Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Anime in collisione

"Ti lasci toccare solo da chi ha l'anima più in fiamme della tua. Gli permetti anche di toccarti il cuore. Gli permetti tutto."
[C. Bukowski]

[Angel]

<<Cazzo...>>

Non ho mai visto una stanza bella come questa. Anche se chiamarla 'stanza' non rende abbastanza bene l'idea.
Questa è una vera e propria suite, è grande quanto il mio appartamento, anzi, probabilmente è anche più grande.

Mi tolgo il cappotto e lo poso sulla poltrona accanto al letto.

Giro su me stessa, sollevando gli occhi al soffitto.

Ogni più piccolo angolo è affrescato con figure rinascinamentali, angeli, dee greche, nuvole candide, sprazzi di cielo azzurro, che proseguono oltre il soffitto lungo le pareti della suite.
Alla mia destra troneggia uno splendido letto a baldacchino in legno scuro, le lenzuola sono di pura seta.

Pare il letto di una principessa.
Ma che dico, l'intera stanza pare quella di una principessa.

A poca distanza dal letto, un armadio di legno intarsiato e contro la parete opposta, un comò dello stesso stile.

Il pavimento è ricoperto da un bellissimo tappeto persiano, talmente morbido da farmi desiderare di stendermici sopra per poter ammirare il soffitto.

Solo in quel momento noto la finestra, da cui pendono delle candide tende, estremamente leggere. Ne scosto leggermente una, e intravedo la luna piena, luminosa e bella come solo lei sa essere.
Da qui si gode una splendida vista del Parco de la Ciutadella, uno dei più bei parchi di Barcellona, uno dei miei preferiti.

Sospiro, poggiando la fronte contro il vetro. Non è possibile, deve essere tutto un sogno. Non posso essere realmente in una stanza del genere, questa non posso essere realmente io.
Io non sono una modella, né una pseudo attrice, sono una ragazza normalissima e banale, troppo difficile e complicata, piena di paure che cerca di celare dietro una maschera di freddezza e sarcasmo.

Con la coda dell'occhio noto la porta del bagno e decido di dargli un'occhiata. Scommetto che anche quello sarà più grande di casa mia.

Accendo la luce, e la prima cosa che vedo è la vasca idromassaggio.

Oh cielo, come vorrei provarla.

Il ripiano del lavandino è in marmo rosa tenue, così come il resto del bagno si mantiene sullo stesso colore.
Uno specchio lungo quanto l'intera parete è posto sopra il lavandino, e in quel momento, mi ricordo che anche nell'altra stanza è presente uno specchio, ma a figura intera.

Esco dal bagno e decido di avvertire mia madre che trascorrerò la nottata fuori casa. Le mostrerò anche questa suite da urlo.

Mentre parliamo, osservo la mia figura riflessa nello specchio accanto al comò, dalla cornice che pare un intreccio di rovi.

<<Mamma, ti devo lasciare, hanno bussato alla porta. Ci sentiamo domani!>>

<<A domani tesoro, goditi questa serata. Ah, Marc, è proprio un caro, meraviglioso ragazzo!>> la sento sospirare.

Resto per un secondo interdetta dalle sue parole, poi la saluto nuovamente, e chiudo la chiamata.

<<Angel? Tutto bene?>> sento la voce di Marc oltre la porta.

<<Sì, un secondo solo e sono da te!>>

Infilo il telefono nella borsetta, e mi sistemo il vestito, poi i capelli.
Rivolgo un cenno di assenso al mio riflesso, poi raggiungo la porta.

<<Scusami se ti ho fatto aspettare, ero al telefono con mia madre.>>

Resto per un istante senza fiato quando lo vedo. L'ho già visto con indosso una camicia bianca, ma ogni volta è come se fosse la prima.

I miei occhi scorrono lentamente lungo il suo corpo, le spalle larghe messe in risalto dalla camicia, i primi due bottoni sbottonati, che mi offrono la vista della sua pelle dorata, e mi lasciano immaginare ciò che la stoffa della camicia nasconde.

Solo quando rialzo lo sguardo sul suo viso mi rendo conto che gli occhi di Marc sono fissi sul mio corpo, avvolto dal vestito rosso.

I suoi occhi paiono più scuri del solito, mentre la punta della lingua accarezza lentamente il labbro inferiore.

A quella vista, un brivido inspiegabile mi corre lungo il basso ventre.

La temperatura sembra essersi alzata di mille gradi. Mi schiarisco la voce e faccio un passo di lato.

<<Marc, andiamo?>>

Lo vedo scuotersi, poi accennare un sorriso tremolante.

<<Sì, andiamo.>>

Percorriamo il lungo corridoio in silenzio, ed entriamo nell'ascensore.

<<Per fortuna che sei qui con me, non prenderei un ascensore da sola per tutto l'oro del mondo!>> esclamo, osservando il mio riflesso nello specchio che ricopre la parete opposta all'entrata.

