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Capitolo 23

Ieri sera non ho avuto modo di parlare con Makoto, non ci siamo visti perchè sono andata da Shoichi.

Adesso siamo soli quindi ho tutto il tempo per parlargli.

"Makoto, posso farti una domanda?" chiedo vedendolo togliersi la giacca della divisa, allentando poi la cravatta.

Siamo tornati un attimo fa ma non ce la faccio ad attendere oltre, mi piacerebbe sapere subito per quale motivo mi guardava alle scuole medie.

Forse non me lo dirà ma voglio provarci, se non glielo chiedo non posso sapere se intende dirmelo oppure no.

"Che c'è?"

"Ieri sono stata da Shoichi, dopo gli allenamenti abbiamo parlato un po' e mi ha detto una cosa che non sapevo. Voi avete frequentato la stessa scuola media ed eravate in classe insieme, quindi vi conoscevate già prima. Makoto, se ti va puoi dirmi perchè mi guardavi quando ne avevi l'occasione?" chiedo voltandomi verso di lui.

"Che bisogno c'era di dirtelo? Non poteva farsi gli affari suoi?" risponde, solamente dopo aver sospirato.

"Beh, è stato gentile. Gli ho detto che stiamo insieme quindi forse ha pensato non ci fosse nulla di male nel dirmelo. Ti da fastidio che io sia venuta a saperlo?"

"Non è quello. È solo imbarazzante."

Sorrido, mi sento sollevata, per un attimo ho temuto mi avrebbe detto che non gli avrebbe fatto piacere.

"Quindi ti va di dirmelo?"

"Non mi lascerai stare finché non te lo dirò vero?"

"Dai, è che sono curiosa!"

"Se vuoi saperlo così tanto allora non chiedermi di continuo se mi va di dirtelo, tanto non ti arrenderai finché non te lo dirò." dice sistemando le sue cose, sedendosi subito dopo sul divano.

Ha sospirato e si è spostato verso destra, il che significa che ha deciso di parlarmene, prima però vuole che io mi sieda accanto a lui.

Prendo posto alla sua sinistra, continuando a guardarlo con un sorriso.

"Ti guardavo perché ti trovavo carina. C'è altro che vuoi sapere?" chiede, portandomi a mettere un broncio.

Mi ha dato una risposta che non mi ha fatto capire nulla, non pensavo si imbarazzasse così tanto nel parlare di quello che pensava di me, però non intendo mollare.

"Makoto! Non darmi risposte che non mi fanno capire nulla."

"Guarda che non sono uno di quei ragazzi che ti dedicherebbe una poesia, cosa vuoi che ti dica?"

"Lo so, però mi piacerebbe sapere tutto. Dalla prima volta che mi hai notata a quello che pensavi di me giorno per giorno continuando a guardarmi. Insomma, cose così." rispondo, arrossendo appena in viso.

Ho spostato per un attimo lo sguardo verso le mie gambe, nel dirgli quelle cose mi sono imbarazzata.

"Va bene, te lo dico."

"Dici sul serio? Evviva!"

Sorrido facendo scontrare le mani l'una contro l'altra, sono riuscita a convincerlo e ne sono felice.

Chissà cosa pensava di me qualche anno fa.

"La prima volta è stata davanti alla mia classe. Il sole stava tramontando e tu parlavi con una ragazza. Avevo da fare e non ti ho prestato molta attenzione, il giorno seguente però ti ho vista di nuovo. Ti trovavi davanti al distributore, avevi un dito sul mento e ti eri abbassata con le gambe per vedere meglio le ultime file. Avevi scelto dei biscotti e un succo di frutta."

Si ricorda ogni cosa.

Nemmeno io ricordo tutte le cose che faccio, se si tratta di cose recenti non ho problemi ma stiamo parlando delle scuole medie, mi sono completamente dimenticata di quello che ho preso al distributore quel giorno.

Se si ricorda ancora della mia scelta significa che per lui quel momento è molto importante.

"Ho pensato che eri carina. Nei giorni successivi ti ho incrociata varie volte e ti ho osservata senza volerlo. Quando mi passavi davanti e ti vedevo sorridere non riuscivo a cambiare direzione. Mi sentivo attratto."

"Ti sentivi attratto?"

"Ehi, che fantasie ti stai facendo?"

"N-No! Nessuna! Ho capito che intendevi qualcosa come una calamita, credo." rispondo gesticolando, vedendolo sorridere subito dopo.

