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Blood is always dripping down her throat
It's hard to wipe that smile off her face

🌸.•°🍒°•.🎀

Si era finalmente trasferito a New York.
Hwang Hyunjin aveva finalmente trovato il suo lavoro dei sogni in una delle più incantevoli città di questo pianeta, per non parlare che non sarebbe stato da solo.

Lee Minho e Lee Felix sarebbero stati lì con lui a fargli compagnia e magari anche dargli un tetto sotto cui stare.

Si erano trasferiti qualche anno prima, volevano scappare da quella città opprimente, lasciando tutto e tutti per inseguire la loro volontà di farsi un'altra vita.
Ma lui doveva ancora finire l'università e non voleva abbandonarla per inseguire i suoi amici e non il suo sogno.

Fu una vera fortuna aver avuto un'offerta di lavoro simile, fotografo per i modelli più conosciuti di tutte le riviste di New York, se non tutta l'America e tutto il mondo.

Avevano notato le foto che scattava e postava, avendo iniziato come fotografo per gruppi coreani a Seoul, non rimase tanto sorpreso da ciò, però era una soddisfazione enorme poter tornare dai suoi migliori amici e fare il lavoro che più desiderava di fare.

Quindi si ritrovò davanti alla porta in vetri più grande che avesse mai visto, titubante sul primo passo da compiere.
Le luci, le pareti, i pavimenti stessi, non avrebbe mai potuto immaginare così nel dettaglio ogni singola sfumatura e imperfezione che sembrava essere tutt'altro che imperfetta.

Gli sembrava ancora un sogno, ma era realtà, come il ragazzo che gli era stato posto di fronte, un angelo dagli occhi sottile e uno sguardo che ti penetrava l'anima.

Il suo lavoro iniziava da lì, fotografarlo, fargli vedere le foto e sperare che gli piacciano perché lui era speciale lì.
Il figlio del capo, ambizioso anche più del padre, viziato e mai contento di nessun lavoro.

Sarebbe mai stato così difficile farlo felice?

🌸.•°🍒°•.🎀

Si sentiva osservato, la gente lo fissava mentre lui era seduto su una poltrona in pelle bianca a sudare freddo e ansioso che finissero di discutere.
Ma si sentiva amche profondamente ignorato, come se la sua presenza fosse superflua, ricordandogli come lui in quel edificio non rappresentasse ancora nulla.

"Che tipo di stereotipo è questo? Se sono coreano non vuol dire che sappia parlarlo"
Ma lui lo sapeva bene l'inglese... aveva anche fatto dei corsi per parare l'accento americano e dimenticare quello inglese.
"Sinceramente io-" venne interrotto.

"Non sto dicendo questo signorino Yang, è per precauzione, è stato suo padre a sceglierlo. Noi siamo solo incaricati di presentarglielo e dargli le prime indicazioni, per il resto sarai tu a dargli istruzioni" disse la donna di colore di fronte a lui.
Il completo rosa shok le risaltava il volto e il rossetto scuro le stava d'incanto.

Finalmente gli avrebbero rivolto parola.
Sembrava di esser tornato a quando aveva 6 anni, i suoi genitori litigavano e lui non veniva preso in considerazione per le scelte che prendevano, come l'essere rimasto con la madre, quando lui sarebbe voluto vivere almeno con entrambi.

"Piacere Rachel, ci scusi per prima" disse e finalmente Hyunjin si alzò facendo un leggero inchino e presentabdosi con rispetto.
"Le ho fatto un piccolo elenco di ciò che dovrebbe fare quest'oggi, non è molto, ma poi gli impegni si accumuleranno, ne stia certo" disse mentre la testa le si voltò per qualche secondo indicando il ragazzo a pochi centimetri di distanza.

Sorrise e congedò quella che poteva sembrare la sua manager.
"Seguimi e non fiatare"
Guardò l'elenco che gli aveva dato e i suoi occhi si spalancarono a qualsiasi cosa ci sia scritto sopra, se quello era "poco" non immaginava cosa fosse "tanto".
Presero l'ascensore e si concesse il tempo di poter scrivere a Minho

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SHUU🐱

MIO DIO
MINHO NON SAI QUANTO È SCORBUTICO QUESTO

GIURO CHE LO FACCIO FUORI

la manager mi ha dato un elenco con le poche cose che devo fare oggi

NON SONO POCHE

Non sarà così male dai
Cosa devi fare se non essere il
fotografo

Gli devo fare da makeup partist
Devo scegliere IO i vestiti
IO decido le pose
IO scatto le foto
E ancora una volta io devo stargli simpatico

C'è davvero scritto questo?

