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Capitolo 6: "Problemi"

18 Marzo 1941
POV Rospo
Ero soddisfatto. Sì, era quella la parola più adatta per descrivermi in quel momento.
Ero soddisfatto perché sapevo che stavo facendo una cosa che sarebbe piaciuta al "capo", come ero solito chiamarlo.
Bussai alla porta di Barthel baldanzoso.
«Avanti!» ruggì la sua voce.

«Buongiorno, signore, volevo parlarle» dichiarai con uno sguardo furbo.
«Prego, siediti pure. Avanti, su, racconta!»
«Ecco, io trovo che Amos, quel ragazzo biondo e-»
«Sì, lo so com'è fatto! Va avanti!»
«Ecco, mi sembra che... Ora io non vorrei insinuare nulla su-»
«Va avanti!»
«Si, ecco, il fatto è che, ecco... Naturalmente non voglio discutere il fatto che sia stato assunto ma-»
«Ho capito! Muoviti! Non ho tutta tutta la mattina per sentire i borbottii di un soldato che cerca di giustificarsi!»
«Emh, certo, certo, ecco, mi sembra, naturalmente è un'impressione, nulla di personale o-»
Il generale sbuffò «Vuoi andare avanti?! Un altro inutile farfugliamento ed uscirai di qui!»
«Sì, ma certo, sì, ecco, avevo l'impressione che... Nascondesse qualcosa. Lo becco spesso che si guarda intorno, agitato... Insomma, proprio il comportamento che riterrei... Sospetto.»
«Hahah! Per una volta dici qualcosa d sensato! Devo confessarti che anche io ho la stessa impressione, tant'è che ci parlato pochi giorni fa... Si dimostrava d'accordo in tutto con me ma... Mi è sembrato che dentro, fosse decisamente in contrasto con le mie idee...» disse assorto.
Io approffittai della situazione per elogiarmi «Oh, che cosa decisamente... Sgradevole! Io ovviamente, ecco, non mi permetterei mai! Lo sa che sono d'accordo con lei, ecco, ovviamente io lo sono veramente...»
«Oh, senti, so che sei d'accordo con me, ma smetti di avere quell'atteggiamento strisciante e così servizievole... Da vomito, se mi permetti. Va bene essere fedeli ma è diverso cercare ogni volta di mettersi in buona luce davanti a me! Ho capito, sei un buon soldato, va bene?»
«Signore, io non intendevo tediarlo con le mie parole, e non era affatto mia intenzione mettermi in mostra! La prego di perdonarmi se le ho dato questa terribile impressione!» esclamai fingendomi dispiaciuto e scandalizzato.
Barthel fece un gesto con la mano «Sì, sì, non importa. Comunque vorrei darti un compito, se vuoi.»
«Ma certo, io sono qui per eseguire i suoi ordini, ecco, mi dica pure, ecco, la ascolto.»
«Devi semplicemente tenere d'occhio il giovane Amos. E scoprire cosa nasconde!»
«Oh, Generale, mi sento onorato di ricevere tale compito, ecco, le prometto che non la deluderò, ecco, glielo prometto!»
«Sì, grazie, ora puoi anche andare»
«Certo, ecco, ai suoi ordini, ecco, vado»

* * *

Amos quel giorno, dovunque andasse si sentiva stranamente osservato. Era una sensazione piuttosto sgradevole, che lo irritava e preoccupava.
Solitamente il suo intuito non si sbagliava, perciò decise che quella sera non sarebbe andato da Leah.
Riuscì però a lasciarle un biglietto e del cibo di nascosto, usando una scusa per entrare nel dormitorio.

* * *

Leah aveva trovato tra le assi del letto un biglietto e del cibo.
Aveva mangiato la carne subito, tant'era affamata, poi aveva letto io biglietto, che recitava:

Cara Leah,
Sono Amos, ti scrivo questa lettera per informarti del motivo per cui oggi non sono venuto.
Innanzi tutto volevo scusarmi con te per ieri. Ammetto di non essere stato gentile e di non averti saputo consolare come avrei dovuto.
Spero che domani, se potrò venire, ci riappacificheremo.
Comunque, tornando al fatto del perché non mi sono presentato...
Oggi mi sono sentito spiato ed osservato per tutto il giorno. Non mi capita spesso, ma ti assicuro che il mio sesto senso raramente si sbaglia.
Per questo non sono con te a scusarmi di persona... Temo sospettino di me.
, proprio così. Ho ritenuto saggio non correre troppi rischi per questa giornata.
Detto questo ti auguro buona notte.
P.S: Appena hai letto il biglietto, nascondilo. Se lo trovassero saremmo decisamente spacciati.
Amos

"E lui non viene per una sensazione?!" scosse la testa Leah.
"Comunque sia devo fidarmi di lui... Del resto mi ha aiutata fino ad adesso..."
Lo pensò, sorridendo. Poi nascose il biglietto.

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