Il mio cuore stava ricominciando ad andare come un treno, provavo tanto imbarazzo, non volevo fraintendesse la mia domanda.

"Comunque, ti ho osservata per tanto tempo. Alle medie ero interessato a conoscerti ma allo stesso tempo non volevo farmi avanti. Non sono certo il tipo che si mette a dire cose stupide per conoscere una ragazza. Non ero innamorato di te, solo ti trovavo carina. Mi sarebbe piaciuto parlarti almeno una volta ma non è mai successo. Adesso sei contenta?"

Annuisco con un sorriso prima di rispondere.

"Mi dispiace non averti notato. Sai, anche io avrei tanto voluto conoscerti prima Makoto!"

Era come immaginavo, non era innamorato di me ma provava una sorta di interesse nei miei confronti, forse se mi avesse conosciuta a quei tempi quel suo semplice interessamento si sarebbe trasformato in qualcosa di più forte.

Ma sono felice sia andata così tra noi, il destino ci ha fatti incontrare anche alle superiori e ora siamo felici insieme.

Non poteva andare meglio di così.

"Visto che mi hai fatto fare questo imbarazzante discorso stasera resti da me a dormire. Avvisa tua madre."

"Eh?"

Sono arrossita di colpo, non mi aspettavo una proposta simile, non ho mai dormito da lui e se devo essere sincera ho un po' d'ansia.

Però non me la sento di rifiutare, voglio passare tanto tempo con lui e mi piacerebbe cenare anche insieme a sua mamma.

Non ho mai avuto l'occasione di conoscerla, spero di piacerle, chissà se Makoto le ha già parlato della nostra relazione.

"Makoto, senti...Tua madre sa di noi?"

"No. Stasera glielo dirò."

"E se non dovessi piacerle?"

"Chissene importa. L'importante è che piaci a me no? Comunque dubito tu non le piaccia. Non farti venire paranoie inutili, hai capito stupida?" dice, dandomi un colpetto sulla fronte con due dita.

Con le sue parole riesce sempre a farmi sentire più tranquilla, in un attimo tutta l'ansia che stava iniziando a venirmi è scesa di un sacco di gradini.

[Più tardi]

Sono uscita dalla vasca appena dieci minuti fa, mi sono sistemata e adesso mi trovo in salone davanti a Makoto.

Mi ha fatto usare il bagno di camera sua, ammetto che mi sono sentita in imbarazzo, ho anche esitato a entrare per guardare un po' la sua stanza.

Makoto si è fatto il bagno prima di me, adesso indossa la maglia che usa per stare in casa, gli sta molto bene.

Prima sono passata da casa, mamma non era ancora tornata da lavoro così le ho mandato un messaggio per avvisarla che sarei rimasta a dormire da Makoto e di non preoccuparsi.

Inizialmente lui non voleva farmi andare via ma non volevo causare troppo disturbo, mi ha detto che era disposto a prestarmi i suoi vestiti per la notte ma ho voluto comunque passare da casa per prendere le mie cose.

La cena con sua mamma è andata bene, ha detto che gli sono simpatica e anche a me piace molto, non voleva nemmeno che la aiutassi in cucina ma l'ho fatto ugualmente.

Sono abituata con mamma ma mi piace anche aiutare le persone, che io sia loro ospite oppure no.

"H-Ho finito di fare la doccia. Grazie per avermi permesso di usare il tuo bagno!" dico con un filo di imbarazzo in viso.

Anche se stiamo insieme faccio fatica a non provare imbarazzo in certe situazioni.

Poco prima che lo interrompessi stava bevendo dell'acqua, ero ancora dietro la parete ma ho notato subito le sue labbra poggiate sul bicchiere.

Cavolo, erano proprio da baciare.

Ultimamente faccio spesso questo genere di pensieri, non ho idea di cosa mi stia prendendo ma forse sono talmente innamorata di lui che non riesco a pensare ad altro.

"Non sono uno sconosciuto. Non serve che mi ringrazi in quel modo ridicolo." risponde solo dopo aver riso delle mie parole.

Non pensavo fosse una cosa tanto ridicola, volevo solo essere gentile, però mi rendo conto che stando insieme non è una cosa troppo normale da dire.

"Comunque, mi spieghi che razza di pigiama ti sei messa?" chiede, solamente dopo essersi fermato a osservarmi.

Il pigiama che indosso è un completo.

Fa molto freddo in questo periodo così ho pensato sarebbe stato meglio metterne uno che avesse dei pantaloni lunghi, inoltre è del mio colore preferito, il rosa.