Marc si posiziona dietro di me, e puntando lo sguardo nel mio attraverso lo specchio, avvolge un braccio intorno ai miei fianchi, e con l'altra mano mi porta una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

<<Ci sarò sempre per te, pequeñita.>> sussurra al mio orecchio, per poi avvolgere anche l'altro braccio intorno ai miei fianchi.

<<Sei da mozzare il fiato, posso dirtelo?>>

Il suo tono di voce, così basso, così profondo rispetto alla sua voce abituale, fa scorrere un brivido lungo la mia schiena, posata contro il suo petto scolpito.

Cerco di non far trapelare nessun tipo di emozione.

<<Ormai lo hai detto, campione. Ti ringrazio. Comunque, stai iniziando ad abusare di quel nomignolo, vedi di smetterla.>> ribatto, voltandomi a guardarlo.

Marc solleva un angolo delle labbra, con aria ironica.

<<Ma...da dove arriva questo profumo di cioccolato?>> domanda, sbattendo le palpebre con aria confusa. Arrossisco.

<<Ehm, credo di essere io. Rafi mi ha regalato una crema corpo al cioccolato e...>>

Marc sgrana gli occhi, aprendo le labbra.

<<Sei...tu.>>

<<Già.>>

Improvvisamente l'ascensore pare rimpicciolirsi, l'aria a scarseggiare.
Le porte si aprono in quell'istante e scatto fuori, lasciandolo da solo all'interno dell'ascensore.

Mi porto una mano alla fronte, accennando una risatina.

<<La mia solita claustrofobia...>>

Marc fa scorrere lentamente lo sguardo su di me, mentre mi raggiunge. Non riesco a staccargli gli occhi di dosso, mentre si fa sempre più vicino.

Alla fine mi posa una mano alla base della schiena, facendomi un cenno col capo.

<<Vieni, ci staranno aspettando.>>

Attraversiamo la hall, poi ci addentriamo in un lungo corridoio, che ci conduce al ristorante.

È una meraviglia.
Tutto, tutto, pare urlare lusso.
I tavoli sono grandi e ricoperti da candide tovaglie di lino lunghe fino ai piedi, i camerieri sono elegantissimi, nei loro abiti in giacca e cravatta, i lampadari enormi e di cristallo. Non oso minimamente pensare al prezzo delle pietanze, credo che mi verrebbe un colpo.

Marc ha deciso di spendere tutto lo stipendio di quest'anno?

Un cameriere ci si avvicina prima che qualcuno possa riconoscere il pilota al mio fianco.

<<Benvenuti, signori. Prego, da questa parte.>>

Mi volto a guardare Marc mentre seguiamo il cameriere.

<<Ho prenotato una sala privata.>> mi informa, con un sorriso. Lo osservo per un istante.

<<Ripeto, tu sei pazzo.>> lo sento sogghignare al mio fianco.

Raggiungiamo la sala privata dove i ragazzi ci stanno aspettando. Ci sono anche Javier e Juan, fantastico direi.

<<Ah, ecco la festeggiata
finalmente!>> esclama a gran voce Rafi, venendomi incontro e abbracciandomi.

<<Tanti auguri bellezza, e complimenti, lo hai stordito per bene. Te l'avevo detto che con questo vestito lo uccidevi.>> mi sussurra all'orecchio, per poi darmi un buffetto sulla guancia.

Non faccio in tempo a chiederle cosa intendesse, perché Alex mi solleva tra le braccia, per poi schioccarmi un sonoro bacio sulla guancia.

<<Buon compleanno, Angel! Sono ventidue, eh?>> gli lascio un pugno sul petto.

<<Grazie per avermelo ricordato, palo della luce! E mettimi giù che soffro di vertigini!>> fingo di lanciargli un'occhiataccia, poi gli scompiglio i capelli mentre mi posa a terra.

<<Sei uno schianto, ragazza di ghiaccio, lo sai?>> afferma Juan, con ancora gli occhi spalancati.

<<Grazie Juan, non mi aspettavo di vederti qui, spero che almeno mi avrai fatto un bel regalo, dato che è l'unico motivo per cui fingerò di tollerarti!>>

Javier scoppia a ridere, un'espressione compiaciuta dipinta sul volto.

<<So che tra i due sono io il tuo preferito, Angel...>>

<<Certo, continua pure a crederci, Javier!>>

Alex mi fa un cenno col capo, e mi fa sedere nell'unico posto vuoto rimasto.
Cerco la postazione di Marc nella confusione, e noto che è lontano da me, più precisamente nel lato opposto del tavolo, ampio e circolare.
Alex e Rafi si siedono subito accanto a me, e quest'ultima ne approfitta per prendermi una mano e farmi l'occhiolino.

I piatti sono uno più delizioso dell'altro.
Nonostante ritenga la cucina italiana la migliore al mondo, non posso sicuramente lamentarmi di queste prelibatezze spagnole, che ho imparato ad apprezzare da quando sono arrivata in Spagna.

