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Capitolo 1

No, non poteva farlo, le era stato ordinato di farlo, ma non ci riusciva.
Sentì il fagottino muoversi, erano due bambine innocenti, come avrebbe mai potuto gettarle da quella scogliera.
"Non ci interessa che fine gli farai fare, l'importante è che te ne sbarazzi"
"Non vogliamo il peso di due figlie demoniache" L'eco delle parole dei suoi padroni le rimbombava in testa, ma non le importava, le avrebbe salvate, non sarebbe stata la loro carnefice.
La giovane governante, decise quindi di adagiare le bambine in una cesta, affidandole alle onde, che fino a qualche momento prima, avrebbero dovuto cancellare l'esistenza delle due piccole creature.

L'isola più vicina distava due giorni, infatti gli abitanti che le ritrovarono, rimasero scioccati nello scoprire che erano ancora vive.
Le bambine vennero poi prese in custodia da una vecchia signora, che abitava dalla parte opposta dell'isola.

In tutto questo, penso debbo darvi delle informazioni su quest'isola:
prima di tutto, è molto più grande rispetto all'isola natale delle due naufraghe, ma non è nemmeno troppo vasta, in secondo luogo, è perfino più conosciuta, soprattutto grazie al fiorente commercio di coralli dalle proprietà curative.
Ora possiamo pure tornare alla storia.

I giorni passarono, e le bambine, che avevano attualmente due mesi, crescevano sane e robuste.
Ma un giorno, il destino decise di dare una svolta alla vita delle due creaturine.
Era da poco approdata una nave nel porto, tutti conoscevano la ciurma che solcava i mari con quell'enorme nave, ma soprattutto la temevano.
I famosi pirati di Barbabianca avevano attraccato soprattutto per fare provviste, anche se qualcuno non perdeva l'occasione per bere in qualche osteria della città portuale.
Ma la nostra attenzione deve andare soprattutto a due pirati in particolare: Marco la fenice, comandante della 1º flotta e Ace pugno di fuoco, comandante della 2º flotta.
I due, infatti, stavano insieme da quasi due anni, e quel giorno avevano deciso di prendersi un momento per loro.
Incominciarono a camminare per le strade, per poi entrare nella foresta, e ritrovarsi, in fine, dall'altra parte dell'isola.
Continuarono la loro passeggiata, fino a quando non si imbatterono nella casa dell'anziana signora.
Inizialmente pensarono di sorpassarla, ma appena furono più vicini, Ace notò la signora e le due bimbe, non chiedetemi come, ma il giovane vide il colore degli occhi delle gemelle, e ne rimase stregato, nei suoi vent'anni di vita non aveva mai visto occhi tanto particolari.
Marco tentò di farlo tornare alla realtà, ma inutilmente.
La signora, a cui non era sfuggita la coppia, li invitò ad avvicinarsi.
Il biondo era in dubbio se accettare, ma nel vedere come il compagno osservava incuriosito le bimbe, cedette.

I due comandati passarono il pomeriggio con l'anziana signora e le gemelle, e perfino Marco, rimase estremamente affascinato dagli occhi delle bambine.
I pirati si resero conto che fosse ora di andare, e anche se a malincuore, Ace dovette lasciare le bimbe, che nonostante avessero pochi mesi, avevano già stabilito una specie di legame con il giovane.
La signora, che aveva notato tutto, chiese ai due se volessero crescere le bambine.
Inizialmente Ace e Marco rifiutarono, infatti erano pirati, e per di più membri di una delle ciurme più temute dalla marina, le gemelle non sarebbero state mai al sicuro.
Ma dopo varie richieste, e altrettanti rifiuti, l'anziana giocò la carta della vecchiaia, e i due non poterono fare altro che accettare.

Marco e Ace fecero ritorno alla nave, dove riuscirono a convincere il vecchio capitano a tenere le bambine.
Gli altri membri non poterono fare a meno di sentirsi come degli specie di zii nei confronti delle piccole creaturine.
Più di tutti, però a sentirsi così era la sorella minore di Ace, Alba.
Ma come penso abbiate notato, non mi sono mai riferita alle bambine con i loro nomi, perché non ne avevano uno, i nomi vennero scelti dal comandante della 16º flotta, Izo.
Era originario della lontana terra di Wano, quindi utilizzò dei nomi del suo paese: Haruko, che significa primavera, per la bimba dagli occhi azzurri e verdi e Miko, cioè le sacerdotesse che prevedono il futuro, per la bambina dagli occhi scuri e verdi

Angoletto mio
Eccoci alla fine, spero vivamente che questo primo capitolo vi sia piaciuto, se per caso notate qualche errore che mi è sfuggito, vi prego di farmelo notare.

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