati, caro.>>
Salgo le scale di fretta fino a quando non mi ritrovo di fronte alla porta del suo appartamento.
L'ultima volta che sono entrato Angel mi ha fatto letteralmente a pezzi, immagino che succederà anche oggi.
La porta è socchiusa, basta solo che io la spinga e faccia un passo.
Un passo dopo l'altro.
Mi chiudo lentamente la porta alle spalle.
Angel deve essere in camera sua. Cercando di fare il minimo rumore mi dirigo verso la sua stanza.
Poi la vedo.
Indossa una maglia decisamente lunga, che lei ha arrotolato sui fianchi, per terminare con un nodo laterale. Un paio di culottes rosa pallido spuntano da sotto la maglia. Sta sistemando qualcosa in un vaso, poi non appena fa un passo indietro noto che si tratta di un mazzo di fiori, più precisamente di gigli bianchi e girasoli.
Alex ha scelto davvero degli splendidi fiori, soprattutto per il tacito messaggio che vogliono trasmettere.
<<Mamma, guarda! Hai visto il mazzo di fiori che mi ha regalato Alex? È bellissimo, non trovi? Dio, è così dolce che->>
Si volta verso di me e le parole le rimangono incastrate in gola.
Mi fissa, per istanti che paiono infiniti. È come se il tempo si fosse fermato. E in quel momento noto che la maglia che indossa è di Alex.
Indossa una maglia di Alex.
<<Vattene.>> sibila, abbassando lo sguardo ai miei piedi.
<<Angel, per favore, voglio solo chiederti scusa.>> la imploro, facendo un passo verso l'interno della stanza e lei, come in risposta, arretra.
<<Non ti avvicinare, non osare avvicinarti.>> mi ammonisce, stendendo un braccio verso di me.
<<Va bene, resterò qui. Ma ti prego Angel, ascoltami. Voglio solo chiederti scusa per quello che è successo a Jerez, io, ti giuro...non ho idea di cosa mi sia preso. Non accadrà mai più, te lo posso garantire.>>
La sento sogghignare appena.
<<Certo che non accadrà mai più. Non ti permetterò mai più di avvicinarti a me, mai più. Questa è la distanza minima che ti permetterò di tenere in mia presenza d'ora in avanti.>> ribatte, dura come la pietra e fredda come il ghiaccio, indicando i metri che ci separano.
Sento il cuore spezzarsi in mille pezzi e iniziare a sanguinare.
Sono disperatamente innamorato di lei, disperatamente bisognoso d'amore da parte sua e tutto quello che ricevo da lei da mesi sono solo schiaffi.
Vorrei inginocchiarmi ai suoi piedi e pregarla di rivolgermi un sorriso, di darmi una carezza, anche solo per un istante.
Non mi riconosco più, non so più chi sia questo Marc. Angel mi ha letteralmente annientato e fatto a pezzi.
Una ragazza così piccola e minuta è riuscita a vincermi senza fare assolutamente nulla.
<<Angel, per favore...ti supplico, non essere così spietata con me.>>
<<Non sono stata io a baciarti, a rubarti un bacio che tu non volevi darmi! Non voglio mai più averti vicino a tal punto, non voglio più che mi tocchi, né che mi guardi!>>
Sento le lacrime pungermi agli angoli degli occhi per la disperazione. Non ho idea di che fare per rimediare.
<<Quindi non hai nessuna intenzione di accettare le mie scuse? Hai intenzione di dire ad Alex quello che è successo? È questo che vuoi dirgli da giorni?>>
Angel si volta verso di me, lo sguardo sprezzante che si posa su di me come se fossi qualcosa di non richiesto, di fastidioso, che bisogna eliminare al più presto.
<<Certo che no. Se deve saperlo non deve certo saperlo da me, dato che non ho fatto assolutamente nulla, non credi?>> annuisco appena, quando Angel riprende a parlare, <<anzi, a proposito: come ci si sente dopo aver baciato la ragazza del proprio fratello?>>
Un sorriso compiaciuto va a disegnarsi sulle sue labbra e io sento ogni più piccola parte di me gridare.