Il mio sguardo, quasi a farlo apposta, si è posato innumerevoli volte su Marc, posto proprio al centro del mio campo visivo. I nostri occhi non hanno fatto altro che cercarsi per tutta la sera, come se avessimo bisogno l'uno della vista dell'altro. I suoi sorrisi, bellissimi e luminosi, tutti per me.

Dire che sento qualcosa di strano e diverso nell'aria questa sera, è dire poco.

<<Fate portare la torta!>> esclama ad un tratto Rafi, sventolando il tovagliolo.

Alex si alza e sparisce dalla mia vista, mentre Marc ne approfitta per venire a sedersi accanto a me.
Quando Alex ritorna e nota Marc al suo posto, non può fare a meno di lasciargli un'occhiataccia, ma dura un istante, perché continua ad avanzare e senza dire una parola si siede sulle gambe del fratello.

<<Ma guardali che carini, vi faccio una foto!>> esclama Juan, tirando fuori il cellulare dalla tasca. Scoppio a ridere, mentre Alex e Marc iniziano a discutere in catalano stretto, e io perdo del tutto il filo del discorso.

Ad un tratto, le luci della sala si abbassano, e dopo qualche secondo un cameriere con in mano una torta decisamente troppo grande e ricoperta di candeline, appare alla mia vista.

Avanza lentamente, mentre i ragazzi intonano la classica canzone che si canta a tutti i compleanni.
In quel momento sento una mano afferrare la mia, e capisco subito che è quella di Marc.

Sentire la sua mano così stretta alla mia mi procura una vera e propria scarica elettrica lungo il braccio, fino ad arrivarmi al cuore. Non riesco a trattenere un sorriso, mentre quella sensazione così bella si spande nel mio cuore.

<<Esprimi un desiderio!>> mi sussurra Alex all'orecchio, e io mi limito ad annuire.
Un desiderio...cosa potrei desiderare di più in questo momento? Assolutamente nulla, perché ho tutto quello che ho sempre sognato qui con me. Vorrei solo che non finisse mai, che questa gioia e serenità durasse per sempre. Sorrido. Ora so quale sarà il mio desiderio.

Soffio sulle candeline e tutti iniziano a battere le mani, mentre Rafi si lascia sfuggire degli urli di gioia capaci di trapanarmi i timpani.

Le luci tornano alla loro luminosità normale, e mentre il cameriere taglia la torta per farne delle porzioni, mi concentro su Javier.

<<Javi, mi passi le foto che hai scattato appena puoi?>> lo vedo rivolgermi un sorriso a trentadue denti, mentre inarca un sopracciglio.

<<Ma certo, niña, tutto quello che vuoi. Se mi dai il tuo numero, te le mando su whatsapp.>> vedo Marc sussultare accanto a me.

<<Facciamo prima se le passa a me, così io poi le mando a te, Angel.>> con la coda dell'occhio noto Javier lanciare un'occhiata assassina verso Marc.

<<Oh, va bene. Anzi, meglio!>>

Il cameriere mi porge la mia fetta di torta, e la assaggio subito.

Cielo, è deliziosa.

Socchiudo gli occhi, per potermela godere al massimo.

<<Angel, devi aprire i regali!>> esclama Rafi, alzandosi di scatto da tavola, dopo aver finito la sua fetta di torta. Corre a prendere un pacchetto posato su un tavolino posto in un angolo della sala, e me lo piazza davanti mentre mi gusto l'ultimo pezzo della mia fetta.
Di seguito, anche gli altri mi porgono i loro. Tranne Marc, che rimane con nonchalance seduto al mio fianco.

<<Dai Angel, apri il mio, non sto più nella pelle!>> esclama Alex, dopo che ho scartato il regalo di Rafi, un cardigan color panna che mi fa pensare alle giornate autunnali.
Lancio uno sguardo ad Alex, mentre apro il suo pacchetto.

<<Ma...Alex...è bellissimo!>> esclamo, voltandomi a guardarlo, sorpresa.

Si tratta di un libro sul rinascimento, con in copertina il volto di Venere, tratto da La nascita di Venere di Botticelli. Vidi questo libro in libreria mesi fa, e me ne innamorai.

Lui arrossisce e abbassa lo sguardo.

<<Speravo ti piacesse!>>

<<Infatti lo amo, piccolo, grazie infinite!>> gli stampo un bacio sulla guancia, per poi stringerlo a me.

<<E il tuo regalo dov'è, cugino?>> domanda Javier, rivolto a Marc.

<<Balliamo, ragazzi? Che dite?>> propone Rafi, balzando in piedi e tirando Javier per una mano, <<c'è una sala privata che ci aspetta!>> esclama, trascinando Javier con sé.

Spariscono entrambi dalla mia vista, e non posso fare a meno di ridere.

Alex mi prende subito per mano.

<<Andiamo, Angel?>>

<<Certo!>> ci alziamo ed iniziamo ad avviarci, ma poi mi blocco.

