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𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 38

Dopo quella conversazione ripresero a parlare come facevano prima di perdersi l'un l'altro.

Vedersi però rimaneva complicato per via degli impegni lavorativi che occupavano le loro giornate.

In seguito ai continui attacchi del rosso la manager prese una decisione, infatti riunì tutti per poterla comunicare il prima possibile.

Si trattava di qualcosa di inevitabile, anche se nessuno se l'aspettava come decisione era ragionevole.

Iori sarebbe diventato il center, ma solo temporaneamente, almeno finché l'amico non si sarebbe sentito meglio.

Al primo concerto dalla notizia annunciarono la cosa, davanti ai fan che erano li per sentirli cantare dal vivo e dare loro tutto il sostegno possibile.

Gli IDOLiSH7 speravano che avrebbero accettato questo cambiamento e che non sarebbero saltati fuori ulteriori problemi.

Fortunatamente andò tutto bene, la notizia sconvolse un po' tutti ma non la presero male.

Il giorno seguente Aika si presentò sul set.

Con lei c'era anche Hanako, che si trovava li per lo stesso motivo della giovane.

Recentemente lavoravano spesso insieme, tant'è che le fan della loro coppia continuavano ad aumentare, sembravano quasi un duo.

Quel pomeriggio dovevano posare insieme, sarebbero apparse in una rivista che comprendeva anche un intervista a entrambe.

Visto che erano insieme non gli importava di perdere un'intera giornata, era come se si trovassero ad un'uscita tra amiche.

Dopo aver terminato si cambiarono e si diressero verso l'ingresso.

"Ah! Che stanchezza!" si stiracchiò le braccia l'amica, abbassandole solo un attimo dopo.

"Però ci siamo divertite. Quando siamo insieme la giornata passa più in fretta."

"Già, è proprio vero."

"Ah! Dimenticavo, in questi giorni ti va di passare al dormitorio per un saluto?"

"Eh? Per me non c'è nessun problema, ma perché me lo chiedi adesso?"

"Sai, i ragazzi volevano incontrarti."

"Davvero? Gli parli così tanto di me?"

"Mi sembra ovvio. Vogliono conoscere la bellissima e simpaticissima Hanako che è sempre nei pensieri della loro sorellina e amica più cara."

"Adesso non starai esagerando?"

"Forse un pochino, ma lasciamelo fare."

"Okay okay, passerò uno di questi giorni."

"Fantastico!"

"Dopotutto anche a me piacerebbe conoscerli. Sono curiosa, li ho sempre conosciuti tramite canzoni e da quello che mi racconti su di loro ma non li ho mai incontrati di persona. E questo sarebbe un po' strano visto il tipo di rapporto che abbiamo. Voglio dire, se si sapesse in giro che la tua migliore amica non conosce i tuoi amici avrebbe un non so che di divertente non trovi?"

"Hai ragione. Allora anche io dovrei conoscere i tuoi amici."

"Lascia perdere, non è la stessa cosa. Comunque, ho guardato il concerto l'altro giorno. La scelta di cambiare il center è stata una sorpresa per tutti."

"Sì, per fortuna non è scoppiato un casino."

"Spero che la situazione rimanga stabile."

"Già. Ti va di fermarci da qualche parte?"

"Certo, dove andiamo?" chiese la castana.

A quella domanda però non rispose l'amica, bensì qualcuno che si presentò inspiegabilmente davanti a loro.

"Vi dispiacerebbe rimandare? Hai tempo per me, Aika?" domandò, portando così le due a scambiarsi un'occhiata.

Subito dopo la giovane sollevò le sopracciglia mettendo le braccia conserte.

"Stai cercando di recuperare il tempo perso forse?"

"Non potrai mai saperlo se non vieni con me. Himura, buon pomeriggio." le sorrise, ma Aika non sembrava intenzionata a mollare.

"Ti presenti qui all'improvviso chiedendomi di uscire con te e non ti scusi nemmeno per averlo chiesto sapendo che avevamo in programma di fermarci da qualche parte? Guarda che non mi freghi, Kujo Tenn." continuò, avvicinandosi di qualche passo prima della seconda frase.

"Beh, io me ne vado. Ci sentiamo più tardi Aika."

"Eh? Aspetta, non dovevamo uscire?"