Il punto 21 dice che la mattina dovrei portargli uno yogurt al cocco oppure con lamponi per stargli simpatico

Scopartelo?

No vabbè che simpaticone

PERDO IL LAVORO COSÌ

Non ti scaldare era un'idea
Torno a lavoro, i clienti hanno fatto arrabbiare un gatto.

Ci sentiamo pupo💋

Spero ti graffi

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Le porte dell'ascensore si aprirono portando ad un corridoio illuminato lateralmente dalle enormi pareti di vetro.
Seguì il ragazzo di fronte a lui fino alla stranza infondo con una targetta con scritto RISERVATO a caratteri cubitali e in rosso.

Al suo interno c'era tutto l'occorrente per decine e decine di set fotografici di alto livello, macchine fotografiche che pensava potessero esistere solo nelle vetrine o nei suoi sogni più belli.
Ogni obbiettivo era tenuto su diversi ripiani disposti in ordine di marca e grandezza, protetti da una vetrina.

Se fosse stato in un anime i suoi occhi sarebbero stati rappresentanti con dei cuori in rilievo fuori dalle orbite, o di un rosa coquette appariscente con cuoricini che man mano si ingrandivano.

Il suo cuore palpitava talmente forte che dovette guardare altrove per calmarsi.

"Bene, tutte le prossime indicazioni che ti saranno date ti saranno date solo da me, seguirai solo me, se ti dico di fare una cosa tu la fai, se ti dico che quest'oggi faremo una serie di foto tema Halloween, cosa faremo oggi?"

Hyunjin lo guardò accigliato, ma rispose subito alla domanda senza perder tempo.
"Faremo uno shooting a tema Halloween..."
"E bravo il novellino" disse Jeongin dandogli una pacca sulla spalla.

"Cercherò di essere gentile perché, onestamente, non mi sembri un disagiato come quelli precedenti, non mi devi truccare tu, sono capace da solo, per i vestiti mi darai una mano e sì, lo yogurt al cocco è buonissimo" disse mentre prendeva il foglietto che aveva ancora in mano, accartocciandolo e buttandolo nel cestino.
"È inutile, non ti sarebbe servito"

Lo vide spostarsi per la stanza, abituato agli spazi, al ricordo di ogni volta che ci è stato da quando era piccolo, ogni minimo dettaglio lui lo sapeva.
Le sue mani esperte scelsero i pennelli giusti da usare, i colori che più gli risultavano il viso e più adatti per sembrare... un vampiro.

La candida camicia era sottile e leggera sulle sue spalle, i pantaloni neri leggermente larghi e degli stivali eleganti con un accenno di tacco, ancora non lo raggiungeva di altezza.
Ma lo guardava comunque dall'alto verso il basso, la sua aura era più decisa, più sicura a confronto con la sua.

Jeongin riprese a parlare.
"Non semprerebbe realistico se il sangue finto lo mettessi io, sei un artista dovresti saperlo fare"
Era un artista, si, ma un fotografo non un pittore.

Prese il pennello immerso nel liquido rosso, denso e scuro come del vero sangue, si avvicinò al suo viso poggiando le setole sul lato della bocca.
Premendo il fluido scese lungo il suo mento colando sul collo e subito si ritrasse.
"Scusami non pensavo lasciasse tanto" disse e riprese a macchiargli la maglietta.

"Tranquillo, non è male, sembra meno pensato e più naturale" piegò la testa di lato scrutando ogni particolare del viso di Hyunjin, come il sottile neo sotto l'occhio e le labbra rosse e granti che sembravano quelle di una bambola di porcellana.

Jeongin gli prese il pennello dalle mani e fermandolo tenendogli il polso.
Lo tenne stretto mentre gli colorava il palpo e i polpastrelli creandogli solletico.
"Premi qui" disse mettendo la mano sul punto del petto poco sopra la clavicola "E ora fai scivolare la mano"

E così fece.
La mano che si muoveva diagonalmente sul suo petto, piegando leggermente il tessuto.