<<Marc, non vieni?>>

<<Vi raggiungo tra poco, voi
andate!>>

Lo osservo, un po' delusa. Avrei voluto danzare con lui questa sera, stringermi a lui e poggiare la testa sulla sua spalla.

Accidenti, di nuovo questi pensieri assurdi.

<<Come vuoi.>> mormoro, per poi raggiungere Alex.

Attraversiamo un corridoio, e più ci avviciniamo, più la musica aumenta.
Alex apre una porta, e le luci psichedeliche mi accecano per un istante.
Una sala così grande solo per noi?

<<Spero che ti sia piaciuta questa serata!>> mi dice ad un tratto Alex, mentre iniziamo a ballare.

<<Eccome, Alex! È stata una serata bellissima! E poi qui, a Barcellona...>>

<<Domani magari andiamo a fare un giro alla Rambla, che dici? Ci sono quei mercatini di Natale che a te piacciono tanto!>>

<<Oh sì, magari...sarà bellissimo svegliarsi in città!>>

<<Io non vedo l'ora che arrivi la colazione di domani, la cucina di questo hotel è una delle migliori del paese!>>

<<Quindi...anche tu e Marc passerete la notte qui?>>

Alex annuisce.

<<Gli altri invece torneranno a Cervera!>> mi informa, indicandoli con un cenno del capo.

Riprendiamo a ballare ma non riesco a smettere di pensare a Marc, rimasto al ristorante. Sento il bisogno di andare da lui, devo andare da lui.

<<Alex, sai per caso dov'è il
bagno?>>

<<Torna verso il ristorante, dovrebbe essere la prima porta a sinistra.>>

<<Grazie, piccolo!>> mormoro, allungandomi e posandogli un bacio sulla guancia.

Mi sento un po' in colpa. Ancora una volta, tra lui e Marc, sto scegliendo quest'ultimo, e Alex non lo merita.
Al contrario del fratello non mi ha mai ferito, ma tutti i miei sensi, ogni frammento di me stessa, cercano sempre Marc, nonostante tutto.

Mi allontano da lui e mi chiudo la porta alle spalle, per poi ripercorrere il corridoio, ma quando ritorno nella sala privata Marc non c'è.

I miei regali sono spariti, e la tavola è già stata sparecchiata.

<<Non dovresti essere in sala a ballare?>>

Un sorriso si colora sulle mie labbra, non appena sento la sua voce alle mie spalle. Mi volto lentamente a guardarlo, cercando di reprimere quel sorriso.

<<Mi sono ricordata che mi devi ancora un regalo.>> soffio, facendo un passo verso di lui.

Negli occhi di Marc passa un lampo, mentre un largo sorriso si dipinge sulle sue labbra.

<<Curiosa?>>

<<Moltissimo.>>

<<L'ho lasciato in camera mia.>> dice, candidamente.

<<Beh, che stiamo aspettando? Andiamo, allora.>> ribatto, annullando la distanza che ci divideva, e piazzandomi davanti a lui. Allungo una mano e gli accarezzo i capelli sulla fronte.

Gli occhi di Marc si incupiscono, mentre scruta il mio viso con avidità, come se lo vedesse per la prima volta. Molto probabilmente lo sto guardando allo stesso modo.

Mentre mi perdo nei suoi occhi, sento la sua mano, grande e forte, scivolare nella mia, piccola e minuta.

<<Andiamo.>> ripete.

Attraversiamo il corridoio che conduce alla sala dove gli altri stanno ballando, ma non ci fermiamo. Proseguiamo oltre, finché non arriviamo alla hall dell'hotel e da lì, al piano dove si trovano le nostre camere.

Sento qualcosa qui, al centro del petto, farsi sempre più pesante, come se fossi una bomba pronta ad esplodere. Sento un desiderio opprimente attanagliarmi lo stomaco. Non so cosa sia, ma non mi sono mai sentita in questo modo.

Quando Marc apre la porta della sua suite, ancora avvolta nel buio, un profumo intenso ma delicato mi avvolge all'istante.

Marc si fa da parte per farmi entrare, e non appena faccio un passo dentro la stanza, accende la luce.

<<Oh, Marquez...mancava questa, in effetti...>> commento, cercando di reprimere un sorriso.
Un mazzo di fiori, più precisamente di gigli bianchi e rose rosse, troneggia sul letto.

Marc mi supera, e lo prende tra le mani, per poi porgermelo, il sorriso luminoso dipinto sul viso.

<<Sei il fiore più bello e candido di tutti, Angel, pura e innocente come un giglio ma impetuosa e passionale come una rosa rossa.>>

Affondo il viso nel mazzo di fiori, poi rialzo lo sguardo verso di lui.

<<Io passionale, Marquez? Mi sa che ti confondi con te stesso. Io sono l'esatto contrario.>>

<<Tu credi di esserlo, Angel. Non ti rendi nemmeno conto di quello che ti brucia nelle vene.>>

Il suo sguardo così intenso e penetrante fisso su di me, mi fa sentire improvvisamente nuda.
Allontano gli occhi dai suoi e gli do le spalle, andando a posare il mazzo di fiori sul comò.