"Sì, prima che arrivasse Kujo. Prenditi cura di lei, te la affido. Bye-Bye!" disse scappando via l'attimo successivo, nel mentre il ragazzo la salutava allegramente con la mano.

"Questa me la paghi, Hanako." sussurrò, vedendo l'amica allontanarsi sempre di più.

"Hai detto qualcosa?"

"Niente di importante."

"Allora andiamo?"

"Andiamo, sappi però che quella tua faccia da angelo non mi convince per niente." lo avvisò, portandolo a ridere appena.

Successivamente si allontanarono dall'edificio per andare a sedersi in un parco, in modo da poter rimanere un po' da soli.

Anche se la giovane non aveva ancora compreso le intenzioni dell'amico non le dispiaceva passare del tempo da sola con lui, anzi le faceva più che piacere visti i precedenti.

Presero posto su una panchina.

Il parco non era molto affollato e si respirava un'aria tranquilla, anche con i bambini che giocavano attorno alla fontana.

"Si sta bene qui." disse lei, facendosi accarezzare dal vento che le sfiorava i capelli, tenendone una parte con la mano destra.

"Detto da una che non voleva venire."

Inizialmente la giovane non spiccicò parola.

Sapeva che l'aveva detto per provocarla quindi non c'era motivo di rispondere ad una provocazione, si limitò a guardarlo per fargli capire di aver compreso le sue intenzioni.

"Vuoi qualcosa da bere?"

"Un Kakigori alla fragola."

"Kakigori alla fragola? Ma siamo in inverno." rispose il ragazzo dopo essersi sorpreso.

"Quindi? Non posso avere voglia di qualcosa di estivo? Quando un ragazzo esce con una ragazza non dovrebbe lamentarsi di quello che lei vuole mangiare, sarebbe scortese."

"Pensi che questo sia un appuntamento?"

"Non lo è?" domandò fermandosi a guardarlo una manciata di secondi, poi lo vide alzarsi dalla panchina e sorriderle.

"Vado a vedere se hanno del Kakigori, aspettami qui."

Si allontanò senza fare storie, proprio come la giovane aveva detto che avrebbe dovuto fare, e questo non poteva che renderla felice.

Anche se la sua richiesta era strana Tenn non aveva battuto ciglio, si era alzato per andare a sentire se avessero quello che lei voleva, ma la cosa che portò Aika a riflettere era un'altra.

Non aveva negato dell'appuntamento.

D'un tratto una folata di vento la colpì alle spalle.

Un attimo prima si era tolta la giacca e non aveva pensato che la temperatura avrebbe potuto peggiorare.

Era talmente immersa nei suoi pensieri che prendere freddo era l'ultima cosa a cui pensava.

Tuttavia tutto d'un tratto si sentì qualcosa posarsi sulle sue spalle, così da farla voltare.

"Eccomi. Non avevano i Kakigori, quindi ho optato per dei Takoyaki. Li mangiamo insieme?" le chiese mentre era intenta a stringere la giacca a se, unendo le aperture con le mani.

"Va bene. Grazie della giacca, ma posso mettere la mia. Non devi prendere freddo inutilmente, potresti prenderti un brutto raffreddore." lo avvisò, tirandosi via il cappotto per restituirlo al giovane, che se lo mise non appena riavuto indietro.

"Ti stai preoccupando per me?"

"Mi sembra ovvio. La temperatura si sta abbassando."

"Hai ragione."

Successivamente cominciò ad assaggiare un Takoyaki, mentre l'azzurrina pensava a farsi venire in mente qualcosa per riaprire la conversazione.

"Oh giusto, visto che in questo periodo non abbiamo avuto modo ne di vederci ne di sentirci non ho potuto parlartene. Ho finito di leggere La danzatrice di Izu."

"Perché proprio in quel periodo?" le domandò.

Tra tutto quello che poteva domandarle si soffermò sul periodo in cui aveva letto il libro regalatogli da lui alla vigilia di Natale; Aika lo guardò storcendo le sopracciglia.

"Cos è quello sguardo?"

"Quale sguardo? Non capisco."

"Non mi piace. Ti conosco, stai insinuando che non facevo altro che pensare a te e per starti vicina mi sono messa a leggere il libro."

"Non è così?" insistette, cercando di storcerle informazioni, ma l'azzurrina non avrebbe ceduto con tanta facilità.