Ho legato i capelli in due codini e sopra la testa porto una mascherina per coprire gli occhi poco prima di dormire.

Pensavo di stare bene vestita così.

"La settimana scorsa sono stata in un centro commerciale e nel reparto bambini c'erano gli sconti. Così visto che c'era della mia taglia ho pensato potesse starmi bene e l'ho comprato." sorrido appena un attimo prima di sentirlo ridere.

"P-Perché stai ridendo? Mi sta male?" controllo nuovamente il mio pigiama, tenendolo in alcuni punti con le mani.

"Dovrebbe essere una ragazzina di undici anni a indossarlo non una diciottenne."

Uffi, che vergogna, non ne faccio mai una giusta.

Ora ha smesso di ridere, ha ripreso a guardarmi e in un attimo mi ha raggiunta.

"Riesci a essere carina anche con cose ridicole come quella addosso. Sei davvero incredibile." dice, dopo aver posato la mano sulla mia guancia, unendo successivamente le sue labbra con le mie.

Lui è sempre stato così, quando ride di me non lo fa con cattiveria ma in qualche modo trova carino tutto quello che dico o faccio, è davvero dolce, mi piace così tanto.

"M-Makoto..."

"Andiamo a dormire." dice, andando poi verso la sua stanza.

Adesso che ci penso non abbiamo ancora parlato di dove dormirò, a cena sua mamma non mi ha detto nulla ma di solito quando viene qualcuno a dormire gli si prepara un posto.

"Makoto, io dove dormo?" gli chiedo vedendolo accendere la luce.

"Eh? Che razza di domanda è? Dormiamo insieme, mi sembra ovvio."

Eh?

Insieme?

Se gli chiedessi quello che voglio sapere sarebbe troppo imbarazzante, ma se con quella risposta intendesse esattamente quello che penso non saprei come comportarmi.

Ha chiuso la porta della camera che si trova alle mie spalle, mentre io sono davanti al letto.

Non so che cosa fare, l'ansia mi sta divorando.

"Beh, non ti sdrai?" chiede avvicinandosi.

Sono sempre stata spaventata all'idea di farlo con lui, da quando ci siamo messi insieme ogni tanto mi capita di pensarci.

Penso al fatto che per me sarebbe la prima volta e questo mi porta ad avere ansia e paura, paura di come potrebbe andare.

Ma questo non significa che io non sia favorevole.

Ci ho pensato a lungo e non posso avere sempre questa costante paura di come possa andare, l'unica cosa a cui ora devo pensare è ciò che sento.

Amo Makoto con tutta me stessa, ecco percè non mi tirerò indietro.

"Makoto! Fallo con me, adesso! Per favore." dico alzando il tono della voce, arrossendo leggermente in viso.

La sua espressione un attimo fa era sorpresa ma ora ha cominciato a ridere, forse non avrei dovuto chiederglielo così ma non sapevo in quale altro modo dirglielo.

"Sei scema? Mi chiedi per favore anche in un momento simile?"

"Scusami! È che non sapevo come dirtelo quindi ho pensato di essere diretta. Ma se non vuoi non mi offendo. Se preferisci dormire io-"

Mi interrompe, facendomi cadere all'improvviso sul letto, mentre lui si sistema sopra di me.

Non mi ha lasciato nemmeno il tempo di finire la frase, non ha esitato un secondo e mi ha baciata.

"Col cavolo che dormo. Come pretendi che io faccia se mi metti davanti questa possibilità? Mi hai sorpreso."

Sorrido, portando una mano sopra la sua guancia.

Quando sono con lui le mie insicurezze e le mie paure svaniscono come per magia, per questo sono sicura di aver fatto la scelta giusta.

Se è con Makoto va bene.

Non voglio nessun altro oltre a lui, non lo condividerò con nessuno, ormai posso dire con certezza che Makoto è mio.

"Yuma. Nessuno ti prenderebbe seriamente vedendoti in queste condizioni, lo sai vero?" chiede continuando a osservarmi.

Sembra quasi che il cuore mi stia uscendo dal petto, non riesco nemmeno a dire una parola, non riesco a comprendere il significato delle sue parole e non ho la concentrazione per farlo.

"Ma non è un problema. Basterà toglierli." dice, posando l'attimo seguente le sue labbra sul collo, mettendo successivamente una mano sopra i codini, prima uno e poi l'altro.

Ha sciolto entrambe le code, in modo da rendere liberi i miei capelli, ora può dedicarsi a fare ciò che desidera.

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