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Breakeven

[Marc]

[What am I gonna do when the best part of me was always you?
And what am I suppose to say when I'm all choked up and you're ok?
I'm falling to pieces yeah
I'm falling to pieces yeah
I'm falling to pieces
(One still in love while the other ones leaving)]


[Estate 2012]


<<Lo sai che Bruno non esce di casa da una settimana?>> vado a sedermi accanto ad Angel, che, nel frattempo, è immersa nella lettura di uno dei suoi soliti libri - mattone.
Non c'è neanche più bisogno di dirle di fare come se fosse a casa sua, ogni volta che viene a casa nostra.
Lo fa già da un bel pezzo.

Dato che pare non intenzionata a prestarmi attenzione, inizio a stuzzicarla, avvicinando il viso al suo per posizionarlo tra lei e il libro.

<<Sei un vero rompicoglioni.>> la sento sussurrare, in italiano.
Sogghigno appena, mentre lei si volta a guardarmi.

<<Dunque?>>

<<Ma solo perché quell'odiosa di Gabriela l'ha mollato!>>

<<Sono cose che capitano. Evidentemente questo è il suo modo di reagire ad un cuore spezzato. Cosa dovrebbe fare, seguire il solito stereotipo del maschio dotato di mezzo neurone che gira per locali per scoparsi la prima che passa?
Fa bene ad essere se stesso. Presto gli passerà e troverà qualcun'altra che lo amerà come merita.>> conclude, sventolando una mano come per liquidarmi, per tornare a leggere il suo libro, ma io vi poso una mano sopra.

<<Non ho detto questo, solo che non capisco. Come si può soffrire così per...questo? Io soffro quando cado dalla moto e la sera quando mi metto a letto ogni parte del corpo mi fa male. >>

<<Lungi da me parlare di sentimenti>> esclama Angel, chiudendo il libro e voltandosi verso di me, <<ma le sofferenze emotive, psicologiche e quelle dell'anima sono dolorose quanto quelle del corpo, se non di più, perché sono invisibili e capaci di procurarti anche problemi fisici. Un dolore che ti porti dentro può non passare mai e segnare la tua vita per sempre. Ognuno è diverso dall'altro, Marc, non siamo tutti uguali, per questo non si dovrebbe mai giudicare il modo di reagire di qualcuno ad uno specifico dolore, soprattutto se non lo abbiamo mai provato o se semplicemente, non riguarda noi. Proprio perché ognuno è diverso dall'altro.
Tu ora non sai cosa vuol dire soffrire per amore, ma vedrai Marc, anche tu un giorno capirai cosa significa avere il cuore spezzato, succederà anche a te perché succede a tutti prima o poi.
Io l'ho capito prima degli altri, per questo i sentimenti non mi toccheranno mai.>>

La guardo per qualche istante, sbigottito. Il suo discorso è stato così profondo, serio e maturo che mi sento un cretino a suo confronto.

Io con il cuore spezzato?
Non succederà mai.
Forse sarò io a spezzare cuori, non il contrario.

<<No, a me non succederà. Sono il ragazzo perfetto, andiamo!>>

Angel alza gli occhi al cielo.

<<Ecco lo sbruffone che torna a fare capolino!>> si volta nuovamente verso di me, e mi prende il mento tra le dita.

<<Capiterà, Marquez. Quando meno te lo aspetti.>>

                              ~·~

<<Cucciolo, mi stai ascoltando?>>

Cucciolo.

Cucciolo.

Le avrò detto che odio questo nomignolo circa un trilione di volte, eppure continua a chiamarmi in questo modo come se non le avessi detto nulla.

<<Certo Linda, ti sto ascoltando.>> rispondo, ma in realtà non ho idea di quello che sta dicendo.

Ho messo il vivavoce, in modo da poter continuare a fare quello che stavo facendo prima che mi chiamasse.
Ossia, continuare a spulciare il profilo instagram di Angel.
In realtà mi aspettavo che mi avesse bloccato, invece no.