"Non sono tenuta a risponderti. Comunque mi è piaciuto molto, ho trovato interessante la parte in cui..." spiegò, portando l'attenzione del ragazzo sulle sue parole.

In quel momento era talmente presa a spiegare quanto aveva letto che non si accorse degli occhi che l'amico puntò su di lei.

Sorrideva e non poteva far altro che pensare che sarebbe voluto rimanere ad ascoltare la sua voce per ore, ma non poteva dirglielo, non ancora.

Non era quello il giorno in cui gliene avrebbe parlato.

"Mi fa piacere che ti sia piaciuto. Quella è anche la mia parte preferita della storia. L'autore ha saputo descriverla al meglio, trasmettendo perfettamente le emozioni presenti nel testo."

"Già."

"Non ne hai ancora mangiato uno? Sono già freddi." le disse, conficcando un bastoncino dentro uno di essi.

Successivamente si avvicinò a lei con quest'ultimo tra le mani, portandolo a pochi centimetri dalle sue labbra.

"Non farli raffreddare, perderanno il gusto."

La giovane non riusciva a fare niente, voleva potergli dire che si sarebbe servita da sola, ma quella vicinanza glielo impediva.

D'istinto separò il labbro anteriore con quello posteriore, lasciando che il dolce entrasse, posandosi prima sulla sua lingua.

"Allora, è buono?"

"Mmh." annuì, distogliendo lo sguardo.

Era fortemente imbarazzata.

Ripresero a parlare del libro poco dopo, entrambi espressero una loro opinione a riguardo nel mentre assaporavano i Takoyaki comprati poco prima.

"Vado a prendere un bottiglietta d'acqua, ne prendo una anche per te?" le chiese, alzandosi prima di terminare la domanda.

Erano rimasti seduti per un po' di tempo, quindi era comprensibile che avessero entrambi sete.

"Sì, grazie."

"Torno subito." rispose, mostrando le mani in modo da farsi dare la confezione di quanto appena mangiato, così ne avrebbe approfittato per buttarla in un cestino.

Tenn era estremamente dolce e premuroso, forse voleva davvero farsi perdonare.

La giovane pensò subito che quello fosse una sua specie di metodo alternativo per scusarsi di averle dato preoccupazioni, e visto che aveva addirittura scoperto il posto in cui si teneva lo shooting non poteva non perdonarlo.

Il motivo per cui l'aveva fatto le era sconosciuto, ma se era tornato tutto come prima non c'era da preoccuparsi.

Aika non voleva insistere sul saperlo, le bastavano i momenti che stavano passando insieme.

"Ehilà bellezza, sei da sola?" chiese una voce maschile provenire alla sua sinistra.

Nel voltarsi notò un paio di ragazzi.

Le loro intenzioni erano fin troppo chiare ma Aika rimase ferma ad osservarli, aspettando di vedere come si sarebbe evoluta la situazione.

"Beh, anche se fosse? Sparite. Non voglio rovinarmi la serata." rispose alzandosi l'attimo seguente.

Mentre stava dando le spalle a uno di loro l'altro si avvicinò e le afferrò bruscamente il polso.

"Non vi avevo detto di sparire? Non fatemelo ripetere, altrimenti vi prendo a calci." continuò lei, nella speranza di vederli rinunciare, ma non stava funzionando.

I due fecero un sorrisetto, poi anche il primo si avvicinò.

Aika non aveva paura, era convinta che avrebbe potuto farcela da sola.

Con tutti gli esercizi che praticava non poteva che aver acquisito sicurezza su questo.

Tuttavia qualcuno le impedì di reagire per conto suo.

Improvvisamente si sentì afferrare il braccio destro, che subito dopo venne tirato verso la medesima direzione, portando così la giovane a posare il viso contro il petto di qualcuno.

Ancora prima di alzare lo sguardo aveva capito.

Non solo ne aveva sentito il profumo, ma era in grado di riconoscere il corpo del ragazzo anche solo sfiorandolo appena con il viso; era sicura che si trattasse di Tenn.

In men che non si dica si ritrovò stretta a lui.

L'amico era tornato apposta per proteggerla dai due malintenzionati.

Riconosceva le abilità dell'azzurrina, ma non se la sentiva di rimanere a guardare mentre cercavano di forzarla.