<<Ti ringrazio Marc, per quest'ultimo regalo. È un mazzo di fiori bellissimo.>>

<<Non è quello l'ultimo regalo.>> lo sento dire, da un angolo della stanza.

Mi volto verso di lui, e noto una cassaforte aperta alle sue spalle, mentre lui avanza verso di me tenendo tra le mani un astuccio di velluto blu dalla forma quadrata.

<<Aprilo.>> soffia, porgendomelo.

<<Marc...tu ti sei bevuto il cervello.>> commento, sentendo gli occhi pungermi per le lacrime.

<<Non sono mai stato più cosciente di quello che sto facendo in vita mia.>> ribatte, accarezzandomi il braccio.

Scuoto la testa, mentre apro l'astuccio e ai miei occhi appare una collana in oro bianco da cui pende un ciondolo di diamanti a forma di fiocco di neve.
Resto letteralmente a bocca aperta.
Rialzo gli occhi sconcertati su Marc, che mi osserva con occhi trepidanti di attesa.

<<Allora? Ti piace?>>

Scuoto la testa, ancora incredula.

<<Marc, tu...tu...io non...tu sei quello che prima di entrare in un negozio per comprarsi un paio di pantaloni ci pensa tre volte, e ora...mi regali...una collana del genere?>>

Marc accenna un sorriso, prendendo la collana tra le mani.

<<Sono così con me stesso, non con gli altri, lo sai. Non con te, a cui donerei la luna se potessi.>>

Lo guardo, come se avessi bisogno della sua vista per vivere, come se dipendessi da un suo respiro, da un suo sorriso e forse è proprio così.

<<Posso aiutarti ad indossarla?>>

<<Certo.>> rispondo, la voce ancora rotta dall'emozione.
Mi volto verso lo specchio, mentre do le spalle a Marc e sollevo i capelli dietro la testa.

Marc mi fa indossare la collana, poi mi abbraccia da dietro, affondando il viso tra i miei capelli. E in quel momento, lo sento inspirare profondamente.

Un brivido mi attanaglia al basso ventre, quando sento la sua bocca rilasciare quel respiro, che mi accarezza la pelle del collo, facendomi tremare le gambe.
Mi sembra di essere sul punto di sciogliermi come neve al sole, tra le sue mani.

<<Balla con me, Angel.>> mormora, tra i miei capelli.
Mi schiarisco la voce, ben sapendo che mi uscirà comunque spezzata dalla gola.

<<Balliamo...senza musica?>>

<<Oh, no.>> si allontana tutt'a un tratto da me, e sento improvvisamente freddo. Marc si accovaccia accanto al comò, e solo in quel momento noto un piccolo scompartimento in cui è contenuto uno stereo. Marc schiaccia un pulsante, e le note di quella che è una delle mie canzoni preferite, si disperdono nell'aria. Scuoto la testa, portandomi le mani al volto.

<<Mi offre questo ballo,
signorina?>> mi domanda Marc, rivolgendomi un piccolo inchino.

<<Non c'è neanche bisogno di chiederlo.>> soffio, affondando la mano nella sua.

Marc mi stringe subito a sé, in un gesto così repentino, che mi pare quasi di volare dritta tra le sue braccia.
Poggia una mano sul mio fianco, stringendolo appena, e io accarezzo leggermente la sua spalla, mentre iniziamo a volteggiare nella sua stanza, sulle note di Can you feel the love tonight.

Il suo viso è così maledettamente vicino al mio che realizzo, che se ancora riesco a reggermi sulle gambe, è solo perché lui mi sta tenendo.

Il suo profumo mi da letteralmente alla testa, il suo calore così vicino al mio, tutto per me.
E sono così consapevole di quanto sia fortunata ad averlo nella mia vita, ad averlo qui, contro di me, che sento il mio cuore spandersi nel mio petto, la voglia di piangere per la gioia.

Abbasso la testa, poggiando la fronte contro la sua guancia, mentre un sospiro leggero abbandona le mie labbra.

Vorrei entrargli dentro, per potergli stare ancora più vicino, vorrei nascondermi in un angolo di lui e non lasciarlo più.

<<Angel, guardami.>> lo sento dire, ad un tratto, e quando rialzo lo sguardo su di lui, trovo i suoi occhi già fissi su di me, pronti a naufragare nei miei. Mi circonda la vita con un braccio, mentre l'altra mano lascia la mia per andare a posarsi sulla mia guancia. Quel tocco così delicato mi smuove qualcosa nel profondo e i miei occhi si chiudono, prima che io possa anche solamente provare ad impedirglielo.

Le sue dita scorrono fin sotto il mio mento, e passa giusto un istante prima che lui me lo sollevi appena.

Poi succede.

Le nostre labbra finiscono per toccarsi e il cuore mi esplode nel petto.

Quel tocco leggero riempie la mia pelle di brividi, manda letteralmente in tilt il mio cervello, mi blocca il respiro, fa cedere le mie ginocchia.