Non ci parliamo da quasi un mese ormai, e onestamente sto uscendo fuori di testa.
Osservo con insistenza il suo ultimo post. È un primo piano del suo viso delicato, in pieno sole, gli occhi neri grandi e magnetici.
Due cose mi lasciano perplesso.
Il fatto che indossi gli orecchini che le ho regalato per il suo compleanno, e la didascalia del post, in italiano.

"Al cuore si comanda."

Che diavolo vorrebbe dire? Perché vivo tutto da parte sua ormai, come se fosse un attacco personale?

Forse perché lo è.

Mi perdo nel fissare il suo viso, le sue labbra, la sua pelle.
Il desiderio di baciarla mi fa quasi male.

Ho fatto una cazzata, per seguire ciò che mi pareva più giusto.
Invece, forse, avrei dovuto fregarmene di tutti e tutto, e seguire il mio cuore.

Il ricordo delle parole di Angel si insinua nella mia mente come il seme di una pianta maligna.
Il suo mettere persino in dubbio quello che c'era stato tra noi, definendolo solo sesso, mi aveva ferito enormemente.
Il suo sostenere che avessi organizzato tutte quelle sorprese per lei solo per portarla a letto aveva scatenato in me una rabbia e un dolore indescrivibili.

Lo avevo fatto perché volevo farle capire quanto fosse importante per me, quanto la volessi, quanto l'amavo.

Invece ero stato zitto, e quando avevo provato a dirle che tra noi era stato amore, mi aveva riso in faccia.
Ormai pareva tutto perso, tutto andato.

Avevo messo qualcun altro davanti alle mie priorità e ai miei sentimenti, e dovevo continuare a mantenere il punto.
Non potevo tornare indietro.

Eppure tra noi era stato amore.
Doveva essere stato amore.

<<Allora?>>

Scuoto la testa. La voce stridula di Linda mi richiama alla realtà.

<<Allora...?>>

<<...Verrò a trovarti questo weekend, così potremo stare un po' insieme, cucciolo! Che dici? Sei felice? Io tanto!>>

Sollevo gli occhi al cielo.

Linda è così...appiccicosa.
Anche se vive a Madrid, è sempre, costantemente presente, con circa un trilione di messaggi e telefonate al giorno.
Anche durante i miei allenamenti, se non le rispondo si indispettisce e mette il broncio.
Era carina e sexy la prima settimana con quell'atteggiamento, ora la trovo solo irritante e infantile.

Pensavo che non sarebbe stato male provare a dimenticare Angel con lei.
Era bella, bellissima, dai colori scuri e sexy da morire, alta, slanciata e dal fisico perfetto.
Solo che quando stavo con lei mi ritrovavo a pensare solo ad una cosa.

Lei non era Angel.

L'immagine di quella ragazza piccola e minuta, dagli occhi grandi ed espressivi, i capelli lunghi e dal castano scuro dalle sfumature dorate, le labbra sempre pronte ad incresparsi in un'espressione di disappunto, dalle pelle che profumava di cocco e cioccolato...

Angel era sempre lì.
Anche quando mi imponevo di smettere di pensare a lei, quando cercavo di seguire i discorsi di Linda o quando la baciavo.
Angel era sempre lì, dietro le mie palpebre.
Ogni volta che chiudevo gli occhi, l'immagine di lei sotto di me la notte del suo compleanno, di come mi guardava, arrivava a tormentarmi.

E non potevo farci nulla, non sapevo come combattere contro di lei, contro il potere che aveva su di me. Ero completamente indifeso contro di lei.

<<Sì, certo...sono molto felice, Linda.>>

<<Sicuro? Mi sembri un po' strano. C'è qualcosa che non va?>>

<<No figurati, tutto bene!>> ribatto subito, mentendo.

<<Allora arriverò sabato mattina. Abbiamo tutto il weekend da passare insieme, cucciolo...>> mormora, languida.

<<Evviva! Ci sentiamo più tardi Linda, ora devo andare.>> chiudo la chiamata, mentre continuo a scorrere il profilo di Angel.
Le ho già messo like a tutte le foto, perché ora mi riesce così difficile metterlo all'ultima che ha postato?

