𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 19
La bionda si trovava in sala riunioni, era rimasta li per dare una notizia alla giovane dopo che gli ospiti avevano lasciato la stanza.
"Manager, c'è qualcosa che non va?"
"Ah, no! Scusami se ti ho dato questa impressione."
"Oh...Di nulla."
"Comunque, devo dirti una cosa importantissima. Ho aspettato che se ne andassero in modo da poterti dare subito la notizia. L'ho saputa solamente poco fa." le disse, suscitando in lei ancora più curiosità, come se non ne avesse abbastanza.
Sentendo l'amica parlare sembrava trattarsi di qualcosa di molto importante, quindi non stava nella pelle.
"Allora, di cosa si tratta? Vuoi farmi morire di attesa?"
"Ah, no! Scusa. Ecco, in realtà non abbiamo la certezza che questa collaborazione vada in porto ma questa volta vale la pena provarci. Ti hanno proposto un lavoro con i TRIGGER, dei dettagli ne discuteremo più avanti, ma si tratta di qualcosa di davvero impegnativo. Pensi di potercela fare? E soprattutto, sei d'accordo con questa decisione? Se non ti andasse bene qualcosa non esitare a dir-" continuò dopo essersi fermata appena un secondo, ma venne subito interrotta dalle parole della giovane.
"Accetto. Facciamo questa cosa, sarà interessante."
"Hai deciso in fretta...Ne sei sicura?"
"Certo. E poi non eravate i primi a essere d'accordo con la decisione di accettare il lavoro?"
"Si, però ecco, ciò che voglio dire è che non sai nemmeno di cosa si tratta, eppure non ci hai pensato un attimo. Tempo fa non avresti mai accettato così rapidamente." disse, confessando ciò che la preoccupava; teneva lo sguardo basso cercando di non mostrare il suo viso triste.
A quel punto la ragazza le sorrise, era rimasta sorpresa di ricevere tali parole ma ne era felice, così come era felice di essersi resa conto di una cosa molto importante riguardante il suo futuro.
"Sai, manager. Ti confesserò un segreto. Mi sono resa conto di amare davvero il mio lavoro, quindi ti ringrazio per avermi dato la possibilità di provarci." sorrise mostrando alla bionda uno dei suoi migliori sorrisi, e l'amica fece lo stesso.
Si sentiva sollevata, ma anche felice di aver finalmente sentito quella frase, nel profondo del cuore sperava che questo accadesse quanto prima.
"Oh, manager! Dobbiamo andare agli studi o faremo tardi." la avvisò, dopo aver guardato l'orario sul suo telefono.
"Hai ragione! Andiamo!"
"Per quanto riguarda il tour degli IDOLiSH7 invece, non potrò stare insieme a loro vero?" le domandò fermandosi un attimo, portando la bionda a voltarsi.
Aika desiderava con tutta se stessa assistere alla loro serie di concerti, ma in parte era anche consapevole che sarebbe stato difficile realizzare questo suo desiderio.
Per via del lavoro a volte si è costretti a rinunciare a cose a cui non vorresti mai rinunciare, era giusto così.
"Purtroppo in quel periodo sarai molto impegnata."
"Non importa, va bene così."
"Aika...Mi dispiace."
"Tranquilla. Però mi raccomando, devi fare moltissimi video. Anche se non sarò presente fisicamente non voglio perdermi neanche un momento."
"Certo! Ti chiamerò con delle videochiamate appena avrai un attimo libero e se lo vorrai ti manderò un sacco di foto e di video nel backstage!" rispose esaltandosi, sembrava davvero felice di poter accontentare l'azzurrina.
"Conto su di te allora, Tsumugi."
"Si!" affermò con un sorriso, che Aika ricambiò.
Successivamente raggiunsero gli studi.
Durante il tragitto però alla giovane venne in mente una cosa che doveva assolutamente fare, quindi chiese alla manager un permesso per allontanarsi un paio di minuti.
Da quel giorno in agenzia non aveva più incontrato Kujo, neanche per puro caso come di solito tendeva a capitare.
Presto le cose sarebbero cambiate, ma questa volta per mano di Aika.
Le era venuta in mente un'idea geniale, dalla quale il ragazzo non avrebbe potuto fuggire.
Quella sera, a Okinawa, Gaku le lasciò il contatto, quindi prese il telefono e lo chiamò.
"Gaku, ti disturbo?"
"Aika? No, avevi bisogno?"
"Stavo pensando a una cosa. Visto che dovremo lavorare insieme, che ne dite di uscire nel vostro giorno libero? Potremmo conoscerci meglio. La manager mi ha spiegato che sarà qualcosa di complicato, penso che questo ci aiuterà ad aumentare la nostra intesa e così facendo lavoreremo meglio. Non trovi?" propose.
Forse dall'altra parte Gaku non se n'era accorto, ma incastrare Kujo era nelle sue intenzioni fin dall'inizio.
"Mi sembra un'ottima idea. Lo riferirò agli altri e ti farò sapere."
"Attendo tue notizie allora."
"Ok. Stammi bene. Ti richiamo." sorrise prima di riattaccare, era davvero gentile.
È fatta, non può tirarsi indietro.
Pensò, tra sé e sé, ma poi si fermò un attimo.
Per quale ragione stava organizzando un'uscita con Kujo?
