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32: Doppia Sorpresa


Yoongi mi aveva portato in un cinema all'aperto! Solo che in mezzo al parcheggio c'era una sola macchina.

<<Ma... Insomma...>>

Mi girai verso Yoongi, che era ancora in piedi davanti alla sua macchina.

<<Ascolta Giuly... Mi dispiace ok?>>

Io assunsi un'espressione interrogativa e lo raggiunsi.

<<E di cosa?>> chiesi.

Lui abbassò lo sguardo.

<<Io non so cosa ti piace. Non so cosa ti piace mangiare, che posti ti piacciono, che compagnie ti piacciono, che film guardi, che musica ascolti e che libri leggi... Non so nulla di te. L'ultima volta che sono uscito con una ragazza, quella non ha fatto che lamentarsi tutto il tempo: perchè non le avevo comprato fiori, perchè il ristorante non le piaceva, perchè la collana non era abbastanza costosa e io ho finito per gettarle il mio piatto di ramen in testa... Non voglio fare gli stessi errori con te Giuly... Non voglio perderti cavolo... Sei l'unica che sei in grado di tirare fuori la parte migliore di me...>>

Io rimasi lì, a guardarlo, per poi, prendergli la mano.

<<Ascolta Yoongi... Non m'importa se non mi porti fiori, se non mi prendi collane costose o se non sai cosa mi piace... Neanche io so che film ti piacciono, che musica ascolti o che posti ti piacciono, quindi siamo pari... Stai tranquillo, non mi perderai mai, questo è sicuro. Te lo prometto>>

Lui abbozzò un sorriso.

<<Ho provato qui, ma non so se ti piace. Se non ti va, andiamo via, non c'è problema...>>

Io lo zittii con un bacio: quando ci vuole, ci vuole.

<<Qui va benissimo>>

Lui mi strinse a sè.

<<Sono fortunato ad averti>> sussurrò poi.

<<Vieni>>

Mi condusse alla vettura in mezzo al parcheggio. Mi fece sedere sul cofano anteriore della macchina e lui si mise dietro di me.

Mi fece appoggiare su di lui.

<<Sei comoda?>> chiese.

<<Sì, grazie, tranquillo... E tu sei comodo?>>

<<Sì>>

<<Che film guardiamo?>> chiesi.

<<Ehm... Non ricordo il titolo, ma se ricordo bene, dovrebbe far morire dal ridere>>

<<Ah... Ok, menomale>>

Dopo 3 ore e 30 di Titanic, io e Yoongi scendemmo dalla macchina.

<<Per f-fortuna che doveva far r-ridere>> gemette lui, sconvolto.

Io risi.

<<Dopo questo film, mi sa che non salirò mai più su una nave>>

<<Concordo>>

Guardai l'ora.

<<Sono quasi le due del pomeriggio. Ti va di pranzare?>> chiesi.

Lui annuì.

<<McDonald's?>> propose.

<<Mesi di cibo salutare... Addio!>> esclamai, risalendo in macchina.


Ordinammo e prendemmo posto.

<<Cosa vuoi fare oggi pomeriggio?>> chiese Yoongi.

Io lo guardai con aria innocente.

<<Cosa? Ho qualcosa in faccia?>>

<<No...Ho una proposta per oggi...>>

<<Spara, Giuly>>

Arrivarono i nostri ordini.

Lui afferrò la sua Coca Cola maxi ed iniziò a bere.

<<Miinsegrerestiaguidare?>>

Lui mi guardò strano.

<<Ahahah, cos'hai detto?>>

E fece un altro sorso.

<<MI INSEGNERESTI A GUIDARE MIN YOONGI?>>

Per poco non si strozzò con la Coca Cola.

<<COSA? IO?>>

Io annuii convinta.

<<Sì. Anche io voglio portarti in giro>>

<Ma con la mia macchina? Q-quella nera lì fuori?>>

<<Ehm... Ne hai un'altra?>>

<<Ascolta io non voglio morire ok?>>

Io risi.

<<Ma sì, non sarà così difficile no? Quando guidi tu, sembra facile>>

Yoongi faceva delle espressioni buffe, una dopo l'altra.

Ad un tratto, suonò il cellulare.

<<Chi è?>> chiesi.

Lui lesse il contato e rispose, senza preoccuparsi della mia domanda.

