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Capitolo 10: "Sconvolgente verità"

22 Marzo 1941
«Signore, credo di aver capito...» disse una voce che Amos conosceva bene: la voce di Rospo.
Era passato per quel corridoio per andare alla sua stanza, ma aveva sentito quelle parole, e aveva deciso di fermarsi ad ascoltare.
«Ah sì?! Bene bene bene, suvvia dimmi!» esclamò la voce del generale.
«Emh... Ecco, ieri ho visto Amos che entrava nel dormitorio delle ragazze... Ebree.»
«Credi che... Possa avere una relazione con una di esse?!»
«Non solo. Credo anche di sapere con chi!»
«Oh, ottimo lavoro, ma con chi?»
«Ho visto come si guardavano, ecco, io credo che sia.. Ecco, Leah.»
«In effetti non sembra un'ipotesi così impossibile...»
«Ecco, ora che sappiamo, ecco, cosa faremo?»
«Naturalmente dovremo uccidere la ragazza!» disse il generale ridendo.
«Siete sicuro che non lo faremo arrabbiare in modo incontenibile? »
«Nah! Sarà così distrutto dalla perdita della sua piccola, dolce, ragazza che non riuscirà a muovere un dito!» sghignazzò Barthel. «Deve essere punito nel modo peggiore per il suo tradimento!»
Il cuore di Amos perse un battito. Poi iniziò a battere veloce come mai aveva fatto prima.
Non riusciva quasi più a respirare, era terrorizzato all'idea che Leah potesse morire.
"Devo... Devo avvisarla" si disse, e si mise a correre verso il dormitorio. Poi si accorse che per scriverle il biglietto gli serviva carta e penna. Corse nella sua stanza, preoccupato, scrisse in fretta e furia il messaggio e andò a nasconderlo nel dormitorio. Poi tornò nella sua stanza, per cercare di rimettere in ordine i pensieri che sembravano ruzzolargli per il cervello senza ordine, azzuffandosi tra loro, e facendogli molta confusione.
Era completamente nel panico, ma riusciva a capire cosa doveva fare. Affondò la testa nel soffice cuscino sul letto, nella vana speranza di riuscire a soffocare lacrime e pensieri.

* * *
Leah aveva trovato il biglietto di Amos, che recitava con poche parole un presagio oscuro:
Leah sei in pericolo per colpa mia. Oggi non posso venire, rischio solo di farti uccidere.
Amos
Le lettere erano state tracciate in fretta, e Amos doveva essere davvero molto spaventato per dimenticare "cara" pensò con preoccupazione la ragazza.
"Ma che gli sarà preso? Inoltre cosa avrà mai scoperto?" si chiese.
Era molto spaventata, agitata, da quel biglietto.
Trattenne a stento le lacrime di paura che cercavano di fuoriuscire dagli angoli degli occhi, e cercò di dormire senza successo.
Continuava a rivedere nella sua mente quelle parole, che non le lasciavano tregua. Avrebbe davvero avuto bisogno di potersi sfogare con Amos in quel momento, ma comprendeva che era troppo pericoloso che lui venisse.

POV Generale Barthel.
Mi sentivo potente, come sempre quando pensavo di poter uccidere. Era una sensazione che quasi mi dava alla testa. Il potere di togliere la vita ad un'altra persona... Il potere di poter distruggere l'esistenza di una persona... Il potere di essere superiori agli altri... Era l'essenza della mia vita. Infatti non mi ero arruolato nell'esercito di Hitler perché odiassi così tanto gli ebrei. Certo, sapevo che erano inferiori, ma volevo stare in un campo di concentramento perché avevo il potere. Il potere di vedere le persone soffrire per causa mia.
Non vedevo l'ora di far soffrire Amos e Leah. Il loro amore era così candido e vero, un piacere macchiarlo di morte.

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