"Non vi hanno insegnato a non toccare ciò che appartiene agli altri?" disse, avvolgendo la schiena di Aika con il braccio.

L'azzurrina arrossì, poi trovò la forza di alzare gli occhi, in modo da vedere l'espressione dell'amico.

Era visibilmente irritato, e non lo si percepiva solo dal tono di voce.

Aveva uno sguardo che incuteva timore, come se gli avessero toccato qualcosa che nessuno si sarebbe dovuto permettere di sfiorare, neanche con un dito.

"È mia. Sparite prima che possa perdere il controllo."

È...Mia...Ha detto?

"Tenn..." sussurrò, facendosi sentire solamente da lui.

"Eh? Volevamo solo divertirci un po', sta calmo amico." disse uno di loro, prima di lasciare la parola al compagno.

"Sei solo un ragazzino. Ti battiamo a occhi chiusi, vuoi vedere?" lo sfidò, battendo un pugno contro il palmo dell'altra mano.

A quel punto il giovane sorrise.

Sapeva già cosa dire per mandarli via, era senza dubbio più di un passo avanti a gente come questa.

"Dubito che avreste il coraggio di colpire il center dei TRIGGER. Sapete di chi sto parlando vero?" cominciò, togliendosi il cappello che indossava, insieme a occhiali e mascherina, così da rivelare il suo vero volto.

"Tenn, cosa fai?" tentò di farsi sentire, ma lui continuò, senza stare ad ascoltarla, dopotutto aveva la situazione sotto controllo.

"Avrete si e no diciannove anni, dico bene? Sicuramente conoscerete qualcuno che ascolta la nostra musica. Immagino che a questo punto sappiate cosa vi succederebbe se provaste a colpire un ragazzino con il mio livello di fama. Inoltre prima di intervenire ho ripreso l'intera scena con il telefono, in modo da potervi denunciare nel caso ora non vi arrendeste, ma dubito che voi vogliate questo. Quindi, non fatemelo ripetere una seconda volta, detesto farlo. Sparite." disse loro, con uno dei suoi soliti sorrisetti angelici, ma che allo stesso tempo che emanavano un'aria pericolosa.

"Tsk, andiamo via."

Dopo averli visti correre via il ragazzo posò le mani sulle braccia di Aika, rivolgendole un dolce sorriso.

"Stai bene?"

"Sì...Ti ringrazio. Ma lo sai che avrei potuto farcela da sola."

"Lo so, forse avresti preferito risolverla per conto tuo, senza vedermi intervenire in alcun modo. Però..." si fermò, poi spostò la mano destra sopra la guancia della giovane, accarezzandola un paio di volte.

"È stato più forte di me." le confessò, poi avvicinò le labbra al suo orecchio.

"Non avrebbero dovuto toccarti. È stato quello a farmi impazzire." sussurrò, posando poi la testa contro la spalla della ragazza, lasciandola ancora più spiazzata di prima.

Non sapeva come rispondere, come avrebbe dovuto intervenire?

Deglutì, prima di cercare di far uscire alcune parole dalla sua bocca.

"Tenn...Potresti guardarmi un secondo?" chiese.

L'amico non disse nulla, sollevò la fronte e la guardò come da lei richiesto, ma la distanza che li teneva separati era quasi minima.

Aika in quel momento non voleva pensare a nient'altro che a lui, era stufa di qualsiasi pensiero le passasse ormai da tempo per la testa, non desiderava altro che le sue labbra.

Chiuse gli occhi, cominciò a farlo, nella speranza che l'amico potesse ricambiarla.

Ma proprio in quel momento, prima che potesse accadere qualcosa, il telefono di Aika squillò, facendola allontanare di qualche passo per vedere di chi si trattava.

Era come se entrambi si fossero appena risvegliati da un sogno, come se qualcosa li avesse riportati con i piedi per terra.

"Non rispondi?"

"Sì..."

Non ho visto la sua espressione.
Il suo viso, non l'ho visto.
Se mi fossi avvicinata solo un altro po' me l'avrebbe lasciato fare?
Il mio intento di baciarlo era chiaro, se ne sarà accorto?

In quell'istante la sua mente era invasa da troppi pensieri, ma rispondere a quella telefonata forse li avrebbe messi a tacere.

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