Ma che domande, è una questione di principio.
Non ci parliamo da un mese e sui social faccio finta che sia tutto come al solito?
No, non voglio sembrare uno zerbino.
Angel ha messo like solo alle mie foto in merito ai test.
So che è l'unica cosa che le interessa ora.
Il Marc pilota, non quello che ha conosciuto.

Continuo a rimirare quel viso e mi dico che alla fine, posso anche cliccare su quel cuoricino. In fondo, indossa gli orecchini che le ho regalato io. Posso pure ignorare quella didascalia che mi fa provare strane sensazioni.

Clicco sul cuore, che si tinge di rosso, e il suo profilo si aggiorna.
Deve aver pubblicato una storia negli ultimi minuti, perché un cerchio viola circonda la sua icon.

No. Non guarderò la sua storia. Non mi renderò così ridicolo.

Esito per qualche istante, poi decido di vederla.
È una semplice storia musicale, sfondo nero e strofe bianche.
Anche questa volta però mi colpisce la scelta della canzone, e soprattutto, delle strofe.

Si tratta de La bella e la bestia, canzone omonima del suo film d'animazione preferito.

"Solo amici e poi
Uno dice un 'noi'
Tutto cambia già."

Sento il cuore iniziare a battere come un pazzo nel mio petto.
Perché ha scelto proprio questo frammento della canzone?
Possibile che...si riferisca...a me?

Che forse abbia deciso di fare un passo verso di me?
Se fosse così questa volta non esiterei a stringerla tra le mie braccia e non lasciarla andare più.

Ma che cosa vado a pensare?
Non ci parliamo da settimane, se Angel avesse voluto dirmi qualcosa lo avrebbe fatto di persona.

Mi sono fatto così tante storie mentali, è una delle sue canzoni preferite, l'avrà pubblicata solo ed esclusivamente per questo.
Probabilmente starà rivedendo il film.

Con la coda dell'occhio vedo Alex attraversare il corridoio di fretta.

<<Ehi, Alex!>> lo chiamo a gran voce, sollevandomi dal letto.

<<Sì?>> lo guardo, dalla testa ai piedi.
Indossa una calda felpa nera col cappuccio, e un paio di jeans chiari.
Pare insofferente, come se non vedesse l'ora di uscire.

<<Dove stai andando così di fretta?>>

<<Ehm...devo vedermi con Javier.>>

Inarco un sopracciglio.
Conosco troppo bene mio fratello per credergli.

Le guance sono spruzzate di rosso, gli occhi sono luminosi, le dita delle mani tamburellano sui jeans con fare nervoso.

Altro che Javier.

Ha un appuntamento con una ragazza.

È forse possibile che abbia finalmente dimenticato Angel?

Questo cambierebbe tutto, anche se forse, ora, è troppo tardi.

Faccio finta di credergli.
Accenno un sorriso sornione.

<<Ah, okay. Vai allora, o farai tardi.>> lui si limita ad alzare i pollici e a scendere le scale di fretta.

Mi fa un po' strano realizzare che mio fratello trascorrerà la serata fuori mentre io la passerò a casa a guardare la tv.
Poi però mi ricordo che sabato ci sarà la festa a casa di Anna.

Chissà se Angel verrà.

Se si trattasse dell'Angel che ho sempre conosciuto saprei già la risposta.
Ma quella vista l'ultima volta che ci siamo incontrati, a casa sua, con gli occhi in fiamme, le labbra incurvate in un sorriso sardonico e crudele, e le sue parole, il fatto che io "non abbia ancora visto niente".

Non so più cosa aspettarmi da lei.
Il ricordo del modo in cui mi guardava, piena di rabbia e disgusto, quel suo "sei diventato un cliché".
Ogni sua parola era stata come un graffio sulla mia pelle.
Ogni sua parola era stata detta per ferirmi.
E ci era riuscita.

                              ~·~

Sbuffo sonoramente mentre controllo l'orologio per l'ennesima volta.
Linda doveva essere qui già da un quarto d'ora, invece non è ancora arrivata.
Ammetto che sarei felice se ci avesse ripensato.
La mia voglia di vederla questo weekend è sotto i tacchi.
Inizio a tamburellare con le dita sul volante della mia auto.
Altri cinque minuti poi me ne vado.
In quel momento, la portiera posteriore destra si apre.