<<Sì? Ah, bene. Giuly? Sì, stiamo pranzando. Per le cinque? Ok ok, a dopo. Grazie. Ciao!>>

Vedendo la mia espressione, lui si affrettò a dire: <<Era Hoseok. Voleva sapere come stava andando>>

<<Ah...>> dissi distrattamente.

<<E cosa c'entrano le cinque?>>

<<Le cinque...? Ah, già... Ehm... Alle cinque Bang Si-Hyuk andrà alla villa per discutere di una cosa con Namjoon>>

<<E tu che c'entri?>>

<<Ehm... E che ne so! Hoseok me l'ha detto e basta>>

<<Ok ok. Ma torniamo a noi...>>

Lui mi guardò quasi piangendo.

<<Davvero davvero vuoi imparare a guidare?>>

Io annuii convinta, per la seconda volta.

Lui sospirò.

<<Oh dai... Non ti fidi?>>

<<Non è questo, Giuly... Non vorrei che tu ti faccia male...>>

Io allora mi alzai e lo strinsi da dietro.

<<Finchè sarò con te, non mi farò male, ne sono sicura>> gli sussurrai.

Lui pose una mano sulle mie.

Gli diedi un bacio sulla guancia per poi prendere la mia borsetta e avviarmi alla cassa.

<<Dove vai?>> chiese lui, seguendomi.

<<Vado a pagare>> risposi, pronta.

<<No, Giuly, non lo permetto. Sono io l'uomo!>> esclamò.

<<E io sono la donna!>> risposi, cacciando le mie banconote in mano alla cassiera prima che Yoongi potesse replicare.

<<Stammi a sentire: io sono una testa dura. Se devo fare qualcosa, cadesse il mondo, devo farla per forza>> dissi, riordinando il tavolo.

<<Beh, anche io sono una testa dura...>>

<<Non come me, fidati>>


Dopo esserci gustati dei deliziosi panini uscimmo e raggiungemmo la vettura.

Io porsi la mano a Yoongi in attesa delle chiavi.

<<Giuly...>>

<<Non voglio sentire>>

Yoongi alzò gli occhi al cielo.

<<Va bene, ma devi ascoltare ogni cosa che ti dico>>

Felice, mi sedetti e gli diedi un altro bacio sulla guancia.

<<Te lo sei meritato!>> esclamai.

Yoongi non riuscì a trattenere una risata.

<<Allora. Inserisci la chiave>>

<<Fatto>>

<<Ora abbassa il freno. NO! Non quello. L'altro>>

<<Ah ok>>

<<ATTENTA! Così inserisci la guida automatica>>

<<La cosa?>>

<<Dopo ti faccio vedere. Ora parti. Premi sull'acceleratore>>

<<Questo?>>

<<NO! Quello è il freno.>>

<<Questo?>>

<<Sì, quello. Premi. PIANO! COSÌ VAI VELOCISSIMA!>>

<<Più piano?>>

<<Sì, non vorrai mica schiantarti contro un albero!>>

<<Certo che no...>>

Lui sorrise.

Poi mi spostò i capelli dietro l'orecchio.

<<Sei così carina...>>

<<LO SO>> risposi, ridendo.

<<Ah, lo sai eh?>> 

Io annuii, per poi premere l'acceleratore.



Tutti i programmi che avevamo in mente quel pomeriggio andarono via con il tempo, perchè per quattro volte di fila sbagliai strada.

<<Yoongi...>> dissi, alla quinta volta.

<<Sì?>> disse lui, guardandomi con due occhioni.

<<Mi sa che ho sbagliato ancora...>>

<<CHE?>>

<<Ascolta Yoongi... Mi dici dove si va per casa mia?>>

Lui mi guardò un po' e fece un sorrisino nervoso.

<<C-casa?>>

<<Il mio appartamento, Yoongi>>

<<A-ah>>

<<Però>> dissi, con lo sguardo basso <<Guida tu, per favore. Mi sono persa cinque cavolo di volte!>>

<<Lo so, c'ero>>

Gli diedi una pacca sulla spalla: <<Questa è cattiveria!>>

Ridemmo, poi mi parcheggiai con molta fatica e cambiammo postazione.

<<Quindi... Dritti a casa?>> chiese lui, guardandomi.