Basta quello, per far esplodere tutta la frustrazione repressa, il desiderio di tutti questi mesi.

Marc posa nuovamente le labbra sulle mie, spingendo il mio viso contro il suo, tenendomi stretta, con urgenza.

Non ho idea di quello che io stia facendo, ma ho bisogno di farlo, devo farlo.

Non ho mai voluto Marc così tanto come adesso, lo voglio, lo voglio da impazzire in tutti i modi possibili e immaginabili.

Le mie dita si stringono intorno ai capelli della sua nuca e li tiro appena. Lo sento mugolare sulle mie labbra e il mio cuore perde un battito.
La sua lingua accarezza lentamente il mio labbro inferiore, e mi pare di impazzire.

Non ho mai baciato nessuno in quel modo, mentre lui...sono totalmente inadeguata, rispetto a lui.

Il timore di non essere all'altezza mi attanaglia allo stomaco, ma poi realizzo che lui sa tutto di me, sa anche che non ho mai baciato nessuno in quel modo.

Lasciarsi andare.
Devo solo lasciarmi andare.

Dischiudo le labbra, e le nostre lingue si incontrano.

Non avevo idea che si potessero provare simili emozioni, che potessero anche solamente esistere.
Invece sono qui, tra le braccia dell'unico ragazzo che sa chi sono veramente e che non mi ha mai giudicato, né ha provato a farmi cambiare, ma solo a tirare fuori il meglio di me.

La sua lingua si impossessa della mia, il suo sapore dolce mi fa girare la testa. Mi stringo quanto più possibile a lui, voglio restare stretta a lui per sempre.

Marc mi stringe a sé e mi spinge contro il muro, senza smettere un istante di baciarmi.
Mi sento in fiamme, così viva, così sensibile al suo più piccolo tocco che ogni sua carezza dona brividi di piacere ad ogni più piccolo frammento di me.
Mi viene quasi da piangere, da quanto lo volevo.

Sento le sue mani afferrarmi per le cosce e tirarmi su. Avvinghio le gambe intorno ai suoi fianchi e le braccia intorno al suo collo, mentre le nostre lingue continuano ad intrecciarsi, sempre più impazienti.

Ho bisogno della sua pelle, voglio toccare la sua pelle calda, sentirne il sapore, ricoprirla di baci.

Un campanello d'allarme inizia a trillare da un angolo della mia testa quando sento le sue dita iniziare a tirare giù la cerniera dell'abito.
Come a volerla zittire, prendo il viso di Marc tra le mani e lo tengo vicino al mio, più vicino possibile. Non voglio che si separi da me.

Quando sento le sue dita sulla pelle nuda della mia schiena, un gemito mi sfugge dalla gola. Lo sento rispondere, un verso roco e profondo che scioglie anche l'ultima delle mie già inesistenti resistenze.

Le mie dita scorrono lungo il suo collo, fino a raggiungere i bottoni della sua camicia, che inizio a sbottonare, trattenendo il respiro.

Marc allontana le labbra dalle mie, ma solo per posarle sulla pelle sensibile e bisognosa di lui del mio collo.

<<Marc...>> mugolo, tra i brividi, e lo sento rispondere. I suoi denti mi graffiano la pelle, le sue labbra morbide la accarezzano. Tiro fuori la camicia dai pantaloni, e trattenendo per l'ennesima volta un respiro, faccio scorrere le mani sulle sue spalle, e la camicia cade ai suoi piedi.

La vista del suo petto nudo mi manda completamente in tilt, così come le sue mani che stringono le mie cosce con passione.

Non sono mai stata toccata in questo modo, non sono mai stata baciata in questo modo. Ora realizzo che non voglio che sia altri che Marc a toccarmi in questo modo, per il resto dei miei giorni.

Poso nuovamente i piedi per terra e faccio scorrere una mano lungo il suo petto, lasciandomi sfuggire un sospiro. Lo allontano da me, solo perché voglio guardarlo in viso. La mia timidezza pare essere momentaneamente sparita.

Solo in quel momento mi rendo conto che, senza il suo corpo contro il mio, il mio vestito non ha più nulla che lo trattenga su di me.

Scivola giù, ai miei piedi, e gli occhi di Marc, famelici e infuocati, vanno a posarsi immediatamente sul mio corpo.

Mi afferra per un braccio e mi attira nuovamente contro di sé. La pelle nuda del suo petto contro la mia fa ribollire il sangue nelle mie vene.

Lo spingo sul letto e avanzo verso di lui sui tacchi, senza la minima fatica, nonostante mi giri la testa.

Poggio un ginocchio sul letto e mi fermo per un istante a guardarlo.
È così dannatamente bello, così bello da fare quasi male. I capelli neri scompigliati, gli occhi languidi e cupi, le labbra carnose, rosse e gonfie, la pelle calda del petto tonico e scolpito, non riesco ancora a credere che stia succedendo.