Ovviamente non ci ha ripensato.

<<Marc, cucciolo! Non vedevo l'ora di vederti!>> esordisce, salendo in auto, accanto a me.
Non mi da neanche il tempo di rispondere, che attacca le sue labbra alle mie.

È una bella distrazione baciarla.

Ma baciare Angel è un'altra cosa.

È un'esperienza totalmente diversa, e ora che lo so, baciare qualcun'altra che non sia lei mi dà un effetto strano.

È come se avessi provato ad assaggiare lo champagne più pregiato del mondo, e dopo aver avuto l'opportunità di poterlo gustare per una volta soltanto, ora, tutti gli altri, non reggessero il confronto.

<<Anche io sono felice di vederti, Linda.>>

Bugiardo.

L'idea di mollarla gira nella mia testa da ieri sera, e forse dovrei trovare il coraggio di dirglielo.
Forse domani sera, quando tornerà a Madrid.

<<Andiamo.>> dico, più a me stesso che a lei.

Ho un piccolo pied-à-terre poco fuori Cervera, dove poter vivere un po' la mia privacy.
Forse sarebbe ora di andare a vivere per conto mio, ma in realtà non mi sento ancora pronto.
Sto bene con i miei.

Linda posa la sua mini valigia all'ingresso, poi torniamo sui nostri passi.
Pranzeremo con i miei, anche se so che nessuno di loro va pazzo per lei.
Persino Alex sostiene che non c'entri nulla con me.

Linda però mi è utile per distrarmi, anche se in realtà ci riesco difficilmente anche con lei intorno.

<<Marc, casa tua non è due viali più in là?>>

<<È questa la strada, Linda.>> la informo, senza guardarla.
Vuol dire a me dove vivo?

<<In realtà no, cucciolo, è un'altra.>>

Ha ragione.
Questa è la strada dove vive Angel.
Perché sono passato di qui?

Ad un tratto vedo qualcuno sbracciarsi al lato della strada.

<<Quello non è tuo cugino?>>

<<Cosa? Come fai a conoscere mio cugino?>>

<<Mi ha scritto su instagram qualche giorno fa, dicendomi che era tuo cugino. Javier, giusto?>>

Stringo forte la presa intorno al volante.
Javier sta cercando in tutti i modi di farsi odiare da me.

<<Fermati dai, ci chiama!>> continua Linda e controvoglia, parcheggio l'auto.

<<Ehi, dove andate così di fretta?>> esordisce Javier, abbassandosi al nostro livello.

<<A casa mia.>>

<<A casa...senza presentare la tua nuova ragazza al tuo cuginetto preferito?>> domanda, ironico, posando gli occhi su Linda.

Serro la mascella, mentre la voglia di spaccargli la faccia si fa sempre più forte.

<<Mi ha detto che già vi siete scritti su instagram...>> ribatto, accennando un sorrisetto.

<<È vero, ma vedersi dal vivo è un'altra cosa...ora che siamo qui posso offrirvi qualcosa da bere? Un cappuccino, per esempio? Il vero cappuccino italiano, preparato dalla migliore barista di Cervera?>>

No.

Javier ha davvero intenzione di spingersi fino a questo punto?

Non posso permetterglielo.

<<Sarà per un'altra volta, Javier, d'accordo? Ora andiamo di fretta!>>

<<Ma no Marc, dai, tuo cugino è così gentile. E a me andrebbe di assaggiare un buon cappuccino...>> mormora Linda, con aria suadente, sporgendosi verso di me.

<<Beh, allora vai tu, Linda. Io non ne ho voglia.>> ribatto, brusco.

<<Come vuoi.>> si limita a dire lei, alzando le spalle.

Con la coda dell'occhio noto lo sguardo soddisfatto che mi lancia Javier.
Non posso farli andare da soli da Angel.
Non posso impedire che Linda e Angel si incontrino, ma posso controllare la situazione.

Come se fosse facile con Angel di mezzo.

<<Aspettate, vengo anch'io.>> esclamo, scendendo dall'auto.

Li raggiungo, ma inizio a sentire il cuore battere contro la mia cassa toracica e le gambe farsi sempre più pesanti ad ogni passo, ad ogni passo che ci porta più vicino al bar di Angel.

<<Buongiorno alla miglior barista di tutta la Spagna!>> esordisce Javier, aprendo la porta del bar.

Deglutisco a fatica.
Angel è voltata di spalle, chissà come reagirà non appena si girerà verso di noi.

<<Sempre esagerato, Javier ->> il resto delle parole le restano intrappolate in gola.
Rimane lì, ferma, immobile, gli occhi fissi e sgranati su di noi.
O meglio, su me e Linda.

Vedo le sue pupille tremare per un istante sotto le ciglia, poi abbassa la testa, quasi di scatto.

<<Cosa desiderate?>> ci domanda, mentre ci avviciniamo al bancone.
Lo sguardo che ci riserva è talmente freddo da farmi gelare il sangue nelle vene.

<<Tre cappuccini, Angel. Grazie.>> soffia Javier, con tono squisitamente dolce.

<<Saranno pronti in un attimo.>> lei gli rivolge un sorriso, per poi darci le spalle.

<<Tua zia?>>

<<Dovrebbe tornare tra poco. Ma a quest'ora è tutto un po' più tranquillo, quindi, riesco a gestirmi anche da sola.>> discorre con Javier come se io e Linda non ci fossimo, come se io non ci fossi.

<<Dunque, come sta l'Elsa di Cervera?>> Angel scuote la testa, mentre mi accorgo solo in quel momento che la coda è sparita, per essere sostituita da una lunga treccia laterale.
La stessa pettinatura che si fa prima di andare a dormire.

<<Ancora con questo soprannome? Erano secoli che non lo sentivo!>> afferma, posando il cappuccino davanti a lui, per poi servirci i nostri, guardandoci appena.

<<Ci sarai alla festa di Anna, stasera?>> continua Javier, e attendo la risposta con impazienza.

<<Certo! Ho anche una sorpresa in serbo per tutti voi.>> replica Angel, sogghignando.

<<Andremo anche noi, vero cucciolo? È la festa di cui mi hai parlato, vero?>> esordisce Linda, voltandosi verso di me, mentre io continuo a pensare alle parole di Angel.

Una sorpresa?
Che genere di sorpresa?

Angel per la prima volta mi degna della sua attenzione.
Anche se avrei preferito che continuasse ad ignorarmi.
Mi lancia un lungo sguardo che rasenta lo schifato.
Quel nomignolo le avrà dato la nausea, come tutta questa situazione.

<<Sì, certo Linda.>>

<<Adoro fare festa per tutta la notte! Perché sarà una di quelle feste, vero?>> continua Linda, voltandosi verso Javier.

<<Probabile. Che ne pensi tu, Angel?>> le domanda lui, sogghignando.

<<Che non me ne può fregar di meno, io al mattino mi devo svegliare presto, perché il mio è un lavoro vero.>>

Eccola.
La prima frecciatina verso Linda è arrivata, ma lei non la coglie.

<<Hai fatto sparire la coda. Sapevo che la odiavi e finalmente ti sei decisa a farti la treccia anche sul lavoro. Non è vero che le sta meglio, Marc? E diglielo, è la tua migliore amica, in fondo.>> continua Javier, con il suo malefico piano.

<<La tua migliore amica!?>> domanda Linda, alzando la voce di un'ottava e voltandosi di scatto verso di me.

<<Avrei dovuto avere più buon gusto nella scelta degli amici, lo so. E comunque so già che la treccia mi sta meglio, vedi di non esagerare Javier.>> ribatte Angel, mettendoci tutti al nostro posto con poche parole.

<<È bello conoscere la migliore amica del mio cucciolo...>>

Angel le lancia una lunga occhiata ironica, un sopracciglio inarcato e una mano posata su un fianco.

<<Sicura?>> le domanda Angel, in italiano.

<<Come?>>

<<Oh, pardon, a volte mi scappano parole in italiano così, a caso. Sarà che dopo anni non mi sono ancora abituata alla vostra lingua...>> mente, accennando un sorriso del tutto falso.

<<Beh, ti lasciamo lavorare. A stasera, Angel.>> la saluta Javier.