<<Sì... Se ti va, resta fino a stasera, ci mangeremo una pizza insieme>>

Senza rispondere, lui partì.


Eravamo in silenzio, la radio non era accesa. 

Yoongi imboccò l'autostrada.

<<Yoongi...>> intimai, sperando di non farmi sentire.

<<Dimmi>>

Strinsi gli occhi.

Eh, cavolo. Non doveva sentirmi!

<<Mi dispiace>>

Lui si girò di scatto verso di me, preoccupato.

<<Mi stai lasciando, Giuly? No, ti prego, non anche tu...>>

Lo fermai.

<<Ma no! Non ti lascerei mai! È per oggi>>

Lui assunse un'espressione interrogativa.

<<E di cosa?>>

<<Ho rovinato il nostro appuntamento perfetto. Dovevamo passare una magnifica giornata e invece ci siamo persi per le autostrade. Tutto perchè sono una testa dura... Avrei dovuto ascoltarti, scusa...>>

Credevo che si mettesse a ridere, o a farmi la ramanzina sul fatto che mi preoccupo troppo e bla bla  bla, ma invece...

<<Mah, non so tu Giuly, ma io mi sono divertito ad insegnarti come si guida, a perdermi per le strade di Seoul e a guardare disastri epici tipo Titanic, e sai perchè? Perchè ci sei sempre stata tu. Oggi è stata la giornata più bella della mia vita!>>

Poi sentii che si parcheggiò.

<<Ora ascolta Giuly>> disse lui, prendendo una benda.

<<Fai quello che ti dico. Bendati>> disse, porgendomi la benda.

<<Perchè?>> chiesi.

<<Fallo e basta>>

Un po' preoccupata, mi bendai.

Poi sentii che la mia portiera si stava aprendo.

<<Ora>> disse Yoongi <<Afferra la mia mano>>

Con un po' di fatica, trovai la mando ed uscii.

<<Ora lascia fare a me>>

Sentii che stavamo camminando su un viottolo leggermente in salita. Poi percepii delle scale.

<<Ma siamo a casa mia?>> chiesi.

Yoongi non rispose.

Poi, d'improvviso, si fermò.

<<Okay Giuly>> disse.

<<Al tre togliti la benda>>

<<Ok>>

<<Pronta?>>

Mi lasciò la mano.

Sentii la sua voce un po' più lontana.

<<Uno...>>

<<Due...>>

<<Tre!>>

Feci come mi aveva detto: mi tolsi la benda e vidi che ero alla BTS' HOUSE.

Guardai davanti a me e vidi Yoongi.

Anzi no.

Vidi Yoongi, Nam, Jin, Hobi, Jimin, Tae e Kookie.

E in mano tenevano uno striscione, con scritto: <<Benvenuta a casa!>>

<<C-cooosa?>> esclamai, stupita.

<<Benvenuta a casa piccola!>> esclamò Yoongi facendo un passo avanti.

Poi disse: <<È stata un'idea di tutti e sette. Non ci andava che ogni volta la nostra manager doveva fare 30 chilometri per venirci a trovare ed andare al lavoro. Quindi abbiamo deciso che ti trasferirai qui>>

In quel momento l'unica cosa che riuscii a dire fu: <<M-ma tutte le mie cose?>>

<<Ci hanno pensato i ragazzi oggi, mentre noi eravamo fuori>> disse Yoongi.

<<Diciamo che l'appuntamento era anche una specie di scusa. Ma non del tutto: volevo veramente uscire con te>>

<<R-ragazzi...>> gemetti. <<Io n-non so che dire...>>

<<Non dire nulla e vai a goderti la tua stanza! Stasera cenone di benvenuto!>> esclamò Jin.

<<Grazie ragazzi. Vi voglio bene. Avete realizzato tutti i miei sogni. Wow... Non credevo fosse possibile....>>

<<Tutto per la manager più brava del mondo!>> disse Nam, sorridendo.

<<Voglio abbracciarvi tutti ok?>>

I BTS si strinsero tutti intorno a me.

<<Siete la mia famiglia...>> dissi, in mezzo a tutto quell'affetto.

<<Ora basta moine. Vai a vedere la tua stanza!>> disse Tae.

<<Vieni, ti accompagno piccola>> sussurrò Yoongi.

Gli presi la mano ed entrammo nella mia nuova casa. 

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