Non riesco ancora a credere del fatto che non provo il minimo imbarazzo per ciò che stiamo facendo. Pare tutto così naturale, così giusto, come se non avessimo fatto altro nei mesi, negli anni, nei millenni passati.

Come se le nostre anime non avessero fatto altro dal momento in cui ci siamo incontrati.

Mi chino su di lui, e chiudo le labbra sulle sue.

Una fitta mi colpisce al cuore, fortissima, e non c'è dolore più dolce.

Le mie mani, impazienti, scorrono sul suo petto, percorrono ogni sua più piccola cicatrice.
Lascio le sue labbra e ricopro il suo viso di piccoli baci, la sua fronte ampia, le guance, le fossette agli angoli delle labbra, la linea della sua mandibola.

Piccoli ansiti sfuggono dalle sue labbra piene, e quell'immagine, unita ai suoi occhi chiusi, si imprime dietro le mie palpebre.

Scendo lungo il suo collo, accarezzandone il profilo con la punta della lingua, e le sue mani si chiudono a coppa sul mio fondoschiena, mentre si lascia sfuggire un gemito.

Continuo a percorrere la linea delle clavicole, fino a scendere sui pettorali, poi sugli addominali, che guizzano sotto il tocco caldo e leggero delle mie labbra.

<<Angel, ti prego...>> lo sento mugolare, la voce roca a tal punto da non sembrare quasi più la sua.

In quel momento mi rendo conto che le sue mani stanno armeggiando con il gancetto del mio reggiseno, e il mio cuore riprende a battere come impazzito nel mio petto.

Gli slaccio la cintura dei pantaloni nell'esatto momento in cui Marc mi sfila il reggiseno.

Mi tiro su, coprendomi all'istante con le braccia.

Sono solo in slip davanti a lui e tutto l'imbarazzo che non ho provato fino ad ora, mi travolge completamente.

Ha visto alcune delle ragazze più belle del circus della MotoGP senza vestiti, io sparisco al loro confronto.

Un angolo della mia mente inizia a ricordarmi malignamente ciò che lui è sempre stato abituato a vedere.

Io invece, così piccola e minuta, dalle forme appena accennate...non reggerei il suo sguardo di delusione, non ho bisogno anche di questa umiliazione.

Marc si solleva, e avvolge i miei polsi con le sue mani.

<<Ti vergogni di me, amore?>>

Fermi tutti: ha detto amore?

<<Non devi, mai. Sei perfetta così come sei, un capolavoro di bellezza e delicatezza. Nessuno può reggere il tuo confronto, per me.>> sussurra, guardandomi negli occhi, per poi posarmi un bacio sulla fronte.

Marc scioglie le mie braccia e ora sono nuda, in ogni senso, davanti a lui.

<<Sei bellissima, pequeñita. Bella da farmi impazzire.>> sussurra, per poi baciarmi, se possibile, con più passione di prima.

Posa le mani calde e grandi sulla mia schiena e mi porta sotto di lui, il suo corpo possente a sovrastarmi.
Faccio scorrere ripetutamente le mani sulla sua schiena muscolosa e mi chiedo come ho fatto fino ad ora a vivere senza i baci di Marc.

Le sue labbra infuocate scendono fin sul mio collo, poi sul mio seno che pare urlare sotto il tocco caldo delle sue labbra.

Quando è la sua lingua a sostituire le sue labbra, non riesco a trattenere un gemito profondo, che mi scuote tutta.

Ad un tratto, sento il mio cellulare iniziare a suonare, ma non mi importa.

Al mondo ora ci siamo solo noi due, solo io e Marc.

Lo vedo liberarsi dei pantaloni con un gesto secco, poi lo sento iniziare ad accarezzare la stoffa dei miei slip.

Solo in quel momento mi rendo conto di quello che stiamo facendo, di ciò che stiamo per fare.

Non avrei mai pensato che io e Marc un giorno ci saremmo ritrovati a vivere una simile cosa.

Marc, il mio migliore amico...

Le sue labbra tornano sulle mie, e ogni pensiero svanisce nuovamente dalla mia mente.
Lo sento sfilarmi gli slip, e l'imbarazzo si impossessa per l'ennesima volta di me.

Mi copro il viso con le mani, mentre sento Marc sorridere sulle mie labbra.

Posa una serie di piccoli baci sul mio viso, sulle mie palpebre chiuse. Le sue labbra scendono nuovamente sul mio petto, sul mio ventre, sui miei fianchi, sull'interno delle mie cosce.

Un gran calore mi pervade in ogni nervo, mentre le sue labbra mi accarezzano nel punto più sensibile del mio corpo.

Le sue mani su di me, come a volermi far capire che sono sua, quando io già lo so che sono stata sempre sua, solo sua, sin dal primo sguardo.

Il mio respiro si riempie di ansiti, gemiti, dalle mie labbra non sfugge altro che il suo nome, la mia schiena si inarca, le mie mani gli tirano i capelli.

Quando ritorna su di me, gli prendo una mano e poso un bacio su ogni polpastrello della mano.

