Capitolo 6: Invasione sul Delaware River
«Come hai detto?», erompe incredulo Drew tendendomi l'orecchio. «Newt con Calvin?»
Sbuffo. «L'ho visto con i miei stessi occhi!», ripeto per la terza volta di fila. «Si sono salutati con una stretta di mano, per poi uscire insieme dalla porta d'ingresso di scuola...».
Scuote la testa. «Da non credere», commenta mentre sfoglia una rivista di Glamour.
Me ne passa una, ma piuttosto che leggerla, preferisco utilizzarla come ventaglio personale.
Mi sento un po' come una sardina spiaggiata, distesa sul pontile del Delaware River.
Essendo giovedì, non dovrebbero esserci troppi turisti che curiosano nei paraggi, quindi abbiamo optato per trovarci un posticino appartato vicino al bosco e cercare di beccarci un'ustione di primo grado sotto il sole cocente.
Ovviamente, l'idea è stata di Drew, dal momento che la tolleranza per l'eccessivo calore non rappresenta una delle mie più grandi qualità.
Come se mi leggesse nel pensiero, Drew abbassa gli occhiali da sole e mi scruta da capo a piedi.
«Che c'è ora?», gli chiedo, già pronta ad incassare uno delle sue critiche puntigliose.
«No, nulla. Mi stavo solo chiedendo come tu possa essere ancora bianco latte a metà giugno!»
Alzo gli occhi al cielo. «Per te è facile parlare: la tua tintarella è impeccabile dodici mesi l'anno...»
Sorride, come se gli avessi fatto il complimento del secolo, eppure non cede: «E poi, da dove diavolo hai tirato fuori quel costume da bagno?», la smorfia inorridita, come se indossassi la pelliccia di una specie in via di estinzione.
Faccio spallucce. «In qualche landa desolata del mio armadio», ammetto. «E poi, come se non lo sapessi, i pois stanno tornando di moda!»
Ancora non del tutto convinto, sembra transigere, quando le assi del pontile, sotto di noi, cominciano a tremare spaventosamente.
«Ma che diavolo?», Drew si mette a sedere d'istinto, cercando di capire cosa provochi questi scossoni.
Poi balbetta qualcosa, indicando con la bocca spalancata un punto indefinito nel bel mezzo del sentiero del bosco.
Ridacchio... «Che ti prende? Sarà... un castoro, o qualcosa del genere»
«No...», riesce a lasciarsi sfuggire tra una parola confusa e un'altra. E' talmente ridicolo nel suo terrore che non riesco a prenderlo sul serio.
In ogni caso, mi sollevo a mia volta, puntando lo sguardo nella direzione indicata dal mio amico. Il sole sembra avermi accecata, poiché mi vedo costretta a strizzare gli occhi per mettere a fuoco quella massa di pelo informe che si precipita ad ampie falcate nella nostra direzione.
«Oh-oh...», riesco a farmi uscire, prima che un enorme Mastino Tibetano si catapulti su Drew, come fosse in possesso di un radar per la paura.
Drew strilla scalciando e cercando di liberarsi, mentre io balzo in piedi nel tentativo di aiutarlo, tra una risata e un'altra.
«Dannazione, Lo. Toglimi quest'orso di dosso!», urla come una ragazzina.
Come se non bastasse, un gruppo di turisti sul battello che scorre di fronte a noi, sul fiume, si gusta la scena ridendo a crepapelle.
Un signore dagli occhi a mandorla, addirittura, scatta una fotografia a Drew con la reflex che tiene legata al collo.
Sto tentando in ogni come di sollevare il cane, ma questo non ne vuole proprio sapere.
Un fischio giunge dall'intrico di alberi e fogliame, e finalmente il mastino, dopo essere scattato sull'attenti, libera il povero malcapitato.
«Che schifo!», ulula Drew inorridito, mentre constata che il velo di sudore che impregnava il suo petto, si è riempito di peli di cane.
Si avvicina alla fonte e comincia a lavarsi istantaneamente, senza però smettere di borbottare.
Qualcuno sbuca dal sentiero, e il cane lo raggiunge in un baleno, abbaiando spensierato, ignaro dello scompiglio che ha creato.
Mi porto una mano sulla fronte, come per nascondermi dal fascio di luce che mi abbaglia, ostacolandomi la visuale.
«Scusatemi», fa il ragazzo, accarezzando il cane per poi legarlo con il guinzaglio.
Rimango impietrita su me stessa quando smaschero la sua identità: Newt?
«Ha cominciato a correre e...», alza lo sguardo e non appena realizza anche lui, i suoi occhi si sbarrano, incredulo quanto me.
Istintivamente mi avvolgo nell'asciugamano, e a lui questo non sembra sfuggire. «Davvero credi che abuserei di un tipo come te?», sbuffa in una risata esilarata. «Ma per favore...»
Sorrido fintamente compiaciuta: «Non credi che un cane sia una responsabilità fin troppo grande per uno come te?»
«Hai detto bene», confessa. «Difatti, Jenevieve non è mia... Per sua sfortuna, dato che deve sentirsi chiamare ogni giorno con un nome così terribile...»
Sono confusa. «Che ci fai con un cane al guinzaglio, allora?»*
«Calvin!», urla portandosi una mano alla bocca, e una dozzina di secondi dopo, ecco che anche Calvin ci raggiunge.
Drew, finalmente, come avendo captato la presenza di ben due ragazzi di sesso maschile nei paraggi, si catapulta da noi.
«Oh, ehy...», sorride smagliante prima a Calvin, poi a Newt.
Tento di ignorare lo sguardo smarrito che quest'ultimo riserva al mio amico, piuttosto saluto Calvin.
«Ragazzi, scusate! Spero che Jen non vi abbia dato troppo fastidio...»
«Nessun disturbo», mente Drew. «Che gran bel cucciolone!»
«Già...», fa Calvin dando due pacche sul dorso del cane.
Newt passa il guinzaglio all'amico. «Bé, dobbiamo proprio andare... Ci si vede, Lorraine».
Calvin inarca le sopracciglia con fare incerto:«Un secondo solo, voi vi conoscete?»
Annuisco. «Ho il grande onore di averlo come partner al corso di pittura!», porto le braccia in alto con un'esuberanza contraffatta.
«Ma dai... Da non credere!», commenta Calvin ancora scosso.
Per tutta risposta, si intromette Drew: «Non dirlo a me!»
Calvin sorride divertito, ignorando il fatto che il compare stia cominciando a spazientirsi, esattamente come farebbe un bambino di tre anni quando la mamma al supermercato si ferma a parlare con una vecchia conoscenza.
«Stasera do una festa, a casa mia», comincia, mentre la mia mente comincia a vagare alla ricerca di una scusa credibile per dare buca. «Una cosa tranquilla... Perché non passate a fare un salto?»
«Caspita, proprio stasera?», prego che il mio tono sia credibile. «Abbiamo già preso i biglietti del cinema, per stasera»
Drew si interrompe. «Tesoro, ti sbagli... Oggi è solo giovedì. I biglietti sono per domani, venerdì»
Sta tentando di ostacolarmi, così gli sferro un'occhiataccia minacciosa.
Tento di giustificarmi in altri modi, ma Calvin mi interrompe. «Bene, è fatta, allora. L'indirizzo lo conosci»
«E' fatta», ripeto con scarsa convinzione.
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