Non si erano mai potuti vedere, non erano amici, tra di loro non c'era altro che un rapporto di lavoro, quindi qual'era il reale motivo per cui lo stava facendo?
Anche scavando nel profondo del suo cuore non riusciva a trovare risposta.
La più plausibile era quella di volerlo conoscere in modo più approfondito dopo aver scoperto che era una persona con cui poter tranquillamente parlare.
Tuttavia pur essendo di quel pensiero non era sicura si trattasse di quello.
Forse anche pensandoci tutto il pomeriggio non sarebbe riuscita a trovare risposta alle sue stesse domande, tanto valeva porsele più avanti, dopo averlo conosciuto maggiormente.
[Qualche giorno dopo]
La giovane lavorò fino a tardi, ma riuscì comunque a trovare un buco per poter raggiungere gli amici in uno dei luoghi del concerto.
Uscì dall'ingresso dopo aver salutato un paio di membri dello staff, ma appena prese il telefono tra le mani squillò.
Era Gaku.
"Gaku. Come va il lavoro?"
"Bene come al solito, ti ringrazio. Ti ho chiamata per l'uscita."
"Sono tutta orecchie."
"Questo venerdì può andar bene?" le chiese, portandola a fare mente locale dei lavori previsti per quella settimana.
"Non dovrebbero esserci problemi. Vi farebbe piacere mangiare qualcosa insieme per pranzo? Dubito che avrete l'intera giornata libera e io sono piena di lavoro. Dovrebbe essere conveniente per tutti." propose, riflettendo prima di proporre.
Anche se già aveva in mente di mangiare tutti insieme doveva prima accertarsi che fosse una buona scelta.
"Okay, sembra una buona idea. Ci troviamo davanti al negozio di crêpes per mezzogiorno, conosco un posto davvero carino."
"Okay, mi fido di te."
"Allora a venerdì."
"A venerdì." rispose, chiudendo subito dopo la telefonata.
Rimase per un attimo con il telefono tra le mani, un dolce sorriso le era spuntato sul viso e ancora una volta non ne conosceva la ragione.
"Wow, non immaginavo di essere così felice di uscire con loro." affermò, parlando tra sé e sé, ma poi un altro pensiero occupò la sua mente.
Ma soprattutto...
Un pensiero che presto sarebbe diventato sempre più frequente.
Di vedere Kujo.
Il suo viso emanava felicità e trasmetteva quella dolcezza che solitamente si percepisce quando si sta bene in compagnia di qualcuno, come in quelle caldi notti di inverno, accanto al camino pronto a scaldarti con il suo calore.
Si sentiva felice, ma non era il momento adatto per pensarci a lungo.
Doveva raggiungere gli amici in uno dei luoghi del concerto, così avrebbero dato vita a nuovi ricordi.
"Sono qui. Avete già cominciato le prove?"
"Stavamo per cominciare." rispose il rosso, ma la giovane rimase come incantata nel vedere il posto in cui si sarebbero esibiti quella sera.
Era davvero grande, ne avevano fatta di strada.
"È davvero bello qui."
"Quando si riempirà sarà ancora meglio!"
"Già." rispose al rosso, che le rivolse un sorriso; come sempre erano pronti a dare il meglio.
Aika era contenta di poter stare insieme a loro almeno quella sera, fortunatamente le avevano spostato uno shooting alla mattina seguente, era stata una botta di fortuna.
"Sono contenta che tu sia qui Aika." le disse Sogo, sorridendole con dolcezza.
"Anche io."
"Guarda." il bianco tirò fuori il ciondolo che la giovane gli aveva regalato, prima era nascosto dalla maglia quindi non avrebbe potuto notarlo.
Anche se non glielo aveva detto lo portava sempre con sé.
"Lo hai messo!"
"Già. Ti avevo detto che me ne sarei preso cura. È un po' come una specie di porta fortuna, ma il porta fortuna che funziona meglio è arrivato pochi minuti fa."
"Sogo, sei troppo dolce. Mi scioglierò." rispose ironicamente, portando così il ragazzo a ridere appena; tra loro le cose andavano per il meglio.
"So, sbrigati. Manchi solo tu." lo rimproverò Yamato.
"Arrivo!"
"Sembrate fidanzati, parlate sempre in quel modo e siete sempre così vicini voi due." intervenne Mitsuki.
A quel punto Aika storse le sopracciglia e si chinò appena in avanti, tenendo entrambe le mani sui fianchi.
"Eh? Sei geloso per caso?"
"Ma quando mai."
"Concentrati sulle prove. Una nota sbagliata e offri la cena." lo avvertì, chiudendo gli occhi e sollevando un dito.
"Scordatelo."
"Nii-san. Ormai hai accettato."
"Eh? Quand è che avrei accettato?"
"Nel momento in cui mi hai sfidata."
"Mitsu, hai paura di stonare?"
"Certo, non succederà. Accetto la sfida! Tanto non perderò."
"Non esserne così sicuro."
"Com è che ce l'avete con me stasera? Ora vi mostro quello di cui sono capace, state a guardare." rispose l'arancione, dopodiché si unì anche il biondo.
Lo provocò scherzosamente e la giovane rise.
Il rapporto che avevano costruito con il passare del tempo si poteva definire quasi come una magia, un'amicizia talmente speciale da sembrare magica.
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