Mi viene da piangere per l'intensità delle emozioni che sto provando.
Sono sempre stata in grado di dominare le mie emozioni, mi ero ripromessa di non lasciarmi mai andare ai sentimenti. Ora ne sono travolta, e non ho mai vissuto niente di più bello.

Quando rialzo lo sguardo su di lui e incrocio i suoi occhi in cui brilla una fiamma di tenerezza, realizzo che non vorrei essere in nessun altro posto nel mondo, se non qui, in questa stanza, con lui.

Con la coda dell'occhio noto che anche i suoi boxer sono spariti e il cuore mi balza in gola. Sta per succedere. Sono davvero pronta a vivere la mia prima volta?

Marc si tende verso il comodino e apre una confezione argentata. Punta i suoi occhi scuri e belli nei miei, mentre indossa il preservativo.
Intreccia poi le sue mani con le mie.

<<Sei sicura, pequeñita?>>

Il mio respiro così veloce, il cuore che sbatte contro le mie costole, come impazzito, i miei sensi allo spasmo come non mai.

Voglio Marc, lo voglio da impazzire, ma ho paura.

<<Ho paura...>> soffio, e Marc posa la sua fronte contro la mia.

<<Non voglio che tu abbia paura, né che tu soffra, Angel ->>

<<Ma voglio farlo, Marc. Lo voglio, ti voglio come non ho mai voluto nulla in vita mia.>> sussurro, sulle sue labbra.

Il suo viso si distende improvvisamente, i suoi occhi sgranati mentre un lampo li attraversa.

<<Ti voglio anch'io, Angel.>> sussurra in risposta, un sorriso dolcissimo a dipingergli quelle labbra che bacerei per il resto della mia vita.

<<Farò piano, te lo assicuro, amore. Dimmelo se...insomma...>> lo interrompo, baciandolo, e in quel momento, lo sento entrare in me, con estrema lentezza e dolcezza.

Sbatto le palpebre, e sento una fitta colpirmi tra le gambe. Mi porto una mano a coprirmi la bocca, e Marc si ferma. Una lacrima mi scorre lungo la guancia, e inizia a sussurrarmi delle paroline dolci in spagnolo e a posarmi dei baci leggeri sul viso. Quando sento che il dolore è passato, mi muovo lentamente sotto di lui e Marc riapre gli occhi. Ci guardiamo, e gli poso un bacio sulla fronte, mentre inizia a muoversi lentamente dentro di me.

Il dolore è sparito, ora sento solo lui, mi pare di sentirlo in ogni più piccola parte di me. Afferro i suoi capelli scompigliati, intrecciandoli intorno alle mie dita, mentre le sue labbra umide continuano a tormentare la pelle del mio collo.

Poi mi guarda, e il suo sguardo si pianta in un angolo del mio cervello.
Il modo in cui mi guarda, così pieno di passione, penso che non riuscirò mai a dimenticarlo.

Siamo perfettamente incastrati, eppure lo vorrei ancora di più, in un modo ancora più folle e passionale, vorrei baciargli l'anima, avvinghiarmi a lei e non lasciarla più.

Quando raggiungiamo il culmine gli mordo una spalla, nel silenzio di quella stanza spezzato solo dai nostri gemiti.
Non avevo idea che il tocco dei nostri corpi mi avrebbe fatto sentire così. Come se in me fossero nate stelle, costellazioni, intere galassie.

Come se le nostre anime fossero entrate in collisione, e da quello fosse nato un intero universo, tutto nostro.

Marc rovescia la testa sul mio petto, e io non riesco a trattenere un sorriso. Mi pare di galleggiare su una nuvola, sospesa nel tempo e nello spazio.

I nostri respiri affannati, i nostri corpi sudati, ogni più piccolo frammento del mio corpo finalmente completo.

Marc rialza lentamente la testa, e posa un bacio leggero sulle mie labbra. Non abbiamo bisogno di parole, non abbiamo bisogno di nulla.

<<Angel...tu non hai idea, io...>>

<<Sshh, non dire nulla.>> mormoro, posandogli un dito sulle labbra, che poi bacio. Gli prendo la mano e poso un bacio sulla sua lunga cicatrice, proprio sotto il mignolo, sul dorso.

Marc mi osserva, lo sguardo languido e un po' perso.
Poi scivola accanto a me, porta un braccio sotto le mie spalle e mi tira contro il suo petto, accarezzandomi la schiena.

Sapevo che questa serata si sarebbe conclusa in modo spettacolare.

Ho tutto quello di cui ho bisogno, ho Marc qui con me.

Al resto penserò domani.

[Spazio Autrice]

Diciamocelo: BEATA ANGEL 😵

Orario improponibile per postare, ma non vedevo l'ora di farvelo leggere! Non penso di dover aggiungere nulla, se non godetevelo perché poi...non dico nulla, vi chiedo solo di lasciare un commento o un voto E ORA SPARISCO 😜
Un bacio ❤

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro