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*Zap 10*

Il mattino seguente, fui svegliata dal forte rumore causato dal temporale. Stroppicciai gli occhi, e dopo aver messo a fuoco, notai di essere ancora nella stessa identica posizione di quando mi ero addormentata. La testa poggiata sul suo petto, con l'orecchio teso ad ascoltare i battiti regolari del suo cuore; stretta forte tra le sue braccia, come se temesse che potessi fuggire da un momento all'altro. Cosa che avrei fatto.

Mi liberai dal suo abbraccio e scesi dal letto. Dopo essermi vestita, recuperai le scarpe ed, in punta di piedi uscii dalla camera. Stavo per uscire quando Giulia mi colse in fragrante.

"Darcy?"

Mi bloccai e lentamente mi voltai. La guardai dritta negli occhi, cercando di farle capire che era meglio se me ne andavo.

Non sarei mai dovuta andare a letto con lui. Non dovevo in alcun modo cedere alla tentazione e fiondarmi sulle sue dannate labbra.

"Sto andando" annunciai indietreggiando verso la porta.

"Non lo fare. Se si sveglia e non ti trova ci resterà di merda. Lo distruggerai ancora di più. Non pensi che abbia già sofferto abbastanza?" mi chiese prendendomi per il polso.

"Non posso restare, Giulia. Deve dimenticarmi"

"Come può dimenticare la ragazza che ama?" domandò.

La guardai, alzando un sopracciglio.
Lui non mi ama. Non lo ha mai fatto. È sempre stato solo un gioco per lui. Nella nostra relazione, quella che realmente provava qualcosa ero io. Sono persino andata contro mio fratello, la mia famiglia, per lui.

"So che sei arrabbiata per come si è comportato, ma credigli quando ti dice che lo ha fatto per proteggerti. È meglio non mettersi contro suo padre"

"Io non sono arrabbiata con lui, Giulia. Gli ho detto che l'ho perdonato, ma ho anche detto chiaramente che non sono in grado di amarlo" sbottai aprendo la porta.

Zayn's pov

Mi girai nel letto, allungando il braccio per stringere a me la mia piccola, ma quello che toccai furono il materasso e le coperte. Aprii di scatto gli occhi, notando il letto vuoto. Sentii delle voci provenire dal corridoio, Giulia e Darcy. Scesi in fretta e furia dal letto, indossando velocemente i boxer ed i pantaloni della tuta.
Uscii dalla camera, percorrendo con ampie falcate il corridoio.

"Piccola"

Darcy non mi degnò nemmeno di uno sguardo ed uscì di casa. La seguii.
Non poteva andarsene. Non dopo stanotte.

"Amore" la chiamai.

"Non chiamarmi amore! Te l'ho detto chiaramente che non ti amo!" urlò voltandosi.

La frase arrivò come una pugnalata sul mio povero cuore.
Perché si comporta così? Perché diamine viene a letto con me per poi dire che non mi ama?

"Perché sei venuta a letto con me, allora?"

Darcy's pov

<Perché ti amo>

"Perché m'andava" risposi secca, ignorando quello che la diceva la mia vocina interiore. "Ora va dentro sennò..."

"Sennò cosa?" ripeté avvicinandosi. "Sennò mi ammalo? Mi hai appena dimostrato che non provi nulla per me, quindi non te ne deve importare se mi ammalo o no" rispose sedendosi sul marciapiede, prendendosi tutta la pioggia.

Dio, quanto odio quando fa così! Cerca in tutti i modi di farsi passare per vittima, facendo diventare me la cattiva di turno. Si comporta peggio dei bambini dell'asilo.

"Fa come ti pare" annunciai alzando le spalle. Mi voltai e ripresi a camminare, dirigendomi verso l'auto. Aprii la portiera e salii in macchina.

"Che cosa devo fare, eh? Cosa devo fare per farti capire che ti amo?" chiese aprendo di scatto la portiera dell'auto. "Avanti, dimmelo! Sei la cosa più bella che mi sia capitata nella mia schifosissima vita. Sei il mio chiodo fisso, sempre. Tutta la mia vita ruota attorno a te, e sapere che tu non mi ami mi sta facendo impazzire e mi sta allo stesso tempo distruggendo" confessò tirandosi con forza i capelli.

"Sc-scusa" balbettai. Perché mi stavo scusando?

"Scappi sempre quando devi affrontare i tuoi sentimenti..." iniziò facendomi scendere dalla macchina. "...Sei scappata quando mi sono avvicinato troppo a te il primo giorno di scuola. Sei scappata dopo il nostro bacio a scuola. Sei scappata quando a lezione ho parlato del quadro. Sei scappata quando ti sei ricordata di me, e stai scappando anche ora" disse prendendomi il viso tra le mani.

"Ti amo Darcy" sussurrò lasciandomi un leggero bacio sulle labbra. "Ti amo più della mia stessa vita" concluse appoggiando la sua fronte contro la mia.

Gli diedi un bacio sulla guancia,  poi appoggiai la testa sul suo petto. Zayn mi accarezzò piano la schiena, lasciandomi dei baci nei capelli. Mi lasciai cullare dalle sue braccia. Malik aveva detto che lo stavo facendo impazzire e lo stavo distruggendo. Anche lui stava facendo lo stesso con me. Stavo letteralmente andando fuori di testa per colpa sua. Non lo vedevo da venti mesi ed ora che era tornato, non era più il ragazzo strafottente, il ragazzo perfido di cui mi ero innamorata. Ora è dolce, è il ragazzo perfetto.
Allora perché non riuscivo ad amarlo come dovevo? Perché non riuscivo a provare i sentimenti che provavo prima?

<Hai paura>

Era vero. Avevo paura di ricadere in una meschina menzogna. Avevo paura di dirgli quello che provavo per lui. Avevo paura che se gli avessi detto <Ti amo> di nuovo, lui mi avrebbe lasciato come ha già fatto e, questa volta, non ce l'avrei proprio fatta.

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Anne's pov

"D'accordo Harry. Ci sentiamo domani... Ti voglio bene" chiusi la chiamata.

Sentivo quotidianamente i miei figli al telefono o su skype. Il più delle volte parlavo con Harry oppure con Louis, i quali mi tenevano aggiornata sugli sviluppi del rapporto tra Darcy e Zayn.
Sapevo benissimo che Darcy avrebbe impiegato del tempo per perdonarlo, e Zayn doveva fare del suo meglio per riconquistare a pieno la fiducia di mia figlia.

Quando lo avevo accolto, e mi aveva confessato come erano andate le cose, gli avevo creduto. Non so il perché ma sentivo che quello che mi diceva era la verità. I suoi sentimenti per mia figlia erano veri, non erano affatto una menzogna. Lo si capiva da come gli s'illuminavano gli occhi quando sentiva nominare il suo nome.
Era innamorato di lei, e sotto sotto, anche Darcy lo era di lui, solo che faticava a dirlo.

Andai in cucina per prepararmi una tazza di thè. Misi l'acqua nel bollitore, poi salii, andando a chiudere le finestre. Appena tornai di sotto, notai il bollitore spento e la porta finestra aperta. Strano.
Chiusi la porta finestra e non appena mi voltai, scacciai un urlo con tutto il fiato che avevo in corpo.

Davanti ai miei occhi c'era un uomo sulla quarantina identico a...

"Co-com'è ent-entrato?" balbettai, indietreggiando impaurita.

"Salve Anne. Io e lei dobbiamo parlare. Per il suo bene, sia collaborativa" annunciò con voce fredda e tagliente.

Stavo per rispondere quando delle braccia mi afferrarono da dietro. Cercai di urlare ma la persona che mi teneva ferma, mi coprì la bocca ed il naso con un fazzoletto. Pian piano, la vista cominciò ad appannarsi, gli occhi si facevano sempre più pesanti. Tutto quello che mi circondava si muoveva. Le gambe iniziarono a cedere, e l'uomo che si trovava davanti a me, cominciava a svanire. Poi... Buio.

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