Lezione movimentata
«Oggi aprono più tardi del solito però non te ne devi approfittare idiota»
Levi la indicò mentre cercava di allacciarsi le ballerine, ovviamente ci riuscì in un nano secondo però a quanto pare voleva farlo innervosire davvero perché all'improvviso si convinse di non potercela fare.
«Levi è impossibile, non ce la farò! E poi questo vestito mi da fastidio, è così stretto!»
«Hanji vuoi farlo per lui?»
cercò il suo sguardo, si inchinò di fronte alla ragazza«Per Moblit»
Hanji si ritrovò specchiata nelle sue iridi grigie, un colore così affascinante e misterioso per degli occhi dal taglio così fine. Però perennemente tristi e con uno sguardo tagliente ed accusatorio. In quel momento giurò di aver visto il colore più morbido e dolce, quasi a volerla rassicurare e le pieghe sul volto si erano dilatate.
«Hanji non ricordi ciò che mi hai detto tempo fa? Pare un'eternità da quando ci conosciamo ma sono soltanto alcune settimane. Credi. Credi in qualcosa e sarà una spinta in più per fare qualsiasi cosa tu voglia. Mi sbaglio?»
una scossa la percorse dalla punta del naso fino alle estremità dei piedi. Era vero, aveva detto quelle parole e ora si stava tradendo lei stessa. Quelle frasi, non erano soltanto per il corvino, un insegnamento da tenere prezioso.
Non doveva mollare.
Non ora.
Non dopo tutto quello che si era ripromessa di fare per Moblit.
«No, non ti sbagli per nulla. Impariamo a ballare, ora o mai più!»
Levi accennò ad una smorfia e la tirò a se in fretta, senza guardarla dritta negli occhi per non fare i conti di nuovo con l'imbarazzo.
Hanji sorrise e con sua grande sorpresa ricambiò la stretta. Il ragazzo scese fino ai suoi fianchi e li cinse dolcemente, le prese la mano e cominciò a guidarla per tutto il palco.
«Levi?» tutto quello strano silenzio era inquietante, interrotto solo dal respiro dei due. Levi voltò la testa e la guardò anche se sapeva di essere fin troppo vicino ad Hanji in quel momento. Il suo fiato si infrangeva sul collo della mora.
«Sì?»
«Allora me la cavo?»
«Abbastanza, certo, un po' più di iniziativa sarebbe perfetto»
Hanji offesa abbassò lo sguardo sulla posizione in cui erano, le sembrava tutto giusto. Lei seguiva i suoi passi e lui la trasportava senza fretta.
«Divertente»
«Dovresti seguirmi»
«Ehi! Ma io ti seguo, sei forse miope?!»
«Oi osserva»
osservò come le era stato chiesto ed in effetti i ruoli si erano completamente capovolti.
«Ahahah ops scusa è vero»
«Thc, Quattrocchi di merda. Avevo ragione te lo avevo detto»
«O io ho sempre ragione bla bla bla»
«Mi stai facendo il verso?!»
«Io? Thc Quattrocchi di merda...»
«Come prego?»
«Come prego?»
«Smettila»
«Smettila»
«Sul serio, così non mi concentro»
«Oi, sta zitto nano ciclato di merda»
«Lo hai voluto tu Quattrocchi di merda»
«Nano di merda»
«Idiota»
«Levi cos-?!»
la cinse più forte, facendola volteggiare sempre più veloce per tutto il palco. All'impazzata la trascinò a forza, letteralmente, in giro perché la mora tentava inutilmente di fermarsi e di opporsi. Un ferma capelli non resse al movimento e cadde in terra lasciando libera la chioma della ragazza, gli occhiali le volarono via chissà dove e mentre cercava sporgendosi dalla spalla del corvino indemoniato le venne mal di testa. L'equilibrio venne a mancare. Era in balia di Levi.
«LEVI FERMO»
«Lo hai voluto tu scema e ora...»
«Ti prego no»
«...giravolta!»
la fece girare su se stessa due volte e finì fra le sue braccia esausta.
«Tu sei completamente pazzo»
«Io? Hai cominciato tu»
«Scemo, nano di merda»
«Cogliona»
«Imbecille»
«Stupida»
«Basso»
«Oi, così esageri»
Hanji si piegò in due dalle risate e si passo la mano fra i capelli per toglierli dal viso«Ahahahah hai ragione!»
Levi non sapeva cosa gli stava succedendo, ma voleva sembrare il migliore ai suoi occhi e farla ancora ridere. Ancora una volta.
«Io ho sempre ragione»
«Ahahahahahah va bene nano ora lasciami andare»
«Ai suoi ordini»
La ragazza indietreggiò barcollante, aveva la nausea e la sensazione era la stessa di quella notte sotto l'effetto del narcotico. Vedeva tutto attorno a se girare vorticosamente e, anche se la figura del ragazzo di fronte a lei si faceva più vivida, era ancora confusa. Forse anche perché era senza occhiali.
«L-levi»
«Hanji sembri ubriaca»
«Si certo, grazie a te»
rischiò di vacillare e cercò invano qualcosa a cui si potesse reggere ma non riusciva a distinguere nulla da in palmo dal naso. Finalmente la vista offuscata migliorò.
Vide Levi avvicinarsi«Oi Quattrocchi credo sia abbastanza per oggi, sembri impazzita»
«Ora sto meglio»
si ricompose e raccattò gli occhiali per terra, se li rimise e si sistemò i capelli arruffati.
Levi la prese per mano, le girava ancora tutto e faceva fatica a non inciampare ogni due per tre.
«Sai, credo che la prossima volta prenderò un vero istruttore più bravo e che non cerca di far vomitare i propri alunni»
«Ti fa male qualcosa?»
«Ahahahah a me?! Sono di roccia, ho ancora un osso rotto nel ginocchio e non me lo sono mai fatto curare in vita mia»
«Non sei normale»
«No no no davvero non fa male!»
«Non sei normale lo stesso pazza scervellata»
«I migliori sono pazzi!»
«Già...finché non la fai finita in un maledetto esperimento col tuo dolce Bean»
«Ahahahah che dolce sei preoccupato»
Levi distolse lo sguardo per il rossore sulle guance, tossì e cercò di sviare l'argomento e quasi per caso nel mentre i suoi occhi incrociarono quelli di un giovane uomo ritratto in un grosso quadro vicino all'entrata. Non lo aveva notato prima, forse perché non era particolarmente grande.
E non seppe il perché, ma si stancò di tenere tutto dentro e strinse la mano di Hanji. La costrinse a fermarsi.
«Hanji tu hai mai» sospirò dandole le spalle «Desiderato qualcosa a tal punto da non poterla fare?»
tutto si riversava come una valanga in quell'attimo e sapeva di non poterla fermare con un semplice muro da costruire attorno alla sua coscienza. Il problema era che cosa sarebbe uscito di troppo in quella valanga che per anni aveva rinchiuso.
«Una volta, tanto tempo fa ho litigato con i miei genitori su una cosa simile. Sul mio futuro»
Levi annuì pensieroso e ricominciò a camminare deciso a non far più ritorno al passato e a tutti i suoi errori.
«O sto scivolando!!»
«Hanji!»
la prese al volo in tempo. La mora era barcollata vicino al muro che separava il sipario e i camerini. Fortunatamente era un appoggio.
Levi le cadde addosso inciampando nei piedi di Hanji e le fu addosso senza riuscire ad attutire l'impatto.
«Ahia!»
«Scusami»
Si fermarono per un secondo e parve in quel momento che il tempo stesso gli avesse concesso ad entrambi un attimo solo loro. Soltanto loro due e nessun altro.
Levi non si trattenne un secondo più del necessario, Hanji non era di nessun' altro al mondo senza il suo permesso firmato.
La prese per la vita e fece pressione contro il muro, unì i loro corpi così forte che la ragazza mugolò infastidita dalla loro posizione.
«Levi cosa stai facendo?!»
«Quello che avrei dovuto fare quella volta per le scale»
si avvicinò pericolosamente alle sue labbra e straordinariamente la mora non si ritrasse ma allungò il collo e lo prese da dietro. Solo Levi un secondo si spaventò «Oddio mi scusi signorina Zoe»
si allontanarono ed Hanji lo prese per mano tranquilla. Levi quasi scoppiava e non riusciva a resistere. Ora si ricordava come poteva provare quella attrazione fisica per quella scienziata pazza.
«Levi»
«Mi scusi!»
«No»
«Come?»
«Anche io lo volevo»
«Sul serio?»
«Parliamone nel mio ufficio»
ANGOLO AUTRICE
Buonasera, sono il coordinatore ufficiale della pubblicazione del manga di Hanjime Isayama noto come Attack on Titan. Vorrei dirvi che finirà al 38 volume.
Ma esiste una figura del genere?!
Magari😔
Ritorno in me, vi è piaciuto questo capitolo?
Eh il punto cruciale❤non è ancora arrivato(anche perché mi vergogno lo devo ammettere😶)
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