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Capitolo 6: Forse ho urlato troppo

Quattro anni dopo Chūya si accingeva a sedere alla sua scrivania prendendo le pratiche che si erano accumulate sulla sua scrivania e pensò a Dazai.

"Ti odio. Dio se ti odio,Dazai. Mi ha rovinato la vita! In due mesi hai stravolto tutto il mio mondo e dopo quattro fottuti anni non sei ancora sparito dalla mia memoria. Non ti perdonerò mai,grandissimo bastardo" borbottava leggendo alcuni documenti.

"Sto sempre meglio del primo anno, questo è certo. Non facevo che piangere e stare chiuso in camera mia ad auto-commiserarmi,solo Emi mi ha costretto ad uscire dopo essere rimasto a crogiolarmi nel mio dolore per un anno e tre mesi. E ora eccomi qui, futuro direttore del dipartimento, che non riesco a dimenticare un idiota ossessionato dalle bende. Sono proprio stupido" mentre era immerso in questi pensieri,il suo segretario bussò alla porta.

"Che c'è?"disse stancamente.

"Ha una visita, signore. Un suo amico è qui" disse per poi far entrare la persona che avrebbe maledetto a vita per poi baciarla e coccolarla,ma ovviamente, prima di questa cosa,aveva l'impellente bisogno di prenderlo a calci per tutto quello che gli aveva fatto passare.

Non appena il segretario uscì,Chūya scrutò attentamente quell'imbecille che aveva difronte, non era cambiato  di una virgola, forse era appena più alto e questo lo fece  imbestialire ancor di più.

"Maledetto,cos'è vuol diventare un grattacielo?"pensò irritato.

"Tu! Sei un grandissimo idiota,vaffanculo! Non hai idea di quel che mi hai fatto passare, giuro che ti ammazzo" urlò riempiendolo di pugni,Dazai né si mosse, né si ribellò. "Tu..." strillò senza fiato,non riusciva più a pensare,la vista di Dazai gli aveva bruciato tutti i neuroni e aveva l'impressione che la scritta sul braccio scottasse,poi all'improvviso il castano parlò.

"Hai tutte le ragioni per odiarmi,questo te lo posso concedere" mormorò al che Chūya perse di nuovo la pazienza.

"Questo me lo concedi? Ma chi ti credi di essere, eh? Dovrei lanciarti a calci dal trentesimo piano del palazzo" strillò avvicinandosi di nuovo per riempire di pugni ogni centimetro di Dazai che riusciva a raggiunger,ma le mani del castano lo bloccarono e lo strinse tra le proprie braccia.

"Allora,che ne dici di uscire un po'?" Propose timidamente e Chuya annuì.

"Qualche idea su dove andare?" Disse lanciando occhiatacce ai suoi dipendenti che lo fissavano sconvolti.

"Hai ancora la moto?" Chiese Dazai e Chuya la indicò. "Conosco un posto carino,anche se è più adatto per un pic-nic che ad un pranzo da ristorante stellato" Chuya Passò un casco a Dazai.

"non voglio sentire commenti sul colore oppure alla prima curva ti faccio  cadere" borbottò minaccioso infilando il suo.

"Sì,capo. Vuoi che ti faccia da navigatore o usi il telefono?"

"Ovviamente uso il telefono,non ti chiederei nemmeno l'ora" sbottò. "Anzi aspetta,fammi  vedere la mia frase,chi si fida di te,ormai?" Continuò girandosi per vedere la faccia imbarazzata di Dazai.

"Come vuoi" mormorò abbassandosi la maglietta di qualche centimetro, lasciando che si cedesse la frase sulla clavicola, Chuya prima impallidí e poi arrossì furiosamente, non pensava che quella frase, che non sentiva da anni,fosse  ancora la sua preferita.

Venti minuti dopo erano arrivati in un bosco quasi totalmente buio e quei pochi raggi che filtravano attraverso le fitte chiome degli alberi conferivano un aspetto vagamente inquietante all'ambiente circostante.

"Scusa la domanda,ma mi hai portato qui per uccidermi?" Chiese Chuya guardandosi attorno.

"Hai come sempre molta fantasia, ma no,non potrei farti qualcosa del genere a te" disse Dazai prendendolo per mano  e portando il rosso al limitare di un praticello coperto di fiori.