<<Ti diverti, vero? Ti diverti proprio a vedermi soffrire, non è così? È quello che volevi, in fondo, no? Farmi soffrire, ferirmi!>> esclamo, stringendo i pugni.
Angel mi guarda con aria innocente.
<<Ma se stai facendo tutto da solo, Marc caro. Avresti potuto risparmiarti di baciarmi, non credi? Perché diavolo lo hai fatto?>>
Perché ho solo un disperato bisogno di essere amato da te.
Ti prego Angel, amami, amami almeno un po'.
Amami almeno un briciolo di quanto ti amo io.
<<Perché sono un idiota a cui il cervello è letteralmente andato.>>
<<Sono d'accordo.>>
Come può Rafi sostenere che Angel mi abbia amato, o mi ami ancora? Lei parla perché non vede il modo in cui mi guarda, non vede il modo in cui mi parla.
Angel mi odia.
<<Tu e Alex...>> non so neppure perché le parole mi escano di bocca, senza il mio consenso.
<<Cosa? Vuoi ancora parlare di noi? Non ti sembra di essere un po' ossessionato? Forse sei invidioso, caro? Ma hai la tua cucciola, non ti diverti abbastanza con lei? Forse io, al tuo contrario, tengo davvero alla persona con cui sto.>>
<<Provare affetto e amare sono due cose diverse.>> ribatto, ancora, perché non riesco a mordermi la lingua, non riesco a ingoiare il boccone e a fare finta di niente.
<<Ma io amo Alex!>>
Mi blocco quando urla quelle parole. Sento una fitta al cuore, e il mondo crollarmi addosso.
<<Tu cosa...?>> sussurro appena.
<<Io lo amo. Sì, lo amo.>> ripete, abbassando lo sguardo e incrociando le braccia sotto il seno.
Mi pare quasi di non riuscire più a respirare. Allungo un braccio verso di lei, perché vorrei stringerla, tenerla stretta come ho fatto la notte del suo compleanno, accarezzare la curva del suo collo, sentire che non l'ho persa per sempre come invece sto realizzando ora.
Vorrei guardarla negli occhi e baciarla altre cento, mille volte, fermare il tempo e non lasciarla più andare.
<<Ma...Angel...>> farfuglio, senza capire più nulla.
<<Basta, cazzo, basta! Cosa devo fare per farti uscire da casa mia? Cosa devo fare per farti capire che la tua vista mi urta, che quella tua voce strana mi urta, che mi urta la vista del tuo viso, di quelle tue mani enormi, che mi urta ogni cosa di te?>>
La fisso negli occhi e vedo un lampo attraversarli, mentre arretra di un passo.
Non attendo un secondo di più e le do le spalle, percorrendo velocemente il corridoio.
<<No Marc, aspetta, ti prego, ti prego aspetta!>> la sento implorarmi con lo stesso tono disperato con cui mi sono rivolto a lei fino a pochi istanti fa.
Ma non mi fermo, ed esco dal suo appartamento, troppo ferito per sostenere ancora il suo sguardo.
Scendo le scale di fretta e la sento mentre continua a chiamarmi.
<<Marc, per favore, fermati!>>
Ma questa volta sono io a non fermarmi.
[Spazio Autrice]
Buonasera belle ragazzuole! ❤
Ma che freddo fa? Pare pieno gennaio ❄
Bando alle ciance, torniamo a noi: quanta stupidità leggete in questo capitolo?
Io veramente basita da ciò che questi due scemi stanno facendo 😳
I miei feels in questo capitolo hanno raggiunto livelli vertiginosi, anche perché ho scritto l'intero capitolo con Give me love in sottofondo e non è stata una buona idea.
Detto ciò, fatemi sapere che ne pensate, con un commento o un voto!
Vi mando un bacione e come al solito vi ringrazio 💋
Alla prossima!
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro