*Zap 43*
Zayn's pov
Scesi in fretta e furia le scale, allontanandomi il più velocemente possibile da quell'orribile visione. Come cazzo aveva potuto farmi questo?
"Zayn!" La sentii chiamarmi disperata.
Uscii dal portone, sbattendolo poi con violenza, facendo rimbombare per tutte le scale il forte rumore. Stava diluviando come non mai. M'incamminai sotto il temporale. In poco tempo i miei vestiti s'inzupparono, incollandosi perfettamente sul mio corpo. Sentii qualcuno strattonarmi, facendomi voltare.
"Non lo farò più... Zayn, per favore..."
Le lacrime che uscivano dai suoi occhi si mescolavano perfettamente con le gocce della pioggia.
<Sciock!>
Le tirai una sberla di traverso. Ben presto la sua guancia iniziò ad arrossarsi, mentre dall' angolo della bocca fuoriuscivano delle gocce di sangue. I miei anelli avevano fatto un bel lavoro.
"Sei solo una TROIA!" le urlai spintonandola e lanciandole addosso l'anello.
La vidi accasciarsi a terra, singhiozzando. M'inginocchiai, sollevandole il viso. Le strinsi con forza la faccia e a denti stretti le dissi "Tu con me hai chiuso"
"VATTENE!" urlai. Mi girai e rigirai più e più volte. "VA VIA!" urlai ancora.
Serrai con forza i pugni, iniziando a scalciare a vuoto. Avevo caldo e freddo allo stesso tempo.
"Amore, amore calmati" udii. Sentii qualcosa bloccarmi le spalle.
"NON MI TOCCARE!" sbraitai aprendo gli occhi, mettendo le mani attorno alla gola della persona che mi aveva toccato.
"Za... Zay"
Mi ci volle un po' prima di tornare il me. Mi ci volle un po' prima di capire che stavo per strangolare Darcy. Mollai la presa. Mi rannicchiai nell'angolo del letto, portandomi le ginocchia al petto.
"Scusa, non volevo" bisbigliai affondando il viso sulle braccia.
"Tranquillo, era solo un brutto sogno" disse cercado di tranquillizzarmi.
La sentii avvicinarsi, mi accarezzò piano la schiena. Tremavo. In camera si udivano solo i miei farfugli senza senso.
"Amore cerca di calmarti" sussurrò baciandomi i capelli.
Sollevai di poco la testa, guardandola. Darcy mi attirò a se, facendomi stendere. Appoggiai il viso sul suo seno, e, mentre mi cullava, mi addormentai nuovamente.
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Mi svegliai di soprassalto, questa volta senza urlare. Senza far alcun rumore, per non svegliare la mia piccola, m'alzai dal letto, recandomi verso la cucina. Guardai l'ora sull' orologio appeso alla parete <6.15>
Mancava ancora un'infinità di tempo prima di andare a scuola, ma l'idea di tornare a dormire proprio non mi piaceva. Mi preparai il caffè e poi andai a sedermi sulla poltrona in soggiorno.
"Meglio leggere il giornale" dissi ad alta voce spegnendo la TV.
Con ampie falcate percorsi il corridoio, aprendo la porta di casa. Abbassai lo sguardo, notando una busta gialla appoggiata sul tappetino d'ingresso. La raccolsi, richiudendomi alle spalle la porta.
"Ma che cazzo?!" imprecai.
Guardavo ancora e ancora le foto che tenevo in mano.
Quando le avevano fatte? Chi poi?
D'un tratto il cellulare cominciò a squillare incessantemente.
"Chi cazzo rompe a quest'ora?" sbottai facendo scorrere il pollice sul sul display per accettare la chiamata.
"Pronto... Come caz?"
Il telefono mi cadde di mano, distruggendosi a contatto col pavimento. Corsi verso la porta, l'aprii ed uscii di casa. Mi guardai attorno ma non c'era assolutamente nessuno. Stavo per rientrare quando questa volta, trovai a terra un biglietto.
<Piaciuto il regalino che ti ho lasciato? Mi sembri molto felice con lei, ma non devi esserlo. Lei sa del tuo passato? Non penso. Non vuoi che lo venga a sapere, giusto? Ti ho in pugno>
Rimisi tutto dentro la busta gialla, biglietto compreso. Misi la busta nel cassetto del mio studio, chiudendolo a chiave. Recuperai il telefono che tenevo nello studio e velocemente digitai il numero di Jeremy.
"Cazzo Jeremy!... Mi avevi detto che la questione era risolta!... Sono nella merda, Jeremy!... Come posso stare calmo?... Cosa? Scordatelo"
Riattacai la chiamata. Mi sedetti sul bordo della scrivania, strofinandomi con forza gli occhi.
Non poteva essere vero. Non era possibile che il mio maledetto passato si stesse ripresentando nella mia vita. Non potevo assolutamente permette che la mia piccola venisse a conoscenza del mio passato da qualcun altro che non fossi io.
Dopo essermi calmato, per modo di dire, ritornai in camera da letto. Guardai Darcy dormire serenamente.
La vita con lei era stata meschina. Gli aveva tirato altro che schiaffi in faccia, negandole una madre, un padre... Negandole la felicità. Gli unici punti costanti della sua vita sono Louis e Harry.
<E tu> annunciò la mia vocina.
Ed io che all'inizio l'ho trattata di merda, fregandomene altamente di quello che provava.
Mi andai a stendere affianco all' amore della mia vita. Non appena mi stesi, Darcy si girò, appoggiando la testa sul mio petto, stringendomi col braccio. La strinsi forte a me, baciandogli con delicatezza i capelli.
"Sei la mia ancora, amore" sussurrai. "Sei il mio punto fermo. La ragione per la quale continuo ad andare avanti nonostante i molti demoni che ho dentro di me" Sentii gli occhi iniziare a pizzicare.
Mi sistemai meglio, cercando di non svegliarla, facendo in modo che la mia piccola stesse il più comodo possibile.
"Ti amo Zay" farfugliò nel sonno.
"Ti amo anche io amore"
Cosa mostravano quelle foto? Perché è nei guai? Cosa sta nascondendo? Lo dirà a Darcy?
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