<<A stasera.>> ci liquida, sventolando una mano con fare annoiato.

<<Allora a stasera, ragazzi. Ci si vede a casa mia e di Juan, e poi si va tutti insieme da Anna. Ciao!>>

Vai, sparisci, che è meglio.

Osservo la sua figura con rabbia fino a quando non sparisce dietro l'angolo.

<<Che simpatico tuo cugino!>> esclama Linda, mentre saliamo in macchina.

Certo, come un dito in culo.

<<Invece quell'Angel...è così strana. Davvero siete migliori amici?>>

Mi sento un'idiota.
Perché mi rendo conto che Angel aveva ragione.
Sono diventato un cliché, con la classica ragazza superficiale e poco intelligente.

Angel mi disse che tutte le persone stupide e superficiali che aveva incontrato l'avevano sempre definita strana.
Aveva sottolineato che io ero stato diverso dagli altri, con lei.
Ora, per la prima volta, era come se mi stessi vedendo con gli occhi di Angel.
La sua stessa delusione verso me stesso mi prende allo stomaco.
Sono stato diverso, poi sono diventato come gli altri, scegliendo di stare con la ragazza che è seduta al mio fianco.

<<Angel è particolare, non strana. E sì...siamo migliori amici da anni...>>

...anche se ormai non lo siamo più."

Conclude la mia mente.

<<Ora andiamo, ci staranno aspettando.>>

Mi è passata totalmente la voglia di stare con Linda, di andare alla festa stasera.
Angel ha il potere di creare questa specie di buco nero al centro del mio petto capace di risucchiare ogni cosa dentro di me.
Ogni sentimento, ogni più piccola emozione.
E mi sento sfinito, come dopo una corsa sotto l'umidità della Malesia.

                              ~·~

<<Marc, come sto?>> Linda appare in salotto indossando un vestitino nero completamente ricoperto di paillettes che mette in risalto le sue lunghe gambe.
Fa un giro su se stessa, poi posa gli occhi su di me, in piena attesa.

<<Stai benissimo, Linda. Sei bellissima.>> affermo, alzandomi e raggiungendola per posarle un bacio sulla guancia.
È alta come me e non ha ancora indossato i tacchi.

Questa sera sarei voluto restare a casa volentieri, ma non voglio darla vinta ad Javier e soprattutto, sono curioso di scoprire in cosa consiste la sorpresa di Angel.

In più, se avessi deciso di restare a casa, avrei dovuto sorbirmi le lamentele di Linda.

<<Sono pronta. Andiamo, cucciolo?>>

<<Sì, andiamo.>> sospiro, passandomi una mano sull'addome, gettando un'occhiata alla mia maglietta nera.

Saliamo in macchina e raggiungiamo l'appartamento di Javier e Juan.

<<Ben arrivati, ragazzi! Allora, adesso chi manca?>> domanda Juan, non appena varchiamo la porta di casa.

<<Alex...ed Angel, se non erro.>> risponde Javier, passandosi una mano tra i ricci.

<<Ma Angel verrà?>>

<<Sì sì, mi ha appena mandato un messaggio dicendo che è in strada.>> risponde Rafi, senza staccare gli occhi dal cellulare.

Linda viene a sedersi sul divano spalmandosi completamente contro di me.
Miguel, poco distante, mi fa l'occhiolino.

È convinto che con Linda potrei dimenticare Angel, ma io so già che è impossibile.

In quel momento sentiamo il campanello suonare.
Juan va ad aprire, e dopo qualche minuto l'alta figura di Alex appare ai nostri occhi.

<<No, non chiudere Juan, c'è...ecco, la mia ragazza sta ancora salendo le scale.>>

Spalanco gli occhi, voltandomi a guardarlo di scatto, e con la coda dell'occhio noto che tutti hanno avuto la mia stessa reazione.

La sua ragazza?
Di già?
E non mi ha detto niente?

<<La tua cosa!?>> domanda Juan, sorpreso.

<<La mia ragazza! Perché quelle facce sorprese? Ho voluto aspettare perché questa mi pareva l'occasione perfetta per presentarla a tutti voi.>>

Peccato che Angel non sia ancora arrivata.
Avrei voluto vedere la sua faccia.