Se volete potete
Mettere quella canzone
Li su
Io ho scritto queste parti
Con in sottofondo quella
Okay evaporo

"Allora come hai passato questi anni?" Domandò timidamente il castano senza guardare il più basso il quale alzò un sopracciglio per la stupidità della domanda.

"Alla grande! Non te l'avevo detto? Organizzavo feste tutti i giorni, stavo sempre in giro a fare after, cambiavo ragazzo Con la stessa frequenza di un bad boy di quei libri per ragazzine e sono il principe perduto di una famiglia in Cina. Quindi sto benissimo, tante grazie per l'interesse!" Urlò con tutto il sarcasmo di cui era capace,Dazai sorrise leggermente, che fece diventare Chuya ancor più isterico.

"Che stracavolo sorridi? Ti fa ridere la.mia storiella? Vuoi la verità? Ecco la verità:non mangiavo,non dormivo,rileggevo quella dannata lettera per scoprire qualche indizio su dove fossi andato a finire. Ero ridotto quasi a un vegetale quando Emi mi ha praticamente rimesso.in piedi.  Ogni anno che passava,più provavo a dimenticarti più il tuo maledetto ghigno   continuava a rispuntare nella.mia memoria. Ma tanto tu te la sarai sicuramente spassata con qualche bella raga-" non fece in tempo a finire la frase perché un paio di labbra si erano posate delicatamente sulle Sue, quando Dazai si staccò aveva gli occhi pieni di lacrime.

"Non me la.sono mica spassata! Sono stato costretto ad abbandonarti, i nemici del mio tutore avrebbero ucciso te e tua sorella perché ritenevano che tu fossi il mio potenziale ragazzo" disse sottovoce rosso in faccia.

"Come, prego? Non ho ben capito,potresti ripere?"

"Vuoi essere il mio potenziale ragazzo? Ripeté il castano,ormai il suo viso era di un delicato color fragola.

"Mmm, veramente non saprei. Dovresti prendere appuntamento col mio segretario e poi ne riparliamo" ghignò Chuya guardando la faccia scioccata di Dazai.

"Oh,no. Devi decidere ora,mio caro"

"Posso pensarci,ma chi mi dice che non scapperai di nuovo?"

"Guarda che ora che sei il mio fidanzato,non ti staccheró mai gli occhi di dosso"disse facendogli l'occhiolino.

"Stalker. Ma fai solo un passo falso e giuro,ma ti giuro,che ti appendo per le mutande sul tetto della mia editoria, comprendi?" Dazai annuì ripetutamente.

"Ecco, ti posso abbracciare?"Chuya annuì,ma stava ancora programmando di ammazzare Dazai per poi resuscitarlo e abbracciarlo tutto il giorno,in effetti provova sentimenti contrastanti nei confronti del ragazzo pieno di bende.

"Certo che potevi almeno salutare, eh. Non dico un addio strappalacrime,ma almeno <<Ehi,Chuya, sto sparendo dalla tua vita perché i nemici del mio tutore vogliono farti fuori e perché non ti merito. Ti spedirò una cartolina dall'isola di Pasqua. Ciao,ciao>> l'avrei perfino accettato, dopo averti fatto un occhio nero,ovviamente,ma una lettera strappalacrime! Mummia codarda,dovrei far un favore al British Museum e donarti li. Almeno dietro una teca non dovresti far casini" borbottò iniziando a schiaffeggiare il petto di Dazai che iniziò a ridere.

"Certo che sei proprio diventato acido,eh. Non dirmi che ti eri preparato il discorso per quando mi avresti rivisto"disse tra le risate.

"Veramente no,le mie doti da improvvisatore sono buone, vero?" Disse Chuya finalmente calmo,perché il pezzo che mancava nel suo mondo era tornato al suo posto e non lo avrebbe mai più lasciato andare,non se poteva impedirlo.

"Mi Sei mancato, nanerottolo" bisbiglió Dazai nell'orecchio del rosso.

"Detesto ammetterlo,ma mi sei mancato anche tu, mummia"

Angolo lo-so-che-mi-amate-ora
Guardiamo il lato positivo
Ora sono insieme
Dimentichiamo il capitolo precedente
Eh?
Adios<3



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