Non può fare nulla, è il suo fotografo, ora è lui l'artista che gli rispecchia la vita, ma quando lo guarda con quei suoi occhi sottili e gli tiene la mano, potrebbe anche pensare che non per forza, un artista, deve seguire regole etiche.
Gli sorride dolcemente, ma sembra divertito mentre lo continua a fissare.

Il suo modello è un angelo e lui lo ritrarrà come tale, con ali bianche e aureola.

Ma dentro di sè sa che è tutt'altro che puro, una coda lunga anche metri, che lo trattiene vicino a lui e lo stringe come catene, i suoi capelli biondi, neri e la sua aureola trasformata in corna appuntite.

Sarà l'angelo che lo porterà all'inferno, o il diavolo che lo porterà in paradiso?

🌸.•°🍒°•.🎀

"Quindi com'è andata poi?" Chiede Felix davanti ad un caffè americano ghiacciato.
Un gatto si sta strusciando ai suoi piedi e un po' gli ricorda Kkami.
"Mi ha chiesto di uscire stasera, visto che ormai siamo colleghi vuole farmi conoscere alcuni dei suoi amici"

"Anche loro modelli?" Prende un sorso e stringe le labbra e gli occhi per il sapore.
"A quanto pare, molti di loro hanno posato con lui, per questo li conosce"
Dice e prende in braccio il gatto dal pelo lungo che non lo lasciava più in pace.

"Secondo me devi attenerti al mio piano pasticcino" dice Minho qualche tavolo più lontano mentre pulisce.
Gira gli occhi al cielo e sispira cercando di mantere la calma, almeno oggi.
"Che piano?" Chiede il biondo.
"Secondo me deve andarci a letto, è figo, è ricco e pure più giovane, cosa può esserci di meglio?"
È più un'affermazione che una domanda.

Controlla l'orario e sarebbe ora di cenare, ma Minho non ha ancora finito il turno ed è l'unico a lavorare al momento. Dovrebbe chiudere da un momento all'altro e si dirige a casa con l'altro coinquilino.

"A che ora esci?" Gli chiede e fa troppe domande per i suoi gusti oggi.
"Scusami, è che Minho non ha una vita molto muovimentata come la tua, sta ancora sotto il suo ex" dice e si avvicina per stare a braccetto sotto il venticello autunnale.

"Sai ora si è rifidanzato, dice che non gli importi, ma continua a guardare i profili Instagram di entrambi, pure di Facebook!" Sussurra, ma sembra comunque che stia gridando.
È consapevole di quanto sia pettegolo, ma non sapeva di tutto ciò e solitamente non si tengono segreti fra di loro.

Qurlle sera vorrebbe sprofondare nel divano davanti ad una puntata di Friends con un sacchetto di popcorn oppure una ciotola di ramyeon.
Invece è davanti ad uno specchio, vestito relativamente elegante per un'uscita in qualche club con il suo... capo.

Forse potrebbe vestirsi come al solito senza essere elegante o appariscente, cristo lavora nella moda dovrebve saperlo.

Le air force stanno bene con tutto. Pantaloni neri leggermente strappati, un top aderente nero e air force pensa sua la combo perfetta.
Mette qualche anello in argento, la sua cintura preferita della DIESEL e la matita agli occhi lo aiuterebbe solo ad essere ancora più perfetto.

"Lo vuoi conquistare per caso?" Chiede il più grande dei suoi amici.
Lo abbraccia da dietro e sente il soffio del suo respiro sul suo collo.
"Sei tu che mi ha detto di provarci"

Minho si stacca e lo guarda, seduto sul letto, da capo a piedi.
"Vero, ma questo non gli da il diritto di portarti via da me" sorride e gli scappa una piccola risata carina.
"In caso ti dica no, ruba il portafogli e scappa"

Hyunjin sorride insieme a lui e pensa che non sia una così cattiva idea, anche perché non potrà dormire con Minho ancora per mesi.

Come sarà stare con una persona come Jeongin?

La relazione più pura e dolce che potesse mai desiderare, una luce bianca che lo acceca, o il buco nero che risucchia e attira tutte quello che gli sta vicino facendolo scomparire?

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Lascio a voi scoprire come mai potrà essere Jeongin, anche se dalla trama lo si potrebbe già dedurre.

Jeongin mezzo angelo mezzo diavolo penso sia la metafora più azzeccata per lui.

E comunque, si lo so che i demoni sono angeli caduti dal cielo, ma si fa comunque distinzione.
Per esprimermi meglio, le intendo come creature mitologiche e non bibliche.

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