Il ticchettio di un paio di tacchi alti arriva dal corridoio, e vedo Alex girarsi verso la misteriosa sconosciuta con un largo sorriso dipinto sul volto, e il braccio teso verso di lei.

Una mano piccola e delicata va ad intrecciarsi a quella di Alex, una figura esile e minuta lo affianca, lunghi capelli castano scuro dai riflessi dorati.

Il mondo mi crolla letteralmente addosso.

Tutti i miei sensi paiono fermarsi per un istante, così come il mio cuore, che perde un battito.

Un dolore indescrivibile mi colpisce al cuore per irradiarsi in ogni più piccola parte del mio corpo.
Il respiro mi si smorza in gola, ogni cosa intorno a me sparisce.

È Angel.

È Angel la sua ragazza.

Angel è la ragazza di Alex.

Angel è la ragazza di mio fratello.

Angel sorride, voltandosi verso Alex, che si china verso di lei, posandole una mano sulla schiena per attirarla più a sé e le loro labbra si incontrano.

Il mio sguardo si fissa sulle loro labbra unite, e sento il fumo uscirmi dalle orecchie.

<<No!>> esclama Javier, ancora sotto shock, <<tu e Angel? Cioè, tu e la regina dei ghiacci?>>

Rafi continua a fissarli con gli occhi sgranati e la bocca spalancata.
Non sapeva nulla neanche lei.

<<Perché, è così incredibile?>> domanda Alex, circondandole le spalle con un braccio.
Angel appoggia la testa sul suo petto, socchiudendo gli occhi.

<<Ora possiamo affermare con certezza chi è il ragazzo più fortunato di Cervera, ma che dico, di Spagna, anzi del mondo intero!>> esclama Juan a gran voce.

<<Ma piantala, cretino!>> esclama Angel, dandogli una leggera spinta.

Con la coda dell'occhio noto Linda fulminare Angel.
Non è lei il centro dell'attenzione, e forse, per la prima volta nella sua vita, sta sperimentando il fatto che una ragazza "normale" le stia rubando la scena.

Vorrei che Angel mi guardasse.
Sì, vorrei che mi guardasse e vedesse come mi ha spezzato il cuore, come mi ha fatto a pezzi, come mi ha bruciato l'anima.
Vorrei che mi guardasse perché capirebbe tutto dai miei occhi.
Vorrei che mi guardasse per confermare la sua vittoria su di me, perché ce l'ha fatta, ha calpestato il mio cuore e ogni mio sentimento come ha fatto con quella rivista un mese fa.

<<Bene, ci siamo tutti, dunque, possiamo andare!>> esclama Miguel, ancora un po' stralunato, alzandosi.

Con che faccia vado alla festa adesso?
Vorrei semplicemente urlare, spaccare tutto, piangere.

<<Cucciolo, stai bene? Sembra che tu abbia visto un fantasma!>>

No cazzo, non sto bene, come potrei star bene se la ragazza che amo sta con mio fratello!?
Ora è tutto, tutto impossibile.
Ogni cosa è finita.
Per sempre.

<<Sì. Andiamo.>>

In meno di un quarto d'ora raggiungiamo la casa di Anna, sulle colline di Cervera.

Nel frattempo la rabbia si è mescolata alla disperazione.

Angel deve spiegarmi che cazzo significa tutto questo.
Io devo sapere, devo.

Quando entriamo nel largo salone, la festa è già iniziata.
I mobili sono stati spostati ai lati della stanza, e la sala è colma di gente che balla, che prova a parlarsi o che sgranocchia patatine.

<<Marc, balliamo?>> mi prega Linda, tirandomi per una mano.

Ma chi se ne frega di ballare, io devo trovare Angel!

Ad un tratto la vedo.
È al centro della pista, e sta ballando con Alex.
Non posso fare a meno di osservare Alex, il modo in cui la guarda.
Pare stralunato, come se non ci credesse di poterla avere accanto.
Perché lui ha questo privilegio, ora.
Può averla.
Può baciarla.
Può toccarla, può accarezzarla, può...trattengo un urlo, al pensiero di loro due insieme.

<<Tu balla Linda, io...devo andare un secondo in bagno.>>

Mi allontano da lei, da quella confusione, da tutta quella gente.

Probabilmente lei deve aver avuto la mia stessa idea.
Sta salendo le scale, e ad un tratto, gira l'angolo.
Salgo le scale due a due e mi piazzo davanti a lei.

Lei fa finta di non vedermi, e cerca di oltrepassarmi, ma io la blocco prendendola per le spalle.

<<Non mi toccare!>>

Sibila, sfuggendo al mio tocco come se le mie mani bruciassero.

<<Cosa significa?>> il tono della mia voce è così roco e graffiante che quasi non pare il mio.

Angel inarca un sopracciglio.

<<'Cosa significa' che cosa, Marquez?>>

<<Tu...e Alex?>>

<<Io ed Alex, sì. Cosa c'è da spiegare? Forse andare in moto a trecento chilometri orari ti ha lesionato il cervello?>>

<<Smettila di fare la spiritosa.>>

<<Ah già, adesso c'è qualcun altro che può ricoprire questo ruolo alla perfezione. "Cucciolo, andiamo a quella festa, vero?">>

Angel spalanca ancor di più gli occhi e inzia a sbattere le palpebre velocemente.

<<Patetici. Tu e lei. Nauseanti, aggiungerei.>> soffia, rivolgendomi un sorriso ironico.

<<Tu non puoi fare sul serio con Alex. È tutta una messinscena, dillo.>>

Il viso di Angel si trasforma completamente.
Gli occhi le si incendiano, i contorni delicati del volto le si induriscono.

<<Qui se c'è qualcuno che sta facendo la messinscena non sono sicuramente io. Perché ti meravigli così tanto? Perché ti ritieni così tanto meglio di Alex? Lui è vero, sincero, dolce e dal cuore puro. È la persona giusta a cui provare ad aprire il mio cuore, è la persona giusta con cui provare. Provare a me stessa che forse sono capace ad amare qualcuno. È la scelta migliore. E mi ama veramente. E io posso imparare ad amarlo. Sarà facile amarlo.>>

<<Stai parlando col cuore o col cervello?>>

<<Se il cuore ti fotte, il cervello è la risposta giusta. Ma tu lo sapevi già Marc, in fondo. Ti è piaciuto il mio ultimo post su instagram.>> Angel si avvicina talmente tanto al mio viso che le nostre labbra possono quasi toccarsi.

Joder, quanto vorrei baciarla.

<<Al cuore si comanda, Marquez.>> sussurra, e il suo respiro accarezza le mie labbra.

Fa per oltrepassarmi nuovamente ma io le afferro un polso.

<<Mi sembri un tantino alterato, Marc. Invece di pensare a me e Alex dovresti pensare a chi hai accanto.>>

<<Che stai dicendo?>>

Non mi interessa parlare di Linda. Voglio solo accarezzare la pelle del polso di Angel, sentirla tendere sotto i miei polpastrelli.

<<Oh, niente. Ma che forse non ci sei finito per puro caso su quella rivista. È molto strano. Sei così intelligente in pista quanto fesso nella vita, a quanto vedo. Beh, ora devo andare. Sai, non vorrei che il mio ragazzo iniziasse a pensare che sono caduta nel cesso. Mi hai fatto passare anche la voglia di andare in un bagno che non sia il mio. Grazie, Marquez.>> e senza dire una parola di più mi volta le spalle e torna al piano di sotto, lasciandomi solo in mezzo a quel corridoio illuminato.

[Spazio Autrice]

Sorpresa!! 😂
Onestamente spero vi sia piaciuta 🙈
Dunque, abbiamo una nuova coppia; sono convinta che vi farò innamorare di Alex e Angel 😌💖
Spero che il capitolo vi sia piaciuto, se vi va fatemelo sapere con un commento o un voto 💫
Gli aggiornamenti restano a domenica, anche se non so se riuscirò a pubblicare questa volta, ce la metterò tutta!
Nel frattempo, godetevi questo capitolo!
Alla prossima, un bacio 💋

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